Coppi Night 27/10/2013 - Pitch Black

Questa non è una recensione. Nel senso che non ho intenzione di commentare il film in oggetto, riassumendo la trama e traendone i punti chiave. Non lo faccio perché Pitch Black, per me, è diventato talmente un classico che sarebbe come se vi facessi la recensione de I dieci comandamenti. La saga di Riddick è arrivata quest'anno al terzo capitolo (che ho recensito sul "Il futuro è tornato"), se si considerano solo le istanze cinematografiche, mentre siamo ancora più avanti tenendo conto dell'animazione e dei videogiochi. Ma tutto si origina da questo film, Pitch Black, che tutto sommato è soltanto un B-movie sf/horror/pulp. Quindi più che recensirlo, cercherò di esaminare perché questo film ha avuto un così imprevedibile successo.

Un riassunto rapido del plot è comunque necessario, ma anche facile: in un indeterminata epoca futura di viaggi spaziali, un'astronave che trasporta passeggeri civile naufraga su un pianeta disabitato illuminato da tre soli. Tra i sopravvissuti c'è Richard B. Riddick (Vin Diesel), un pericoloso ricercato che era stato catturato per essere riportato dalla prigione da cui è evaso. Cercando un mezzo per lasciare il pianeta, i naufraghi trovano una stazione geologica abbandonata, nella quale scoprono che si sta per preparare un'eclissi che durerà parecchi giorni. Con il buio arrivano anche i "mostri", creature volanti cieche e aggressive, che iniziano subito ad attaccare gli umani, che devono così trovare il modo di imbarcarsi sull'unica navetta disponibile.

La trama quindi non è certo il punto forte del film, visto che percorre una strada standard per un film sci-fi di basso profilo. Gli elementi sfruttati hanno tutti una diffusione piuttosto ampia in opere di vario genere: il pianeta abbandonato, l'eclissi, i mostri che si muovo nell'oscurità, l'ecolocalizzazione: si possono trovare tutte queste componenti un po' ovunque da Futurama ad Asimov (il racconto Nightfall), dai film horror agli episodi di Doctor Who. Quindi, se non è la storia a fare la differenza, che cosa lo ha reso un film cult?

Innanzitutto il protagonista. O meglio, il narratore, perché il personaggio di Vin Diesel non è sempre al centro dell'attenzione, e anzi a volte sembra cedere il ruolo di comprimario al capitano Carolyn Fry. Riddick rimane comunque il personaggio più caratteristico: un feroce assassino che tuttavia uccide per sopravvivenza, e non per perversione, un individuo in stretto contatto con la sua parte "animale" (concetto che nei film seguenti sarà ulteriormente evidenziato), pluricondannato e plurievaso. Riddick fa paura agli altri naufraghi, ma è anche l'unico a essere preparato a combattere un nemico che, al pari di lui, si muove al buio e teme la luce. Il dettagli degli occhi "luminosi" di Riddick, simili a quelli di un felino, è infatti un particolare che affascina fin da subito, e trova il suo posto quando vediamo la sua "visione notturna" nei toni dell'infrarosso.

Bisogna anche sottolineare come non sia stato Vin Diesel a dar rilievo al film. Nel 2000, anno di uscita di Pitch Black, l'attore non era infatti la star che conosciamo oggi. Basta pensare che Fast and Furios, il film che più di tutti lo ha portato al successo, è del 2001, e xXx del 2002. Pitch Black quindi è quasi il film che ha consacrato Diesel, e lui stesso in alcune interviste ha ammesso che il ruolo di protagonista in Fast and Furios gli è stato proposto proprio in vista del successo di questo film. Vin interpeta Riddick con grande trasporto, grazie anche alla sua spiccata fisicità e alla voce tenebrosa (mi riferisco a quella originale, ascoltatela).

Ma oltre a un protagonista azzeccato sia come personaggio che come resa su schermo, Pitch Black ha dalla sua parte tutta una serie di dettagli che dimostrano la sottile cura che l'autore/regista David Twohy ha dedicato al film. Sembra esagerato dire che questo è uno di quei film che si capisce alla seconda visione, ma è anche vero che ci sono una serie di particolari che possono essere colti solo col senno di poi, e che danno un estremo valore a ogni singola scena. Mi riferisco a particolari come (in ordine sparso):
- l'assenza di finestre nella stazione geologica, inutili su un pianeta che non vede mai la notte
- il modo in cui Riddick "testa" le creature gettando loro il suo pugnale, mentre si butta a terra
- Jack che si osserva pensieroso/a la mano attraversata dalla luce, pensando al sangue che sta nascondendo
- Riddick che al pari della creatura viene accecato dal fascio improvviso della torcia
- lo sguardo di Johns quando viene aiutato a montare sul furgone da Riddick
- il modo in cui Riddick si nasconde all'ecolocalizzazione delle creature
... e così via. Ce ne sono davvero molti, di questi particolari che durano lo spazio di qualche fotogramma, ma conferiscono una profondità elevata alla storia, soprattutto rispetto agli standard di questo tipo di flim (e di budget).

Altro discorso interessante è l'universo narrativo in cui si svolge il film. Non viene raccontato molto di come è organizzata la società umana nello spazio, ma ci sono elementi che fanno intuire un contesto abbastanza complesso: i coloni, le prigioni, i mercenari, i pellegrini verso la Nuova Mecca. Tutti i personaggi sopravvissuti al naufragio hanno un loro ruolo specifico, e anche se ci sono un paio di redshirts bisogna ammettere che nessuna morte è gratuita, ma ognuna fa progredire a suo modo la storia.

In tutto questo non va poi dimenticato che Pitch Black è un film d'azione. Già da prima che le creature emergano a milioni dai loro nidi ci sono momenti di tensione che riguadano soprattutto la caccia a Riddick stesso; in seguito all'eclissi poi il ritmo aumenta, il pericolo si fa immediato, e Riddick non è più il nemico ma l'unico in grado di competere coi mostri (e lo fa, in senso letterale: "Non sapevi con chi avevi a che fare!"). Il tutto è reso più colorito anche da efficaci scambi di battuta e catchphrases ricorrenti, ma anche quando si passa all'azione pura nessuna sequenza è un filler, e ogni spostamento, conversazione e decisione del gruppo ha un obiettivo sia per i personaggi che a livello narrativo. E i combattimenti, che siano contro le creature o tra gli uomini, hanno sempre ottime coreografie.

Da questa lunga analisi, si può trarre infine che cosa rende Pitch Black un film così apprezzato anche presso il pubblico non "specializzato": si tratta di un film denso, che non spreca nemmeno un minuto in scene vuote, ma progredisce continuamente, nello sviluppo della storia o dei personaggi. In questo senso, probabilmente questo film è anche superiore ai successivi della serie, The Chronicles of Riddick e Riddick: Rule the Dark. È abbastanza ovvio che ne consiglio la visione, e anzi era praticamente dall'inizio del Coppi Club che cercavo di far passare questo film alle votazioni, per cui sono estremamente soddisfatto di averne finalmente potuto parlare.

Nessun commento:

Posta un commento

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...