Rapporto letture - Luglio 2015

Ma come, il rapporto letture di luglio quando luglio non è ancora finito? Ma siamo fuori di testa!? Dov'è finita la logica, dove andremo a finire di questo passo, cosa ne sarà di questo blog se si inizia a fare cose del genere!!??

Allora, calma, intanto oggi è il 31, e a meno che tra un paio d'ore non avvenga un big crunch che lasci nell'universo solo me e il mio attuale libro in lettura, non credo che riuscirò a finirlo, quindi i libri letti a luglio sono già definiti. Inoltre, ad agosto ho intenzione di dedicare il mese a post più "leggeri", il blog rimarrà attivo ma sapendo che siete tutti in ferie chi me lo fa fare di sbattermi visto che non lo leggerete? Ho pensato quindi anticipare di un giorno il resoconto delle letture del mese scorso... ops, in corso, cioè in dirittura d'arrivo.


Si inizia con la lettura dell'ultimo romanzo di William Gibson (attualmente inedito in Italia, ma di solito lo traducono a distanza di un paio d'anni). The Peripheral, per farla breve, è una storia di viaggi nel tempo, ma non nel modo in cui sono intesi di solito. L'unica cosa che può passare da un'epoca all'altra (grazie a un misterioso server cinese) è l'informazione, ma niente di fisico. Questo permette però di aprire comunicazioni con il passato, e anche attivare una forma di telepresenza, grazie alla connessione con i peripheral, sorta di avatar biorobotici. La storia si svolge quindi su due piani temporali separati da settant'anni, entrambi collocati nel nostro futuro. La ragazza del "passato" assiste a un omicidio avvenuto nel "futuro", ed è quindi coinvolta nelle indagini per risolvere il caso. L'intervento dal futuro comporta però seri sconvolgimenti economico-finanziari nel passato, soprattutto quando una fazione avversa interviene (in entrambe le epoche) per impedirle di collaborare alle indagini. Ci vuole un po' per entrare nella prospettiva di questo romanzo, io ho dovuto superare 90 pagine per poter iniziare a capire cosa veniva raccontato. Probabilmente ha contribuito anche lo stile di Gibson (che leggevo in inglese per la prima volta), che non è affatto facile, ricco di sigle, espressioni colloquiali (che in verità credo non siano immediate nemmeno per i madrelingua) e scarso di pronomi. Lo sforzo iniziale però ha ripagato, perché la storia si fa da una parte avvincente e dall'altra stimolante dal punto di vista speculativo. Un "ritorno alla fantascienza" (dopo la serie di Bigend che di sf aveva ben poco) a mio avviso riuscito. Voto: 7.5/10


Secondo libro letto è De Bello Alieno, romanzo di esordio di Davide Del Popolo Riolo con cui l'autore ha vinto diversi premi. Come si evince dal titolo, si tratta di un libro ambientato in epoca romana, più precisamente un'ucronia in cui Giulio Cesare, espulso dalla vita politica, si dedica invece alle scienze e diventa un inventore e imprenditore, avviando in pratica una rivoluzione industriale con diversi secoli d'anticipo. Il tutto è poi complicato da un'invasione aliena in stile Guerra dei mondi (anzi, il prologo è praticamente lo stesso), contro la quale i romani sono gli unici a poter combattere. La storia è scritta in forma epistolare, con più personaggi e voci narranti che si scambiano comunicazioni ufficiali e personali, cosa che da una parte rende più difficile l'immedesimazione nella vicenda (non c'è un unico punto di vista e non ci sono eventi narrati "dall'interno"), ma dall'altra contribuisce a rendere meglio i meccanismi e le convenzioni di questo mondo ibrido tra epoca romana e vittoriana. Giulio Cesare, che pur essendo il protagonista delle vicende non ne è mai voce narrante, in realtà risulta piuttosto antipatico, ma questo non è un problema, e credo che in fondo lo fosse davvero... d'altra parte quando muori accoltellato da tuo figlio adottivo, forse non sei proprio un best buddy. A mio avviso ci sono un paio di aspetti non del tutto sviluppati a dovere: in primo luogo, pur ammettendo le eccezionali invenzioni introdotte da Cesare, sembra un po' uno stretch che ci sia stato il tempo di costruire intere linee ferroviare, telegrafiche, e in generale "industralizzare" il mondo; inoltre gli invasori alieni a volte assumono un ruolo marginale, non rappresentano quasi mai una minaccia concreta, e pur essendo micidiali la loro avanzata non sembra influire seriamente su Roma, rimangono un problema di cui occuparsi occasionalmente. Insomma, non si sente il panico che ci si aspetterebbe il loro attacco dovrebbe provocare, soprattutto considerando il livello culturale dell'epoca. Certamente il libro contiene molte citazioni e interessanti utilizzi di personaggi storici reali, ma non essendo esperto né appassionato di storia romana non ho potuto coglierli. In ogni caso il libro merita per l'originalità e la forma, ed è uno di quelli che si prestano ottimamente a un seguito. Voto: 7/10


Ci affranchiamo dalla fantascienza e passiamo a qualcosa di... ehm, di diverso, perché definire il genere di Un tebbrilie intanchesimo e altri rattonchi (rileggetelo bene) credo sia impossibile. Questo libricino pubblicato da Gorilla Sapiens contiene una serie di brevi racconti tra il nonsense e il surreale, nei quali non è tanto la trama ad essere centrale ma la lingua, le parole, i significati immediati e secondari, alternativi, sottintesi. Per questo è difficile definire le storie contenute, che comunque risultano tutte abbastanza divertenti, se si ha la predisposizione per questo genere di surrealismo letterario. Per certi versi mi ha ricordato alcune cose scritte da Giobbe Covatta, unico comico di professione di cui apprezzo anche le incursioni letterare. Trallaltro ho assistito ad alcune esibizioni "live" dell'autore Carlo Sperduti al festival La Serra Trema (è stato questo a invogliarmi a leggere il libro). Il mio voto è positivo, ma mi rendo conto che è molto influenzato dal gradimento per questo tipo di scrittura, che certo non è universalmente apprezzata. Voto: 7.5/10


Altro autore italiano, stavolta un collega factoriano, Andrea Di Meo. Il romanzo SB 15395 - Storia di un redattore, inizia con la descrizione proprio dei redattori, minuscole creature invisibili che seguono gli umani (uno per ogni persona e per ogni giorno vissuto) annotando ogni azione da loro compiuta nel corso della giornata. La storia segue SB 15395, il redattore del 15395° giorno della vita di Simone Bennati, semplice impiegato dell'ufficio acque che si troverà coinvolto a sua insaputa in una serie di omicidi. La trama segue tanto le vicende di SB (e degli altri redattori) che quelle di Simone, tra loro interdipendenti. La cosa più interessante del romanzo è proprio la figura e il ruolo dei redattori, che in tre soli giorni di vita hanno la missione di seguire gli uomini in ogni loro più banale azione, fungendo da archivio completo e assoluto di tutto quanto avviene. Il tema portante del libro è sicuramente quello della memoria, e di come anche i particolari più insignificanti possano invece rivelarsi essenziali. Questo emerge soprattutto nelle fasi finali, in cui si assiste alla fine del lavoro di SB 15395. Forse appare un po' forzata nell'economia del romanzo la sottotrama "thriller", anche se poi anche questa si ricollega al tema principale. Voto: 7/10


Torniamo alla fantascienza, con un romanzo di Arthur Clarke che ancora non avevo letto (mi ritrovo a scoprire che ce n'è sempre qualcuno che mi manca...). Con il consueto rigore scientifico a cui ci ha sempre abituato, in questo libro Clarke racconta la storia della costruzione dell'ascensore spaziale, un'altissima torre che collega la superficie a un satellite geostazionario e permette così di raggiungere lo Spazio esterno con costi minimi (un progetto effettivamente studiato da più ingegneri spaziali). La storia si intreccia inizialmente con la storia/leggenda dello Sri Lanka (non so bene se si tratti di miti veri o inventati dall'autore), e solo dopo l'iniziale ostilità il protagonista potrà davvero iniziare la costruzione della torre. Come sempre Clarke riesce a rendere appassionanti gli aspetti puramente tecnici della faccenda, e il libro risulta così molto facile da assimilare. Mi è sembrata però fuori luogo l'introduzione del satellite alieno di passaggio dal Sistema Solare con cui l'umanità ha un breve scambio di battute, ma che di fatto non ha nessun impatto sulla storia principale. Sembra quasi materiale per una storia differente che è stato inserito all'interno di questa storia per assenza di collocazioni migliori. Al netto di questo, rimane comunque un buon libro. Voto: 7/10

Coppi Night 26/07/2015 - Sfera

Sfera è un film che ho visto forse una decina di volte, e fa parte della limitata collezione di dvd di cui sono in possesso. Va da sé che è un film che apprezzo molto, e anche se avevo puntato più su altri titoli (la scelta dei film stava a me, e avevo selezionato una serie di film interpretati da Dustin Hoffman), l'ho comunque rivisto volentieri.

Quello che mi piace in questo film è come idee differenti si accumulano facendo cambiare registro alla storia più volte in corso di svolgimento. [Seguono leggeri spoiler nelle righe restanti di questo paragrafo] Si inizia con un presunto incidente aereo in mezzo all'oceano; si scopre che si tratta invece di un'astronave aliena sepolta da tre secoli; si passa all'ambiente sottomarino; si scopre che l'astronave è umana, implicando il viaggio nel tempo; si scopre la Sfera; emerge l'entità intelligente Jerry; iniziano gli attacchi all'habitat; si scopre che Jerry è umano; i sopravvissuti sospettano l'uno dell'altro; si decide la fuga finale. Tutti questi passaggi comportano un cambio nella prospettiva di chi guarda il film, e non è facile (soprattutto alla prima visione) assimilare gli stordimenti successivi, quando sembra che la storia non abbia una direzione precisa. Si inizia pensando "ah, è un film su un ambiente sottomarino" poi diventa "ah è un film sugli alieni - ah è un film sui viaggi nel tempo - ah è un film sul contatto con altre intelligenze - ah è un film sul potere della mente" e così via.

Il fatto di ambientare tutto in un habitat sottomarino permette di mantenere la storia sulla Terra, ma di fatto la vicenda si svolge in un ambiente alieno, dove i parametri fisici a cui siamo abituati (temperatura, pressione, densità, luce, vibrazione dell'aria) sono diversi, il che è come ambientare la storia su un astronave o un altro pianeta. Non è questo l'unico film in cui il mondo sottomarino viene presentato come alieni (vedi The Abyss), ma qui a mio avviso il parallelo tra l'alieno che abbiamo intorno e quello che abbiamo dentro è più efficace. Non che il fatto che la storia si svolga sulla Terra metta in pericolo le premesse fantascientifiche della storia, anzi, di tematiche ricorrenti del genere ce ne sono diverse concentrate.

Ho letto il romanzo di Michael Crichton da cui questo film è tratto molti anni fa, per cui non riesco a ricollegare bene la versione letteraria a quella cinematografica, ma ricordo che anche il libro mi piacque abbastanza. Certo era più approfondito, soprattutto nei dettagli del primo contatto con Jerry (la decifrazione del codice la ricordo molto più lunga) e sul tema di fondo del potere creativo dell'intelligenza, ma anche in questi aspetti il film se la cava dignitosamente. Credo che sia uno di quegli scarsi esempi in cui il film risulta all'altezza del libro (per altri casi virtuosi consultate l'apposita rubrica).



Una cosa curiosa che ho notato, rivedendolo adesso, è un'affinità di tematiche abbastanza marcata tra questa storia e il mio Dimenticami Trovami Sognami, in particolare per quanto riguarda l'idea del potere creativo (anche non volontario) dell'intelligenza. Come al solito non maschero le influenze rintracciabili nel mio romanzo, a maggior ragione quando sono inconsce (non lo avevo realizzato fino a quando non ho rivisto il film), per cui se vi è piaciuto Sfera può darsi che vi piacci anche il mio libro. Fine del messaggio promozionale.

DTS al Premio Microeditoria di Qualità 2015

Quelli di Zona 42 non stanno fermi un attimo, e io mi trovo ogni dieci giorni a ricevere messaggi del tipo "ehi, ti abbiamo iscritto a questo concorso", "oh, guarda che tra due settimane siamo qui"... sarà che sono l'unico autore che possono scarrozzare in giro a loro piacimento. E così, mentre Dimenticami Trovami Sognami è presente nella biblioteca di Harvard, e i diritti cinematografici sono stati già acquisiti da Spike Jonze (attenzione: una sola delle affermazioni precedenti è vera, scoprite quale), scopro ora di essere anche candidato al Premio Microeditoria di Qualità 2015, indetto dalla Rete Bibliotecaria Bresciana e Cremonese.

DTS quindi è in concorre insieme ad altre 161 libri (suddivisi in varie categorie), ed è a occhio e croce l'unico titolo di fantascienza dell'intera competizione. La votazione, a quanto mi è dato di capire, si svolge solo all'interno delle biblioteche del circuito: bisogna prendere in prestito il libro in una delle biblioteche e poi inviare la scheda di valutazione, che riguarda non solo l'opera ma anche l'oggetto (qualità dell'edizione e della copertina). Il tutto convoglierà poi nella prossima edizione del Festival della Microeditoria di Chiari, a novembre.




Non so quanti di voi sono delle zone interessate, ma come potete vedere nella scheda di DTS (dove è simpaticamente indicato anche il mio anno di nascita con lo spazio per quello di morte) ci sono ancora 3 copie che potete prendere in prestito. Si vota fino a fine agosto, quindi affretatevi!

Coppi Night 19/07/2015 - Stranger Than Fiction

Sono costretto a fare quella cosa antipatica di inserire il titolo originale perché la trasposizione italiana Vero come la finzione sembra una brutta traduzione letterale fatta col dizionario trovata sul compito in classe di un ragazzino di prima media. Mi rendo conto che la formula non è esattamente traducibile, ma "vero come la finzione" ha un suono così posticcio che contraddice il suo stesso significato.

Quindi, Stranger Than Fiction è un film in cui il protagonista è un Will Ferrell che per una volta non interpreta un ruolo comico. Il tono è perlopiù leggero, ma ci sono anche momenti drammatici e intensi che l'attore riesce a rendere con tremenda efficacia, confermando le sue capacità. La storia è certamente insolita, e scorre sul filo del surreale: il protagonista, un semplice impiegato del fisco, un giorno inizia a sentire una voce (di donna) che narra le sue azioni. È l'unico a sentirla, e la narrazione segue precisamente quello che fa, anche se non racconta proprio tutti i momenti, si limita a quelli salienti per descrivere la sua situazione, come se la sua vita fosse in effetti l'oggetto di una storia raccontata, o scritta.

Il che è precisamente quello che accade. Si scopre abbastanza presto che c'è una scrittrice che sta scrivendo proprio la storia di Harold Crick, il quale però non riesce a entrare in contatto con questa voce onniscente, cosa che gli farebbe comodo perché la voce afferma che la sua morte è imminente. Per cercare di comprendere la situazione, dopo un breve salto da uno psichiatra (che si limita a diagnosticargli schizofrenia), Harold si reca da un esperto di letteratura (Dustin Hoffmann) che lo aiuta a comprendere in che tipo di storia si trova. Tutto questo, sommato all'incontro con un'agguerrita fornaia che non ha pagato le tesse, contribuisce a sconvolgere la vita di Harold, che quindi si troverà in effetti a vivere il periodo più interessante della sua vita, se non fosse che è anche così prossimo alla morte.

Il film parte da una premessa interessante, che lo colloca subito a un livello metatestuale, una storia che sa di essere una storia. Certo non è la prima opera con queste caratteristiche, ma per un film di questo livello (e non una produzione più ponderosa come potrebbe essere Synecdoche New York) costituisce un approccio innovativo. Il tema dell'autoderinazione è forte, e si può leggere a più strati, perché se da una parte Harold Crick è vincolato dalla storia che stanno scrivendo su di lui, è altrettanto vero che lui stesso si è imprigionato in un destino predeterminato. Il suo percorso di liberazione quindi è ambiguo, perché anche se abbandona le convenzioni che ha sempre seguito, sta pur sempre procedendo sui binari della narrazione per lui prevista, e allora si sta davvero liberando?

Un'altra cosa interessante è che non ci sono spiegazioni di come o perché la scrittrice stia narrando precisamente la sua vita. Non ci sono meccanismi per cui Harold viene effettivamente "creato" dalla narrazione, o connessioni per cui la scrittrice dovrebbe avere in testa quello che succede a lui. Semplicemente, accade, ed entrambi non possono fare altro che accettare l'evidenza dei fatti, perché a volte la realtà è più strana della finzione.

In definitiva un film che mi ha sorpreso (non mi aspettavo niente del genere), e che rispetto alle solite storie osa di più, pur rimanendo su atmosfere leggere e con una buona dose di umorismo. Davvero piacevole, e valorizzato dalle eccellenti interpretazioni di tutti i protagonisti.

Stranimondi - Milano 10-11 ottobre

Segnalazione al volo per un evento che si terrà a Milano questo autunno (già nominare l'autunno è rinfrescante, vero?). Il 10 e 11 ottobre (se non avete il calendario sottomano, sabato e domenica) si terrà la prima edizione di Stranimondi.

Stranimondi è una sorta di convention dedicata alla letteratura di genere: fantascienza, fantasy, weird... insomma, quella roba strana. L'idea nasce da un ristretto gruppo di piccoli-medi editori (e gli editori piccoli in questo settore sono proprio piccoli), con la constatazione che non esiste un evento che possa radunare il pubblico e gli operatori che girano intorno a questo genere. Insomma, va bene il Lucca Comics, va bene La Festa dell'Unicorno, va bene l'Italcon e le decine di fiere del libro e dell'editoria micro/piccola/media/grande/enorme... ma se a me piace la letteratura fantastica in senso ampio, dove vado?

Questo è il tentativo di risposta, curato nell'aspetto organizzativo dalle case editrici Delos, Hypnos e Zona 42. L'intento è quindi quello di riunire un pubblico ampio e selezionato, grazie anche alla presenza di ospiti internazionali (per il momento pare saranno presenti Aliette de Brodard e Bruce Sterling), oltre a numerose presentazioni, tavole rotonde e tutto quanto ci può rientrare (lo staff è aperto a suggerimenti).

Forse non è una cosa del tutto nuova, ma di sicuro interessante. E posso già dire che io ci sarò, forse non solo da spettatore ma anche con un ruolo attivo, in quanto con Zona 42 prepareremo probabilmente una presentazione per DTS. Ma dovrei essere presente anche con la Factory e con Spore, e poi vabbè, anche al netto di questi impegni un pensiero ce l'avrei fatto.

Stranimondi ci prova per la prima volta, e come tante iniziative del genere chiede sostegno tramite un crowdfunding. A pochi giorni dall'apertura siamo già a un terzo dell'obiettivo, ma ogni contributo è valido anche per garantire le prossime edizioni.

Insomma, molto rimane ancora da definire ma a Milano ci saremo, noi strani, quindi iniziate a segnare sull'agenda.

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