Visualizzazione post con etichetta immagini. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta immagini. Mostra tutti i post

Immagine # 32

Su una strada extraurbana, ai piedi di un cartello "pericolo attraversamento animali" c'è il cadavere di un animale investito.


Poteva essere un riccio, o una nutria, o un topo bello grosso. Non ho avuto modo di accertarmene, perché anch'io ero solo di passaggio, ma per lo meno non ho di nuovo calpestato il corpo già spiattellato sull'asfalto. Viene quasi da pensare che la bestiola si sia detta "Bene, qui c'è il cartello, allora posso attraversare", come se ci fossero le strisce quadripedonali...

E invece è proprio durante l'attraversamento segnalato che quella creatura ha tovato la morte. Evidentemente il destino ci prende tutti per il culo

Immagine # 31

Attaccato alla fine di un laccio appeso a un cartello stradale c'è un mazzo di chiavi.


Tengo a precisare che la cosa non è successa a Celestopoli, dove la gente può andare a letto con il portone aperto e le case non hanno cancelli e la spazzatura viene portata via ogni giorno. Queste chiavi lasciate per strada (erano appese a un cartello che spiegava le varie fasce di prezzo dei parcheggi con strisce blu) le ho trovate nella città in cui vivo, Montecatini Terme, che pure non sarà Bogotà quanto a popolazione e tasso di criminalità, ma tra quartieri etnici e matti assortiti non è nemmeno il Comune più vivibile d'Italia.

Stupisce quindi che qualcuno abbia avuto l'ardire di lasciare le chiavi (che dall'aspetto erano proprio le chiavi di un portone di casa) così in bella vista, su una strada del centro mediamente trafficata, a tarda ora. E se si è trattato, chessò, di uno scherzo fatto dagli amici a una coppia di neosposini, allora credo che la loro prima notte di nozze sarà davvero memorabile.

Contest fotografico: Naked LuCG - Fotografa il cosplayer più nudo!

Io la butto lì, ché è da qualche giorno che ci rimugino e sia mai che la cosa prende piede. Male che vada ho sprecato un post, ma se l'ida passa potrebbe venire fuori una cosa carina. Generalmente non mi interesso di "fotografia", non sono uno di quelli con la reflex sempre pronta e il blackberry che tengo in tasca non fa grandi foto. Qualche volta però mi piace sfruttare lo strumento della fotografia, soprattutto per catturare piccole assurdità o progetti fondamentalmente idioti, come era "One fridge picture a day".

Ma basta con l'introduzione perché so che avete letto la parola "nudo" nel titolo e vi siete allettati. Di cosa sto parlando? Allora, se non lo sapete, tra due settimane, precisamente dal 31 ottobre al 3 novembre, si terrà il Lucca Comics & Games, la rassegna/fiera/mostra annuale dedicata al mondo dei fumetti, libri, giochi, e tutto quanto gli gravita intorno. Non sto a spiegarvi in cosa consiste, anche perché conto che ne abbiate sentito parlare. Quello che ci interessa in questa sede è che, oltre agli "addetti ai lavori", la manifestazione attira un pubblico nerd di prima qualità, e in particolare una fraccata di cosplayer. È uno spettacolo girare per i vicoli di Lucca e vedersi sciamare intorno personaggi di cartoni, film, libri, fumetti, videogiochi eccetera, alcuni riprodotti con un'abilità strabiliante.

Ora, i cosplayer spesso interpretano personaggi vestiti in maniera insolita. E per "insolita" quasi sempre si intende "nuda". Perché per dire, già se interpretate Bart Simpson dovete mettervi solo pantaloncini blu e maglietta arancione. Ma i cosplayer seri vanno ben oltre, e arrivano a denudarsi quasi completamente, il che è da apprezzare considerando che la fiera si svolge tra il 31 ottobre e il 3 di novembre! Da cui ecco la mia proposta: se siete al Lucca C&G uno di questi tre giorni, tenete gli occhi aperti e cercate di fotografare il cosplayer più nudo.


Perché una cosa del genere? Beh, innanzitutto perché il nudo in pubblico è divertente, ammettiamolo. Come la cacca e le pernacchie, fa sempre ridere. E anche perché come ho già detto ci vuole un bel coraggio per abbigliarsi solo di un foglio di carta la mattina del 2 novembre. Ed è anche un indiretto omaggio a chi ha investito tanto del suo tempo per procurarsi (o meglio ancora prepararsi) un costume elaborato, e alla dedizione di indossarlo per uno o più giorni. Non c'è niente di morboso in questa "ricerca del nudo": è una cosa goliardica, ci facciamo due risate, e tutti sono felici. Se poi, incidentalmente, capita di vedere anche qualche bel pezzo di carne scoperta, tanto meglio, no?

Qui di seguito elenco le semplici regole. Non credo ci sia bisogno di disclaimer riguardo alla privacy o all'età, poiché: 1- un cosplayer ha l'obiettivo dichiarato di farsi notare, quindi non credo che possa aversene a male se qualcuno lo ritraie; 2- per quanto striminziti i costumi non superano mai i limiti della decenza, e non credo che vedremo organi sessuali in evidenza. Vediamo allora come l'ho pensata.


Regolamento Naked LuCG
(che per chi non l'avsse capito sta per Naked Lucca Comics and Games)

  • Possono partecipare tutti coloro che nei giorni dal 31 ottobre al 3 novembre 2013 si troveranno al Lucca Comics and Games. Le foto dovranno essere scattate nell'ambito di questa manifestazione.
  • Per partecipare bisogna scattare una foto a un cosplayer e inviarla al contest (con le modalità spiegate in seguito). Ogni partecipante può scattare quante foto vuole a quanti soggetti vuole. Per la valutazione del livello di nudità sarebbe idale poter avere più lati del soggetto (davanti/dietro), ma anche con uno solo si dovrebbe riuscire a dedurre.
  • Il soggetto della foto deve essere solo ed esclusivamente un cosplayer. Se il signor Franco Palladino va in giro nudo per fatti suoi a Lucca non può essere ritratto. A tal fine sarebbe preferibile che il personaggio interpretato sia identificabile, ma anche in questo caso si presume che il costume rappresenti qualcuno/qualcosa di noto.
  • Non si possono inviare autoscatti: insomma, se siete voi il cosplayer, non potete mandare direttamente la vostra foto. Ma ciò non toglie che possiate farvi fotografare da altri!
  • Le foto devono essere inviate secondo una di queste modalità:
- inserite in una risposta a questo post
- inserite in un twit diretto al mio profilo con l'hashtag #NakedLuCG
- caricate sulla pagina facebook del blog Unknown to Millions
- caricate sulla pagina facebook dell'evento "Naked LuCG"
  • Le foto devono essere inviate entro le ore 22 di lunedì 4 novembre, in modo da dare tempo a chi si trova in trasferta di rientrare e caricarle.
  • Superata questa scadenza, le foto saranno raccolte in un unico album e messe in visione del pubblico sulla pagina facebook e su questo blog. Seguirà una fase di valutazione (di durata variabile a seconda della quantità di immagini ricevute) durante la quale esaminerò (eventualmente con l'ausilio di esperti del settore) le foto e proclamerò la foto vincitrice. Non è prevista una classifica, ma solo un primo posto.
  • L'autore della foto sarà proclamato vincitore del contest. Anche il cosplayer ritratto, qualora sia identificato, verrà a sua volta dichiarato vincitore. Per i vincitori non è previsto al momento nessun premio.
-----

Mi sembra di aver coperto tutti i punti chiave, ma è la prima volta che organizzo una cosa del genere, quindi potrebbe essermi sfuggito qualcosa. Se notate delle lacune segnalatemele, e cercherò di ripianarle il più presto possibile. Come ho spiegato all'inizio, è una cosa puramente simpatica, un pretesto per raccogliere qualche immagine divertente e farsi due risate, quindi non c'è niente in palio, per ora... ma a seconda del successo dell'iniziativa, si potrebbe anche pensare di assegnare qualcosa al/i vincitore/i. Lassù ho preparato anche un logo messo insieme con un sapiente utilizzo di paint, e credo che basti questo a rendere il tutto ufficiale.

Io purtroppo sarò a Lucca solo il primo novembre, in occasione della premiazione del Trofeo RiLL, quindi non potrò promuovere direttamente "sul campo" il contest, ma conto anche su di voi. Cercherò di diffondere il più possibile questo post e il relativo evento su facebook, e se l'idea vi piace siete pregati di fare altrettanto. Il nostro testimonial Mugwump, qui sopra, vi augura buona fortuna e spera che parteciperete numerosi!

Immagine # 20

In strada una fila di macchine attende l'attraversamento sulle strisce di un passero.


Si può anche ammettere che forse non era un passero, ma comunque un uccello di taglia simile che aveva deciso di zampettare da una parte all'altra della carreggiata, naturalmente rispettando al meglio il codice della strada. C'è quasi da meravigliarsi che l'auto che si  è fermata per prima non l'abbia semplicemente spalmato sull'asfalto, visto che al di là dei soliti canidi/felidi d'affezione, uccelli, roditori, lagomorfi e anfibi non sono comunemente considerati come meritevoli di una frenata.

Epilogo: una volta raggiunto il marciapiede dall'altra parte, il passero ha preso il volo. Giusto per ribadire che li stava solo prendendo per il culo. Probabilmente Gandhi aveva imparato molto dai passeri.

One fridge picture a day: Slideshow

A metà del mese scorso avevo annunciato la mia iniziativa di fotoreportage neorealista che coinvolgeva l'elettrodomestico più amato dagli occidentali (se si esclude il robottino tosaerba): One fridge picture a day. Le immagini però non erano state rese disponibili sul blog, perché mi sembrava estremamente ridondante pubblicarle su twitter, facebook, e di nuovo qui. Adesso però che la saga è completata, e che abbiamo i 31 tasselli del puzzle, si può ottenere un simpatico slideshow che posso condividere facilmente anche qui.

Ecco a voi, quindi, One fridge picture a day, testimonianza autentica e quotidiana dell'era del consumismo:



Sì, lo so che l'effetto sarebbe reso meglio se le immagini fossero tutte centrate sullo stesso punto e si vedesse così l'autentica mutazione all'interno del frigo. Ma le mie abilità di manipolazione media non arrivano a questi livelli, e anche se fosse non so se ne avrei voglia. Se qualcuno di voi si offre per farmi un lavoro migliore, accetto volentieri la collaborazione.

One Fridge Picture a Day

Solitamente le "immagini" non sono immagini in senso letterale, come spiego nella pagina delle rubriche. E in ogni caso, raramente riferiscono qualcosa realizzato da me, ma sono frammenti di mondo che mi capitano davanti e decido di condividere. In questo caso però, propongo una serie di "immagini" che sono davvero immagini, e che sono catturate da me stesso.

Stavolta però mi permetto di segnalare un'iniziativa che sto portando avanti su altri canali: One Fridge Picture a Day. Come il nome consente di dedurre, si tratta semplicemente di "una foto al frigo al giorno": ogni giorno, intorno alle 20:30, scatto una fotografia del frigorifero di casa mia, a partire dalla sera successiva all'ultima spesa, in cui il frigorifero appare stipato di articoli. Col passare dei giorni, il progressivo consumo del cibo mostrerà un panorama sempre più desolato, fino a quando non sarà più possibile rimandare ulteriormente la spesa successiva.

Chiariamo subito che non è un'idea del tutto originale, anzi, si ispira (e omaggia) la genialità del fotografo Noah Kalina, che da dodici anni si ritrae ogni giorno, per poi incorporare le foto in sequenza all'interno di un video la cui visione risulta piuttosto inquietante. One Fridge Picture a Day parte pressappoco con lo stesso intento: prendere qualcosa di comune e mostrare come si evolve nel tempo, in una prospettiva dove con "evoluzione" si intende soprattuto "decadimento". Forse, al contrario di Everyday di Kalina, l'effetto nichilistico è stemperato dalla quotidianità dell'oggetto: è molto più facile confrontarsi con mozzarelle e lattine di birra che svaniscono, piuttosto che con le rughe che si scavano la strada su un volto. Inoltre, potrete anche scoprire cosa si mangia in casa mia, che può essere avvincente.

Non metterò le foto qui sul blog. Forse lo farò quando la serie sarà completa, ma l'upload quotidiano non avverrà qui. Potete seguire e commentare One Fridge Picture a Day nell'apposito album se mi siete amici su facebook, oppure sul mio twitter, cercando l'hashtag #1fpad. Niente impedisce che anche voi prendiate parte all'iniziativa, prenendo a fotografare il vostro frigo.

Immagine # 30

Una macchina procede sulla strada a velocità normale. Accosta nei pressi del marciapiede, sul lato sinistro della carreggiata. Il guidatore apre lo sportello e si sporge fuori. Espelle uno scroscio di vomito. Prende una bottiglietta d'acqua, si sciacqua la bocca con un sorso, e sputa di nuovo. Poi richiude lo sportello e riparte.


Immagino che a tutti sia capitato di sentirsi male in macchina, ogni tanto. Io personalmente ricordo solo un episodio di quando avevo 7-8 anni, ma insomma, sono cose che succedono. A stupirmi della scena descritta, alla quale ho assistito dalla finetra del secondo piano che dava sulla strada, è stata l'estrema efficienza con cui l'automobilista ha espletato la sua funzione, dando sfogo al suo malessere e rimettendosi in marcia in meno di trenta secondi. Immagino che avesse degli impegni proprio importanti ai quali dedicarsi.

Immagine # 6

Su una strada che passa al di sotto di un cavalcavia, quattro transenne delimitano una parte di asfalto dissestato. Vicino, c'è un palloncino rosa.

 
Allora, forse non mi sono spiegato bene, ma non è una scena facile da descrivere. Provate a visualizzare: questo pezzo di strada sconnessa, proprio con l'asfalto crepato e grossi frammenti sparsi intorno, chiusa dalle transenne; accanto, appena fuori dal perimetro della recinzione, il palloncino. Dato che proprio lì sopra passa un'altra strada sopraelevata, l'impressione è che qualcosa sia caduto e abbia danneggiato l'asfalto. E vedendo la scena, qual è la prima cosa che pensereste? Tutto lascia supporre che sia il palloncino ad aver provocato i danni!

Mi rendo conto che raccontata non rende abbastanza, in questo caso sarebbe davvero meglio avere una foto. Ma io non ho lo spirito del fotografo, e anche se così fosse di certo non porterei con me una fotocamera quando esco per correre, come quando mi sono trovato davanti a questa scena. Passandoci accanto, mi sono subito costruito in testa questa surreale ma deliziosa interpretazione.

Immagine # 19

Un cane cammina sul marciapiede, col guinzaglio al collo. In bocca, tiene il manico del guinzaglio stesso.

Ok, "manico" non è la parola giusta, ma immagino abbiate presente quei guinzagli con la corda estensibile che poi si avvolge dentro la custodia di plastica che può essere tenuta in mano dal padrone. Ecco, teneva in bocca proprio quella.

C'è qualcosa di zen in una visione del genere. Si può interpretare come una dimostrazione che ognuno porta le stesse catene dalle quali è imprigionato. O forse, l'unico modo per essere liberi è condurre il proprio guinzaglio. Può darsi che quel quadrupede l'avesse capito.

Immagine # 29

Sullo sportello di armadietto aziendale c'è un post-it giallo con scritto il nome del proprietario. All'interno dell'armadietto, c'è un post-it giallo con scritto il nome del proprietario.


Roba da film surrealista siberiano! Una mise en abime inquietante, che porta a chiedersi se, sotto il post-it giallo dentro l'armadietto, ci fosse un post-it giallo. O se magari sulla porta dell'intero edificio ci fosse scritto lo stesso nome. E all'inizio della strada. E sul confine di provincia. E sul Pianeta. E...

Non discuterò dell'autorità autoaccordatami per la quale mi sono sentito in dovere di aprire l'armadietto in questione.

Immagine # 28

Il codice non cambia


Scritto su un post-it ripiegato trovato per strada.

Vostra madre vi ha probabilmente insegnato, fin da quando avete iniziato a gattonare, a non raccogliere le cose da terra. Ecco, vostra madre sbagliava. Perché in quello che trovate abbandonato al suolo si nascondono storie inimmaginabili e preziose. Cosa mai vi potrebbe capitare a raccattare un foglio di carta, piuttosto che un sasso, o un barattolo, una padella (l'ho fatto), uno specchio, un palloncino (l'ho fatto proprio oggi), un animale morto? Di cosa avete paura, dei batteri? Già, e magari poi mangiate prendendo al bar un panino che è in vetrina da sei ore. Per contro, quegli oggetti apparentemente innocui, scartati perché ritenuti privi di importanza o forse solo per distrazione o accidente, possono aprirvi le porte di dimensioni vastissime, racchiuse solo dai confini della vostra immaginazione.

Questo bigliettino, per esempio, scritto in una calligrafia probabilmente femminile (ma non quel tipo di scrittura tondeggiante tipico delle donne), quali segreti cela? Il testo, per quanto vago, o forse proprio in virtù di questo, si presta a numerose interpretazioni. Di certo è più interessante di una lista della spesa. Qual è il codice che non cambia? Potrebbe riferirsi banalmente al PIN di un telefono o di un bancomat, ma anche a tutt'altro. Esagerando, potrebbe essere il promemoria di qualche agente segreto che deve fornire una parola d'ordine per poter entrare da qualche parte. Da un estremo all'altro le soluzioni forse sono poco soddisfacenti, ma è tutta quella gamma che sta nel mezzo di alternative quotidiane eppure fantasione, bizzarre, imprevedibili, che sono appassionanti.

Non vi darò altri suggerimenti. Vi lascio immaginare. È a questo che servono le immagini, no?

Immagine # 27

In un prato c'è una barca rovesciata. In piedi sulla barca c'è una capra.


Roba da film surrealista siberiano! Eppure era uno spettacolo in scena a meno di un chilometro da casa mia. Questo piccol gregge di caprette sparso su un prato nel quale tra cianfrusaglie varie era ammucchiata anche questa barchetta a testa in giù.

Se fossi uno di quelli che hanno speso 650 € per acquistare una Reflex (+120 € di borsa e 180 di treppiede) con incluso nel prezzo la pretesa di essere dei Fotografi, avrei potuto immortalare la scena e usarla per un demotivational con scritto qualcosa del tipo:

LA CAPRA
Campa anche sopra la barca.

Immagine # 26

In un deposito di auto abbandonate, un ragazzino si issa sulla portiera di un camion per sbirciare nell'abitacolo.


Come moltre altre immagini riportate qui o sul vecchio blog, anche in questo caso ho assistito alla scena durante la corsa. Forse è una mera questione porbabilistica, nel senso che correndo ho più tempo di guardarmi intorno. O forse quando corro sono più "ricettivo", perché la mente sgombra di pensieri mi consente di cogliere anche i dettagli più insignificanti.

Perché sì, è un dettaglio insignificante quello che ho riportato qui. Però mi è sembrata una scena alla Stand by Me: un ragazzino curioso che nelle prime giornate di bella stagione si aggira per i luoghi abbandonati, in cerca di qualcosa di cui nemmeno lui è sicuro. E scommetto che ora siete curosi anche voi di sapere cosa c'era all'interno della cabina di quel camion.

Immagine # 25

Un uomo accosta la macchina. Abbassa il finestrino e chiede: "Che giorno siamo oggi?"


No, non guidava una DeLorean. Era una Mercedes d'annata, e a quanto pare le sue difficoltà di collocazione temporale riguardavano proprio la macchina. Dopo avergli rivelato che era il 12 marzo, ha chiesto che gli ripetessi la data "in numeri". Al che ho ripetuto, cifra per cifra: "uno, due, zero, tre". "Allora il 27/02 è già passato?" ha chiesto ancora, e vedendolo armeggiare con il tagliando dell'assicurazione ho capito che probabilmente il suo problema era la scadenza della polizza. "Eh sì, era il mese scorso..." gli ho fatto notare. Lui mi ha chiesto se ne ero sicuro, e di fronte alla mia espressione più professionale si è convinto che il 27 febbraio viene davvero prima del 12 marzo.

Narro in prima persona perché mi è capitato giusto questa mattina. Dopo l'impatto iniziale, l'idea di trovarmi davanti a un cronoviaggiatore che non era sicuro di quando si trovava è sfumata col proseguire della surreale conversazione. Certo è che il tizio avrebbe fatto una figura migliore se fosse stato un vero viaggiatore nel tempo.

Immagine # 24

Una ragazzina entra in un bar, passa dietro al bancone, e chiede alla donna china sulla vetrina: "C'è mia mamma?" La barista la guarda e risponde quasi in tono di scusa: "Sono io tua mamma!"


Ok, ammetto che sembra uno sketch da cabaret, e che forse non ha il potere evocativo che dovrebbero avere le immagini pubblicate su questo blog. Ma è comunque qualcosa di insolito, no? A quanti di voi è capitato di non riconoscere vostra madre?

Come compito a casa riflettete sull'assurdità di questa situazione.

Immagine # 23

Ciao Isabella, sono Mirko
ho perso il tuo numero,
mi puoi chiamare e importante
xxx/xxxxxxx
mi manchi tanto
buon natale


Il testo di un biglietto che qualcuno (presumibilmente tale Mirko) ha lasciato sotto il tergicristallo della mia macchina. Punteggiatura e ortografia sono fedelmente riportati, ho solo censurato il numero di telefono per evidenti ragioni di privacy. Purtroppo, con tutta la buona volontà, non riesco proprio ad essere abbastanza Isabella per accogliere il suo appello e chiamarlo. Il meglio che ho potuto fare è stato avvertirlo con un sms che deve aver pedinato l'auto sbagliata.

In fondo, tra venti minuti è natale. Questa conta come buona azione.

Immagine # 22

Affacciato alla finestra che dà sulla strada, un ometto suona la fisarmonica.


La prima immagine pubblicata sul nuovo blog! È la # 22 perché le precedenti ventuno sono apparse su quello vecchio, come spiegato nella pagina illustrativa delle rubriche.

Detta così non sembra niente di eccezionale, mi rendo conto. Contenstualizziamo: è domenica mattina, sto correndo per le strade di Firenze. In giro ci sono un po' di turisti, qualche altro corridore, un paio di signore con il cane. Non ricordo bene la strada, ma nei pressi dell'ambasciata americana, sento il suono di una fisarmonica. Sulle prime penso che sia un suonatore ambulante, di quelli che si trovano ogni tanto a suonare chitarra o violino o, appunto, fisarmonica, per le strade o nelle stazioni. Ma passando accanto a una casa sull'angolo, lo vedo: un uomo anziano, rotondo e pelato, che suona davanti alla finestra di quella che sembra la sua cucina, al piano terra, rivolto alla strada da cui lo separa la grata in ferro battuto.

È stato un attimo, ma mi è sembrato di essere in un film neorealista.