Visualizzazione post con etichetta autopromo. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta autopromo. Mostra tutti i post

Fantascienza - Storia delle storie del futuro

Dopo quindici anni di carriera è strano poter dire che sta uscendo di nuovo il "mio primo libro". Perché Fantascienza - Storia delle storie del futuro è in effetti una prima volta per me, perché è la mia prima pubblicazione non di narrativa. Ed è anche la prima volta che non scrivo da solo ma in coppia con Angela Bernardoni, con cui immagino sappiate già, collaboro già da diversi anni per articoli, podcast e riviste.

 

Di fatto FSSF (come lo chiameremo d'ora in poi) è nata proprio come evoluzione di una serie di episodi di Reading Wildlife in cui abbiamo ripercorso la storia della fantascienza. L'esigenza nasce dal fatto che, ci siamo accorte, là fuori non c'è tanto materiale disponibile e facilmente fruibile per chi volesse farsi una rapida e sommaria cultura di fantascienza letteraria. Ovvio che ci sono saggi, articoli e wiki, ma sono fonti dispersive e spesso troppo vaghe o troppo specifiche, e per chi non ha familiarità e interesse già maturato rispetto al genere è facile lasciarsi sopraffare e mollare tutto. Soprattutto per lettori giovani e volenterosi, ma poco pazienti.

FSSF non è un testo per specialisti, ma piuttosto un "Fantascienza for dummies" che abbiamo voluto dedicare a chi ha interesse a scoprire questo genere ma non l'ha mai fatto, o per chi è rimasto al 1984 o per chi non è ancora sicura che la fantascienza le piaccia o no. Abbiamo tracciato un percorso storico/critico che procede in ordine cronologico, dalla proto-protofantascienza fino al solarpunk, parlando di movimenti, tendenze, correnti, topoi, autori, autrici, titoli, premi. E anche problemi, limiti, dubbi, perché ci sono anche quelli, da sempre, ed è bene che siano espressi.

Quello che vogliamo fare è rendere la fantascienza accessibile anche a chi non la frequnta quotidianamente, come facciamo noi da tanto tempo, e non si rende conto che da fuori è difficile capire di cosa stiamo parlando. Anche per questo la pubblicazione con Armillaria, casa editrice non di genere, che si dedica alla saggistica di temi vari, serve a portare questa materia al di fuori del solito giro.

Fantascienza - Storia delle storie del futuro sarà disponibile in libreria dal 28 novembre, ma è già preordinabile sul sito dell'editore.


Hallucigenia

Era da un po' che non mi coinvolgevano in un'antologia, anche perché ultimamente mi sto tirando indietro da vari progetti perché il tempo e la voglia mancano sempre di più. Tuttavia quando il buon prof aretino Andrea Berneschi, con cui ho condiviso alcuni dei miei primi passi editoriali (faceva parte di quel gruppo variegato con il quale è uscita la mia prima antologia Spore e la sua prima antologia Necroniricon), mi ha proposto di scrivere un racconto "fantasy psichedelico", io ho risposto "checazzo vuol dire". Poi mi ha spiegato che voleva dei racconti fantastici surreali e allucinati, che forse più che fantasy penso che si possano inquadrare nell'ambito del weird che tanto ingloba tutto quello che è oco definibile, ispirati da Dalì, Bosch, Jodorowsky. È  stato a causa sua che mi sono procurato e ho letto L'Incal, e questo avveniva alcuni anni fa perché il progetto era nato prima con una certa intenzione, si è perso per la strada e poi è stato recuperato e finalmente ha trovato la sua via nell'antologia Hallucigenia.


Che poi, chiedi a me di partecipare a una raccolta che porta come titolo il nome di una enigmatica creatura preistorica della notte dei tempi, cioè, stiamo a posto proprio. Onestamente non ho letto niente degli altri racconti presenti, ma ci sono nomi interessanti che si muovono nel sottobosco sia dell'editoria tradizionale che self, come gli stessi curatori Andra Berneschi e Michele Borgogni, ma anche Lorenzo Davia, Giorgio Smojver, Ambra Stancampiano, Flavio Torba, Stefania Toniolo. Insomma le prospettiva sono buone. L'introduzione è di Cristiano Saccoccia e abbiamo endorsement e blurb di Vanni Santoni.

Il mio racconto che chiude la racoclta (presumo per mere questioni alfabetiche) è Il canto della gigattera, una storia di guerra in cui il protagonista è un gastronauta (sic), un pilota di balene che per dirigere queste bestie sottomarine deve farsi ingoiare e sottoporsi a una digestione controllata che gli permette di entrare in contatto con il loro subconscio... e potenzialmente con quello del padre morto digerito da quella stessa gigattera prima di lui.

Trovati Hallucigenia su amazon, in ebook e cartaceo, in sconto fino al 17 luglio.


Missing Words

Questo post aspettavo di scriverlo almeno dal 2017, cioè quando ho formulato il proposito preciso di scrivere la storia che ho concepito con il titolo di Scrabble di cui trovate traccia nei meandri di questo stesso blog. In realtà l'idea di base per questa storia era ancora più vecchia, e ne ho iniziato a parlare già poco dopo la pubblicazione di DTS, ci sono post su facebook risalenti al 2015 in cui nomino l'ideale trilogia Scrabble - Taboo - Monopoly. Poi gli anni sono passati, nel frattempo ho fatto altro e i primi tentativi con Scrabble non hanno avuto successo, fino a quando poco prima della pandemia ho ricevuto l'interesse di un "grosso editore". Quello che era un progetto per me pressoché abbandonato è tornato al centro della mia attenzione, se pure a fasi alterne, e ciò che era nato come Scrabble adesso esiste davvero con il nome di Missing Words - Se solo avessi le parole.

Missing Words (da ora in poi: MW) è un romanzo young adult distopico, ambientato in un mondo in cui l'uso delle parole non è libero ma filtrato dal dizionario personale di ognuno. Le parole non aquisite non possono essere lette o udite, e quindi è impossibile conoscerle e usarle. L'unico modo per acquisire nuove parole è comprarle... o vincere giocando a Scribolo, lo sport nazonale che è sostanzialmente una versione simile al nostro Scarabeo o Scrabble (da cui il working title del romanzo).

Il protagonista Zaf è un ragazzo di sedici anni innamorato della sua compagna di classe Tiara, ma poiché lei è di una fascia di parole molto più elevata della sua, non si sente in grado di descriverle i suoi sentimenti. E Tiara lascerà la scuola alla fine dell'anno, per cui l'unico modo che Zaf ha di spiegarle cosa prova per lei è partecipare ai campionati di Scribolo e sperare di vincere quanto più partite possibile, in modo da ottenere le parole di cui ha bisogno. Ma come può sperare di competere contro avversari che hanno un dizionario più ampio del suo e partono già avvantaggiati? E se davvero risucirà ad avere altre parole, basteranno a descrivere a Tiara il suo amore, o lo porteranno a scoprire nuovi sentimenti?

MW è una storia di formazione e un racconto di amore adolescenziale, ma anche un libro-gioco, perché le partite di Scribolo giocate nel corso della storia sono autentiche e descritte con cura, con le rispettive tattiche e strategie. Inoltre, il libro stesso contiene una vera e propria caccia al tesoro che verrà rivelata più avanti. Sono già pronti anche dei contenuti extra, nello specifico gli schemi completi delle partite giocate, che nel libro stampato compaiono solo con il tabellone di fine partita, mentre dalla pagina dedicata sul mio sito potrete seguire mossa dopo mossa.

Il libro uscirà il 29 agosto per Sperling&Kupfer ma è già disponibile per il preorder (eseguibile sia su store che nelle librerie!). Per chi vorrà acquistarlo prima dell'uscita ufficiale, ho pensato anche a un freebie: il regolamento completo di Scribolo! Per ottenerlo, potete inviarmi (via mail o dm) lo screenshot del preorder eseguito e un vostro indizzo email al quale invierò direttamente il pdf. Oppure, potete iscrivervi alla mia newsletter e lo riceverete direttamente il giorno dell'uscita.

Nei prossimi giorni, settimane e mesi avrò modo di parlare diffusamente di MW quindi non mi dilungo ulteriormente qui. Mi limito a rilevare come sia stato un percorso lungo e tortuoso, dall'entusiasmo iniziale per questa storia allo scoramento per non averle trovato una destinazione (nemmeno tramite agenzia), per poi trovare qualcuno che ha creduto in questo libro forse più di me, grazie soprattutto all'intercessione del collega e amico Livio Gambarini, il tutto a cavallo dello stallo indotto dalla pandemia che ha dilungato ulteriormente i tempi. L'esperienza di lavoro con una grande casa editrice è stata a sua volta edificante, a volte stressante ma comunque utile per capire come si muovono e ragionano i colossi dell'editoria. E mi ha anche lasciato in bilico per molto tempo, poiché i tempi incerti non mi permettevano di dedicarmi ad altri progetti consistenti, ragione per cui ho scritto molto poco i questo ultimo anno e mezzo.

Ma ora se le cose vanno come devono andare, tra un po' di tempo potrei iniziare a scrivere MW2. Perché sì, forse non ve l'ho detto, ma per quanto il primo arco narrativo si concluda, c'è ancora molto altro da raccontare di questa storia. Scrabble - Taboo - Monopoly era il progetto iniziale, ricordate? Ecco, se potrete mai leggere quello che ho pensato come Taboo dipende solo da voi.

A pxextx e  buona lxtxuxa!


Freetaly

Ci è voluto un po', qualcosa come dodici anni, ma batti e ribatti sono riuscito ad avere il mio primo racconto pubblicato in inglese. Ok, forse non conta perché in effetti è una casa editrice italiana, ma è comunque un bel traguardo. Anche perché Freetaly è per quanto è dato di sapere la prima antologia di racconti fantascienza italiana pubblicata in inglese di sempre. Quindi insomma non proprio una roba da nulla, dai. Fa piacere farne parte.

Il tutto parte da un progetto di Francesco Verso, che con la sua casa editrice Future Fiction da sempre si dedica a diffondere la scifi non anglofona, principalmente dal mondo verso l'Italia ma anche in altre direzioni, e stavolta dall'Italia verso l'estero. In questa raccolta quindi sono presenti i racconti di autrici e autori italiani di varia provenienza, con racconti per lo più già editi in italiano che sono stati tradotti per l'occasione. Tra i nomi presenti per esempio troviamo Vallorani, Quaglia, Farris, Vietti, De Santi, Teodorani, Conforti.



Il mio contributo all'antologia è Bad Parents, ovvero la versione tradotta di Cattivi genitori, che all'epoca era stato pubblicato in Spore, la mia prima raccolta. Ma visto che Spore è fuori catalogo da quasi dieci anni, questo libro è di fatto l'unico in cui sia possibile leggerlo (a meno che non chiedete a me una delle poche copie rimaste di Spore in mio possesso, ma perché mai dovreste?). Ho scelto di proporre questo racconto perché è uno di quelli in cui si sente maggiormente l'"italianità", fattore che non metto spesso nelle mie storie ma che invece qui era cruciale, e che quindi mi sembrava adatto per una raccolta di "storie italiane nel mondo".

Freetaly è acquistbaile in ebook e cartaceo da amazon e sul sito di Future Fiction.



I miei articoli per Stay Nerd - Gennaio-Giugno 2022

Ormai pure coi riepiloghi dei miei articoli per Stay Nerd vado ad aggiornamenti scaglionati, prima le facevo più spesso ma ora siamo finiti alla cadenza semestrale. Quindi se vi siete persi qualcosa ve lo beccate adesso in blocco, così magari mi fate riprendere qualche visualizzazione sugli articoli vecchi, dai.

 


Abbiamo ancora molto da imparare sui (e dai) Neanderthal - Se vi ricordate qualche mese fa ho avuto la mia fase di fissa sui Neanderthal (o meglio, non è ancora passato, ma in quel periodo mi ci sono concentrato) e dai libri che ho letto in quel periodo ho poi tirato fuori questo articolo, che potete leggere se non volete sorbirvi tutta la saggistica che mi sono fatto io.

Siamo tutti gli alieni di qualcun altro: profughi, migranti e migrazioni nella fantascienza - A partire dalla seconda stagione di Beforeigners (qui avevo parlato della prima a suo tempo) ho fatto un discorso più ampio sulle migrazioni nell'ambito della sci-fi.

Il fascino disturbante dell'uncanny: mostri, bestiari e atlanti dei mostri - In questo articolo ho sublimato la mia passione per gli atlanti degli animali estendendola agli atlanti degli animali che non esistono, o che sono esistiti, o che potrebbero esistere.

Perché Futurama è la sitcom perfetta anche dopo vent'anni - Devo davvero spiegare le origini di questo articolo? Diciamo solo che con la recente notizia della nuova stagione, era il momento adatto per rievocare quanto Futurama stava avanti.

Come noi millennial abbiamo scoperto il fantasy e la fantascienza attraverso la Storia Ancestrale - Articolo completamente sprofondato nella nostalgia, in cui rievoco la serie di fascicoli da edicola che in retrospettiva mi ha fatto l'imprinting sui generi narrativi.

Da Esplorando il corpo umano a Kurzgesagt: anche la divulgazione si evolve - Un punto della situazione sui libri divulgativi e su come questa funzione si è evoluta negli ultimi decenni, dal nostro Piero Angela al canale youtube di Kursgesagt.

I dinosauri come allegoria della nostra capacità di accettare il cambiamento - Questo può sembrare un articolo scemo, ma in realtà il discorso parte da quello strano fenomeno per cui la lobby TERF si è appropriata dei dinosauri come icona della loro ideologia, e del perché questo sia totalmente contrario a ciò che i dinosauri ci aiutano a comprendere.

Ciao, sono la fantascienza su TikTok - Un mio reportage dopo i miei primi mesi di permanenza nel settore libri di tiktok, nel quale mi sono imposto in breve tempo come punto di riferimento per la fantascienza letteraria (sostanzialmente perché nessun altro lo faceva).

Qualcuno spieghi ai nostri giornalisti che la fantascienza è andata oltre gli anni 70 - Periodico rant contro i professionisti dell'informazione per cui Fantascienza = Asimov.

Ricettacoli di Vuoto e Splendore: la filosofia di Hollow Knight - Hollow Knight è un videogioco indipendente diventato di culto in pochi anni che ho scoperto nei mesi scorsi ed è diventata una mia fissa in poco tempo. Questo è solo uno dei livelli dell'iceberg a cui sono sceso.

Analogico vs Virtuale nella meritocrazia perversa della curva a campana - A partire dalla lettura di Analogico/Virtuale di Lavanya Lakshminarayan ho fatto un collegamento con altre storie che raccontano di un futuro imminente in cui la divisione sociale è sistematica ed esasperata dalla componente social.


Questo mese ho fatto la fame

Salve gente che si ostina a seguire un blog su blogspot, state bene? Chiedo perché probabilmente ormai avete un'età, e bisogna iniziare a preoccuparsi della salute. Mi raccomando bevete tanto e non uscite nelle ore calde.

Detto questo, un piccolo aggiornamento sulle mie attività, visto che passo sempre meno di qui e prediligo invece altri canali per le mie attività. By the way, sarebbe il caso che mi seguiste lì, se vi interessa quello che dico e/o faccio, quindi pescate da qui il vostro canale preferito (now als on Tiktok!).

Ultimamente sono un po' impegnato con le mie attività collaterali alla scrittura, soprattutto quelle che riguardano sistemare le cose che scrivono gli altri invece di scrivere io, perché ho scoperto che è molto più comodo. E visto che si avvicina il Salone del Libro, segnalo le novità freschissime che potrete trovare lì a cui ho lavorato come editor.

 

 

Sono fame è il secondo romanzo di Natalia Guerrieri, dopo Non muoiono le api (che avevo editato sempre io, per Moscabianca). È un libro molto diverso dal precedente, quindi se vi è piaciuta la distopia di NMLA non è detto che vi piaccia questo allo stesso modo. In realtà le tematiche di fondo sono affini, la poetica di Guerrieri si percepisce al di sotto di una scrittura più asciutta e crudele. La fame del titolo è quella della Capitale, la città soffocante che consuma tutto e tutti, in particolare i giovani come Chiara che arrivano con la speranza di trovare un'occasione e invece si trovano a fare le rondini (cioè i rider). Consegnadno cibo nelle case le rondini vedono scorci delle vite altrui, a volte cupe e grottesche, e pedalando da una strada all'altra Chiara deve capire che cosa ha lasciato e cosa sta cercando davvero. Ne abbiamo parlato anche durante una diretta che potete trovare sul canale di Story Doctor.




 

Il libro nero della fame invece è la prima raccolta di Gerardo Spirito, una serie di racconti indipendenti ma ambientati in epoche diverse nella stessa zona, un paese del meridione ai piedi di una montagna che impone la sua presenza sui dintorni. Storie che potremmo definire horror, ma è un horror rurale, quello della gente che lavora in miniera e prega la Madonna, che si ammala di tisi e ascolta le prediche del parroco, che vede i figli morire di fame e aspetta i miracoli, solo che quando poi li riceve ci ripensa. Spirito scrive come una litania, come se stessimo leggendo il Pentateuco ma ambientato negli anni 40 in provincia di Benevento.

 

 

 

 

 

Entrambi i libri li troverete agli stand dei rispettivi editori, e se arrivate al momento giusto troverete anche i rispettivi autori. Ci sarò anch'io chiaramente, se proprio volete venirmi a cercare seguitemi sugli altri social su cui comunicherò meglio orari e posizioni previste.


Il fiore della quintessenza / Lost Tales: Andromeda 4

Siccome come già detto qualche settimana fa in occasione dell'uscita di 404 sono pessimo e non riesco a stare dietro alle cose (soprattutto in questo periodo, ma mi rendo conto che sto "periodo" ormai va avanti da sedici mesi), arrivo anche stavolta in ritardo a segnalare altre mie comparsate in antologie sparse per il mondo, e le accorpo anche in un unico post perché sennò davvero non trovo il tempo.

Partiamo quindi da Il fiore della quintessenza, un'antologia ideata e curata da Sergio Mastrillo e pubblicata da edizioni Ali Ribelli, con racconti a tema universi paralleli. Tra le autrici e gli autori coinvolti si trovano diversi nomi noti dell'ambiente della fantascienza italiana, oltre a qualche vecchia gloria che non si sentiva da un po' (andate a vedere chi è Ernesto Gastaldi) e qualche nuovo nome che sta iniziando a farsi vedere e riconoscere. 


Il mio apporto alla raccolta è il racconto Worasmus, una semplice storiella di doppelganger e pene d'amore interdimensionali. 'na cosetta senza pretese, scritta quest'estate per prendere respiro tra una revisione e l'altra di STM.


La seconda segnalazione è per il numero 4 della rivista Lost Tales: Andromeda, che attualmente è edita e distribuita da Lettere Elettriche. In questo caso quindi non si tratta di un'antologia ma di un volume che contiene anche articoli oltre ai racconti di vari autrici e autori.

Il mio racconto qui dentro è Accadde oggi, che si colloca all'interno del mio MEMEVERSE insieme ad altri racconti già usciti in giro. Anzi se siete state attente vi sarete rese conto che l'avevo annunciato già più di un anno fa, e infatti era un racconto che avevo scritto per un progetto che si è perso nei meandri del covid e di cui non si è più saputo nulla. Ora però avete un altro tassello del mio universo narrativo memetico, che in ordine cronologico è il primo tra tutti.

E con questo presumo di aver concluso le mie pubblicazioni per il 2021. Sono stanco, capo. Molto stanco.


404 - Fantascienza non conforme

Arrivo un po' in ritardo con questa segnalazione, perché si parla di un'uscita che risale al 10 ottobre, ma sono settimane piuttosto intense tra l'uscita di STM e tutto quello che comporta, presentazioni fiere podcast canali editing e poi c'è pure DUNE di mezzo che mica possiamo ignorarlo. Quindi mi scuso con tutte le persone coinvolte nel progetto se pare che li ho messi da parte, ma proprio fisicamente non ho avuto tempo fino a stamattina. Dopo l'excusatio non petita passiamo qindi all'annuncio: è uscito 404 - Fantascienza non conforme, un'antologia ideata e curata da Alessandro Forlani.

Se cercate "forlani" nel blog vedrete che ne ho parlato diverse volte commentando i suoi libri, e non faccio mistero di considerarlo uno dei migliori autori di fantascienza (e non solo) in circolazione oggi. Forlani già da diverso tempo si è ritirato dalla "vita editoriale" e preferisce produrre in autonomia i suoi testi tramite i canali di autopubblicazione, e lo stesso ha fatto con 404, che si colloca fuori dei canali editoriali non soltanto per la scelta self ma anche per il concept che lo ispira.


 

Quando Forlani mi ha contattato per partecipare all'antologia, mi ha chiesto di scrivere qualcosa di "fuori dagli schemi". Ma non nel senso per cui i Maneskin sono fuori dagli schemi, il senso era di scrivere un raconto di fantascienza che per temi, struttura, registro, stile o qualunque altra componente sarebbe difficilmente stato pubblicabile da qualsiasi editore rispettabile. Quindi l'idea era proprio quello di produrre un'antologia "scomoda", con storie che disturbano o mettono in difficoltà i lettori, al contrario di quanto normalmente viene chiesto. Ho pensato che fosse l'occasione giusta per proporre la storia Generazione D che avevo in testa da molto tempo, e che non avevo ancora scrito proprio perché ero pressoché sicuro che nessuno avrebbe voluto pubblicarla viste le tematiche tabù che affronta, una versione perversa de I figli degli uomini, che peraltro stavo leggendo proprio nelle settimane scorsa e ho scoperto che uno dei personaggi principali si chiama Julian, proprio come nel mio racconto. Coincidenza assurda oppure retcon, valutate voi.

Le altre autrici e autori coinvolte ne progetto sono alcuni nomi noti e altri meno della narrativa di genere italiana, tutti mediamente giovani (credo che non ci sia nessuno oltre i quarant'anni): Linda De Santi, Alberto Della Rossa, Irene Drago, Giuliana Leone, Maico Morellini, Ilaria Petrarca, Ambra Stancampiano, Fabio Ulcigai, Simone Volponi. L'introduzione è affidata ad Angela Bernardoni, che fa un ottimo lavoro nel tracciare il filo ideale che unisce queste storie nella visione di una fantascienza che non serve a consolare e nemmeno a predire, ma soprattutto a smuovere e sbattere fuori dalla comfort zone, mostrando gli estremi possibili della speculazione tecnologica o sociale che possono aiutare a interpretare il presente. Praticamente il pippone che faccio tutte le volte quando parlo della funzione della fantascienza, ma detto meglio.

Le illustrazioni dei racconti sono di Martina Biondini, che ha interpretato ognno dei racconti, e siccome erano troppo belli si è deciso di utilizzarli tutti come copertine: potete trovare infatti 404 in dieci diverse cover variant che rappresentano ognuno dei racconti. Personalmente trovo molto forte quella della versione Stancampiano che ha un deciso sapore di Memeverse (come d'altra parte il racconto stesso), ma scegliete pure la copertina che preferite, il contenuto è lo stesso


404 è acquistabile tramite amazon sia in cartaceo che in digitale. Meto il link alla "versione Viscusi", ma davvero, non mi offendo se acquistate una delle altre.


Sinfonia per theremin e merli

Ne ho parlato in abbondanza nei mesi (anni?) scorsi, ma finalmente posso fare il post che ha come titolo semplicemente il titolo stesso del libro: è arrivato Sinfonia per theremin e merli, il mio "secondo romanzo".

 

Uso le virgolette perché tecnicamente ne ho scritto un altro nel frattempo (quello Scrabble che leggerete tra non molto), e poi c'è Diario dal tempo profondo che ha la lunghezza per essere un romanzo ma io continuo a considerarlo un libro illustrato, ma se consideriamo il brutale criterio della pubblicazione, allora il secondo è questo. Il secondo romanzo esce nella stessa collana del primo, a sei anni da Dimenticami Trovami Sognami, sono tornato in casa Zona 42 per questa nuova corposa opera: mi pare che attualmente sia il volume più lungo nel loro, e considerando che DTS era invece il più breve, direi che così abbiamo compensato.

Questo è un post di annuncio quindi non voglio dilungarmi troppo a parlare di cosa racconta il libro, anche perché ho già anticipato molte cose nella newsletter e se non la seguite è solo colpa vostra. Mi limito a riportare qui quella che è la quarta di copertina:

Anni ‘60, colline fiorentine. Andrea Sarti vive nel casolare di famiglia, ha imparato a leggere a catechismo, è il primo della classe. Quando sulla Bibbia scopre il Libro dei Numeri è costretto a chiedersi cosa siano mai questi Numeri, e perché sono stati tutti cancellati. Andrea scopre che esiste la matematica. O almeno, esisteva: nel 1931 il Teorema di Incompletezza di Gödel ne ha infatti demolito gli assiomi, e la matematica ha smesso di funzionare come un incantesimo infranto. All'epoca, mentre le istituzioni crollavano per la crisi della matematica, la famiglia di Andrea ha cercato di salvarsi fuggendo da Firenze.Ora Andrea deve scoprire da solo se esiste un'alternativa. E deve farlo in fretta, perché le Camicie Nere sono sulle sue tracce. E se lo troveranno, lo aspetta l’Inquisizione. A guidarlo ci sono un antico diario, il theremin di nonno Alceste e il canto del suo merlo Gibbs.

Sinfonia per theremin e merli (da ora in poi, STM) è a oggi il romanzo che mi ha chiesto più impegno dal punto di vista della scrittura. Se da un certo punto di vista DTP è stato sfidante per la particolare natura "a incastro" rispetto alle illustrazioni, con STM invece la difficoltà derivava proprio dalla necessità della struttura narrativa e documentazione. Se siete scaltri potreste notare che nella mia bibliografia si trova già qualcosa con questo titolo, e infatti nel 2010-2011 scrissi un racconto con questo titolo, che arrivò in finale al Premio Robot e secondo classificato al Premio Giulio Verne (oggi non più attivo). Di conseguenza quella prima versione racconto, che deriva in realtà da un progetto ancora precedente legato alle compiante Edizioni XII, si trova in un'antologia che comunque è ormai fuori catalogo.

Questo libro riprende il concept di fondo e lo sviluppo che era presente in modo molto condensato in quello stesso racconto, ma espande enormemente il contesto narrativa, non solo nel presente della storia ma anche nel passato, quel 1931 in cui la matematica ha smesso di funzionare provocando la più grande Crisi dai tempi della Peste Nera. Questo quindi mi ha richiesto di studiare quell'epoca, in particolare la situazione tra Firenze e le colline circostanti, come Arcetri, Fiesole e Ontignano. Rispetto al racconto ho aggiutno personaggi, luoghi, snodi, conflitti, archi narrativi. È stato soprattutto questo che mi ha richiesto un notevole sforzo di progettazione e ristruturazione, che se è riuscita (e giudicheranno i lettori) è anche grazie ai suggerimenti di beta e alfa reader che mi hanno seguito nelle varie fasi del lavoro. Ho cercato di far confluire in STM non soltanto gli argomenti relativi al concept matematico/filosofico, perché questa è una storia, non un trattato né un documentario, e la storia la fanno le persone. Se nel racconto tutto era incentrato solo su Andrea, adesso abbiamo anche il punto di vista del nonno Alceste a guidarci negli anni '30, contrapposto a quello di sua moglie Dafne, la musicista che avrebbe potuto diventare la prima suonatrice di theremin italiana, in un altro mondo, in un altro universo. Allo stesso tempo ho approfondito molto di più le figure storiche presenti, in particolare matematici, fisici, ingegneri ed economisti che transitavano da Firenze in quell'epoca. Pur all'interno della divergenza storica da cui scaturisce la storia, anche loro hanno adesso un ruolo di primo piano.

Ma probabilmente di questi aspetti tecnici vi interessa il giusto. Magari ne parlerò più nel dettaglio in un video dedicato su Story Doctor, tra qualche mese, sia per esporre la struttura narrativa della storia sia per il processo di adattamento da racconto in romanzo. Per adesso, quello che conta, è che dopo dieci anni STM è davvero completo (quanto meno al meglio delle mie possibilità) ed è vostro.

Ci sarà occasione di parlarne nei prossimi mesi, anche di persona (ci sono già due presentazioni in anteprima programmate a Milano e Firenze). Per qualche dettaglio aggiuntivo sul libro e aggiornamenti sugli eventi, vi consiglio di seguire la pagina di Zona 42 e il mio instagram. Intanto si può già ordinare sullo store di Zona 42, e dal 22 settembre sarà distribuito anche in libreria.

Wir mussen wissen.


Projects update: api, merli e scarabei

Breve post di raccordo per aggiornare i passanti sui progetti a cui abbiamo lavorato nell'ultimo anno. Come sempre mi viene da dire che sono consapevole di stare trascurando questo blog, ma il mondo va avanti, e nuovi canali richiedono le mie risorse, infatti sono tutt'altro che sparito, anzi sono quasi ovunque tranne che qui.

Il primo importante update non riguarda una mia uscita, ma è comunque un progetto al quale ho dedicato quasi un anno di lavoro in backstage. Nei giorni scorsi Moscabianca Edizioni ha pubblicato Non muoiono le api, romanzo di esordio di Natalia Guerrieri, giovane autrice che lavora già da tempo nel campo della sceneggiatura ma qui si trova per la prima volta a pubblicare narrativa in forma lunga. Il risultato è un libro attuale, che potremmo definire distopico se questo termine non avesse perso buona parte del suo significato negli ultimi anni, eppure Guerrieri non si limita ad aderire ai topoi della distopia ma introduce degli elementi di disturbo, creando una storia di resistenza e riappropriazione che parte da un futuro-che-è-già-qui e lo sconvolge alle fondamenta, affinché i protagonisti della storia siano forzati a mettere in discussione i loro paradigmi. Non mi metto a fare la sinossi, quella la trovate sulla pagina del libro, ma posso dire che è un romanzo che parla molto di adesso senza i facili manicheismi che si trova nella narrativa generalista (che è quello che intendevo quando parlavo di "scrivere una storia sulla pandemia", anzi il riferimento al testo su cui stavo lavorando era proprio lui.)

 

 

NMLA è stato di fatto il primo romanzo che ho curato dalla prima stesura fino alla pubblicazione. Avevo già avuto modo di fare schede di lettura, editing e consulenze varie, ma molti di questi non so che fine abbiano fatto, erano lavori richiesti dagli autori e spesso è morto tutto lì. Finora quindi non mi era mai capitato di accompagnare un libro da una versione quasi embrionale fino all'uscita in libreria, e devo dire che è stato un processo inebriante. È andata che l'estate scorsa sono stato contattato da Moscabianca con cui stavo avviando la collaborazione come editor (poco prima che mi chiedessero pure "ma che ce la scrivi una storia sui mammiferi preistorici?", consapevoli che c'era una sola risposta possibile), e mi hanno sottoposto la prima stesura del romanzo di Natalia, chiedendo una mia scheda per la possibile pubblicazione. Quel testo, molto diverso da quello che potete leggere nel libro pubblicato, conteneva una storia forte e aveva uno stile definito, ma aveva bisogno di trovare più spazio. Abbiamo deciso che valeva la pena lavorarci, e così è iniziato il mio confronto diretto con l'autrice, che ha portato a far più che raddoppiare le dimensioni del romanzo (non che la lunghezza sia un pregio in sé, ma in questo caso ce n'era bisogno).

Lavorare con un'autrice "giovane" (comunque lo vogliate intendere), con una prospettiva non viziata dai paletti dei generi ma una discreta conoscenza degli strumenti narrativi è stato anche immensamente rinfrescante. Mi ha dato l'idea che ci sia davvero un pubblico in attesa di sentire storie come questa e che dobbiamo solo liberarci dei pregiudizi in cui a volte ci crogioliamo noi stessi (dico "noi" perché ci sono anch'io dentro) per raggiungerlo. Probabilmente ospiterò Natalia anche sul mio canale per parlare del lavoro che abbiamo fatto, ma non abbiamo fretta, per adesso le lascio godere qualche settimana di riposo.

Parallelamente, per via di quelle coincidenze cosmiche che ti fanno pensare che dio ci prende tutti per il culo, durante l'autunno scorso ho ripreso il corso di apicoltura che avevo dovuto interrompere a causa della pandemia, e così mi sono trovato nell'insolita ma ideale posizione di editor con nozioni di attività apistica. Non mi voglio sbilanciare, ma penso che potrei essere forse l'unico in Italia. Accetto smentite, se arriveranno.

Comunque, sono stati mesi di lavoro a intensità variabile, ma sempre con il pensiero in background a questa cosa che era in gestazione, e ho visto crescere NMLA fino al punto di essere pronto ad affrontare il mondo. Il libro ora è là fuori, lo stanno già leggendo, e io lo considero anche un mio successo. Non mi prendo il merito del prodotto finale, tutto quello che c'è nel libro è uscito dalla testa di Natalia, però mi sento un po' come lo zio orgoglioso alla partita di hockey del nipotino. Se lo leggerete, sappiate che fate contento anche me.

-----

In seconda battuta, siamo alle tappe finali del lavoro su Sinfonia per theremin e merli, il mio secondo romanzo che uscirà con Zona 42 a settembre. Avrebbe dovuto uscire verso fine anno, e invece vicende editoriali hanno portato ad anticipare tutto, il che forse giocherà a nostro favore perché ci permetterà di approfittare di qualche settimana di eventi prima della Quinta Ondata e lockdown annesso. Il romanzo adesso è in una versione alfa pre-definitiva, in lettura presso una squadra di selezionatissime alfalettrici e in mano alla persona a cui abbiamo chiesto la prefazione.

STM è forse la storia più complessa che abbia mai scritto. Ambientato a Firenze e dintorni, tra gli anni 30 e gli anni 60, mi ha richiesto di mettere insieme nozioni storiche, matematiche e filosofiche, all'interno di una trama che è un po' storia di formazione e un po' saga familiare. Ci ho messo tanto dentro, anche perché è una storia che mi portavo dietro da dieci anni, ovvero da quando scrissi il racconto con lo stesso titolo per un contest indetto da Edizioni XII. Sapevo che era una storia ambiziosa e forse per questo l'ho tenuta in disparte per tanto tempo, aspettando il momento in cui mi sarei sentito pronto ad affrontarla. Quel momento è arrivato, e non ho potuto più rimandare.

 


La prova del "secondo romanzo" è sempre rischiosa, perché se al primo libro ti viene concessa qualche attenuante perché sei ancora uno scrittore acerbo, adesso nessuno ti perdonerà superficialità o leggerezze di qualunque tipo. Venendo peraltro da un romanzo come Dimenticami trovami sognami, che, per quanto mi riguarda, parte dall'high concept più mindblowing che io potrò mai sperare di raggiungere, dovevo muovermi in una direzione diversa per ottenere qualcosa in grado di competere. STM è completamente diverso da DTS, ma credo di aver fatto un buon lavoro rispetto a quelle che erano le differenti premesse e obiettivi. Quando leggerete di Andrea, Alceste, Dafne e Gibbs, mi saprete dire. Non manca molto.

-----

Infine, è notizia di questi giorni che il mio romanzo young adult Scrabble di cui accennavo anche sul blog diverso tempo fa ha trovato la sua collocazione. Il twist interessante è che, salvo imprevisti di livello cataclisma globale (formula che ormai non sa più di battuta), il romanzo dovrebbe uscire con uno di quelli che chiamano "grandi editori".

Non posso dire altro per il momento, perché non credo di essere libero di farlo e non vorrei iniziare il mio rapporto con una querela. È anche molto probabile che quando inizieremo a parlarne in termini più precisi non si chiamerà nemmeno così, ma intanto tenetelo a mente: nel 2022 uscirà quel young adult che millantavo almeno dal 2016 (segue prova fotografica in ottemperanza alla Rule 32).



E se dovete passare di qui a dire "ah ma come, scrivi young adult, perché non fai cose serie" allora mi dispiace, ma c'è stato un equivoco. Lo YA è sempre stato il mio obiettivo a lungo termine (e infatti già DTP andava in quella direzione), perché è lì che si può fare davvero la differenza. Oltre che i soldi, ma questo è secondario, per chi mi avete preso?

Insomma, si prospetta un periodo interessante, e tutto questo al netto dei vari altri progetti, collaborazione e sailcazzo che vengono fuori ogni settimana dispari. Come sempre, vi suggerisco di seguirmi nei vari altri posti in cui mi muovo, perché questo non è più il mio hub principale. Ma prima o poi a casa ci torno sempre.


Dj set - Deep Time

Voi forse non ve lo ricordate, ma ancora prima dell'uscita di Dimenticami Trovami Sognami, quando ancora il romanzo di chiamava Retcon, misi insieme una colonna sonora mixata che nelle mie intenzioni poteva accompagnare degnamente il libro per mood e contenuto. Quella colonna sonora fu poi ripresa anche da Zona 42 che la ripropose sul sito con una mia breve esegesi del dj set. Negli anni scorsi, ho selezionato anche delle tracklist da accompagnare alle mie antologie Spore, Il lettore universale e L'esatta percezione, ma in questi casi si trattava solo di una selezione di pezzi, senza mixaggio.

Ora che però è uscito Diario dal tempo profondo che può essere definitivo "romanzo" secondo gli standard internazionali di lunghezza (anche se io preferisco parlare di "libro illustrato" perché è così che è nato), era doveroso comporre un'altra soundtrack mixata appositamente come nel caso di DTS. In questo caso, a dire la verità, il compito è stato più facile, perché durante la frenetica stesura di DTP mi sono davvero focalizzato su un tipo particolare di musica, in particolare le sonorità tripping di Stephan Bodzin e gli inni alla natura di Dominik Eulberg, che insieme esprimevano al meglio l'essenza della storia che stavo costruendo, fatta di esplorazione e creature incredibili.

Sono partito quindi da alcune di quelle tracce che mi hanno continuamente accompagnato e sostenuto durante quei mesi di lavoro, come Diamant e Goldene Acht e ho aggiunto alcune altre che mi sembravano adatte a rappresentare alcuni elementi della storia, dell'atmosfera e dei temi di DTP. Non sarà troppo difficile capire a cosa si riferiscono La machine du temps e Solastalgia, oppure Orca, Madagascar e Tears for Animals. Alcuni collegamenti sono più sottili, come nel caso di Don't Skip e Momentan, ma ho cercato comunque di seguire con la musica il percorso del libro. Non sono riuscito a farci rientrare alcuni pezzi che mi sembravano adatti (come qualcosa di Minilogue e Moderat), per limiti di spazio o perché difficili da amalgamare con gli altri già presenti, ma sono soddisfatto del risultato, anche perché come spesso cerco di fare sono riuscito a far rientarre in un unico set generi diversi (dalla minimal alla trance, dall'idm all'elettronica strumentale) e diverse epoche (pezzi che vanno dagli anni 90 a pochi mesi fa).

Ecco quindi Deep Time, la soundtrack ufficiale di Diario dal tempo profondo, che potete ascoltare sul mio mixcloud insieme a tutti gli altri dj set che carico ogni tanto (con la sconvolgente media di uno all'anno). Mi auguro che possa suggerire a voi le stesse suggestioni che ne ho ricavato io, con o senza libro.



Sinfonia per theremin e merli - Announcement post

C'è poco da dire per adesso, ma siccome la notizia è uscita là fuori nel mondo, la riporto anche qui: entro l'anno uscirà il mio prossimo romanzo, che sarà pubblicato di nuovo da Zona 42 visto che tutto sommato mi ci ero trovato bene, ci tornerei volentieri consigliatissimo ****/*****

Il working title è Sinfonia per theremin e merli, e potrebbe rimanere anche il definitive title, ma non voglio dire niente in proposito che tanto lo sappiamo come va a finire.


Il titolo è inserito nella campagna abbonamenti 2021 di Zona 42, accanto ad altri nomi notevoli italiani e internazionali. Ancora non ci sono date sicure, ma si parla comunque dell'autunno, con tutta probabilità in concomitanza con la Quinta Ondata.

Non mi dilungo qui su che cosa sia Sinfonia per theremin e merli (in seguito: STM), ma chi mi segue da abbastanza tempo potrà ricordarsi di aver già sentito questo titolo, e infatti si tratta di un racconto che era arrivato in finale al Premio Robot una decina d'anni fa e che ho ampliato in romanzo nel corso dell'anno scorso. Col senno di poi potete anche ricollegare gli ultimi occasionali update sui progetti in corso, e potete vedere che si parlava di quello.

Ma insomma, di qui a ottobre ce ne sarà di tempo per parlarne, e poi Diario dal tempo profondo è ancora troppo fresco per togliergli spazio. Quindi per adesso segnatevi la data, e poi ne riparliamo.


Diario dal tempo profondo

E così ci siamo. Il "progetto misterioso" al quale ho accennato in diverse occasioni sia nei post precedenti che sui social è finalmente pronto a essere svelato. Senza mesate intere di hype, ché a noi ci piace parlare delle cose quando sono fatte e pronte. Ecco a voi il Diario dal tempo profondo.

 


 

DIARIO DAL TEMPO PROFONDO - Viaggio illustrato nell'era dei mammiferi preistorici è un libro illustrato pubblicato da Moscabianca Edizioni, con cui era già uscita la mia raccolta Il lettore universale. Le illustrazioni realizzate da Gabriele Operti raffigurano una trentina di specie di mammiferi o protomammiferi o mammaliformi preistorici oggi estinti, in un arco temporale che va dall'attuale era fino al Permiano. La parte narrativa da me scritta racconta del viaggio di un team di scienziati indietro nel tempo, e di come Tabitha Aaronovich, l'autrice delle illustrazioni e del diario stesso, abbia affrontato questa esperienza. È un libro che cerca di dare pari valore alla storia, alle illustrazioni e alla divulgazione, concentrandosi su alcune creature che troppo spesso sono messe in secondo piano rispetto ai più fotogenici dinosauri (e se lo dico, che sapete quanto mi eccito per i dinosauri, ci potete credere). Il libro è scritto "per adulti", ma visto anche l'intento divulgativo è stato pensato anche per un target di ragazzi curiosi di imparare qualcosa sulla storia della vita sul pianeta, un po' come lo ero io all'epoca.

In queste settimane ci saranno annunci e comunicati e live dedicate a presentare il libro, quindi non mi dilungo troppo qui, ma siccome siamo a casa mia faccio qualche divagazione su come ho affrontato questo progetto, che per me è stato uno dei più faticosi portati a termine finora.

La proposta è arrivata direttamente da Moscabianca, che aveva ricevuto da Gabriele Operti le prime tavole raffiguranti gli animali e aveva deciso di mettere insieme un volume che le potesse raccogliere, sulla scorta del Codice delle creature estinte che avevano già pubblicato l'anno scorso (paradossalmente, le vere "creature estinte" sono quelle presenti in questo volume, ma il problema del titolo è una cosa che abbiamo affrontato in un secondo momento). Mi hanno quindi contattato chiedendomi se mi interessava lavorare alla cornice narrativa che avrebbe fatto da collante per le illustrazioni, in modo da ottenere un volume che non sarebbe stato soltanto un album delle figurine ma anche una storia vera e propria.

Chi  mi conosce sa quanto io sia appassionato di paleontologia, quanto adori i libri illustrati, gli atlanti degli animali e la paleoarte. L'occasione di diventare l'autore di un libro illustrato sugli animali preistorici mi è sembrata subito qualcosa di straordinario e irripetibile. Non dico che fosse il mio sogno fin da bambino, perché non avevo mai considerato la concreta possibilità che potesse succedere. Ma una volta ricevuta la proposta, non potevo che accettare, anche perché, a quanto ci risulta, si tratta in effetti del primo libro illustrato italiano su questi animali. I tempi erano abbastanza stretti, perché dovevamo chiudere tutto nel giro di u paio di mesi, in modo da andare in stampa in tempo per le fiere autunnali in cui presentare il libro. Tuttavia, mi sono detto, non sarà così difficile, alla fine devo solo scrivere una cornice alle illustrazioni, un racconto lungo che le connetta tra di loro.

La mia storia però doveva incastrarsi con diversi elementi già prestabiliti: gli animali scelti e le loro collocazioni geografiche e temporali; l'idea di fondo di un viaggio nel tempo che permettesse all'autore (fittizio) delle illustrazioni di vedere di persona le creature e quindi disegnarle "di prima mano", per rendere il tutto più autentico; l'intento divulgativo di fondo e il potenziale target di ragazzi; la necessità di creare una storia che valorizzasse le illustrazioni, piuttosto che lasciarle in secondo piano come complementi alla scrittura. Tutti questi paletti mi imponevano quindi di immaginare una storia con alcuni passaggi forzati intorno ai quali costruire tutto il resto. Non è stato facile.

Da subito ho scelto la forma di diario perché mi consentiva da una parte di rendere l'esperienza "diretta" del viaggiatore/disegnatore (che poi sarebe diventata la protaognista Tabitha Aaronovich), dall'altra di giustificare eventuali omissioni/incompletezze che derivavano dalla scelta degli animali rappresentati, che coprendo un arco temporale di circa duecentocinqanta milioni di anni, restituivano per forza di cose un contesto parziale della storia evolutiva del pianeta. Abbiamo anche deciso di creare una seconda cornice, il classico espediente del "manoscritto ritrovato" per dare più verosimiglianza all'operazione.

Ho completato la prima stesura a fine estate, e da lì siamo passati all'editing affidato a Fabio Hoffmann . Dal suo lavoro sono emerse alcune debolezze, di cui in parte ero già consapevole. L'adattamento ai paletti e la narrazione diaristica mi avevano imposto alcune soluzioni non ottimali nella struttura della storia, ma oltre a questo avevo commesso qualche errore nella delineazione della protagonista. Senza entare nei dettagli (magari farò un video più specifico su Story Doctor), avevo piegato troppo la storia all'idea di un pubblico di ragazzi, e ne era uscito un personaggio scostante e irritante... che era proprio quello che volevo, ma risultando insopportabile non avrebbe coinvolto i lettori. Abbiamo quindi concordato una riprogettazione radicale della protagonita e del suo arco narrativo, centrato sempre sul valore della sua arte ma con un'ottica diversa, più matura. Ho proceduto alla riscrittura pressoché totale del diario, mantenendo i riferimento spaziali/temporali che erano già stati fissati. Nel frattempo alcune illustrazioni sono state rimosse, altre aggiunte, e quindi ho dovuto anche riadattare la storia per escludere o includere questi altri animali.

Parallelamente era necessario anche documentarsi su queste creature, non tanto perché dovessi descriverne nel dettaglio i comportamenti, anche perché non mi sarebbe nemmeno piaicuto creare una storia in cui si forzava un'interpretazione paleobiologica senza prove scientifiche a sostegno di quello che descrivevo. Ma c'era comunque necessità di crare un contesto credibile di come/dove/quando gli animali sarebbero stati incontrati, quindi mi serviva avere una buona dose di informazioni su tutti. Inoltre queste informazioni sarebbero poi confluite anche nelle schede che accompagnano le illustrazioni, che riportano alcune caratteristiche di base per gli animali, la loro storia evolutiva e le condizioni del pianeta nelle varie epoche. E sono parecchie cose da tenere in conto, soprattutto quando il lavoro va completato nel giro di poche settimane. Fortunatamente a me non è toccato l'aspetto di impaginazione di tutto il materiale, ma so che è stato particolarmente impegnativo.

Comunque, con un allungo finale sugli ultimi giorni per arrivare al traguardo dei file definitivi da mandare in stampa, il Diario dal tempo profondo è stato completato e adesso lo trovate sullo shop di Moscabianca, oltre che ovviamente sui vari store.

È stato un lavoro faticoso per tutti, ma alla fine ne sono molto soddisfatto. Ero partito con l'idea di scrivere solo un "riempitivo" tra un disegno e l'altro e forse questa mia impostazione aveva causato i problemi di cui ho parlato, come se non lo sentissi un testo davvero mio ma un'operazione al limite del ghost writing. Cambiando la prospettiva sono riuscito ad appropriarmi di questa storia, viverla davvero e renderla un mezzo per veicolare un messaggio (che non vi starò a raccontare, altrimenti che l'ho scritto a fare?).

E così adesso sono l'autore del primo libro illustrato italiano sui mammiferi preistorici. Scommetto che il piccolo Andrea Viscusi che leggeva e rileggeva i fascicoli sui dinosauri che il babbo gli prendeva in edicola non se lo sarebbe aspettato.


Mondi paralleli

Segnalo con una decina di giorni di ritardo l'uscita di questa nuova antologia curata da Carmine Treanni, che raccoglie una selezione dei miglior racconti di fantascienza usciti in Italia nel corso del 2019. Già l'anno scorso era stata fatta un'operazione simile per i racconti del 2018, riuniti nel volume Altri futuri. Stavolta invece si parla di Mondi paralleli, in cui si trovano molti nomi noti dell'ambiente.



Nel mio caso il racconto incluso in chiusura della raccolta (questa cosa di avere il cognome che inizia per V inizia a farsi frustrante) è Hype, che era stato pubblciato in origine nella mia raccolta L'esatta percezione uscita con RiLL a fine 2019, durante quello che sarà ricordato come l'ultimo Lucca Comics dell'era pre-covid. Se quindi ve l'eravate perso, o non vi fidate a comprare un'intera raccolta di mie storie sulla fiducia (comprensibile), potete avere qui un assaggio e decidere se approfondire.

Peraltro Hype è un racconto che fa parte del MEMEVERSE, l'universo narrativo in cui sono ambientati alcuni altri miei racconti come Memehunter e Seocrazia uscito su Urania. Se vi foste iscritti alla mia newsletter quando ve l'ho suggerito, avreste avuto una lista di tutte le connessioni complete tra le storie del Memeverse, ma voi no, sempre a fare di testa vostra, eh? Comunque siete ancora in tempo, con il box che trovate là in alto a destra, e magari avremo l'occasione di riparlare del Memeverse.


TINA - Storie della Grande Estinzione

Arrivo in ritardo di un paio di settimane con questa segnalazione, perché il mese di ottobre è stato piuttosto "intenso" sotto molti punti di vista (infatti notere la carenza di post sul blog), ma non potevo lasciare troppo indietro questa news.

È da poco uscito TINA - Storie della Grande Estinzione, un libro che raccoglie un centinaio di microracconti e parecchie illustrazioni che propongo diversi "scenari" di collasso, estinzione, shock culturale, paradigm shift, presi dal passato remoto, dal passato storico e dal presente. Un volume programmato per la narrativa dell'antropocene, quel metagenere che sta emergendo (ritornando?) dall'inconscio collettivo dell'umanità per prepararci ad affrontare la fine che ci aspetta. Niente di melodrammatico, è solo una delle tante, come gli scenari del libro stesso dimostrano.

Il progetto è stato ideato e coordinato da Matteo Meschiari e Antonio Vena, ed è stato compilato con il nome collettivo "TINA", che sta da una parte per There Is No Alternative, il motto Thatcheriano che in origine esprimeva l'impossibilità (o incapacità) di accettare il cambiamento ma può essere reinterpretato in questa nuova epoca postliberista come l'inevitabilità del cambiamento, dall'altra è un omaggio a Tina Micheel Fontaine.

In questo volume, da qualche parte, ci sono anche due miei racconti. Nello spirito del collettivo, autori e illustratori sono elencati in ordine alfabetico, senza che nessuna delle loro opere sia direttamente attribuibile a loro. Perché davanti all'estinzione siamo tutti uguali.


I miei articoli per Stay Nerd: luglio - settembre 2020

In questo trimestre abbiamo battuto il record di articoli pubblicati sul magazine con cui collaboro ormai da un più di un anno. Ecco di cosa abbiamo parlato nei mesi scorsi:


Perché X-Files è stata una delle serie tv più importanti di sempre

Con l'arrivo di tutte le stagioni della serie cult su Amazon Prime, un breve recap dell'impatto che che Mulder e Scully hanno avuto sull'immaginario collettivo e sull'intero settore degli show televisivi


Quando i numeri diventano storie: la matematica nei libri

Una carrellata di storie che si basano sulla matematica e le sue applicazioni, da Flatlandia al Cryptonomicon


Non solo Dune: gli altri romanzi di Frank Herbert

Si parla molto di Dune (e del suo rinvio #[@##@#€!!!!) e il nome di Frank Herbert è tornato alla ribalta, ma bisogna ricordare che questo autore ha scritto altri romanzi notevoli, anche se spesso centrati su temi affini a quelli trattati nell'epica saga di Arrakis


Ediotirale - Le vostre distopie preferite non sono vere distopie

Un articolo provocatorio in cui mi permetto di segnalare come il termine "distopia" sia oggi usato con troppa leggerezza, quasi come sinonimo di "fantascienza". Non è tutta distopia quella che rabbuia, e se tutto è distopia niente è distopia.


Ray Bradbury: non solo fantascienza (per davvero)

Per il duecentanario di Bradbury, un pezzo che ripercorre la sua carriera e dimsotra come in questo caso dire che un autore acclamato dalla critica mainstream non scrive "solo fantascienza" è accurato, perché Bradbury si è cimentato con successo in molti generi diversi.


Ve lo meritate: 3% e la toxic positivity

Un bilancio a posteriori della serie brasiliana 3% conclusa con la quarta stagione (di cui avevo parlato anche qui) e il suo messaggio di fondo sulla meritocrazia tossica.


I mondi della svastica: il nazismo nella fantascienza

Spunti di lettura per storie di fantascienza che parlano a vario titolo del nazismo, tipicamente su base ucronica ma non solo.


Braid: il videogioco che ha ispirato Tenet?

Era da quando vidi il primo trailer di Tenet che volevo fare questo pezzo, e alla fine ce l'ho fatta. Un'occasione in più per citare quel capolavoro di Braid a cui avevo dedicato un post anni e anni fa.


Sci-fi (lost) in translation - Libri di fantascienza contemporane mai tradotti

Una mia personale selezione di titoli piuttosto recenti ma ormai abbastanza superati che probabilmente non leggeremo mai. L'occasione anche per portare all'attenzione di eventuali editori in ascolto Mort(e) che sto cercando di spingere da anni.


Forme di vita su Venere? Noi lo sapevamo già!

Dopo la notizia dell'alta proabibilità di vita batterica nell'atmosfera di Venere, ecco un excursus su come la fantascienza ha ipotizzato potesse svilupparsi l'ecosistema del nostro vicino di casa, a partire dall'ipotesi della palude venusiana fino a teorie più credibili.


Da Asimov a Murderbot - Filosofia e pratica delle Leggi della Robotica

Qualche riflessione sulle Leggi della Robotica suggerite da Asimov e ormai diventate quasi scontate, e un breve commento a Murderbot di Martha Wells, di cui parlerò più nel dettaglio qui sul blog nel prossimo rapporto letture.


Global Science n. 23

Tra un progetto e l'altro mi era sfuggito, quindi rimedio in ritardo: sul numero 23 di Global Science, la rivista dell'ASI (l'Agenzia Spaziale Italiana, mica cotiche) è presente il mio breve racconto Black Swan:

"Dai fra, bello ma in edicola non ho trovato il Millemondi Urania figuriamoci se trovo questo!"

Say no more.

Global Science si può sfogliare online su issuu. Quindi basta che seguite il link e potete leggervi tutto quanto, articoli e racconti inclusi.

Io però vorrei sapere una cosa. Quando mi verrà restituito tutto il bene che faccio per gli altri.



Distòpia @ Loving the Alien Fest (Torino) - 19 settembre 2020

Era da febbraio che non mi capitava di andare in giro a parlare di libri imbucandomi nei discorsi di altre persone più titolate, e un po' mi mancava. La situazione chiaramente è sempre un po' traballante e già si sa che molti dei maggiori eventi previsti per l'autunno (da Stranimondi al Lucca Comics) sono praticamente saltati, ma qualcosa ancora si riesce a fare.

In questo caso la manifestazione è il Loving the Alien Fest, un evento di tre giorni dal 18 al 20 settembre organizzato dal Mufant - Museo del fantastico e della fantascienza di Torino in collaborazione con l'associazione AltraMente, in cui il tema dell'"alienità" verrà affrontato da più prospettive, con interventi dedicati al mondo del fantastico (narrativa, cinema, fumetto, cosplay), all'inclusione sociale, alla riqualificazione urbana. Quindi anche se so che si dice sempre, in questo caso è vero che non è solo una roba con i libri e gli scrittori che parlano tra loro. Il progetto mi era piaciuto fin dall'inizio, tant'è che mesi fa, quando ancora la manifestazione era programmata per giugno, avevo contribuito al crowdfunding.

 

 

Nello spazio dei tre giorni si svolgeranno parecchi panel, conferenze, presentazioni, inaugurazioni, e il programma completo si può trovare sul sito del Mufant. La mia presenza nello specifico sarà richiesta sabato 19 alle 14:30 per il panel "Il fantastico italiano", che partirà dall'Urania Distòpia per fare un discorso più ampio sulla narrativa di fantascienza italiana, introdotto da Franco Forte (curatore dell'antologia e direttore di Urania) e con la presenza di altri autori (Aresi, Debenedetti, Cavallero, Del Popolo Riolo).

Spero di fare in tempo perché arriverò in treno alle 13:40 (salvo probabili ritardi) e dovrò attraversare tutta la città, quindi vabbè, nel caso farò l'entrata a effetto. A parte questo singolo evento comunque già che ci sono mi aggirerò per le altre conferenze previste nella giornata di sabato e nella mattinata di domenica.

Se siete nei paraggi fatevi vedere, e se non lo siete fate uno sforzo come lo faccio io, anche perché quest'anno di occasioni di incontro live ce ne saranno ben poche, per cui è bene approfittarne finché si riesce.


STORY DOCTOR: il mio canale youtube!

Ci avreste mai scommesso? E invece è proprio così: ho aperto un canale Youtube.
Ecco a voi:
https://www.youtube.com/channel/UCWG7HhSO8KN391-61
 Era un progetto che avevo in gestazione già verso l’inizio dell’anno, quando ho fatto quel grosso passo a livello professionale che mi ha permesso di tirare il fiato e decidere su cosa investire la maggior parte del mio tempo. Poi di mezzo c’è stato anche il covid, e così di tempo per studiare, progettare, e imparare a parlare in modo quanto meno accettabile davanti alla videocamera ne ho avuto in quantità…

Quello che vedete adesso sul canale è quindi ciò che affiora da oltre sei mesi di lavoro. E a dirla tutta non è nemmeno la vetta dei progetti che sto curando, ma solo una tappa intermedia.

Che cos’è STORY DOCTOR?

Si tratta di un canale dedicato alle storie, che sono la cosa più importante che abbiamo. Probabilmente la capacità di narrare è la cosa che ci ha permesso di diventare ciò che siamo, oltre alla capacità di sudare. Più mi addentravo nello studio della narratologia e più mi sono convinto di questo, e allora, mi sono detto, dovevo fare qualcosa. Grazie all’esperienza del mio primo corso di scrittura ho sperimentato il modello di analisi che andrò poi a usare sul canale, e quindi ho convogliato tutto questo all’interno del canale.

Su STORY DOCTOR troverete principalmente analisi della struttura di film. Ci tengo a sottolinearlo, non farò commenti o recensioni: parlerò di come si sviluppa la storia, con particolare attenzione ai temi veicolati e alle dinamiche dei personaggi. Ogni tanto magari parlerò anche di libri o serie tv, ma i film sono il mezzo più adatto a questo tipo di analisi, per le ragioni che spiego sul canale stesso.

Certo che spreco tutto questo tempo a scrivere quando ho registrato un video in qui spiego esattamente le stesse cose, quindi perché non guardate quello?
 

Il film con cui inauguro il mio canale è Il Re leone. Ho scelto volutamente un titolo accessibile, conosciuto da tutti, ma ricco di spunti di discussione. Nelle prossime settimane poi si aggiungeranno gli altri, con una certa regolarità. Non vi prometto un vide a settimana, ma uno ogni due dovrei farcela. Il lavoro dietro la realizzazione di ogni singolo video non è banale, e preferisco prendermi qualche giorno in più per ottenere contenuti validi piuttosto che inondare la Rete di fuffa, di cui onestamente se ne trova già in abbondanza.

Ciò che invece non si trova, è un canale dedicato all’analisi della struttura delle storie, perché io ero partito proprio cercando quello e non sono riuscito a trovarlo. E quando hai bisogno di una cosa e non la trovi, la cosa migliore da fare è inventarla.

STORY DOCTOR ha già una sua pagina Facebook, e forse in seguito attiverò anche altri social. C’è già un sito, ancora in costruzione, che diventerà poi la base operativa di tutte le mie attività legate alla scrittura: servizi di consulenza, coaching, videocorsi e così via. È su questo che lavorerò da qui a fine anno, e di nuovo, preferisco fare le cose con calma ma farle bene, piuttosto che arrivare per primo con la macchina scassata.

Sicuramente c’è molto da migliorare e tante cose possono essere affinate, soprattutto dal punto di vista tecnico (lo so, mi serve un microfono migliore), ma mi ero ripromesso di partire entro l’estate e ho fatto in modo di rientrarci.

Quindi, ecco svelato cosa ho fatto in tutti questi mesi. Spero che dopo la sorpresa iniziale il mio progetto riesca anche a convincervi, e che vorrete seguirmi. E non lo intendo solo in senso metaforico eh, seguitemi proprio: iscrivetevi al canale, likate la pagina, commentate, condividete, fate tutte quelle cosa che rendono felice la dea SEO. Questa potrebbe anche essere l’occasione per iscrivervi alla mia newsletter se ancora non l’avete fatto, perché ogni tanto gli iscritti avranno anche qualche contenuto bonus sul canale.

Ci vediamo presto (o almeno, voi vedete me), qui su STORY DOCTOR!

Seocrazia e il Memeverse

Ne avevo accennato parlando dell'uscita di Distòpia, lo speciale Urania Millemondi attualmente in edicola (ma ancora per poco) che contiene il mio racconto Seocrazia: questa storia è il perno di un universo narrativo condiviso che è già emerso in altri racconti pubblicati negli anni scorsi.

Introducing: the MEMEVERSE.

Il Memeverse è un'evoluzione più che plausibile della società odierna, con una sempre maggiore sproporzione tra "realtà virtuale" e "vita reale", per dirlo coi termini che potrebbe capire anche un boomer qualsiasi. Questa tendenza già ben riconoscibile è estremizzata fino al paradosso, eppure in un certo senso sembra quasi troppo blanda se confrontata a come la realtà si sta davvero muovendo. Qui, ora, mentre leggete queste righe.


Seocrazia per il momento è il racconto che attinge in maniera più diretta a questo tema di fondo, spingendo anche sull'utililizzo di un linguaggio che per quanto possa sembrare esagerato, in effetti è piuttosto annacquato rispetto al comune slang che dalla Rete si sta diffonendo anche IRL. Questa stessa dissociazione tra la lingua che parliamo e quella che percepiamo come "normale" dovrebbe già darci un'idea della dissonanza cognitiva di cui siamo vittime inconsapevoli.

Qual è quindi il cuore del Memeverse?

Il meme, ovviamente. In quanto unità d'informazione capace di autoreplicarsi all'interno dei dispositivi di memoria biologici o digitali, il meme è l'elemento fondante di tutto l'universo. No, non l'universo narrativo, proprio l'universo in cui vi trovate ora. Quando lo spazio d'immagazzinamento delle informazioni è aumentato in progressione più che esponenziale, la potenza dei memi è cresciuta in modo spropositato, e ci ha sopraffatto. Parlo al passato, volutamente. È già successo.
Le storie del Memeverse raccontano i nostri sforzi di continuare a esistere in una realtà che si sta già muovendo a un livello superiore, come se fossimo formiche in una teca che provano a interpretare le intenzioni di un uomo che fa karaoke al di là della parete di vetro. È il mondo che domanda la nostra attenzione (perché di quello si nutrono i memi), è l'intrattenimento come colonna portante della civiltà, è la riduzione del pensiero su una scala da a una a cinque stelline, è la liquefazione di ogni istituzione tradizionale la cui autorità percolante viene assorbita da chi sa gestire (o crede di) l'informazione.

A mio avviso, chiunque cerchi di proiettare le tendenze presenti sul futuro non può fare a meno di considerare questo aspetto della società. Il cambio di paradigma è stato così tremendo che è impossibile ambientare una storia tra venti-trent'anni e fingere che internet non esista e che i social non siano il principale mezzo di comunicazione e diffusione delle informazioni. Sarebbe anacronistico come ambientare una storia negli anni 90 e mostrare la gente che va in giro in calesse.

In questo post non intendo fare spoiler né su Seocrazia né sugli altri racconti del Memeverse, mi limito a dare la lista delle storie finora pubblicate e un vago accenno di come si collegano tra loro. Se avete già letto Seocrazia potrete già cogliere alcuni riferimenti.

Memehunter (Future Fiction, 2017) - In pratica è la origin story di tutto il Memeverse. L'anno zero in cui i memi hanno dimostrato di avere una loro agenda.

Hype (contenuto in L'esatta percezione, RiLL via Quality Games, 2019) - Mostra un primo gradino dell'evoluzione dell'era dell'intrattenimento.

Live (dal contest Minuti Contati, 2019) - Un rapido flash dell'esposizione continua e totale della vita di chiunque.

Bootstrap (contenuto in Robot n. 89, Delos, 2020) - Collegato in maniera marginale, quasi come easter egg, ma presente anche la trivializzazione in una società memetica di un'invenzione incredibile come il viaggio nel tempo.

Seocrazia (contenuto in Distòpia, Urania Mondandori, 2020) - Qui arriviamo al superamento del livello critico di comprensione dei meccanismi che muovono il mondo, con le leggi della SEO che regolano la vita delle persone.

In lavorazione (tempi e modalità di pubblicazione da determinare, ma sicuramente si arriverà all'anno prossimo) ci sono anche Accadde oggi che tratterà della gestione dei ricordi attraverso i social, e un'altra storia ancora senza titolo a tema direct marketing.

Una menzione d'onore si potrebbe concedere anche a Infodump (contenuto in Propulsioni d'improbabilità, Zona 42, 2017) che anche se non fa parte del Memeverse porta la stessa premessa dell'ubiquità dell'informazione in una direzione diversa e ancora più mindfucking.

Come dicevo, non fornisco qui ulteriori approfondimenti, anche per dare la possibiltà a chi è incuriosito di scoprire in autonomia le storie e i nessi tra di loro, a volte anche molto espliciti con brand e personaggi ricorrenti. Ma alla fine del mese, quando posso supporre che chi era interessato abbia già letto Seocrazia, invierò sulla mia newsletter un resconto più preciso dei riferimenti incrociati e anche una sorta di timeline del Memeverse.

Se non volete perdervi questo inside look all'universo dei memi, questo è il momento di segnarvi sulla newslettere con il form qui sotto.