Visualizzazione post con etichetta lost in lost. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta lost in lost. Mostra tutti i post

Lost in Lost #23 - Stagioni 5 e 6

L'avevo anticipato nell'ultimo post, che la rubrica avrebbe chiuso prima del previsto. Le ragioni sono principalmente due: innanzitutto ho notato con il tempo che il riscontro ottenuto è abbastanza scarso, e visto che cerco di equilibrare le distribuzione dei post, questa rubrica toglieva spazio vitale ad altre che potevano suscitare più interesse; ma ancora più importante, il problema è che la stesura dei resoconti e la ri-visione insieme alla cavia ignara della serie non procedevano di pari passo. Di solito, il ritmo normale era quello di due-tre episodi la settimana, il che mi permetteva di mettere insieme un post a consuntivo anche con un breve ritardo. Ma poi, finita la quarta stagione, perché la cavia aveva sempre più voglia di scoprire "come va a finire", e ci siamo trovati a guardare anche 3-4 puntate di fila in una sola serata. In questo modo il divario tra episodi visti e commentati si è allungato sempre di più, e mi è risultato difficile tenere traccia delle impressioni da riportare. Fatto sta che la visione della sesta stagione (per me era la prima volta che la rivedevo) si è conclusa a maggio, per cui ormai non ha più senso seguire una scaletta.

Cerchiamo quindi di riassumere velocemente quelle che sono state le impressioni complessive di quanto rimane nella quinta e sesta stagione di Lost. Se la prima parte della quinta stagione sembrava interessante, da una parte con i salti temporali, utili anche per mostrare un po' di mitologia dell'isola, dall'altra con il gruppo dei Six che viene rimesso insieme, dopo il rientro di questi ultimi sull'isola nell'epoca della Dharma la marcia cambia, e anche se è simpatico veder sviluppare la storia di cui avevamo sentito parlare, alcuni punti sono trattati con fin troppa leggerezza. La gestione del viaggio nel tempo e dei possibili paradossi è teoricamente buona (whatever happened happened), ma si scontra con alcune evidenze contrarie risolte con troppa semplicità (Ben ragazzino che dopo essere portato al Tempio dimentica tutto e non riconosce Sayid da adulto; la Rousseau che non riconosce Jin conosciuto 16 anni prima perché... è pazza?). Se poi un personaggio come Daniel Faraday viene buttato via (nonostante la sua sia una delle puntate migliori della serie), si rimane davvero confusi. Il finale della quinta serie lascia spazio a molti interrogativi, ma quando la storia riprende non abbiamo indizi per capire cosa effettivamente stiamo vedendo. Se le prime puntate sono abbastanza sorprendenti, perché ricche di nuove scoperte sull'isola (la gente del Tempio, la forma del Mostro, la caverna coi nomi numerati), anche qui via via che il conflitto finale va delineandosi si perdono pezzi per la strada, e la prevedibile Battaglia per la Terra non riesce a conquistare fino in fondo. Non che questo significhi che non ci sono buoni episodi: la storia di Alpert è molto bella, e così anche l'episodio di Desmond (Happily Ever After) che dopo metà stagione segna finalmente un punto di contatto tra la trama sull'isola e i flash, fino a quel momento indefiniti. Peccato che quando si arriva a scoprire cosa siano effettivamente i flash si rimanga piuttosto interdetti, e anche qui la cosa che viene da pensare è che sia stata scelta la soluzione più semplice, il jolly inattaccabile non poi molto diverso dal classico "era tutto un sogno".

Ora, ci sono stati molti fraintendimenti all'epoca sul finale di Lost, e c'è gente che ha capito che tutto quanto avvenuto sull'isola fosse un'anticamera della morte per tutti i naufraghi, che in realtà non sono mai arrivati in quel posto. Questo è palesemente errato, perché le uniche parti "sognate" sono i flashsideways della sesta stagione; ciònondimeno, proprio il fatto che questa parte della stagione non sia "mai avvenuta" sembra sprecare il tempo dello spettatore, anche perché numerosi indizi portano a credere che quanto avviene dopo l'atterraggio dell'Oceanic 815 abbia in realtà una connessione diretta con gli eventi che già conoscevamo. L'ipotesi più accreditata, per me, era quella della realtà alternativa creata dall'esplosione della bomba innescata da Julieta alla fine della quinta stagione, e un successivo collasso e sovrapposizione delle due realtà, ma gli autori (che secondo me si sono tenuti aperta questa possibilità almeno fino all'episodio 13-14) hanno poi deciso di virare sul mistico piuttosto che rimanere nel fantascientifico, forse per semplice pigrizia: con argomenti metafisici non c'è bisogno di essere completamente coerenti, e si può più facilmente chiudere una storia che si sa bene ha troppi punti rimasti in sospeso per poter essere commpletamente coerente. Qualcuno ci ha visto una forte componente religiosa, e in particolare cristiana, ma io credo che il finale si possa interpretare in senso mistico al di là della precisa definizione di un pantheon. Rimane comunque il fatto che appare come qualcosa di raffazzonato all'ultimo momento.

La mia cavia è rimasta turbata per qualche giorno, dopo il finale. Ma non nel senso di sconvolta, intendo proprio incazzata, tanto di malumore da non poter essere avvicinata. "Io ho sprecato un anno della mia vita a guardare questa roba?", si lamentava. Le ho spiegato che la sua reazione non è certo isolata, e che più o meno 3/4 del pubblico ha pensato la stessa cosa, inizialmente. Per quanto mi riguarda, rivedendo la sesta serie con più distacco a 4 anni dall'ultima volta, sono riuscito ad assimilarla meglio, pur continuando a vederne le evidenti pecche. Rimane comunque il fatto che, al di là (o aldilà?) di una chiusura approssimativa, Lost è una storia straordinaria, che ha saputo piazzare diversi colpi e, che piaccia o no, ha profondamente segnato tutto il settore delle serie tv, diventando un nuovo punto di riferimento (dopo Twin Peaks e X-Files, e prima di Game of Thrones). Quindi disconoscergli questo merito sarebbe disonesto. Peraltro, proprio ieri, la cavia mi ha detto che avrebbe quasi voglia di rivederlo, perché forse, dopo aver buttato giù l'amarezza iniziale, potrebbe essere interessante ricominciare per coglierne i molti aspetti secondari. Quindi, vuol che in fondo qualcosa di questa serie rimane comunque.

Concludo riportando un video in cui Damon Lindelof, uno degli autori maggiormente responsabili per lo svolgimento dello show dalla terza serie in poi, commenta a mente fredda alcuni degli aspetti pù controversi della serie. A me ha aiutato molto:



"Lost in Lost" finisce qui, e posso dire nonostante la debacle finale è stato molto interessante per me portare avanti questa rubrica. E forse voi non l'avete notato, ma alla fine i post di questa rubrica sono 23. Vi lacio trarre le dovute conclusioni.

Lost in Lost #22 - Ep. 4x12-4x14

E giungiamo così al finale della quarta stagione, un triplo episodio che conclude quella che come dicevo all'inizio è secondo me la più significativa di tutta la serie. Locke ha ricevuto istruzioni di spostare l'isola, ma nessuno gli ha fatto la cortesia di spiegargli in che modo, e così il trio gioioso deve affidarsi a Ben che li conduce all'Orchidea, una delle stazioni Dharma più "mitologiche" (la sua esistenza era stata anticipata con una serie di teaser) dove, a quanto pare, venivano condotti esperimenti sullo spazio-tempo stesso! Ma i mercenari sanno che si dirigeranno là (protocollo di sicurezza fornito da Widmore), e quindi non sarà facile raggiungere il posto indenni. Intanto sulla nave viene scoperta la bomba, opportunamente collegata ai segni vitali del capomercenario Keamy, e Michael, Desmond e Jin si dedicano al suo disinnesco (dov'è Sayid quando serve?). Il gruppetto di eroi rientra in possesso dell'elicottero, che però è stato colpito durante lo scontro a fuoco coi mercenari e perde carburante. Bisogna perdere peso, ma siccome nessuno ha il cuore di dire a Hugo che se si butta lui possono arrivare fino in Indonesia, è Sawyer che si lancia in mare, dopo aver lasciato un ultimo messaggio a Kate, e quando riemerge fa giusto in tempo a festeggiare con Juliet l'esplosione della nave, che gli altri l'elicottero è riuscito a scampare, lasciando indietro soltanto Michael e Jin. Intanto, giù all'Orchidea, Ben assicura Locke che si occuperà lui di spostare l'isola, operazione che comporta l'espulsione immediata dalla stessa, e gli dà la sua benedizione in quanto nuovo leader degli Altri, che a questo punto non saranno più tanto Altri, almeno per lui. Ben gira la ruota magica (lo vediamo scendere con il giaccone che aveva all'inizio di The Shape of Things to Come, e basta fare 2+2...), e un flash persistente illumina il cielo, dopodiché l'isola è effettivamente sparita. Lapidus in cerca di un nuovo approdo dopo essere ripartito dalla nave in fiamme non ha più terra su cui posarsi, e l'elicottero va giù. Miracolosamente sopravvivono tutti (anche Aaron, che è rimasto con Kate), e dopo un tempo indefinito di attesa si avvicina un'altra nave il cui equipaggio parla portoghese. Ed è proprio Penny, stavolta arrivata davvero per prelevare il suo Desmond, e incidentalmente salvare tutti gli altri. Dopodiché torniamo al flashforward, a quello della fine della terza stagione, Jack disperato per la morte di qualcuno, sconvolto, intossicato, scaricato anche da Kate (il che è tutto dire), che torna alla camera mortuaria a contemplare il defunto misterioso. È lì che compare Ben, sempre sul pezzo, e gli dice che ha una soluzione: devono tornare tutti sull'isola. Tutti. Anche lui, il morto: Locke.

Al solito il finale vede impegnati i personaggi principali su più fronti, e qui sono davvero tanti i gruppi in movimento che si incrociano, si lasciano, si mischiano. Il body count finale non è così tremendo, se si escludono i cattivi e gli sconosciuti sulla nave. Abbiamo perso solo Jin e Michael, nonostante qualche brivido per la possibile morte di Sawyer o Desmond suggerite per qualche minuto. È interessante notare come a comportarsi da eroe in questo finale siano soprattutto i personaggi tradizionalmente "negativi": Sawyer, Ben e Michael si dimostrano disposti a sacrificarsi per far sopravvivere gli altri, anche se di Linus sappiamo già che ha un piano ben più ampio in testa (lo dice anche a Locke: "I always have a plan"). Finalmente abbiamo scoperto come gli Oceanic Six si sono salvati (e abbiamo la conferma che Aaron conti come uno dei sei), anche se l'intervento di Penny puzza un po' di deus ex machina (non del tutto ingiustificato, comunque, dopo The Constant). Solo che dopo un'intera stagione ci ritroviamo praticamente al punto di partenza: la bara di Locke, e Jack che vuole tornare indietro. Ma forse c'è ancora qualcosa che non sappiamo, infatti Jack ha detto di sapere che sull'isola le cose sono andate male dopo la loro partenza. Questo pone quindi un'ulteriore serie di interrogativi: cosa è successo? Chi ha sofferto? E come ha fatto Locke a tornare a sua volta sulla terraferma? Questi si spera che siano punti che verrano chiariti (presto?) nella prossima stagione.

Veniamo quindi alle previsioni per la quinta serie. Si è già capito che qualcosa di brutto avverrà sull'isola, e probabilmente sarà dovuto proprio al fenomeno che si è verificato quando Ben ha girato la ruota: insomma, un'isola che sparisce nel nulla non può essere un sintomo incoraggiante. Che cosa è successo quindi a chi si trovata lì sopra in quel momento? Dopo la sparizione dell'isola i suoi occupanti non si sono più visti, tutta la parte successiva si è concentrata sul rientro degli Oceanic Six, quini non ci sono indizi su cui basarsi. Dall'altra parte abbiamo appunto il gruppo dei Six, e quest'alleanza Jack-Ben per riportare tutti indietro non promette niente di buono. Sarebbe troppo innovativo se davvero la loro storia proseguisse ora del tutto al di fuori dell'isola, quindi è probabile che ci torneranno davvero, intenzionalmente o meno. Per lo sviluppo dei temi nella prossima stagione sarebbe interessante vedere qualche sviluppo più profondo dei nuovi personaggi introdotti, in particolare Charlotte e Miles, che finora hanno fatto solo da comprimari (Faraday invece si è già conquistato una parte rilevante). Inoltre c'è il timore che, dopo essersi ricongiunto con la sua principessa, Desmond possa giustamente decidere di uscire dai giochi. Ma anche qui, Ben ha promesso di fare fuori la ragazza, e il coinvolgimento di Widmore è sempre elevato, quindi forse in un modo o nell'altro rimarrà comunque invischiato in queste lotte di potere.

Tutto sommato quindi questa stagione si è rivelata abbastanza intrigante, priva dei tempi morti che da metà della seconda iniziavano ad affliggere la serie. La meccanica del flashforward ha conferito nuova linfa alla narrazione, e bisogna vedere se nella prossima stagione questo meccanismo verrà confermato o magari anche ulteriormente innovato.


Nota: per una serie di ragioni che illustrerò al momento opportuno, è probabile che questo sia il penultimo post della rubrica "Lost in Lost", e che il prossimo sarà un riepilogo complessivo delle ultime due stagioni, giusto per completare l'opera. Nel giro di un paio di settimane dovrei avere chiara la situazione.

Lost in Lost #21 - Ep. 4x10-4x11

Ci avviciniamo al finale di stagione. Abbiamo da poco appreso quali sono le forze in gioco, conosciamo tutti gli Oceanic Six ma ancora non è chiaro come effettivamente si salveranno. In Something Nice Back Home a Jack esplode l'appendicite e qui torna utile Rose per far notare che solitamente in quel posto la gente viene curata. L'operazione può procedere solo quando Kate si leva di torno, ed è un grande sollievo, mentre non fa altrettanto piacere vedere la vita da coppietta dei due nel flashforward. Questo potrà aver fatto la gioia dei "jaters" (credo si chiamassero così all'epoca), i sostenitori della coppia Jack-Kate nel triangolo quadrilatero Jack-Kate-Sawyer-Juliet. Sawyer invece, che si sta occupando da solo di portare in salvo Claire e suo figlio, con Miles al seguito, dimostra di nuovo di aver maturato una coscienza diversa da quella ostentata all'inizio, e sembra anzi un leader più affidabile di quelli che finora si sono spartiti il comando. Peccato che Claire alla fine sparisca, abbandonando Aaron...

In Cabin Fever abbiamo uno di quei gustosi episodi "dalla culla alla tomba", o meglio, alla sedia a rotelle, visto che si parla di Locke. Mentre infatti Locke cerca il modo di trovare la capanna di Jacob (e viene in questo aiutato dai sogni in cui gli compare il buon vecchio Horace, che pure lui non ha mai conosciuto), vediamo alcune scene selezionate della sua vita, dalla nascita prematura, al Buddha-test sottopostogli da Alpert, fino all'incontro con Abaddon, l'inquietante nero con la testa a punta che abbiamo scoperto essere uno degli uomini di Widmore. E mentre Hugo e Ben si dividono una barretta, la risposta di Jacob, che parla per bocca del padre di Jack (e tiene in casa con sé Claire), è che per salvare l'isola bisogna spostarla.

Ecco, anche qui di ciccia ce n'è. Passi appunto la romance tra Jack e Kate, di cui potevamo fare tutti a meno, ma quello che apprendiamo, e che ci sta portando verso il triplo episodio finale, è piuttosto intenso. Infatti, se da una parte Locke presumibilmente cercherà di spostare l'isola (come? in senso letterale o metaforico?), gli altri dovranno preoccuparsi dell'imminente attacco dei mercenari di Widmore, parecchio incazzati dopo l'attacco del Mostro. Altri punti interessanti sono appunto il fatto che Jack si sia sentito male, il che lo rende l'unico abitante dell'isola a cui è stata rifiutata la grazia, insieme a Benjamin Linus (sì ok, e tutte le donne incinte...). Questo potrebbe essere il segnale che l'isola sta "disapprovando" quello che loro hanno fatto o pensano di fare? E quindi il proposito di abbandonare l'isola è forse sbagliato fin dal principio? Abbiamo anche visto il dottore della nave scannato e buttato in mare, episodio che si ricollega con quanto visto nell'episodio 9, e che conferma quindi la discrepanza temporale dentro e fuori dall'isola. Infine, abbiamo avuto la conferma che effettivamente Alpert non è mai invecchiato (lo sospettavamo, ma adesso lo abbiamo visto): potrebbe forse essere lui Jacob, che si muove in mezzo alla sua gente in borghese? E la vita di Locke, a quanto pare da sempre tenuta d'occhio (tanto da Alpert che da Widmore), significa forse che lui è davvero un "predestinato"? Che davvero la sua missione è sempre stata quella di raggiungere l'isola e guidarla? Eppure Alpert non sembrava molto convinto della sua scelta del pugnale durante il test degli oggetti...

Manca solo il finale, e ci sono diversi aspetti ancora da scoprire: innanzitutto, come e perché i Sei laseranno l'isola, e perché solo loro. Avremo sicuramente un altro scontro tra i mercenari e il gruppo, e qualcuno deve rimetterci la pelle, è chiaro. E qualcosa dovrà succedere anche sulla nave, dove Sayid, Desmond e Michael sono ancora operativi (nonostante stiano rischiando grosso). Infine, bisogna capire in che modo l'isola verrà spostata, e probabilmente, come nel finale della stagione precedente, ci troveremo di nuovo a un confrontro tra Jack e Locke, entrambi intenzionati a mantenere la propria linea. Se non che è sempre più difficile capire chi abbia ragione e chi sia completamente pazzo...

Lost in Lost #20 - Ep. 4x07-4x09

Altre tre puntate piuttosto ricche di rivelazioni e novità. In Ji Yeon scopriamo chi è l'ultimo degli Oceanic Six, e l'identità del misterioso agente di Ben sulla nave: Michael il "traditore" che aveva lasciato gli altri alla fine della seconda stagione, primo e unico (finora) ad aver davvero abbandonato l'isola. E proprio per riempire il gap lasciato dalla sua assenza, nell'episodio successivo Meet Kevin Johnson ci viene mostrato come se l'è cavata dopo essere ritornato sulla terraferma, o meglio, dopo aver interrotto i rapporti con Walt, inorridito dalla sua confessione di aver ucciso per poterlo liberare. Dopo aver raccontato la sua storia a Sayid e Desmond, il primo come ogni torturatore che si rispetti decide che sia il caso di sottoporlo al giudizio del capitano, in quanto spia e sabotatore. In seguito, in The Shape of Things to Come, torniamo a seguire Ben, sull'isola impegnato a contrastare l'attacco dei mercenari inviati da Widmore, i quali non si fanno scrupoli a uccidere sua figlia Alex (dopo aver già eliminato sua madre, ciao ciao Rousseau) davanti ai suoi occhi. Il suo flashforward mostra invece come dopo aver a sua volta lasciato l'isola Ben è entrato in contatto con Sayid, e assistiamo al suo primo confronto (solo a parole) con Widmore, l'antagonista rivelato poche puntate fa. A quanto pare Ben ha deciso di uccidere la povera Penelope, che si troverà quindi invischiata ancora di più negli affari dell'isola, così come il suo Desmond, che pure sta facendo di tutto per allontanarsene.

Personalmente ritegno che proprio questo sia il mio episodio preferito in assoluto di tutta la serie: un po' perché Benjamin Linus è sicuramente uno dei personaggi più interessanti, e di riflesso lo sono tutte le puntate a lui dedicate, in secondo luogo perché è qui che davvero si inizia a intuire che c'è un conflitto tra due parti in gioco che comporta conseguenze anche per persone estranee e "innocenti". Ma questa è solo una nota personale, la mia cavia è di altro avviso. Intanto nell'episodio dedicato a Jin e Sun si è sentita vagamente presa in giro dall'alternanza tra flash avanti e indietro (back/forward) dei due protagonisti, che sembrano non avere alcuna utilità narrativa se non quella di confondere lo spettatore (oh, se solo sapesse cosa ancora la aspetta...). A parte questo, apprendere che Jin è morto è interessante, perché fa supporre che dovremo assistere presto a una qualche straziante scena di separazione tra i due. Nell'episodio dedicato a Michael invece due sono le nozioni chiave: il fatto che l'isola richiami ancora la presenza di qualcuno che l'ha lasciata ("L'isola non ha finito con te"), e che il suo potere si estenda al di là dei suoi confini: Michael infatti non riesce a uccidersi, ed è questo a portarlo a credere che davvero l'isola lo stia reclamando. Certo è anche da notare che Michael ha vissuto un perido parecchio intenso, perché anche se non lo abbiamo visto per un'intera stagione, a livello cronologico non è passato molto da quando se n'è andato, e deve aver trovato il tempo di tornare a casa, litigare con suo figlio, tentare il suicidio, riprendersi dalle ferite, tentare ancora il suicidio, imbarcarsi sulla nave di Widmore, viaggiare fino all'isola, sabotare la nave: non si è riposato un attimo! Ben invece dimostra finalmente in prima persona di avere contatti ovunque e piani alternativi pronti per qualunque evenienza, tanto che dal deserto arriva in poco temo in Iraq e poi a Londra, e in tutti questi posti riesce a ottenere quello che cercava. Sull'isola invece abbiamo il primo indizio che sia in grado di controllare (o almeno evocare) il Mostro. Viene da pensare se sia stato sempre lui a dirigerlo oppure questo abbia una volontà sua che non dipende dagli ordini di Ben (o di Jacob?). La morte di Alex, così immediata e cruda, è sicuramente una delle scene più forti viste finora, anche considerando come suo padre adottivo l'ha lasciata, dicendole che non ha alcun valore per lui, evidentemente convinto di poter in questo modo evitare l'omicidio. Determinante in questo episodio anche il confronto tra Jack e Faraday: quest'ultimo afferma finalmente che la nave arrivata non ha alcuna intenzione (e non l'ha mai avuta) di salvare i naufraghi. E dopo il primo esperimento di Faraday viene di nuovo confermato che esiste una qualche differenza nello scorrere del tempo sull'isola e fuori, con il cadavere del dottore che giunge in spiaggia quando sulla nave non è ancora successo nulla. Questo è un particolare che potrebbe contribuire a spiegare molti fenomeni finora accennati ma non giustificati.

Le previsioni sul seguito ora si fanno piuttosto nebulosa, nonostante manchino solo quattro episodi alla fine. Questo perché dopo l'attacco alla base, il gruppo di Locke si è di nuovo frammentato, con Ben, Locke e Hugo in cerca della capanna di Jacob e gli altri in viaggio verso la spiaggia. Jack è svenuto a metà puntata (sarà solo lo shock?), e il resto del suo gruppo ha appena scoperto che non verrano mai salvati, quindi anche loro devono studiare un nuovo piano d'azione. Tutto questo mentre il contingente di mercenari, pur decimato dal Mostro, è sempre in giro e di certo non è di buon umore. Infine, sulla nave Michael è stato smascherato e portato dal capitano, e questo potrebbe avere conseguenze anche per gli altri due occupanti. Anche la rivelazione fatta dal buon vecchio (e chiaramente omosessuale) Tom Friendly, secondo cui il relitto dell'815 sul fondale è stato opportunamente piazzato da Widmore, mette in gioco tutta una nuova serie di variabili, perché implica che questi sapeva già che l'aereo fosse arrivato sull'isola. E se adesso (cioè, dopo il suo ritorno) Ben vuole uccidere Penny, presto avremo sicuramente un gustoso confronto Linus vs Hume. Chi l'avrebbe mai detto?

Lost in Lost #19 - Ep. 4x05-4x06

Quando ho detto che la quarta stagione è la mia preferita di Lost, lo intendevo per la presenza di episodi come The Constant, assolutamente geniali e sconvolgenti. Credo che questa puntata Demond-centrica sia in assoluto la migliore come storia a sé stante (cioè slegata dalla trama complessiva della serie). I lmodo in cui Desmond "viaggia nel tempo", con la sua sola coscienza che salta da un'epoca all'altra della sua vita, incapace di rimettere insieme i pezzi della sua memoria, è originale ed estremamente drammatico, e vede forse per la prima volta apparire un'idea palesemente fantascientifica come nucleo della storia. Con l'occasione abbiamo anche modo di iniziare a conoscere l'equipaggio della nave ancorata al largo dell'isola, scoprire che sono isolati dalle comunicazioni e bloccati per via di un sabotatore (chiaramente l'agente di Ben). L'occhio cade subito su un paio di personaggi che sembrano poco raccomandabili, e scopriamo anche chi è Minkowski, l'uomo che ha risposto alla chiamata di Jack alla fine della terza stagione. Nell'episodio successivo, The Other Woman, torniamo a un flashback tradizionale, che ci mostra qualche altro particolare della vita di Juliet sull'isola, e del suo tormentato rapporto con Ben. Per la verità questo episodio non aggiunge molto, se non (per chi crede in queste cose) il bacio tra Juliet e Jack, che è chiaro essere solo una componente del triangolo quadrilatero amoroso Jack-Kate-Sawyer-Juliet.

Nonostante la mia cavia abbia trovato un po' sdolcinato il finale di The Constant, c'è anche da ammettere che in casi come questo la smielatezza paga: l'incontro tra Penelope e Desmond è qualcosa per cui siamo stati preparati fino dalla fine della seconda stagione, e che anche in occasione della morte di Charlie era stato suggerito ma non realizzato. Vedere i due che finalmente entrano in contatto è liberatorio e confortante, e lo è ancora di pù se si pensa che la loro potenziale riunione (che peraltro deve ancora compiersi) non ha nessun collegamento diretto con l'isola: a Desmond non importa niente di quel posto, non ha nessun ruolo nella battaglia che si sta compiendo per impossessarsi dell'isola, per cui la sua è una spinta del tutto personale. È stato interessante anche vedere Faraday nel contesto delle sue ricerche, diversi anni nel passato, e scoprire che le sue teorie su radiazioni e viaggi nel tempo (con un esperimento che ricorda molto Fiori per Algernon) sono probabilmente la causa dei difetti di memoria che ha già mostrato. Anche la sua teoria su come risolvere lo "strappo" temporale (unstuck in time, dice, come lo è il protagonista di Mattatoio n. 5) ha un suo fascino, e se anche non appare rigorosamente scientifica è sicuramente d'effetto a livello emotivo: trovare la propria costante per poter rimanere sani (e vivi), il bisogno fisico di qualcosa di stabile e riconoscibile per tutto il corso della propria vita. È anche chiaro, secondo quanto dice Minkowski, che questa strana patologia ha già colpito altri sulla nave, quindi viene confermato che avvicinare l'isola non è facile né sicuro: la sola vicinanza può provocare strani effetti di questo tipo, e a lungo andare la morte. Degli eventi di The Other Woman forse il più interessante è la scoperta dell'antagonista di Ben: Charles Widmore, il padre di Penny, cosa che spiegherebbe perché Naomi aveva una foto di Desmond con sé, e perché fingesse di essere stata mandata proprio da lei. A questo punto quindi il collegamento tra i personaggi si infittisce, e forse anche la presenza di Desmond sull'isola è meno casuale di quanto si potesse pensare (anche considerando che è stato lui a far precipitare il volo 815). Interessante riscontrare come Faraday e la rossa abbiano evidentemente un piano d'azione di quello che devono compiere sull'isola, anche se sul fatto di dover rilasciare il gas mortale bisogna prenderli in parola (nonostante pare che già in un'altra occasione quest'arma estrema sia stata usata proprio da Ben).

Le previsioni per i prossimi episodi riguardano soprattutto ciò che avverrà sulla nave, che sembra diventata il vero centro dell'azione e delle rivelazioni: con Desmond "ricomposto", e la scoperta che quella gente è stata inviata da suo suocero, le cose hanno il potenziale per accelerare drasticamente, anche perché di solito dove c'è Sayid capita sempre qualche scazzottata. Desmond è in cerca di risposte, e forse sarà la talpa di Ben a fornirgliele: difficile dire cosa può sucedere quando scoprirà che quella non è Penny's boat, ma Penny's father's boat. Sull'isola invece per ora non sembrano esserci i presupposti per eccezionali rivelazioni, con i due gruppi ancora separati e nessuno sconvolgimento in vista, ma si sa che la situazione può sempre ribaltarsi molto in fretta.

Lost in Lost #18 - Ep. 4x03-4x04

Dopo l'inizio dell quarta stagione prosegue il gioco "Indovina gli Oceanic Six", con un episodio che rivela subito che anche Sayid è tra i sopravvissuti del volo. Non solo, ma mentre sull'isola l'iracheno si impegna a scambiare un prigioniero con l'altro (perché Lapidus si impunta che non farà ripartire l'elicottero finché non avrà visto Charlotte viva e in salute), nel suo flashforward scopriamo che uccide le persone da una lista di nomi fornitagli da Ben, che a quanto pare a sua volta ha lasciato l'isola. Nell'episodio successivo invece viene ripresa una sottotrama che era rimasta da parte: Kate con la sua sfilza di condanne, e il processo che dopo il ritorno alla civiltà dell'imputata riprende il suo corso (che lei fosse tra i Six lo sapevamo da prima di sapere che erano sei). Sull'isola Kate ce la mette tutta per scoprire da Miles se la sua identità è riconosciuta, e lui dimostra di avere a sua volta una certa conoscenza di come vanno le cose, chiedendo di parlare con Ben, al quale offre di nasconderlo a chi lo sta cercando per la modica cifra di 3.2 milioni di dollari. Mossa azzardata da parte di Miles, che alla fine si trova legato con una granata in bocca per mano di Locke, che sta già avendo problemi a gestire la sua piccola comunità di rifugiati alle baracche Dharma.

Sono anche questi episodi interessanti, pieni di contenuto. Sia la storia sull'isola che i flash si rivelano significativi, aggiungendo nozioni (e come sempre, nuove domande) alla trama principale, e la forza di questa nuova combinazione emerge quando anche l'episodio incentrato su Kate assume un degno significato, al contrari di quanto successo con lei già dalla seconda stagione in poi. I pezzi mostrati nei flashforward infatti portano a chiedersi come si sia arrivati all'assurda situazione, ai collegamenti improbabili cui assistiamo: Sayid che lavora per Ben, Aaron cresciuto da Kate? È chiaro che prima o poi ci verrà mostrato come le cose sono andate, ma l'effetto-prequel derivante da questo nuovo sistema di narrazione rinnova decisamente la serie. Inoltre si cominciano a conoscere meglio anche i nuovi arrivati, e in particolare Faraday e Miles iniziano a farsi interessanti, il primo con i suoi esperimenti (ha forse dimostrato che il tempo sull'isola scorre in modo diverso?), l'altro con la sua evidente conoscenza di qualcosa a proposito di Ben e delle forze in gioco.

Le previsioni della mia cavia sono che presto Locke sarà di nuovo infinocchiato da Ben a fare qualcosa per conto suo (perché già se lo sta rigirando come faceva fin dai tempi in cui era Henry Gale), mentre Sayid e Desmond sulla nave scopriranno qualcosa di più concreto sul conto di coloro che sono venuti a recuperare i naufraghi, sempre posto che sia davvero così, il che non sembra. Inoltre sulla nave dovrebbero anche incontrare la talpa di Ben, per cui si potrebbe anche pensare che insieme (considerata la presenza di Sayid) riescano a prendere controllo del mezzo. Ma servirebbe a qualcosa, visto che a quanto pare tutti i mezzi possibili non sono finora stati in grado di lasciare l'isola?

Lost in Lost #17 - Ep. 4x01-4x02

Buona parte del pubblico afferam che Lost abbia raggiunto l'apice con la terza stagione, e che da lì in poi si sia andato perdendo. Io sono di avviso contrario, anzi, proprio la quarta stagione secondo me è la più riuscita dell'intera serie. Questo deriva da una serie di fattori concomitanti, interni ed esterni alla serie stessa: la quarta stagione infatti mi è sembrata la più densa di contenuti, composta interamente di episodi che fanno avanzare la trama (niente filler, quindi) in- e off-island. Inoltre l'introduzione dei flashforward conferisce nuova linfa a un meccanismo narrativo che dopo tre stagioni iniziava a farsi stantio e a non raccontare più nulla. La quarta è anche la stagione più breve, poiché è capitata in concomitanza col devastante sciopero indetto all'epoca dal sindacato USA degli autori televisivi, e forse anche questo ha contribuito a rendere i (pochi) episodi più concentrati e significativi. Da ciò deriva che, se nei resoconti precedenti tendevo ad accorpare tre o più episodi, con questa stagione potrei arrivare a parlare al massimo di due episodi per volta.

Ripercorriamo intanto la trama di questi primi due episodi: in The Beginning of the End scopriamo innanzitutto che i sopravvissuti "ufficiali" del volo 815 sono sei, e che Hurley è tra questi (per cui ne conosciamo la metà: Jack e Kate si erano già visti). Si assiste poi al ricompattamento dei gruppi che si erano separati in vista del finale della stagione precedente, e la successiva separazione in due nuove fazioni, capitanate al solito da Jack e Locke, i primi desiderosi di lasciare l'isola (grazie ai presunti soccorsi in arrivo) e gli altri in cerca di rifugio dall'invasione di questi nuovi arrivati che si presentano con una menzogna (Not Penny's Boat...). In Confirmed Dead, conosciamo invece i nuovi quattro arrivi sull'isola, il "team scientifico" (fisico, archeologa e... ghost whisperer?) e il loro pilota. E con loro arriva anche un utilissimo elicottero, intatto e pronto a volare verso la nave. I quattro però non si dimostrano così collaborativi, e Miles in particolare si dimostra piuttosto ostile, in particolare quando scoprono che Juliet non fa parte dei sopravvissuti del volo. È a quel punto che si scopre che l'obiettivo per cui la nave ha raggiunto l'isola è Benjamin Linus. Il quale, comunque, rivela di avere un suo agente sulla nave stessa.

Le novità che emergono in queste due prime puntate sono già notevoli. La mia cavia ha pensato subito che idarsi dei nuovi arrivati fosse avventato, in considerazione del messaggio lasciato da Charlie prima di morire (Charlie che ci ha anche concesso un simpatico cameo apparendo da morto ad Hurley). Ora, non sembra che i quattro siano cattivi in sé, ma è chiaro che hanno obiettivi diversi da quelli dichiarati. C'è anche da chiedersi perché dalla nave siano stati inviati questi "specialisti" piuttosto che una squadra equipaggiata per una ricerca vera e propria. È stato anche interessante scoprire che qualcuno all'esterno sta cercando Ben. È evidente che questo personaggio ha molto altro da rivelare, e forse qualcuno che viene appositamente a cercarlo lo conosce meglio dei naufragi.

Le previsioni per i prossimi episodi riguardano sicuramente la scoperta della talpa che Ben ha sistemato sulla nave, e non è escluso che si tratti di qualcuno di già noto. Certamente si scoprirà anche qualcosa di più sui quattro nuovi arrivati e i loro obiettivi, e in questo senso è interessante il fatto che Lapidus fosse il pilota inizialmente designato per il volo 815: forse la sua presenza non è affatto casuale, sull'isola, ma è in qualche modo "dovuta", come se lui avrebbe dovuto esserci (un concetto che ricorda il course correcting che continuava a cercare di uccidere Charlie). Forse anche altri personaggi, magari anche a loro insaputa, sono legati da questo invisible vincolo con l'isola?

Lost in Lost #16 - Missing Pieces

Questo episodio della rubrica "Lost in Lost" potrebbe interessare più di altri, perché si riferisce a una serie di puntate di cui molti forse non conoscono nemmeno l'esistenza. Tra la terza e la quarta stagione infatti vennero rilasciati i Missing Pieces, 13 mini-episodi trasmessi non in tv ma solo sui dispositivi del circuito Verizone (non so bene di che si tratta, roba americana...). Questi mobisode, come li chiamano loro, erano disponibili solo in USA e solo per gli abbonati, ma tanto nel giro di un paio di giorni finivano su youtube. Si tratta di 13 brevi scenette, della durata da 2 a 5 minuti, che si collocano cronologicamente in vari momenti dall'inizio della serie fino alla fine della terza stagione, e trasmessi senza un particolare ordine.

Dai Missing Pieces non emerge niente di nuovo, ma si hanno solo degli sprazzi di momenti che non sono stati mostrati a schermo, come Ben e Jack che giocano a scacchi, Juliet che confessa a Jack di essere una spia, Jack e Ethan che si conoscono e parlano di Claire, Jin che si sfoga per la sua incapacità di comunicare, e così via. Di tutti, l'unico forse veramente significativo è l'ultimo, So It Begins, in cui vediamo Vincent attraversare la giungla e incontrare il padre di Jack, che gli chiede di andare a svegliare suo figlio che ha "del lavoro da fare", e si ricollega alla prima sequenza del pilot, con Jack che apre gli occhi e Vincent che gli passa accanto. Non c'è quindi molto da commentare, poiché la storia non fa nessun progresso grazie a questi frammenti, e l'unica conferma che si ottiene è quella di una presenza "reale" (o almeno, abbastanza reale da poter interagire con un cane) del padre defunto di Jack.

La mia cavia ne deduce che, con ogni probabilità, Christian Shepard è sì morto, ma l'isola (come già si è intuito altre volte) ha il potere di "manifestare" i morti, e che questi riescano ad entrare occasionalmente in contatto coi vivi (umani o animali che siano). Inoltre, è luogo comune che gli animali (leggi: cani e gatti) vedono i fantasmi, quindi la scena potrebbe essere stata inserita proprio per suggerire questa cosa. Al di là di questo, l'unico altro particolare rilevante dei Missing Pieces è la frequente presenza di Michael, che se n'era andato alla fine della seconda stagione, e che qui si rimostra (in scene passate) come in una specie di cameo.

Nessun aggiornamento riguardo le aspettative della prossima stagione. Ma questa premiere finora è il più atteso di tutti (ma forse, in effetti, ogni premiere è sempre più attesa del precedente?).

Lost in Lost #15 - Ep. 3x21-3x23

Nelle precedenti occasioni ho dedicato un post al solo finale di stagione, ma per la terza stagione ritengo appropriato accorpare il doppio episodio finale Through the Looking Glass con quello precedente, Greatest Hits, incentrato su Charlie. Questo perché mi pare che l'escalation di eventi che porta all'epica conclusione di questa stagione inizia già da qui, con l'avviso dell'imminente attacco degli Altri, la partenza del gruppo per la torre radio, il piano per l'imboscata agli invasori, l'immersione verso la stazione Specchio per disattivare il jamming delle trasmissioni.

La trama di questi tre episodi (uno regolare + il doppio finale) si riassume seguendo i diversi gruppi in cui si sono divisi i naufraghi: Charlie e Desmond nella stazione subacquea, il gruppo principale verso la torre radio (dove incontra Ben), i tre cecchini rimasti alla spiaggia, Juliet e Sawyer (che qui per la prima volta collaborano) che si separano dal gruppo per tornare indietro. La catena di eventi sull'isola è frenetica e inscindibile, e nonostante siano separati i diversi contingenti confluiscono tutti verso un unico risultato finale: la chiamata verso la nave di Noemi, e la promessa di essere prelevati. In tutto questo trovano spazio numerosi dettagli che hanno reso questo finale di stagione indimenticabile, e coinvolgente sia dal punto di vista dell'azione che emotivo.

Per molti spettatori, la terza stagione è stata la migliore di tutta la serie, e questo finale ne è stato efficacemente il culmine. In effetti bisogna ammettere che la fine di Through the Looking Glass ha la facoltà di cambiare completamente le regole in gioco, non soltanto a livello di trama, ma anche sul piano metanarrativo, con la prima apparizione di un flashforward, capace di rinnovare interamente l'equilibrio della serie. Molto spesso infatti nelle recensioni precedenti, già a partire dalla metà della seconda stagione, ho lamentato che i flashback dei personaggi apparivano piuttosto vacui. L'inconveniente veniva via via risolto con l'introduzione di nuovi personaggi, e quindi con storie fresche da raccontare, ma continuava a presentarsi ed era via via più irritante. È possibile che anche la produzione avesse notato l'insofferenza degli spettatori, e nel tentativo di risollevare la serie prima che precipitasse, sono ricorsi all'introduzione del flashforward, che dà tutta una nuova prospettiva alla narrazione.

Venendo all'analisi degli episodi operata dalla mia cavia, la top 5 dei momenti migliori della vita di Charlie è risultata leggermente stucchevole, ma nell'ambito di una preparazione alla sua imminente morte si può sopportare. Il sacrificio stesso di Charlie è sembrato non del tutto necessario, visto che avrebbe potuto agevolmente uscire dalla stanza e chiudere la porta dall'esterno... ma questo non toglie nulla all'intensità del momento (probabilmente, a posteriori, uno dei migliori di tutto Lost). Abbastanza prevedibili, a suo dire, l'esito della battaglia contro gli Altri alla spiaggia, ed era possibile anche intuire il maggiore twist dell'ultima puntata, ovvero la natura di flashforward delle scene di Jack suicida-depressivo. Meno facile da capire il senso di quel "We have to go back!" che è rimasto nella storia della tv. E quasi comica la comparsa di Walt parecchio cresciuto rispetto a come si ricordava...

Forse a questo punto è ancora più difficile riuscire a intuire come si svilupperà la quarta stagione. Sappiamo per certo che i naufraghi hanno lasciato l'isola, ma lo hanno fatto davvero tramite la nave di Noemi, nonostante grazie a Charlie sappiamo che non si tratta di chi dicono di essere? Gli avvertimenti minacciosi di Ben sono solo un altro tentativo di manipolazione? E in questo caso, perché Jack dovrebbe voler "tornare indietro"? È chiaro che nella quarta stagione avremo un confronto con l'equipaggio della nave, lo sbarco di qualcun altro e possibilmente il salvataggio. Forse una guerra tra questi nuovi intrusi e gli Altri, in cui i naufraghi dell'815 dovranno decidere da che parte schierarsi? Sarà interessante vedere cosa succederà quando Desmond riporterà il messaggio di Charlie, e la speranza di essere salvati vacillerà di nuovo... ma poi, a pensarci bene, i protagonisti vogliono davvero essere "salvati"?

Lost in Lost #14 - Ep. 3x16-3x20

In questo segmento di episodi comincia il percorso verso l'esplosivo season finale, che è stato da più voci considerato come uno dei migliori di sempre nella storia della tv. Ripercorriamo quello che succede: sull'isola Juliet viene accolta con sospetto al campo dei naufraghi, e dopo aver salvato Claire si scopre che in realtà sta ancora lavorando per Ben, e gli fornirà presto i nomi delle donne incinte; Desmond ha un'altra visione della morte di Charlie, che stavolta porta con sé anche un effetto positivo: l'arrivo di una paracadutista che potrà salvarli tutti, che lui crede essere la sua Penny e invece è Naomi; scopriamo che Sun è incinta di Jin e non del suo amante, ed è quindi destinata a morire se la sua gravidanza proseguirà sull'isola; Locke è stato costretto a confrontarsi con suo padre e gli è stato chiesto di ucciderlo se vuole entrare a far parte della comunità degli Altri, ma non essendo capace è andato a cercare Sawyer (dopo l'imbeccata di Richard Alpert), che ha eseguito il lavoro sporco dopo aver scoperto che il padre di Locke è proprio l'uomo che ha truffato i suoi genitori e provocato la loro morte; infine, Ben e Locke visitano insieme il capanno dove dovrebbe risiedere Jacob, e preso dalla frustrazione Ben spara a Locke e lo getta nella fossa comune dove sono abbandonati i cadaveri degli ex membri della Dharma e lo lascia lì a morire. Nei flashback dei vari personaggi centrali, invece, scopriamo come Juliet fosse stata ricattata per teneral sull'isola ben oltre il termine previsto di tre mesi, assistiamo al primo incontro tra Desmond e Penny (e viene il dubbio che sia stato un incontro per nulla casuale), e conosciamo l'infanzia di Ben, orfano di madre e costretto a crescere con un padre che lo odia, ma del quale si vendicherà gassando tutti i suoi compagni Dharma per poter entrare a far parte degli Altri. In effetti, in questi episodi c'è parecchia sostanza, e si esclude il solito dramma sentimentale incentrato su Jin/Sun, anche i flashback riescono ad avere un buon impatto (infatti sono tutti incentrati su personaggi "nuovi").

Veniamo quindi a cosa la mia cavia ha pensato di tutto questo. Juliet continua a non esserle simpatica, ed è convinta che in un modo o nell'altro volterà le spalle agli altri del gruppo. Anche la donna paracadutata non sembra essere completamente degna di fiducia, e la cavia è convinta che nasconda qualcosa, nonostante proclami di essere stata mandata proprio da Penny. Non è facile invece capire come si spieghi il fatto che secondo quanto dice il relitto dell'Oceanic 815 è stato ritrovato sul fondale del Pacifico: potrebbe in qualche modo essere una spiegazione che favorisce la teoria dell'universo alternativo, che viene trascinata da parecchio, ma allora come ha fatto la stessa Naomi a raggiungerli? Il suo stesso arrivo dimostra che è attualmente possibile arrivare sull'isola, in qualche modo, quindi non può trattarsi di un posto "fuori del mondo". Importante è stata la chiusura del cerchio tra Sawyer, Locke e suo padre: con la morte di Anthony Cooper vengono concluse entrambe le loro storie personali, e c'è quindi spazio per far evolvere i personaggi. La nuova determinazione di Locke ad entrare a far parte degli Altri è ammirevole, ma come sempre si dimostra troppo ingenuo e facilmente manipolabile da Ben. C'è poco da concludere sul primo incontro con Jacob: si tratta davvero di un poltergeist, o soltanto di una messinscena per impressionare Lokce? Ma in questo caso, perché Ben se l'è presa tanto?

Ci sono diverse cose che devono succedere nei tre episodi che mancano alla fine: dovrà essere stabilito un contatto con la nave da cui è arrivata Naomi (e quindi, con Penny?), dovrà avvenire l'attacco degli Altri intenzionati a rapire le donne indicate da Juliet,  dovrà compiersi il tema ricorrente della morte di Charlie. La mia cavia sostiene che probabilmente dovremo dire addio a diversi personaggi centrali, e che nonostante l'arrivo della nave anche stavolta risulterà impossibile per i naufraghi lasciare l'isola. Anche col senno di poi, non so dire se abbia ragione o meno, su quest'ultimo punto.

Lost in Lost #13 - Ep. 3x11-3x15

Siamo a metà stagione, e il percorso dovrebbe farsi chiaro. Lo è davvero? Intanto ci si libera di qualche fronzolo, togliendo di mezzo gli inutili Niki e Paulo che si stavano facendo notare dall'inizio della stagione, durante l'episodio Exposé che nonostante tutto risulta piacevole, e risulta comodo come recap di quanto successo fin dai primi giorni dopo lo schianto del volo 815. In Par Avion Claire ha la tanto brillante quanto assurda idea di catturare uccelli migratori per mandare un messaggio all'esterno, e si scopre che è figlia di Christian Shepard, ovvero sorellastra di Jack. L'episodio è piuttosto inutile, ma serve a portare avanti il tema della morte annunciata di Charlie. Delle new entry, la più interessante è sicuramente Mikahil, il soldato russo che si spaccia prima come l'ultimo uomo della Dharma e poi è rivelato come uno degli Altri, ma che in ogni caso rivela qualche utile informazione sulla storia dell'isola e lo scontro tra le due fazioni. Scopriamo anche che Jack se la spassa nel villaggio idilliaco tra le montagne, e non gli passa manco per la testa di "essere salvato" dai suoi compagni. Fortunatamente ci pensa Locke a mandare tutto all'aria, in senso letterale, facendo esplodere il sottomarino (l'unico mezzo da e per l'isola) in The Man from Tallahasse, dove vediamo anche il suo malvagio padre tenuto in ostaggio dagli Altri. Tuttavia sentendosi compromessi, gli indigeni dell'isola se ne vanno, portandosi Locke con loro, e lasciano il gruppetto di stranieri (Juliet inclusa) lì dove si trovano, pertanto non gli rimane altro che tornare indietro alla spiaggia.

In effetti in questi episodi di novità ne abbiamo diverse. Conosciamo Mikahil nella sua stazione di comunicazione (la Fiamma) e veniamo a sapere dello scontro tra Altri e Dharma, vediamo dall'interno la deliziosa Otherville protetta dai piloni anti-Mostro (che scatta qualche incantevole foto a Juliet e Kate durante l'inseguimento), scopriamo il sottomarino e la facoltà per alcuni degli Altri di andare e venire a piacimento dall'isola (era già stato accennato quando Michael alla fine della seconda stagione viene fatto partire, ma finora non sembrava davvero possibile). Ci sono anche alcuni interessanti ritorni: il padre di Locke, Richard Alpert (finora visto di sfuggita un paio di volte nei primi episodi), e appunto il Mostro, che non vedevamo da parecchio. Insomma, di materiale ce ne sarebbe, il problema è che la sproporzione tra quello che accade sull'isola e nei flashback inizia ad essere irritante. Vedere Sayid confrontarsi con una sua vecchia vittima di tortura, scoprire che Jack e Claire sono fratellastri, assistere all'incontro tra Kate e la vecchia fiamma di Sawyer... sinceramente, a chi interessa davvero? L'unico flashback interessante è quello in cui scopriamo come Locke ha perso l'uso delle gambe, ma ce l'hanno fatto sudare per ben due stagioni e mezzo, quindi più che una scoperta è una liberazione. Paradossalmente infatti, il flashback di Exposé è quasi più interessante degli altri, anche perché contiene gustosi cameo di vecchie conoscenze come, Boone/Shannon, Ethan Rom e il dottor Arzt. Il mio spettatore sta iniziando ad apparire insofferente a questa tendenza, e questo deve rispecchiare pressappoco l'opinione generale del pubblico dell'epoca, che chiedeva una svolta decisiva nelle storyline dei personaggi, che è arrivata con il finale di stagione... ma non affrettiamo troppo le cose.

Passiamo alle previsioni della mia cavia sui prossimi eventi. Dovrà esserci un qualche confronto diretto tra Locke e suo padre, perché altrimenti non avrebbe avuto senso portarlo sull'isola. Non sembra probabile che Anthony Cooper (o qualunque sia il suo vero nome) possa essere uno degli Altri, ma la sua influenza sul figlio potrebbe di nuovo manifestarsi in qualche modo, convincendo John a fare qualcosa di tremendamente stupido (come far esplodere un sottomarino). Alla spiaggia i naufraghi dovranno conoscere Juliet, e probabilmente non saranno così entusiasti di averla con loro. In qualche modo Jack verrà a sapere che Clair è sua sorellastra, come era avvenuto nella prima stagione quando Sawyer gli racconta del suo incontro a Sydney con Christian Shepard. Che cosa deriverebbe da questo però non è chiaro, e forse nemmeno così interessante. E poi dobbiamo ancora scoprire dove ci porta il plot di Charlie: morirà davvero, o Desmond può continuare a salvarlo a tempo indeterminato?

Lost in Lost #12 - Ep. 3x07-3x10

Dopo la "mini-stagione" iniziale, si comincia a entrare nel vivo con qualche episodio di rilievo. Abbiamo infatti in questo segmento la prima puntata dedicata a Juliet, Not in Portland, e in sequenza uno degli episodi più belli di tutta la serie Flashes Before Your Eyes, affiancato a quello che ritengo il più brutto e inutile in assoluto, Stranger in a Strange Land.

Ripercorriamo velocemente gli eventi per fare mente locale. Nell'episodio 7 scopriamo come Juliet è stata reclutata come medico della fertilità dell'isola e come anche lei vi sia confinata contro la sua volontà da tre anni. Ben ancora sotto i ferri chiede la sua collaborazione in cambio della promessa di farla partire, e così con il suo intervento Kate e Sawyer riescono a scappare dall'isola Hydra e dirigersi verso quella principale. Ci arriveranno nell'episodio 9, insieme a Carl. Nel frattempo, nell'episodio 8, Desmond racconta cosa gli è successo dopo la distruzione del Cigno, e il suo lung dejà-vu (uno dei rari casi in cui il titolo italiano è migliore di quello originale) è uno dei flashback più coinvolgenti e commoventi di sempre. Al suo ritorno, quel "Let me go back one more time" è davvero straziante, ed è con questo che per la prima volta apprendiamo delle potenziali capacità dell'isola di manipolare il tempo, così come della premonizione sulla morte di Charlie. Nell'episodio 10 Hurley, Jin, Sawyer e Charlie si mettono d'impegno a far ripartire il furgoncino hippy Dharma dove marcisce il cadaver di Roger Workman. Trascuriamo interamente l'episodio 9 perché la storia del tatuaggio thailandese di Jack è una delle cose più noiose e irritanti di sempre. Probabilmente anche gli autori si erano accorti che a questo punto stavano proprio raschiando il fondo per i flashback, infatti graziaddio abbiamo dei personaggi nuovi, e verso la fine della stagione si cambierà prospettiva. Ma per ora dobbiamo sorbirci il dottore in vacanza a far volare gli aquiloni...

Gli elementi che più hanno colpito la mia cavia sono innanzitutto il "potere" di Desmond, che però si dimostra ridimensionato rispetto a quanto si era lasciato intendere finora, e la scoperta del mezzo di trasporto Dharma che forse potrà tornare utile in seguito. Juliet continua a non piacere, nonostante sia stata mostrata parte della sua storia che dovrebbe farla apparire come più umana di come si è comportata finora. Del tutto odiosa risulta invece Kate, con la sua fuga e la promessa di tornare a cercare Jack, nonostante le sia stato chiaramente detto di non immischiarsi.

Per le prossime puntate ci si aspetta chiaramente un ritorno della profezia sulla morte di Charlie, e forse anche la sua effettiva dipartita. Oltre a questo, torneremo sicuramente a vedere cosa sta combinando Jack, che sembra già intendersela parecchio con Juliet ora che sono destinati compagni di viaggio fuori dall'isola, ma è abbastanza improbabile che i due (o almeno lui) riesca davvero ad andarsene. Forse sarà Ben a ingannarlo in qualche altro modo e costringerlo a rimanere, magari ricattandolo ancora utilizzando i suoi compagno naufraghi come ostaggio.

Lost in Lost #11 - Ep. 3x01-3x06

Forse non tutti se lo ricordano, o forse non l'hanno proprio saputo se non hanno seguito Lost quando veniva trasmesso per la prima volta, ma la terza stagione venne divisa in due segmenti: questi primi sei episodi, una sorta di "mini-stagione" che fa da lunga introduzione, e poi il resto. Ma il fatto che si tratti di una mini-stagione non vuol dire che non sia significativa. Ci eravamo lasciati alla fine della seconda serie con una buona lista di interrogativi: l'implosione della botola, il rapimento di tre del gruppo, la partenza di Michael e figlio, la sparizione di Eko e Locke. In questo primo segmento tutte le questioni vengono più o meno affrontate.

La prima cosa che scopriamo nella terza stagione è che, come si iniziava a sospettare verso la fine della seconda, gli Altri sono tutt'altro che selvaggi, ma vivono in deliziosi cottage in un villaggio turistico dotato di tutti i comfort. Conosciamo da subito anche un nuovo personaggio, Juliet, che avrà fin da subito la sua parte confrontandosi con Jack, mentre Kate e Sawyer se ne stanno nelle gabbie e vengono costretti ai lavori forzati. Qui poi c'è anche tutta la digressione romantica, ché si sà che le sventure comuni avvicinano, tanto più quando Sawyer crede di essere in procinto di morire, e la ragazza si sente in dovere di dargliela per allietargli l'ultima notte sull'isola... ma di questo ci importa relativamente. Ci importa anche relativamente del flashback di Locke, che si induce una sorta di trance come quella che aveva provocato a Boone per scoprire dove è finito Eko e salvarlo dall'orso. Lo stesso Eko ci saluterà poco dopo, in uno degli episodi a mio avviso più memorabili dell'intera serie, cone il "prete" nigeriano che si confronta senza paura con il Mostro (che ha assunto le sembianze di suo fratello) per poi essere giudicato colpevole e venire terminato. Back on the Hydra island (perché si scopre anche che i tre rapiti sono stati portati sull'isola secondaria), apprendiamo anche il motivo per cui Jack (e con lui Kate e Sawyer) sono stati appunto rapiti, e Jack finalmente mostra gli attributi ricattando Ben durante l'operazione, minacciando di lasciarlo morire se i suoi due compagni non vengono liberati. La frase che chiude la mini-stagione è: "Kate, dammit, run!"

Se si escludono alcuni flashback piuttosto inconsistenti (una tendenza che si consolida da metà della stagione precedente, quando la storia "passata" dei personaggi inizia a perdere di spunti interessanti) come quelli di Jack, Sun, Kate, Sawyer e Locke (praticamente tutti tranne quello di Eko), la storia sull'isola ora continua ad assumere una dimensione più ampia. Vedere Ben (il nostro ex Henry Gale) impersonare il leader degli altri, sentir nominare Jacob e le liste, apprendere che esssi sono in grado di andare e venire dall'isola, comincia a far pensare che ci sia molto, molto altro da scoprire sulla storia di questo posto, e si aggiunge così al mistero e alla mitologia che pian piano si va accumulando. E questo è bene. Quello che è meno bene è appunto la gestione dei personaggi, che purtroppo, dopo due anni e mezzo, iniziano a perdere di interesse, visto che le loro azioni sull'isola non trovano più una corrisponenza con i flashback relativi. Questo è evidentemente un problema che gli autori hanno riscontrato, e a cui hanno trovatopoi una soluzione, ma per il momento ci si sente vagamente frustrati da questa mancanza di signficato in uno show che fin dall'inizio ha educato i suoi aspettatori all'attenzione massima per ogni particolare. La mia cavia in particolare è mediamente soddisfatta, ed è stato difficile in alcune occasione impedirle di guardare quattro-cinque episodi di fila.

E veniamo alle previsioni per il futuro. Kate e Sawyer sembrano essere ormai in partenza, e abbandoneranno il dottore che compirà come promesso l'operazione. Ma Jack non può sparire dallo show, quindi anche se Ben davvero rispetterà il suo patto di rimandarlo a casa, deve succedere qualcosa nel frattempo a impedirlo. Interessante anche notare come Desmond, visto in un paio di occasioni, sembra aver acquisito poteri di premonizione, e la sua è la storia che più di tutte sembra promettere bene. Locke come nuovo leader del gruppo non può durare, perché la sua totale fede nell'isola e in sogni, visioni e simili (vedi il bastone di Eko) non può farlo rimanere credibile per molto. E il tizio con la benda, che si vede negli schermi della Perla, è probabilmente un soggetto interessante, di cui presto scopriremo qualcosa.

Lost in Lost #10 - Ep 2x23-2x24

E con questa arriviamo alla fine della seconda stagione. Il doppio episodio finale si pone in maniera piuttosto diversa rispetto al season finale della prima stagione. Mentre infatti lì vedevamo le storie multiple di tutti i passeggeri dell'Oceanic 815, qui al contrario ci concentriamo tutto il tempo sulla storia di Desmond, personaggio finora secondario che era apparso solo nei primi episodi, e dava l'impressione di essere scomparso per sempre. Desmond David Hume (e se sentite profumo di cuoricini quando leggete il nome, sì, lo ammetto, è il mio preferito), che si è scoperto essere l'occupante della barca avvistata alla fine dell'episodio 22, è il primo personaggio ad avere un doppio episodio interamente dedicato a lui, e la cosa è più che giustificata col senno di poi, visto quanto il suo ruolo e le sue conoscenze diventeranno centrali... ma questo in realtà non dovrei saperlo, devo attenermi a quanto ha appreso finora la mia cavia.

Assistendo ai trascorsi di Desmond conosciamo Penny, Charles Widmore, Kelvin Inman, forse uno degli ultimi membri della Dharma, sentiamo parlare di Radzinsky e scopriamo diverse cose interessanti sulla botola e il computer (ad esempio, vediamo chi ha disegnato la mappa, anche se non sappiamo perché...). Nel frattempo, sull'isola esplode il conflitto tra Eko e Locke per questioni di "fede nell'isola", e il bianco dei due riesce a incastrare il nero con l'aiuto proprio di Desmond. Intanto il team guidato da Michael parte per il presunto attacco agli Altri, anche se Jack è stato convinto da Sayid del tradimento del loro compagno, e i due hanno così stabilito un piano di riserva. Sayid circumnaviga l'isola con la barca di Desmond per raggiungere il campo degli Altri, avvistando lungo il percorso il piede a quattro dita della statua e trovando un campo finto, con tanto di stazione Dharma farlocca. Nonostante i buoni propositi il gruppo di Jack viene catturato, e i cinque vengono portati al molo dove "Henry Gale" si mostra piuttosto sorridente e in forma, e come promesso lascia partire Michael con suo figlio. Hurley viene a sua volta liberato, ma solo per tornare al campo e avvertire gli altri naufraghi di non avvicinarsi agli Altri. Kate, Jack e Sawyer vengon invece incappucciati e portati non si sa dove. Ma il casino vero succede nella botola, dove Desmond cambia idea e capisce che il computer non è solo un test, e che probabilmente è stato il suo ritardo nel premere il pulsante ad aver fatto precipitare il volo 815. Locke però non gli dà retta e distrugge il computer, forzando così lo scozzese (se lo ascoltate in lingua originale è evidente il suo accento) a usare il failsafe, girando una chiave che fa... boh, implodere la stazione? Non si sa bene, ma il cielo diventa bianco, tutto vibra, e pezzi della botola iniziano a volare dappertutto. Non si sa bene che fine abbiano fatto Desmond, Locke ed Eko che erano lì dentro; l'unico a tornare intero (anche se mezzo assordato) è Charlie.

E poi c'è la scena finale. Quella dei due tizi portoghesi in mezzo alla neve che giocano a scacchi, poi vedono un alert sul computer e chiamano Penny per dirle "L'abbiamo trovato". Ecco, ricordo che all'epoca questa scena fu definita un game changer: perché per la prima volta dall'inizio di Lost viene mostrata una scena al di fuori dell'isola ma contemporanea, ovvero non un flashback dei protagonisti. Questa è la prima dimostrazione che un mondo al di là dell'isola effettivament esiste, e scardina quindi tutte le ipotesi di purgatorio/oltretomba che erano volate fin dall'inizio.

Arrivati al finale di stagione, la cosa più ragionevole da fare è chiedersi cosa succederà nella prossima. Rispetto alla prima, questa seconda stagione finisce con un cliffhanger molto più deciso, perché mentre nell'altra l'unico mistero in gioco era sull'interno della botola, qui ne abbiamo diversi: che cosa vogliono gli Altri da Jack/Kate/Sawyer, che fine faranno Michael/Walt, che cosa è successo alla botola dopo il failsafe, dove sono Locke/Eko/Desmond, come e perché Penny ha trovato Desmond? La mia cavia si è posta tutte queste domande e ha azzardato risposte solo parziali basate su quanto visto finora. Innanzitutto: Michael e Walt probabilmente ci hanno lasciato davvero. Sì, il padre ha fatto parecchio lo stronzo, ma alla fine ha avuto quello che voleva, si è compromesso, e merita di essere lasciato in pace. I tre rapiti dagli Altri probabilmente servono a uno scopo specifico, perché a questo punto, scoperto che "Henry" probabilmente è un pezzo grosso, risulta evidente che essi non sono quello che hanno dato a intendere, e che si muovono secondo un piano preciso. E il fatto che Kate, Jack e Sawyer siano i tre lati di un triangolo amoroso non può essere casuale. Di Locke, Eko e Desmond non è detto che avremo altre notizie... pare uno spreco aver narrato la storia di Desmond per poi farlo morire subito dopo, ma potrebbe anche essere. Più difficile che Eko e Locke siano morti, ma nemmeno questo impossibile. Quanto allo strano fenomeno innescato dalla chiave di Desmond, la cosa potrebbe avere a che fare con l'ipotesi dell'universo adiacente, che la mia cavia si porta dietro già da metà della prima serie: forse il failsafe ha "scollegato" l'isola dalla sua dimensione isolata, e questo l'ha resa visibile ai portoghesi che l'hanno quindi trovata per conto di Penny (anche se non si capisce come lei potesse sapere che Desmond era lì).

Insomma, la fine della seconda stagione si rivela molto più intrigante della prima, e la mia cavia non capisce quanto è fortunata a poter cominciare la terza subito, senza dover aspettare nove-dieci mesi come ho dovuto fare io, e tutti quelli che hanno seguito Lost dall'inizio.

Lost in Lost #9 - Ep. 2x18-2x22

Ci siamo, ci stiamo avviando alla conclusione e infatti in questo blocco di cinque episodi succedono parecchie cose interessanti. Riassumento al massimo: dopo aver scoperto che "Henry Gale" è in effetti uno degli Altri, Jack decide di tornare nel punto in cui si sono confrontati alcuni giorni prima per offrirlo in cambio di Michael e Walt. Qui nessuno gli risponde ma è proprio Michael a rifarsi vivo con informzioni sul gruppo che ha scovato. Poco dopo si scopre però che Michael è in effetti d'accordo col nemico, infatti in Two for the Road uccide Ana Lucia e Libby per consentire a "Henry" (ma cominciamo pure a chiamrlo Ben, a questo punto) di scappare. Nel frattempo Locke ha perso ogni fiducia nella sua "missione", e viene così avvicinato da Eko: insieme scoprono un'altra stazione Dharma, la Perla, nella quale si trovano decine di monitor che sorvegliano le altre stazioni. Il video di orientamento rivela inoltre che dai monitor stanno osservando un test psicologico di cui devono trascrivere ogni sviluppo. Fingendosi a sua volta vittima di Ben, Michael riesce a convincere Jack, Kate, Sawyer e Hurley a guidare una missione verso l'accampamento degli Altri, ma in Three Minutes si scopre che questi quattro sono proprio quelli che loro gli hanno chiesto di portare, in cambio dei quali lui e suo figlio saranno liberati.

La tensione quindi è salita parecchio, perché abbiamo da una parte un Michael compromesso che sta conducendo i suoi compagni in una trappola, dall'altra un Locke che ha totalmente perso la fede nell'isola che lo ha sempre sostenuto, sostituito da Eko nel premere il pulsante. Queste due situazioni promettono di evolversi un climax decisivo, al quale si aggiungono anche nuovi elementi: la barca che compare durante il funerale di Libby e Ana Lucia, i sospetti di Sayid nei confronti di Michael. Come già in alcuni episodi precedenti, c'è una certa sproporzione tra le vicende sull'isola e quelle nei flashback: Hugo nella clinica psichiatrica con l'amico immaginario (e un cameo di Libby che purtroppo so che non verrà mai spiegato...), l'incontro e la collaborazione tra il padre di Jack e Ana Lucia, l'investigazione di Eko su un presunto miracolo: in effetti questi eventi si collegano poco con quanto accade sull'isola, che rimane il filone principale delle puntate. Forse in questo senso ha più forza S.O.S., l'unico episodio incentrato su Rose e Bernard, che racconta una buona storia romantica di due personaggi tutto sommato marginali. Personalmente mi sono sempre chiesto perché in Two for the Road venisse mostrato subito che a uccidere le due donne nel bunker fosse stato proprio Michael, invece di farlo vedere ferito e mantenere il mistero per un paio di puntate: sarebbe stato nello stile di Lost, suppongo, rendere evidente il tradimento solo alla fine della puntata in cui viene mostrato cosa ha fatto Michael durante la sua assenza dal campo.

Possibli interpretazioni delle novità secondo la mia cavia: la Perla sembra in effetti screditare del tutto il valore del pulsante all'interno del Cigno, e la frustrazione di Locke è comprensibile. Tuttavia i tizi della Dharma hanno già mostrato di saper essere subdoli, per cui non c'è da fidarsi di quanto dicono. Il tradimento di Michael era prevedibile, visto che in ballo c'è suo figlio, e tutto sommato non si riesce a condannarlo per aver accettato di aiutare gli Altri, anche se poteva evitare di uccidere le due compagne. Il "conflitto di fede" tra Eko e Locke è uno sviluppo abbastanza drammatico, e vedere Locke così sperduto è straziante, se si considera quello che ha passato e la facilità con cui è stato sempre preso in giro.

Ora manca solo l'episodio finale, in cui tutti i temi lasciati aperti dovrebbero convergere. Le previsioni della cavia sono che il tradimento di Michael verrà smascherato, e il gruppetto non riuscirà davvero a raggiungere gli Altri, ma verrà in qualche modo ostacolato prima. Henry/Ben, per cui gl Altri si sono dati tanta pena, forse si farà rivedere, facendo in qualche modo esplodere il conflitto, e probabilmente giocherà un ruolo decisivo la barca appena comparsa, che naturalmente non aiuterà nessuno a fuggire dall'isola ma potrebbe essere sfruttata in altro modo. Chi la pilota non è dato saperlo, ma ci sono alcuni candidati plausibili: qualcuno degli Altri, Desmond, Walt... o un personaggio del tutto nuovo, magari un membro della Dharma tornato sull'isola che spiegherà ai naufraghi tutto quanto c'è da sapere sul pulsante, la Perla e le altre stazioni. Oh, sì, certo, tutto quanto c'è da sapere...

Lost in Lost #8 - Ep. 2x12-2x17

Si comincia a preparare il terreno per il finale, e gli eventi prendono a farsi più corposi. In questa tranche di puntate abbiamo infatti, dopo la partenza di Michael e l'incontro di Eko con il Mostro, l'incontro e la cattura di "Henry Gale", che viene interrogato (cioè, menato) da Sayid e in seguito si confronta con Jack, Locke e Ana Lucia; Claire riesce a recuperare i ricodi del periodo in cui era stata rapita, e la vediamo semidrogata e coccolata da un sorprendentemente premuroso Ethan; più avanti viene mostrata anche la strabiliante mappa invisibile sulla porta blindata del bunker, quando la procedura di chiusura imprigiona Locke; e poco dopo si scopre appunto che "Henry Gale" non è chi dice di essere (anche se ancora siamo lontani dal sapere quanto sia importante questo personaggio).

Come ha interpretato la mia cavia queste novità? All'inizio "Henry Gale" sembrava avere una storia credibile, ma quando ha cominciato a seminare zizzania tra i due supposti leader Jack/Locke si capisce che ha un obiettivo preciso, e che quindi nasconde qualcosa. Il flashback di Claire (credo il primo flashback che si svolge sull'isola invece che fuori) chiarisce alcuni punti, e serve soprattutto (insieme al ritrovamento dei trucchi e delle barbe finte) a fornire qualche indizio sul fatto che gli Altri non siano così "primitivi". Ci sono degli accenni alla malattia che infetterebbe gli occupanti dell'isola, ma il bambino sembra essere sano (così come tutti gli altri), per cui questa può essere una delle tante frottole diffuse ogni tanto. La mappa invece è una bella sfida: non ho fermato sul fotogramma in cui la si vede per intero, ma la mia cavia ha comunque dato una buona occhiata, e ha notato i sei cerchi alle estremità, attribuendogli subito il significato di sei stazioni Dharma (anche perché il disegno è inscritto in un ottagono, che ricorda il logo. Le scritte non sono identificabili, ma l'impressione è che la mappa sia stata disegnata da qualcuno (forse Desmond) che si è trovato per molto tempo rinchiuso all'interno del bunke, nel tentativo di avere un'idea chiara della sua posizione sull'isola. Certo è che il disegno dimostra una buona conoscenza dell'ambiente, quindi sarebbe utile da inerpretare... anche per scoprire il "mistero" del punto interrogativo.

E passiamo alle previsioni. Ignorando questioni minori come la triste storia romantica di Locke, il battesimo di Aaron e la gravidanza di Sun (anche se qui c'è il sospetto che il figlio possa non essere del marito), la questione centrale è la sorte di "Henry": è probabile che, ora che è stato scoperto, verrà interrogato/torturato ancora, al fine di scoprire innanzitutto dove si trova Walt, e salvare così in un colpo solo padre e figlio. Un ulteriore studio della mappa sarebbe anche auspicabile, ma non è chiaro per quale ragione le porte blindate sono scese, quindi forse non sarà facile rivederla. Il finale di stagione procederà forse verso quel punto interrogativo al centro, potenzialmente un luogo che contiene qualche artefatto interessante e dai "poteri" notevoli.

Lost in Lost #7 - Ep. 2x08-2x11

Nella scorsa puntata, che si era conclusa con The Other 48 Days in cui abbiamo seguito il gruppo di coda dal momento dello schianto, tra le previsioni fatte dalla mia cavia ce n'era una che è stata subito smentita: Shannon non è sopravvissuta, il che la rende in effetti una delle poche a morire solo per un colpo di pistola. Nel frattempo abbiamo scoperto, nell'ordine: la storia di Ana Grilletto Facile Lucia (Collision), la ragione per cui (originariamente) Kate era ricercata (What Kate Did), il collegamento tra l'aereo scoperto da Boone e Locke e Mr. Eko (The 23rd Psalm). E al di là delle storie personali dei personaggi, riferite per lo più nei flashback, si comincia a scoprire anche qualcosa di più sull'isola. Eko infatti si confronta apertamente con il Mostro, e per la prima volta lo vediamo chiramente nella sua forma di fumo nero, in uno dei momenti più WTF!? dell'intera serie. Facciamo anche conoscenza diretta con gli Altri, quando in The Hunting Party, dopo la fuga di Michal alla ricerca del figlio, il solito team di avventurieri (Jack, Locke, Sawyer, e Kate di sgamo) si imbatte nel loro avamposto.

Vediamo cosa si può trarre da quanto accade in questi tre episodi. La fusione dei due gruppi, nonostante l'incidente di Ana Lucia, sembra procedere senza intoppi, per cui è improbabile che ci saranno "guerre civili" in spiaggia. Il terribile crimine commesso da Kate, che era stato fin dall'inizio una delle curiosità più ricorrenti della mia cavia, come previsto si è rivelato una bolla di sapone, visto che tutto sommato non aggiunge niente al personaggio (non basta un parricidio a renderti più simpatica). Anche il flashback di Jack nell'episodio 11* è piuttosto inconcludente, visto che del suo matrimonio al pubblico dovrebbe importare poco. È stata invece una sorpresa vedersi realizzare il "primo bacio" di Kate, aggiudicato a Jack, quando il mio spettatore era convinto che avrebbe ceduto a Sawyer. Riguardo il Mostro, la visione della colonna di fumo è davvero troppo sconvolgente per formulare teorie coerenti: tuttavia, la cavia ha rilevato che questo si è fermato di fronte a Eko, che almeno ufficialmente è un prete (nonostante il passato da trafficante), per cui è possibile che la creatura abbia una qualche natura "demoniaca", che le impedisce quindi di attaccare un ministro di Dio. A questo proposito mi sono permesso di far notare alla cavia che nella sequenza in cui viene  fatta una panoramica "all'interno" del fumo, tra i vari scricchiolii e lampi si vedono fotogrammi della vita di Eko, e questo porta a credere che il Mostro analizzi in qualche modo i ricordi delle sue vittime (cosa che potrebbe comunque inserirsi nel contesto demoniaco/satanico). Gli Altri, che vediamo per la prima volta in gruppo, per il mio spettatore si fingono più forti e numerosi di quel che sono in realtà. Si è anche incazzata per l'occasione sprecata, da parte del gruppo, di chiedere qualche informazione in più a loro, del tipo: "Ma voi che ci fate qui? Sapete che c'è una botola con un computer? Come si può andare via?". Certo c'erano altre questioni in ballo, ma chiedere non avrebbe fatto male a nessuno...

A questo punto, arrivati a metà stagione, gli eventi iniziano a ingranare, e si può notare come gli eventi sull'isola siano decisamente più interessanti dei flashback, in particolare proprio per i personaggi più centrali come Jack e Kate, di cui probailmente rimane poco da dire. Più interessante invece scoprire le storie dei nuovi arrivati, come Eko che si rivela sempre più complesso. Le previsioni della mia cavia per i prossimi episodi riguardano soprattutto un secondo scontro con gli Altri, e probabilmente qualche moina tra Jack e Kate, con il primo che tenterà di nuovo di farsi avanti per avere "conferma" di quel bacio e lei che si farà da parte. Inoltre si inizia a vedere un certo interesse di Hurley nei confronti della new entry Libby, che in effetti finora ha avuto un ruolo marginale, e potrebbe quindi servire a catalizzare una sua trama "romantica". Ma alla fien dei conti a fare la differenza saranno probabilmente ancora i nuovi arrivi, con Ana Lucia che prenderà il comando delle forze armate (come gli è stato chiesto da Jack) ed Eko che, probabilmente, avrà altro da rivelare.


*Piccolo trivia: vedendo adesso la serie in italiano, ho notato che l'uomo accompagnato dalla figlia che va a chiedere di farsi operare da Jack nel flashback di The Hunting Party parla francese. Nella versione originale invece, parlavano italiano! Ovviamente in fase di doppiaggio hanno dovuto cambiare in un'altra lingua. Niente di rilevante, ma simpatico da notare.

Lost in Lost #6 - Ep. 2x05-2x07

Abbiamo appena fatto la conoscenza di Desmond (che se n'è andato, per ora), del pulsante, e del gruppo di coda dei sopravvissuti, che nel giro di tre puntate vengono messe diverse nuove carte in gioco. Ignoriamo pure la puntata n. 5, un abbastanza inutile siparietto della coppia coreana, ma già in Abbandonata, puntata dedicata a Shannon (sì, c'è ancora Shannon...) vediamo apparire Walt nella foresta, ed è proprio lui (in seguito visto anche da Sayid, quindi non si tratta di un'allucinazione) ad attirare la ragazza verso il colpo di pistola che la stende. La puntata Gli altri 48 giorni, infine mostra come il gruppo di coda ha passato i quaranta e passa giorni sull'isola prima di incontrare i naufraghi della zattera, facendo apparire la vita sulla spiaggai dell'altro gruppo come una villeggiatura. Tra rapiti, morti e infiltrati, il team Ana Lucia ha perso pressoché tutti i membri in poche settimane, ed è abbastanza chiaro che non si fidino dei "nostri", quando li incontrano. Altrettanto comprensibile la reazione dell'ispanica, che pianta un piombo nel petto a Shannon che le corre incontro... attirandosi tutta l'attenzione di Sayid, (che finalmente, dopo un ritardo dovuto al lutto per la morte di Boone, era riuscito a farsela dare).

Alla luce di queste nuove nozioni, la mia cavia ha aggiornato alcune delle sue teorie. Sulle prime le apparizioni di Walt risultavano irritanti, qualcosa di aggiunto per creare apposta un mistero eclatante, sfruttando la classica immagine kinghiana del bambino creepy, ma quando anche Sayid vede il ragazzino, allora forse Walt è davvero presente, e in qualche modo deve essere in grado di scappare dagli Altri che l'hanno rapito, e ci tiene a farsi vedere dai suoi compagni con cui però non può avere contatti (infatti intima sempre di fare silenzio). La vita dei sopravvissuti della coda è stata nettamente più difficile, ma anche più consapevole delle dinamiche dell'isola: la costante pressione dei rapitori/assassini rende il gruppo più forte e compatto, ma anche feroce e sospettoso. C'è quindi da aspettarsi che l'incontro con gli altri dell'815 produrrà qualche attrito. Abbandonata la teoria della malattia che avrebbe decimato il gruppo, visto che è stato mostrato che sono stati gli Altri a rapire ed eliminare i loro compagni. Si è anche visto Bernard armeggiare con la radio, e ricevere il messaggio lanciato da Boone con la radio dell'aereo nel quale ha trovato la morte.

Le prospettive per i prossimi episodi riguardano soprattutto i rapporti tra i due gruppi appena congiuntisi, rapporti che non cominciano all'insenga della fratellanza visto che il primo contatto è stato stabilito con una pistola. Tuttavia la mia cavia è convinta che Shannon non morirà, giacché finora tutti coloro che sono stati colpiti con una pistola non sono mai morti (lo sceriffo, Sawyer). Questo però non toglie che Sayid si incazzerà parecchio, e potrebbe attaccare subito i nuovi arrivati, considerando il suo temperamento focoso. È anche probabile che presto giungeranno news da Walt, che si è fatto molto vivo ultimamente, il che non esclude anche una comparsata degli Altri... chiunque essi siano.