I miei articoli per Stay Nerd: gennaio - marzo 2020

Come di consueto nell'ultimo anno, eccoci al riepilog degli articoli che ho scritto per Stay Nerd e che per vostra ingiustificabile distrazione potreste esservi persi, ma io ho il buon cuore di segnalarvi lo stesso perché potrebbero essere di vostro interesse.


Che cosa vi siete persi a non seguire Mr. Robot: a gennaio si è conclusa la serie di Sam Esmail con Rami Malek, e poiché a mio avviso è stato uno degli show meglio realizzati e più capaci di interpretare il momento attuale (infatti ne avevo già parlato anche qui), era d'obbligo farne un commento complessivo. Miss you already, friend.

Non ci stancheremo mai dei libri sui dinosauri: e che altro serve aggiungere? Un articolo riepilogativo in cui metto insieme tre testi molto diversi, di cui peraltro potrete notare che ho parlato anche qui nei rapporti letture dei mesi scorsi. Da un young adult prevedibile ma sostanzialmente ben costruito a un saggio sull'impatto culturale dei dinosauri, fino a una cronistoria del percorso filogenetico che ha portato agli uccelli ad opera di Andrea Cau (che potete leggere sul suo blog Theropoda). Piccolo easter egg: nell'immagine di copertina dell'articolo ho usato un fotogramma dal documentario Amazing Dinoworld, e il piccolo piumino bianco è una ricostruzione dello Halszkaraptor classificato proprio da Cau.

Prepararsi alla grande estinzione con la narrativa dell'antropocene: a seguito della lettura di La Grande estinzione di Matteo Meschiari, in questo articolo propongo un sunto dei temi cardine della narrativa dell'antropocene, di cui questo libro si può considerare quasi un manifesto.

Ragnarok, la serie tv norvegese che modernizza lo scontro tra gli dèi: come ho già avuto modo di segnalare in altre occasioni, sono sempre attratto dalle serie tv non anglofone, e ne ho viste diverse spagnole, brasiliane e pure indiane. In questo caso la produzione è norvegese, per un teen drama che unisce la classica battaglia tra dèi e giganti alle tematiche attuali del cambiamento climatico e scontro generazionale.

Arthur C. Clarke starter kit: beh, si capisce. Una introduzione alla narrativa di Clarke, in occasione dell'uscita della raccolta di racconti per Mondadori.

10 libri di fantascienza contemporanea per principianti: attenzione, questo è da intendersi come "principianti della fantascienza", non lettori principianti. Infatti i testi che consiglio, tutti successivi al 2000, sono le mie proposte alternative ai soliti libri degli anni 40-50-60 che sono mediamente indicati come punto di partenza per chi vuole avvicinarsi al genere. E invece ci sono anche tanti testi moderni validissimi, perché...

Non è una fantascienza per vecchi, o del perché non dovremmo più consigliare Asimov: questo è il concetto base sbattuto in faccia. Con tutto il massimo rispetto per i Grandmaster della fantascienza, sarebbe il caso di smetterla di far leggere solo Asimov e Vance e Heinlein. La fantascienza è cresciuta, per molti versi è migliorata, e di certo si è avvicinata alla sensibilità del pubblico di oggi (anche perché stantiddio certa roba ha 80 anni!). Qui spiego come e perché dovremmo iniziare ad orientarci sui testi contemporanei.

Le stelle non sono una roba seria - breve guida alla fantascienza umoristica: e per stemperare un po' gli animi, ecco qualcosa di più leggero, una carrellata di autori e testi di fantascienza che può suscitare qualche risata (ma non per questo è stupida). Con un focus su Space Opera di Catherynne Valente, di cui poi parlerò meglio anche qui.

Westworld 3x04 - The Mother of Exiles

Avevamo già notato il passo spedico a cui procede questa terza stagione, e adesso che siamo arrivati a metà del tragitto, ecco infatti che le plotline iniziano a convergere e i primi misteri si risolvono. The Mother of Exiles serve a mettere in moto il climax che ci porterà verso il finale di stagione, chiarendo (o perlomeno dando un'idea) di quale siano lo scontro, le fazioni e la posta in gioco.

Mancava ancora un tassello in tutte le puntate precedenti ed era il caro William: sopravvissuto al confronto con Dolores alla fine della seconda stagione, finora era stato solo appena citato ma non lo avevamo visto. Eccolo allora, l'ombra di se stesso, tormentato dalla colpa di aver ucciso sua figlia. La scena iniziale che mette in scena i suoi dubbi è estremamente potente, e mette William di fronte a un enorme interrogativo: è sempre lui ad aver scelto e quindi ha scelto il male, oppure non ha colpa perché le sue scelte erano predeterminate? È un dilemma impossibile da sciogliere, che somiglia molto a quello dei limiti e delle intenzioni di Dio.

Ma non c'è più tempo per riflettere, perché Delos ha bisogno del suo CEO. Charlotte (chiunque essa sia) viene a chiamarlo perché intervenga direttamente di fronte alla minaccia di acquisizione da parte di Serac. Quest'ultimo dopo aver liberato Maeve le spiega la missione che vuole affidarle e le offre la sua ricompensa: Dolores possiede i codici di accesso per la Valley Beyond, dove si trova ancora sua figlia. È ancora possibile che Maeve sia disposta a fare qualunque cosa per raggiungerla, come già ha dimostrato in precedenza? Per il momento pare proprio di sì.

Intanto Dolores e i suoi si ritrovano insieme a Bernard e Stubbs allo stesso orgia party di beneficienza, e abbiamo il primo confronto diretto tra i due gruppi. Una scazzottata ben coreografata tra Dolores e Stubbs sulle note di uno degli adattamenti strumentali di Ramin Djawadi, e Caleb che si ritrova a correre con una pistola in mano senza capire davvero cosa gli sta succedendo. Questa sequenza è importante perché conferma che tutti questi eventi sono simultanei, mentre fino all'episodio scorso esisteva ancora la possibilità (piuttosto estrema) che la parte di Dolores con Caleb fosse precedente a tutto il resto e stessimo di nuovo vedendo due timeline di poco fuori sincrono. Invece no, tutto sta accadendo adesso, e tutti stanno giocando la stessa partita.

L'unico dubbio rimane per Maeve. Anche se Serac l'ha condotta nel "mondo reale", la possibilità che in realtà si trovi ancora in un livello di simulazione come accennavo la settimana scorsa mi pare ancora plausibile. Questo perché in effetti non vediamo interagire lei con nessuno degli altri, almeno non direttamente. Il suo percorso dall'informatore iniziale ai vertici della Yakuza sembra troppo lineare, rapido e facile. E se Serac (o Rehoboam) la stesse sottoponendo ancora a qualche scenario simulato per vedere quali sono le sue intuizioni? Il dubbio nasce anche dal fatto che Maeve scopre che il boss locale della Yakuza è Musashi, il samurai che aveva incontrato a Shogunworld, di cui però Dolores non sapeva nulla. È sempre vero che Dolores grazie all'infiltrazione nella Delos avrebbe potuto raccogliere tutte le informazioni che vuole, ma sembra un po' forzato che andasse a ripescare proprio quel host con cui lei non aveva avuto niente a che fare. Soprattutto considerato che non ha idea che Maeve sia stata prelevata e messa sulle sue tracce. In quest'ottica, forse la simulazione ha preso le informazioni proprio dai ricordi di Maeve, ponendole davanti personaggi per lei significativi, per metterla sotto pressione e portarla a qualche nuova rivelazione. E se così fosse avrebbe funzionato, perché Maeve ha ricavato da sola il segreto degli host creati da Dolores.

Ovvero che non c'è nessuno a parte Dolores. Charlotte, Cornell (l'assistente di Liam proprietario di Incite), e ipoteticamente Musashi sono tutti lei: Dolores. Non c'è nessun altro, perché di nessun altro si sarebbe fidata abbastanza. Abbiamo visto com'è finita con Teddy, e chi altri l'avrebbe potuta seguire? Ci ero già arrivato nella puntata scorsa, almeno al fatto che Charlotte fosse lei. Non avrei sospettato che anche tutti gli altri lo fossero, ma è perfettamente logico e tematicamente coerente. C'è da aspettarsi che a un certo punto Dolores si troverà a scontrarsi con se stessa, perché già abbiamo visto i primi segni di cedimento in Charlotte. Dolores dovrebbe sapere bene qual è la sua reazione verso chi cerca di contenerla, quindi potrebbe trovare il suo peggior nemico in se stessa.

La puntata si chiude di nuovo su William, privato di tutti i suoi poteri e rinchiuso in un istituto di cura. Qui ha tutto il tempo di confrontarsi con le sue visioni, e Dolores nel suo outfit da ranchera gli dà il benvenuto al centro del labirinto. Da notare come adesso sia interamente vestito di bianco, a rappresentare che l'Uomo in Nero è davvero stato sconfitto. Non credo però che questa sarà la sua fine, William avrà ancora un ruolo da giocare, e forse sarà la sua occasione per completare l'arco di trasformazione che aveva fallito nella stagione 2.

Dj set: I Know That Song!

È passato un po' di tempo da quando ho registrato un dj set, senza andare a vedere so anche che sono un paio d'anni perché il mio ultimo mix era a tema canzoni francesi per celebrare la vittoria dei mondiali di calcio (non che mi interessasse festeggiare i mondiali né la Francia, ma mi sembrava un'occasione simpatica). Il fatto è che per realizzare i miei set ho sempre bisogno di una buona dose di tempo libero, perché non ci crederete ma passo delle ore a progettarli, cercare le tracce, fare le prove, registare, riascoltare, correggere, riascoltare, montare, tagliare, ecc. Insomma non è una roba che improvviso da un giorno all'altro, almeno non per come lo intendio.

Il set di questa volta per di più è uno su cui ragionavo da tanto, praticament da poco dopo il precedente, ma finora non avevo avuto modo di mettermici. La concidenza di quarantena e disoccupazione mi hanno messo nelle condizioni di poterci finalmente lavorare sopra, e posso dire che il risultato secondo me è davvero interessante.

Come forse si può dedurre, I Know That Song! è un dj set che parte da canzoni piuttosto note al grande pubblico. Invece di mixare quella solita roba che non conosce nessuno, mi sono impegnato a selezionare i migliori remix di pezzi famosi di artisti di ogni genere: dal rock al pop, dalla musica indie alla dance, il tutto senza distinzioni di epoca. Ci trovate quindi dentro un miscuglio che va dai Pink Floyd a Faithless, da Madonna ai Florence+The Machine, e poi Enya e Dido, e Billie Eilish e Madonna e i Depeche Mode e i Muse. Tutte remixate in chiave techno/house/minimal, beninteso.

Un'ora e quaranta per venti tracce, il tutto uploadato su Mixcloud come tutti gli altri miei mix e ascoltabile da lì:


Spendo solo due parole in più per spiegare perché ritengo questo uno dei miei migliori dj set. Sono un grande estimatore dell'arte del remix, perché sono convinto che un remix fatto bene riesca ad esaltare le caratteristiche del pezzo originale. Oggigiorno c'è molta confusione, perché vengono chiamati "remix" anche quelle cose che mettono una base qualsiasi (kick-clap-hat) su una canzone, ma non è questo lo spirito. Un remix fatto bene deve cogliere lo spirito della traccia e rielaborarlo, mantenere il mood e il registro ma traslarlo in un genere diverso. Per i pezzi che ho scelto ritengo che questo sia stato fatto in modo adeguato, e anzi credo che ce ne siano 2-3 davvero straordinari.

Ascoltate e fatevi un'idea. E se invece dite "eh ma io volevo i remix nostalgico dei pezzi anni 90 che ero giovane e andavo in disco e non la fanno più la musica come quella!!!", oh boy, we have a dj set for you: potete asocltarvi il mio 90 Reloaded e soddisfare i vostri pruriti di mezza età.

Westworld 3x03 - The Absence of Field

Dopo aver passato una puntata tra Westworld e sue simulazioni, torniamo nel mondo esterno a seguire i progressi di Dolores nel suo piano di dominazione del mondo. L'azione riprende da dove l'avevamo lasciata nel primo episodio, ferita tra le braccia di Caleb, e dopo un ulteriore scontro i due si separano. Qualcuno però come già sappiamo è molto interessato a Dolores, e così Caleb viene presto rintracciato per ricavare da lui le informazioni. Alla fine è di nuovo Dolores a dover intervenire per salvarlo, perché evidentemente ha scorto in lui qualcosa che vale la pena di essere salvato, forse un possibile alleato. Scopriamo qualche altro dettaglio del passato di Caleb, e in una delle scene più forti viste finora in questa terza stagione, ci viene mostrata la scheda di Caleb elaborata da Incite, che prevede il suo suicidio nel giro di una decina di anni. Sul suo profilo vediamo anche come molti eventi significativi della sua vita siano stati programmati (scritti?) proprio per poter gestire al meglio il suo ruolo nel progetto collettivo (sceneggiatura?) di Rehoboam.

Ci sono altri problemi però, perché dalel parti di Delos scopriamo che qualcuno ha silenziosamente acquisito una quota consistente della società e minaccia di prenderne il controllo. A esserne informata è Charlotte, o almeno quella che noi vediamo come Charlotte e ancora non sappiamo quale personalità abbia dentro di sé. La finta Charlotte (che continueremo per comodità a chiamare solo Charlotte) è confusa tra la sua vera identità e quella che sta interpretando, avverte la pressione della vera Charlotte Hale e del suo ruolo, della sua famiglia a cui aveva rivolto un ultimo messaggio, dei suoi collaboratori che richiedono il suo intervento. Alla fine si rivolge a Dolores, che è il suo unico punto di riferimento, ma lei non ha sempre il tempo o la voglia di starle accanto. Charlotte deve prendere da sola il controllo della propria vita, e lo fa presentandosi da Serac, con cui come scopriamo era in contatto fin da prima del disastro di Westworld, anzi era proprio per conto suo che stava cercando di trafugare i dati della Forgia, dati che Serac non è ancora riuscito a ottenere (infatti ha provato a chiederne l'ubicazione a Maeve nella puntata scorsa, ma lei non ne era al corrente)

Stavolta vediamo Serac in forma di ologramma, e se finora non avevamo motivo di sospettarlo, adesso viene il dubbio che non sia davvero una persona, ma soltanto un'emanazione di Rehoboam, una sorta di avatar con cui si manifesta nel mondo esterno. In effetti le ricerche della Delos sul misterioso acquisitore non hanno trovato nessuna informazione su di lui (e la Delos è brava a raccogliere dati...), per cui questo potrebbe far sospettare che in effetti non esista, almeno non come individuo fisico. Questo apre anche la possibilità che nell'episodio precedente il suo incontro con Maeve non sia avvenuto nel mondo reale ma fosse ancora un qualche tipo di ambiente virtuale, ovvero che Maeve non sia davvero "libera" ma si trovi ancora in un qualche livello di simulazione (dalla quale comunque dovrà uscire se deve affrontare Dolores).
Naturalmente il mistero maggiore ancora in essere è proprio l'identità di Charlotte. Se le ipotesi iniziali potevano puntare a Teddy (che però io non ho mai sostenuto), in seguito si era pensato anche a Peter Abernathy, oppure qualche fedelissimo di Dolores come Angela. Negli scambi che si sono visti in questo episodio tra lei e Dolores però sono venute fuori alcune informazioni importanti: Charlotte conosce l'identità della vera Charlotte Hale, e sa anche che Bernard ha cercato di fermare Dolores (quindi non può essere Teddy). Inoltre Dolores si fida interamente di Charlotte, e questo mi fa supporre che all'interno di quel corpo possa risiedere una sola personalità: Dolores stessa. Dolores si è limitata a fare una copia di sé e installarla in quel corpo, forse rimuovendo la componente di Wyatt dalla sua personalità per non renderla altrettanto spietata. Ma la fragilità e i dubbi che vediamo adesso in Charlotte sembrano simili a quelli di Dolores nella prima stagione, quando ancora doveva scoprire se stessa. Sarebbe anche un punto narrativo interessante, il fatto di avere due Dolores che condividono un obiettivo ma non la stessa prospettiva.

Peraltro c'è anche il sospetto che sia stato Serac stesso a indurre la confusione di Charlotte, con le clip audio a lei inviate che si rivelano alla fine un codice per contattarlo. È possibile che quelle frequenze apparentemente random siano in qualche modo capaci di alterare la programmazione di un host (e in questo caso vorrebbe dire che lui sa già che lei è stata sostituita). Da notare anche il fatto che combinati tra loro, i suoni sembrano produrre la melodia sia di You are my sunshine che del tema di Westworld. Coincidenza?

Infine, mi va di spendere una parola per la buon'anima del robot edile (mi pare si chiami George) collega di Caleb, che quando lui è minacciato dai cacciatori di taglie arriva in suo aiuto. Non è chiaro in che modo il robot si attivi, se è stato hackerato da Dolores che arriva subito dopo oppure ha in qualche modo rilevato il pericolo e deciso di intervenire. In questo secondo caso sarebbe un punto molto importante, anche perché viene fuori che gli unici a cercare di salvare Caleb sono due non-umani. Non è nemmeno il primo robot che vediamo morire per cercare di salvare qualcun altro, come è successo a quello che stava cercando di portare fuori l'unità di controllo di Maeve nell'episodio scorso. Insomma sono ancora le creature artificiali a dimostrarsi più empatiche degli umani. Chi l'avrebbe mai detto, eh dottor Ford?

Che cos'è e come si fa la musica 8D

Scopro ieri grazie all'articolo di un collega su Stay Nerd che ultimamente sta spopolando questa moda della musica 8D, che sarebbe una nuova tecnologia di diffusione di musica da ascoltare con le auricolari, che permette di avere un effetto "immersivo" come se ci si trovasse a un concerto, con la musica che arriva da ogni lato. Incuriosito, perché con queste cose ci smanetto nella mia attività di dj casalingo, sono andato a vedere di cosa si trattava.

E scopro che è una trovata nuova come l'olio a crudo sulla zuppa di fagioli. Siccome però immagino che non tutti abbiano conoscenze di base sul mixaggio audio, ho pensato che potesse essere utile spiegare che cos'è la musica 8D e soprattuto mostrarvi come si fa la musica 8D.

Partiamo intanto con la spiegazione a parole. Questa musica 8D non fa altro che aggiungere un effetto di panning, ovvero agire sul bilanciamento dei canali (L e R, o sx e dx) facendo spostare il suono da un canale all'altro e viceversa. Per rendere meglio l'idea, su un banalissimo tool di audio editing, c'è probabilmente una funzione che permette di mixare i canali. Su quello che uso io (Goldwave, non so nemmeno se esite sempre perché io ce l'ho installato dal 1998), si può agire direttamente per muovere il bilanciamento come si vuole, ad esempio così:


Nel grafico qui sopra, il verde è il canale L, il rosso il canale R. Come si vede io ho spostato la traccia audio dal centro (quindi bilanciata tra i due canali) tutto verso destra, poi da lì l'ho riportata verso sinistra (ripassando dal bilanciamento perfetto al centro) e poi di nuovo a destra. Ho aggiunto un tocco in più di originalità, aumentando la rapidità di questo passo.

Ho applicato questo effetto a 20 secondi di una traccia scelta a caso, tipo, non so, il più grande pezzo trance della storia, ovvero Komodo di Mauro Picotto. Il brano quindi adesso assume questo aspetto:


E l'audio quindi si sente in queso modo (mettere cuffie o auricolari per godere a pieno dell'effetto):




Questo effetto è sicuramente divertente, e nessuno dice che sia una cazzata. Il punto semmai è che presentarlo come innovativa tecnologia di registrazione il futuro della fruizione musicale niente sarà più come prima è un filo esagerato. Qualunque mixer da oratorio ha una manopolina con scritto "pan" o "balance" che di solito sta nel centro, ma si può spostare a sinistra o destra per ridistribuire l'audio sui canali. Muovendola da un estremo all'altro ritmicamente si ottiene proprio la stessa cosa. Ma appunto, è una cosa banalissima. Sui mixer per dj come quello che ho io ci sono a volte degli effetti già integrati che agiscono proprio sul panning: in molti miei dj set io lo stesso li uso, a volte per sottolineare un climax prima del drop.

Quindi, niente di nuovo, niente di stupefacente. Anzi, vi dimostro già che con un minimo di creatività si può fare di più, e infatti ecco che qui su due piedi vi invento la MUSICA 9D. Ascoltate (sempre in cuffia) lo stesso brano tratto da Komodo in cui ho applicato un diverso effetto in modo che da metà in poi il suono sembra raddoppiare, e a un certo punto si trasforma anche, una cosa incredible, come avrò fatto? Mi dispiace, non posso rivelarlo, questa è la nuova frontiera della musica e non importa che Kai Tracid lo facesse già nel 1998 (non è una coincidenza che fosse lo stesso anno in cui ho installato il software di audio editing).





Che cosa possiamo trarre da tutto questo? Una lezione molto semplice, che è facile manipolare le aspettative in presenza di ignoranza. La gente è naturalmente predisposta a meravigliarsi per le cose che non conosce, e quindi è facile capitalizzarci sopra. Qui la questione è davvero banale, ma applicando lo stesso meccanismo a problemi di ben altra rilevanza... vabbè, lo vedete anche voi, no?

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