The Nomad Soul

È passato più tempo del previsto da quando ho annunciato la nascita della rubrica "dimenticatoio" e questo primo post inaugurale... ma nel periodo tardoestivo-autunnale ho avuto parecchio da scrivere (e mica ho finiti!), e non sono riucito fino a dedicargli l'attenzione che ritenevo adeguata. Adesso però sono riuscito a ritaglarmi una mattinata pressoché libera, quindi battezzo la nuova rubrica parlando di The Nomad Soul.

The Nomad Soul, aka Omikron, è un videogioco sviluppato dalla Eidos Interactive e lanciato nel 1999. Si tratta, per farla breve di un adventure/puzzle game, ma in effetti mescola elementi di molte tipologie di gioco, dal gioco di ruolo ai FPS, dalle arti marziali agli investigativi, in un'ambientazione a sua volta mix di fantascientifico e horror. Pur non potendolo considerare un gioco perfetto sotto tutti i punti di vista, ha sicuramente lasciato il segno, almeno in chi lo ha scoperto, per una serie di elementi peculiari che lo elevano al di sopra dei videogame dell'epoca (e anche di molti di quelli attuali).

Per capire meglio di cosa sto parlando sono costretto a rivelare alcuni aspetti della trama, quindi nel paragrafo che segue troverete qualche spoiler, ma cercherò di non essere troppo pesante. Il gioco inizia con la comparsa di un personaggio (che si suppone essere il protagonista) che fuoriesce da una sorta di vortice. L'uomo si presenta come Kay'l 669, agente di polizia in una dimensione parallela a quella del giocatore, al quale si rivolge per ottenere aiuto in una serie di omicidi violenti e inspiegabili, di cui teme di diventare presto vittima lui stesso. Kay'l propone al giocatore di effettuare un "trasferimento di anima": se accetta, il giocatore trasferirà l'anima nel suo corpo, e sarà così in grado di controllarlo attraverso il monitor del suo computer mentre si muove nel mondo di Omikron. Il tempo stringe, e non può fornirgli altri indizi, ma la prima cosa che dovrà fare sarà recarsi a casa sua, e da qui proseguire con le indagini. Una volta attraversato il vortice dimensionale (che simbolegga appunto il trasferimento dell'anima nel corpo del poliziotto), il giocatore si trova in un antro buio, nel quale viene subito attaccato da una creatura mostruosa: l'essere sta per uccidere il protagonista (che poi è il giocatore), ma viene interrotto da un grosso robot che entra nel vicolo, ed è costretto a fuggire. Qualche attimo di straniamento, poi Kay'l può uscire in strada e parte la sigla. Ma forse facevo prima a mettervi direttamente un video dell'intro:


Quello che succede dopo questa introduzione dipende molto dalle intenzioni del giocatore. Perché The Nomad Soul si presenta da subito come un gioco estremamente plastico: ci si può lanciare per strada e girare per ore, entrando in negozi (supermarket, farmacie, librerie, ristoranti, armerie...) e abitazioni (almeno finché non si trovano altri "mostri") senza tenere conto della storia principale. Poi sicuramente dopo un po' ci si annoia di vagare senza meta e allora si parte con l'indagine, ma il mondo di Omikron rimane comunque a disposizione, non infinito ma molto vasto per un gioco degli anni '90.

Se decidiamo di proseguire l'investigazione abbandonata da Kay'l, si arriva in casa sua, dove conosciamo sua moglie Telis e apprendiamo cosa ha fatto nelle ultime settimane insieme al suo collega Den. Da qui si arriva alla stazione di polizia, visitiamo il suo ufficio e quello degli altri agenti, ci viene affidata qualche missione mentre cerchiamo di mettere insieme i pezzi della serie di omicidi sospetti. Lentamente, tra autopsie, interrogatori e sparatorie, si viene a scoprire che non si tratta di semplici atti violenti, ma di attacchi da parte di demoni, esseri mostruosi che si nutrono delle anime delle persone... proprio come quello che ci ha aggredito all'inizio. E a questo punto si copre quindi che i demoni vogliono la nostra anima, ovvero quella del giocatore, seduto alla scrivania, che ignaro di tutto ha accettato di trasferirla nel corpo di Kay'l, ovvero nella dimensione di Omikron. L'appello di Kay'l era quindi una trappola, studiata appositamente dai demoni per nutrirsi delle anime del nostro mondo, e al giocatore ora rimane una sola possibilità per salvare la propria anima (e quella di tutti gli esseri umani sulla Terra): sconfiggere il capo dei demoni. Il problema è che i demoni possono assumere forma umana, e molti di loro lavorano quindi da infiltrati, anche all'interno della polizia, per raggiungere il loro obiettivo di assorbire le anime della Terra.

Tuttavia il giocatore ha a sua volta un vantaggio: visto che la sua anima non appartiene a Omikron, è in grado di trasferirla da un corpo all'altro, e anzi questa si sposta da sola nel primo corpo con cui viene a contatto se quello che occupa viene ucciso (a meno che a farlo non sia un demone, che invece si nutrirebbe dell'anima stessa). Si introduce così una dinamica fondamentale del gioco, che è appunto l'"anima nomade": quello di Kay'l 669 non è l'unico corpo che il giocatore può utilizzare, ma ce ne sono decine di altri, che può scegliere di occupare con un particolare rito. In diverse occasioni anzi il giocatore sarà costretto a prendere possesso di un corpo specifico per poter proseguire, mentre altre volte sarà una sua libera scelta.

Dopo la scoperta dei demoni il focus del gioco si sposta, e entreremo a far parte di un'organizzazione che è a conoscenza della minaccia dei demoni e li combatte, eseguendo al tempo stesso una serie di atti dimostrativi/terroristi per "risvegliare" anche gli altri omikroniani (da non confondersi con gli omicroniani di Futurama!). Il percorso per arrivare al confronto con Astaroth, il demone supremo, sarà lungo e lastricato di scontri, rivelazioni, enigmi, personagi e location. Riassumere il plot sarebbe difficile, ma ovviamente la cosa migliore è scoprirlo giocando. Alcune parti sono piuttosto difficili, a volte per la presenza di enigmi piuttosto arzigogolati, che richiedono lo studio di libri specifici, altre per combattimenti che richiedono massima abilità.

Ed è qui che si manifesta un altro degli aspetti unici del gioco: in The Nomad Soul si alternano quattro attività essenziali: l'esplorazione, la soluzione di puzzle, il combattimento corpo a corpo, e il combattimento con armi da fuoco. L'esplorazione, che possiamo compiere per curiosità o quando è necesario ai fini del gioco, ci porta a scoprire i quattro quartieri principali di Omikron, e ad apprenderne la storia: il pianeta sta attraversando un'era glaciale, e l'umanità si è rifugiata sotto un'enorme cupola protettiva nella quale riesce a sopravvivere. Si tratta di un mondo con un livello tecnologico superiore al nostro, dimostrato dalla presenza di oggetti come lo sneak, le mecaguardie, il multiplan, gli innesti cibernetici di vario genere, e la presenza di mutanti vari. Anche l'organizzazione politica viene resa nota, con un Legatario che detiene il potere di un ogverno regolato dalle previsioni del supercomputer Ix, e due Corporazioni avversarie che producono tutti i beni in circolazione. Al di sotto di quella attuale esiste però una storia che risale agli albori del mondo, una mitologia che comprende divinità e magia, arti che il giocatore stesso dovrà apprendere. Ogni settore ha un suo tema: da quello residenziale al quartiere malfamato pieno di bische e night club, dal borgo esotico con giardini e palme a una sorta di Venezia con ponti e calli. A questi si aggiungono anche un vasto parco naturale disabitato, e un mondo sotterraneo abitato da subumani che sorvegliano la necropoli degli stregoni, tanto per dirne una. Gli ambienti visitati sono davvero tanti: la centrale di polizia, gli arhivi, l'obitorio, il porto, la fabbrica robotica, la prigione, la biblioteca, le catacombe della città. La vastità dell'universo (e intendo soprattutto l'universo narrativo) di The Nomad Soul è impressionante, e lo diventa ancora di più se si considera che ogni personaggio "giocabile" ha una sua casa, una sua storia, libri e musica di cui si può usufruire, e che messi insieme riescono a fornire un contesto complessivo davvero affascinante, che darebbe spazio per un'infinità di storie ambientate al suo interno.

La soluzione di enigmi inizia da subito con l'indagine di Kay'l, ma più avanti si fa sempre più complessa, richiedendo notevole abilità d'interpretazione di testi antichi, che affondano nella mitologia di Omikron, lo studio di mappe che rivelano la posizione di importanti artefatti, e la capacità di capire quando e come approfittare della possibilità di cambiare corpo.

Il combattimento si divide opportunamente in due categorie: il corpo a corpo, che si svolge come in un gioco di arti marziali, con una serie di mosse e di combo che consentono di sferzare colpi più potenti, con il quale siamo in grado di abbattere solitamente di emoni; e l'arma da fuoco, in prima persona, modalità in cui si entra per compiere le missioni più importanti, anche qui potendo scegliere da un'ampia gamma di armi (che ci dobbiamo procurare). Entrambe presentano difficoltà specifiche, e lo scontro con Astaroth, il boss finale, è di una difficoltà impressionante (sono riuscito a batterlo solo una volta!), soprattutto per un gioco che non prevede cheats!


Un discorso a parte merita la colonna sonora, che contiene canzoni originali di David Bowie, composte appositamente per il gioco. Una è quella che potete sentire verso la fine del video sopra e che fa da sigla, le altre sono sparse come "easter egg" nel gioco. Per essere precisi, in Omikron è presente un alter ego di Bowie, che si esibisce in concerti clandestini a cui possiamo assistere, se troviamo in giro gli specifici volantini e ci rechiamo nei posti indicati. Questa è una dei tanti extra del gioco, subplot del tutto accessori ma che conferiscono profondità al mondo, come il torneo di arti marziali, i peep show, lo studio di incantesimi. Non si tratta tanto di quest che portano a risultati bonus, come avviene in alcuni RPG, ma semplicemente di elementi accessori alla trama principale che ampliano il contesto del gioco.

Non si può dire che The Nomad Soul sia un videogame completamente interattivo: il percorso per giungere ad affrontare Astaroth è ben definito e prevede una serie di passaggi obbligati, ma molti di questi consentono soluzioni alternative, e la possibilità di cambiare corpo (ognuno con caratteristiche e attitudini specifiche) conferisce ulteriore dinamicità. Forse la grafica non è eccelente, perché i modelli poligonali appaiono obsoleti anche per l'epoca dell'uscita del gioco, ma probabilmente lo sviluppo ha richiesto così tanto tempo che una volta pronto la tecnologia era già superata. Tuttavia, nonostante qualche glitch, solitamente si è talmente presi dalla trama, o dalla voglia di scoprire "qualcosa" nel vastissimo Omikron, che non si fa caso ai polpacci squadrati del nostro protagonista.

The Nomad Soul è quindi un gioco davvero eccellente, purtroppo misconosciuto, ma che merita di essere ripescato dal dimenticatoio e fatto girare sui computer moderni.

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