Consigli di visione per non addetti ai lavori

Si dice che le ultime settimane dell'anno siano periodo di bilanci, di serenità e riflessioni, ma qui le cose sono ben diverse. Già dalla fine del mese scorso mi ritrovo con una valanga di impegni, progetti da seguire, accordi da chiudere. Da una parte c'è il normale picco sul lavoro, poi i lavori per la revisione di Retcon (ci siamo quasi, gente, e so anche il nuovo titolo ma ancora non ve lo dico!), poi sto organizzando nuovi approdi per Spore, e i regali, vogliamo parlare dei regali!? Ma non premetto questo per farmi commiserare (cioè, fatelo pure se ritenete), è che il blog un po' risente di tutto ciò, perché le mie energie sono già assorbite, infatti non sto postando con l'usuale frequenza. E mi va anche di mettere insieme dei post più "leggeri", che riesco a scrivere in 10 minuti e non mi impegnano troppo a livello cognitivo, come quello sui suggerimenti per i libri da regalare.

Ecco allora che ho pensato di chiudere finalmente l'ideale trittico di "consigli per non addetti ai lavori", ovvero suggerimenti di libri, musica e film per far comprendere i generi e i temi più spesso trattati su questo blog a chi di solito non li frequenta. Ho già parlato di libri e dischi, mancava solo una lista di film. E visto che il periodo delle feste è per eccellenza dedicato al cinema, ho pensato che fosse il momento ideale per proporvi una lista di film di fantascienza che potete guardare anche se la fantascienza non vi interessa. Tanto più che quest'anno non c'è nemmeno il film dei Vanzina al cinema, in qualche modo dovrete passare la sera di Natale e Santo Stefano, no?

Questi sono 5 film di buona fantascienza, anche se potrebbero non sembrarlo, e che riescono a dare un'idea di cosa la fantascienza può fare, se messa in mano a gente competente. Alcuni sono film che ho anche già recensito, qui o altrove, all'interno del Coppi Club o a sé, in questi casi limiterò il commento alle ragioni per cui lo includo nella lista. L'elenco seguente non ha alcun ordine preciso.


Il primo che vi voglio segnalare è Wall-E. E sì, inizio con un "cartone" perché voglio subito far vedere che non vado a pescare roba assurda e pretestuosa, ma anche leggera e accessibile a tutti. Delle ragioni per cui includo Wall-E tra i miei film preferiti ever ho già parlato altrove. Questo film d'animazione riesce a mostrare in modo convincente molti temi tipici della sf: il collasso ambientale, l'astronave generazionale, la deriva evolutiva dell'uomo, la ricerca della Terra, l'intelligenza artificiale, e così via. Il tutto con toni abbastanza leggeri, momenti di grande intensità (uno dei pochi film che mi hanno fatto piangere, seriously) e una trama ben sviluppata in tutti i suoi aspetti. Un piccolo capolavoro, e dico "piccolo" solo perché in quanto animazione è considerato di categoria inferiore rispetto al cinema serio (tipo i sopracitati Vanzina, presente?).


Seconda proposta è quello che considero da anni il mio film preferito di sempre. Eternal Sunshine of the Spotless Mind, film scritto da Charlie Kaufman (di cui ho già parlato) e diretto da Michel Gondry, con Jim Carreye e Kate Winslet, che potreste conoscere con la sciagurata trasposizione italiana Se mi lasci ti cancello. Aspe', ma questa non è mica fantascienza, inizia a berciare qualcuno, e mi tocca bacchettarlo sulle nocche. Una tecnologia che permette di rimuovere artificialmente i ricordi, sfruttandone il nucleo emotivo sottostante e cancellando così dalla memoria gli amori travagliati: se non vi sembra fantascienza avete un concetto distorto (o quantomeno limitato) della parola. La storia si svolge principalmente "nella testa" del protagonista e questo permette di mettere in scena spettacolari effetti scenografici (penso alle transizioni tra alcune sequenze, alla versione infantile di Joel, alla casa in rovina) mai fini a se stessi. Questo è un film equilibrato sotto ogni punto di vista: regia, recitazione, musica, perfino le luci! Ma ok, sono di parte...


Rimanendo nel campo dei film "sentimentali", un'altra visione interessantissima è Her, che forse in italiano si chiama Lei. Per una recensione completa rimando al post da me pubblicato per Il futuro è tornato, la ragione per cui lo consiglio è che si tratta di un film molto più profondo di quanto si potrebbe pensare a prima vista, non basta riassumerlo come "un uomo si innamora di un computer", perché le implicazioni di questa banale frase sono estremamente complesse. Forse è un film lento, riflessivo, ma io non ho avuto un attimo di noia. Sarebbe preferibile vederlo in lingua originale, perché la voce di Scarlett Johanson conferisce sfaccettature completamente diverse al personaggio (che non avendo un corpo si esprime solo tramite la voce).


Al quarto posto metto un film che forse in molti hanno già visto, ma se così non fosse occorre rimediare subito. The Prestige, probabilmente tra i migliori film di Christopher Nolan (sì, meglio di Interstellar) basato su un romanzo di Christopher Priest, in cui due prestigiatori (Hugh Jackman e Christian Bale) degli inizi del 900 si sfidano in una crescente corsa alle armi verso il trucco più spettacolare, in una rivalità che si rivelerà piuttosto pericolosa. Dice, ma che c'entra la fantascienza se è ambientato all'inizio del 900? Non posso rispondere direttamente per rischio spoiler, ma un particolare determinante per la trama fa perno su un'invenzione fantascientifica, e poi basta che faccia presente che nel film c'è anche Nikola Tesla (interpretato da David Bowie) per far capire da che parte si va.


Infine torno a un tono più leggero, e segnalo La fine del mondo, ultimo film della "Trilogia del Cornetto" di Edgar Wright, interpretati dalla coppia Simon Pegg/Nick Frost. Dopo il poliziesco e lo zombie movie, in questo film si riprendono i cliché tipici del film fantascientifico, un'invasione in stile Ultracorpi in cui si trovano coinvolti i protagonisti, la combriccola di ex amichetti riunita dopo decenni per ricordare i tempi che furono. È ovvio che si tratta essenzialmente di una commedia, ma non c'è niente di banale in questo film, e le scene d'azione sono estremamente convincenti. Ma anche di questo ho già parlato, quindi leggete qui.




Direi che vi ho dato di che intrattenervi. Se dopo aver visto questi, non siete ancora in grado di riconoscere la (buona) fantascienza cinematografica, il problema è solo vostro. Io ho fatto quello che potevo.

Libri da regalare a Natale per fare bella figura

Ok, mancano due settimane e dovete ancora prendere i regali per persone a cui nel corso degli anni avete già regalato di tutto, dalle pinze per gli spaghetti ai fermagli magnetici per le tende, e alla fine vi riducete a dover ripiegare sul classico libro, piccolo, maneggevole, facile da impachettare. Ora, ci sono molte buone ragioni per cui non dovreste regalare un libro, ma se alla fine ci cascate dentro comunque, perché non pensare a un libro che vi faccia fare bella figura?

'spetta, non ho detto un un libro bello, un libro importante, un libro memorabile. Tanto lo sapete già che con ogni probabilità il destinatario del regalo non lo leggerà mai. Quindi non è di contenuto e qualità che stiamo parlando, ma solo dell'impressione che donare questo specifico volume vi farà fare. Perché il libro ha sempre quel ruolo romantico di "mezzo di cultura", quindi se oltre al titolo riuscite a fornire anche un contesto credibile, potete sperare di fare un figurone (e passare pure per gente di un certo livello).

Disclaimer 1: quello che segue potreste considerarlo un post promozionale, tuttavia non sto promuovendo roba mia quindi non è uno spam elegantemente mascherato, e nemmeno una marchetta perché non ho niente da ricavare dalle vendite di questi titoli. Disclaimer 2: la roba che sto per consigliare non l'ho letta, quindi non vi so dire com'è, potrebbe essere na schifezza immane, ma ho già spiegato che non è questo il punto, no? Controdisclaimer: allo stesso tempo, solo per il fatto che si tratti di roba studiata per fare bella figura, non vuol dire che non possano anche essere libri effettivamente buoni.

Il primo titolo che vi voglio proporre è forse l'unico di cui conoscete l'autore: avrete sicuramente sentito parlare anche per caso di JJ Abrams, l'auotre/regista a cui si devono Lost, Cloverfield i due più recenti film di Star Trek e presto anche la nuova trilogia di Star Wars. Ora JJ ha pensato questo libro e a quel che ho capito l'ha fatto scrivere a Doug Borst (che non so chi sia, ma il nome che conta tanto è il primo), e pare sia una cosa metanarrativa da perderci il capo dietro, e già dal titolo si capisce: S. La nave di Teseo. È strutturato come un testo riempito dalle annotazioni di due lettori successivi, quindi la lettura stessa non è semplicemente come un libro qualunque. Ora, se c'è una cosa che Abrams è bravo a fare è vendere bene la propria immagine, più o meno tutte le sue opere sono state gonfiate da un hype pazzesco, quando il prodotto finale risulta quantomeno controverso. Quindi probabilmente anche in questo caso è così, ma di certo con questo libro riuscirete a sorprendere il malcapitato. E visto che costa sui 30 €, non dovete nemmeno sentirvi in colpa perché avete fatto un regalo "troppo piccolo".


Secondo suggerimento è qualcosa di completamente diverso, direi quasi opposto. L'autore è Gianni Greco, meglio noto nel suo ambiente come "il G". E il suo ambiente è la Toscana, perché il G è stato per oltre vent'anni un popolarissimo conduttore radiofonico, noto soprattutto per il Sondazzo, una trasmissione di "scherzi telefonici" (metto le virgolette perché ci sarebbe molto da dire in proposito, ma non è questa la sede), il tutto vent'anni prima dei vari Mamuccari, Zoo 105, tutto rigorosamente in diretta, no preparato, spontaneo, creativo, eccetera. Il G ha già pubblicato in passato alcuni libri, da Il Sondazzo a Io sono il mostro (una raccolta di 33 microracconti che spaziano da horror a thriller a sf), fino al fumetto Le avventure di Aria e G. Poche settimane fa è uscito invece La banda del sondazzo, un romanzo in cui le storie di alcuni dei suoi personaggi più famosi si intrecciano per affrontare il pericoloso Matto Ranza. Come sempre con questo personaggio il tono è goliardico, dissacrante, anche sboccato, con un neanche tanto velato intento satirico (vi ricorda nulla il nome dell'antagonista?). Questo è un libro che può colpire per la sua imprevidbilità, e proviene da un personaggio che si è sempre distinto per la sua avversione alle convenzioni. Se poi siete toscani, e conoscete qualcuno cresciuto "a pane e G" (come lo sono stato io), l'idea è vincente. Se anche il libro non vi sembra la scelta migliore (forse non è l'oggetto da regalare alla vostra vecchia zia Filomena, ecco), vale la pena che vi facciate una ricerchina su google per scoprire qualcosa di questo personaggio. Forse un giorno ve ne parlerò anch'io, se fate i bravi.


Proseguiamo con suggerimenti di autori nostrani: mi va di ricordarvi anche il catalogo della Factory Editoriale I Sognatori, senza menzionare un libro specifico (ho detto che non era un autopromo, quindi non vi sto a consigliare Spore) ma le varie pubblicazioni che da un anno a questa parte sono venute fuori: una quindicina di titoli variegati e adatti a qualunque tipo di lettore potenziale. Mi sento di consigliare i loro libri non per semplice campanilismo (beh, chiaro, è la mia squadra quindi faccio il tifo), ma perché ci sono un paio di fattori che vi permettono di fare un gran figurone: prima di tutto, credo si possa dire che la Factory sfoggia probabilmente le migliori copertine riscontrabili al suo livello di microeditoria, e anzi, batte anche molte delle case editrici di dimensioni medio-grandi. Gli autori sono tutti italiani e tutti "emergenti", quindi potete spacciarvi come mecenati del nuovo rinascimenti letterario italiano. Infine, la mission stessa della Factory è innovativa e finora unica almeno in Italia (ma probabilmente non ce ne sono di simli in molti altri Paesi). Quindi potete anche bullarvi di sostenere un progetto di grande spessore e impostare una mezzora di chiacchiere su come sia importante rinnovare il sistema malato dell'editoria italiana e blablabla. Da menzionare anche che fino a fine anno molti titoli in catalogo (esclusi quelli più recenti) sono in sconto, quindi allo stesso prezzo di JJ Abrams qui sopra, ci comprate 4-5 libri diversi. E sul sito trovate pure le anteprime gratuite in pdf (metà libro circa), quindi che altro volete, che ve lo consegni direttamente Babbo Natale?


Però lo so che ci sono anche quelli di voi che pensano che il libro di carta è obsoleto, digital is the way, e poi avete comprato il Galaxy Tab e per qualcosa lo dovrete pure usare, a parte Cut the Rope 2. Allora, qualcuno là fuori ha pensato a un modo di reglare libri elettronici, che non avendo una natura materiale si riescono difficilmente a lasciare sotto l'albero. Ecco quindi che la Delos ha messo in vendita per il periodo natalizio tre USB card caricate con 50 titoli in versione epub, mobi e pdf. Le tre varianti sono la Sci-fi Card (ebook di fantascienza), Senza sfumature (erotico) e Sherlockiana (gialli con Sherlock Holmes). C'è quindi modo di soddisfare nerd, pervertiti e nonni. Chiaramente la card una volta scaricati gli ebook può essere usate anche come una normale chiavetta USB quindi non è usa e getta, ma potete tenerla per altri usi. Questa è stata sicuramente un'idea azzeccata, e se vi stuzzica fate in fretta perché le scorte sono in numero limitato.

Coppi Night 07/12/14 - Il labirinto del fauno

Inizialmente credevo che questo titolo corrispondesse alla trasposizione italiana di Labyrinth, per quello sono rimasto un po' spiazzato notando che era un film spagnolo e non si vedeva David Bowie nei titoli di testa. Passato lo smarrimento mi sono quindi disposto a seguire una storia che si preannunciava impegnativa, visto che si capisce da subito che la protagonista è una ragazzina fissata con le fiabe, e se c'è un PoV che mi irrita è quello dei ragazzini (peggio dei bambini, con la loro supposta complessità-di-persona-che-sta-crescendo). Comunque, la storia che scorre in parallelo tra il mondo fantasy e quello reale aveva un potenziale interessante, quindi proviamo a dargli retta e vediamo dove va.

La componente fantastica del film si riduce all'incontro con una fata che conduce la protagonista nel labirinto eponimo, dove il fauno eponimo, riconoscendola come la Principessa scomparsa del Regno, le affida tre quest per provare la sua natura. Il loot di ogni quest serve a procedere nella successiva, di livello di difficoltà crescente (si presume che abbia guadagnato anche un certo livello di XP). Nel frattempo nel mondo reale la madre della bimba si è trasferita dal suo nuovo marito, un capitano franchista stazionato in un bosco in mezzo alle montagne a combattere alcuni gruppi di partigiani locali. Cosa che non incide minimamente sulle azioni della protagonista, che se ne va in giro a far esplodere rospi e mangiare uva... pare in effetti che nessuno si accorga che passa intere giornate fuori dalla cascina in cui dovrebbe stare ad assistere la madre in fin di vita e il nascituro fratellino. Alla fine della storia non si capisce se il mondo fantastico esisteva davvero o era tutta una fantasia della ragazzina, vuoi per desiderio di evasione, suggestione e così via. Alcuni elementi portano a propendere per una direzione (il capitano che non vede il fauno, la visione che termina nel momento in cui lei muore), altri nell'altra (la mandragola sotto il letto, la porta magica usata per uscire dalla camera chiusa): non è del tutto chiaro, e forse non deve esserlo. Insomma, non è il tipo di film in cui la coerenza è da ricercare in ogni aspetto, e questo ci può anche stare.

Quello che secondo me non funziona, è che i ruoli sono fin troppo definiti e la morale che sta sotto a tutto questo mi sembra alquanto superficiale. Abbiamo la mamma disperata e morente, il capitano che è un cattivo-super-cattivo che ammazza e tortura e tratta di merda tutti (appena conosciuta la bambina, le stritola una mano), la collaborazionista coraggiosa e integra, i partigiani allegri e determinati. Il film si trascina un sottinteso politico (forse dato quasi per scontato) secondo cui franchisti = cattivi, partigiani = buoni, così quando sono i primi a sparare e uccidere è un atto brutale, quando lo fanno gli altri è un atto di liberazione. Ecco, insomma, per un film che forse ha un intento didascalico/educativo (credo che tutto sommato il target sia abbastanza giovane) mi sembra una distinzione artificiosa e approssimativa. Tanto più che proprio la ragazzina si rifiuta di uccidere un innocente quando le viene richiesto, ma poi nessuno alza un sopracciglio quando vengono sterminati soldati a decine. Quindi anche se è da apprezzare il tentativo di affiancare la storia fantasy a qualcosa di storico, forse il fatto di volerlo collocare nell'ambito della dittatura spagnola tende ad appiattire il tutto, perché la storia si sviluppa in un contesto in cui per forza di cose si è tenuti a dire che il bene sta da una parte e il male dall'altra, e ciao ciao a qualunque tipo di sviluppo più profondo del livello di Might and Magic.

Dal libro al film: All You Zombies / Predestination

Non capita spesso, ma a volte scopri per caso delle cose di cui non sapevi nulla, e non solo rimani momentaneamente esaltato, ma poi ti sorprendi anche perché sono cose buone, sono come te le saresti immaginate e forse anche meglio di così. È successa una cosa del genere pochi giorni fa, quando ho scoperto l'origine della sigla di Futurama, ed è andata in modo simile con il film Predestination, adattamento cinematografico del racconto di Heinlein All You Zombies.

Ma facciamo un passo alla volta. Prima di tutto piazzo il disclaimer spoiler, anche se cercherò di affrontare questa similrecensione partendo dal presupposto che si conosca già il racconto (che poi è la situazione dalla quale sono partito io). Se quindi non conoscete nemmeno quello, allora forse è meglio rimandare questo post a quando vi siete aggiornati.

All You Zombies è un racconto di Robert Anson Heinlein pubblicato nel 1959. In italiano lo si trova in diverse antologie (sia di Heinlein sia multiautore) con i titoli Tutti i miei fantasmi o Tutti voi zombie. È un racconto piuttosto breve, che narra la storia eccezionale di una persona che grazie al proficuo uso di viaggio nel tempo e chirurgia invasiva, finisce per essere padre e madre di se stesso. Può sembrare impossibile, ma Heinlein era sveglio e ha trovato il sistema: una bambina nasce nel 1945, appena diciottenenne viene messa incinta da un uomo che poi sparisce, dopo il parto cambia sesso e diventa uomo, sua figlia viene portata indietro nel tempo al 1945, mentre la sua versione maschile viaggia invece indietro per poterla impregnare. Ecco la Trinità del Paradosso: padre, madre e figlio sono tutti la stessa persona. Tecnicamente possibile, ammettendo la possibilità di viaggiare nel tempo. Il candidato risolva per esercizio il problema dal punto di vista genetico: se un DNA si accoppia sessualmente con lo stesso DNA, il risulato è lo stesso DNA?

Il racconto mi è sempre piaciuto, perché è davvero geniale, e credo che Heinlein con questa pubblicazione si sia per sempre aggiudicato il primato come inventore del Paradosso Definitivo. Peraltro lo trovate anche online, se volete leggerlo (chiaramente in inglese). Il titolo deriva da una frase conclusiva del racconto:
I know where I come from. But where do all you zombies come from?
Con questa domanda il protagonista vuole evidenziare come lui sia l'unico a conoscere davvero le proprie origini, mentre tutti gli altri, tutti noi zombie, camminiano su questa Terra ignari della ragione per cui esistiamo. È un'idea molto forte, e chiude efficacemente un racconto che rimane bene impresso.

La cosa che non mi sarei mai aspettato è che nel 2014, a cinquantacinque anni dalla pubblicazione del racconto, qualcuno decidesse di trarne un film. E anche quando l'ho scoperto (poche settimane fa) sono rimasto alquanto scettico: sappiamo bene come il cinema abbia la capacità di prendere le idee più straordinarie e appiattirle per assecondare le presunte esigenze del mercato dell'intrattenimento. Quindi è stato puramente per curiosità che ho voluto guardare questo film, ma una volta visto mi sono dovuto ricredere totalmente.

Predestination è un film uscito pochi mesi fa, scritto e diretto dai fratelli Spierig, noti soprattutto per Daybreakers, film a base di vampiri del 2009. È un adattamento diretto di All You Zombies, e fa quasi strano dirlo, è un adattamento molto fedele. Ciò non è necessariamente un bene, libri e film sono due canali diversi per cui ciò che rende buono un libro non è detto che funzioni anche sullo schermo, ma in genere ci si lamenta sempre che i film non rispettino la carta da cui sono tratti: questo è uno dei rari casi in cui invece è proprio così. Anzi, a dirla tutta Predestination forse ha anche qualcosa in più.

I protagonisti sono Ethan Hawke (che aveva già lavorato con gli Spierig proprio in Daybreakers), che interpreta l'agente del Temporal Bureau che contatta John/Jane negli anni 70 proponendogli/le di entrare nella Polizia Temporale, e Sarah Snook, giovane attrice a cui è affidato il difficile ruolo di interpretare sia un personaggio maschile che femminile. Da questo punto di vista bisogna riconoscere che sia la Snook sia il reparto trucco del film hanno fatto un ottimo lavoro: io non sono un gran fisionomista (ok, quasi per nulla), ma la differenza tra Jane e John, che sono la stessa persona in versione femmina e maschio, è molto convincente. Nelle scene in cui i due sono presenti insieme, e si può effettuare un confronto diretto, la cosa è sorprendente: è vero che John ha un aspetto androgino, ma questo ha comunque senso anche all'interno della storia. Se la preoccupazione era quindi che il cambio di sesso e il bisticcio di salti temporali potesse essere banalizzato, il pericolo è stato scampato.

Dicevo che nel film c'è qualcosa di più, e lo intendo in più sensi. C'è intanto qualche elemento aggiunto a livello di trama: in particolare, c'è la caccia a un terrorista, il Fizzle Bomber, che la Polizia Temporale (e il protagonista in particolare) stanno cercando di catturare prima che possa compiere l'attentato distruttivo a New York nel marzo 1975. Questo non era presente nel racconto, ma qui riesce a dare una visione più completa di che quale sia il lavoro del Temporal Bureau: se è chiaro che il viaggio nel tempo è un presupposto essenziale per generare il paradosso, c'è bisogno comunque di giustificarne l'utilizzo, e con il Fizzle Bomber la questione risulta più chiara. Heinlein non si preoccupava di dare uno scopo preciso al TB, limitandosi ad asserirne l'esistenza (in realtà in altri racconti seguenti citerà di nuovo la Polizia Temporale, che si presume essere la stessa organizzazione).

Ma non è solo questo il valore aggiunto del film. Di nuovo, il gioco di Heinlein in All You Zombies era semplicemente quello di mettere in scena la situazione che potesse portare al padre/madre/figlio nella stessa persona, senza preoccuparsi di approfondire o contestualizzare più di tanto. Ma in Predestination, seguendo la piccola Jane fin dalla nascita, vedendo i suoi drammi iniziati dall'infanzia, fino al trauma della gravidanza, la perdita della figlia e il cambio forzato di sesso, per poi apprendere che è lei stessa ad essersi causata questa situazione, la storia assume una profondità tutta diversa. Ci sono un paio di scene molto intense, una ad esempio è quella in cui poco dopo l'operazione Jane (ormai diventata John) prova a dare alla sua voce un timbro più maschile: Hi, nice to meet you. It's a lovely day. My name is... my name is Jane. Anche l'incontro tra Jane e John è reso in maniera eccellente, e qui molto del merito va sicuramente a Sarah Snook che interpreta entrambi (una ragazza giovane che non ha mai avuto una relazione, e un uomo che è stato quella ragazza e sa già come le cose andranno). Ecco quindi che la storia non è semplicemente un puzzle da risolvere, un gioco di incastri che porta lo spettatore al wtf moment, ma un apologo ben più strutturato che tocca temi complessi. L'identità, innanzitutto, ma diversamente da quanto si potrebbe pensare non si parla solamente di identità sessuale: Jane ha avuto difficoltà a capire se stessa ben prima di cambiare sesso, e solo alla fine la situazione si ribalta, quando sono gli altri a diventare gli zombie. C'è poi la libertà di scelta, e la predestinazione (ovviamente): John lo chiede anche all'agente (Do I have a choice?) e lui le risponde che la scelta esiste sempre. Ma è davvero così? Nemmeno l'agente ne è tanto sicuro, perché in seguito chiederà al suo superiore (Noah Taylor): And what happens when the day comes when i have no knowledge of my future? Conoscere il futuro, il proprio destino, ci aiuterebbe davvero a compiere scelte migliori? Infine c'è la percezione e il confronto con se stessi, che mai come in questo caso diventa letterale: è possibile cambiare così tanto da essere una persona diversa, si potrebbe mai amare se stessi, al punto da essere completamente persi una volta rimasti soli (cioè, soli senza di sé)?


Tutti questi approfondimenti non erano presenti in All You Zombies, ma sono invece nel film, e questo rende Predestination un prodotto di ottimo livello, al di là della sua origine letteraria. C'è anche da riconoscere che oltre alla fedeltà della trama, ci sono molti altri particolari e dettagli che si riferiscono direttamente al racconto: oltre alla presenza di un dottor Heinlein, troviamo gli stessi "comandamenti" del TB, la citazione della frase riferita a tutti voi zombie, e perfino la battuta finale che chiuda l'opera è la stessa. Considerato tutto questo, mi sento quasi di dire che Predestination sia uno dei rarissimi casi (me ne vengono in mente giusto due) in cui il film è meglio del libro!

Sarebbe bello che Predestination arrivasse anche in Italia, tuttavia ho il timore che possa invece andare ad allargare le file dei film che non vedrete mai: troppo di nicchia, e troppo acuto anche se presentato come un thriller sci-fi. E il fatto che sia tratto da un racconto di R.A. Heinlein, qui da noi, non è certo una raccomandazione efficace.

The Futurama-Prada-Henry Connection

Breve post frivolo per stemperare la seriosità degli ultimi temi affrontati, e anche per far presente che anche se Futurama è finita (di nuovo), questo non significa che abbia smesso di parlarne qui sopra.

Procediamo con ordine. Come potete ben immaginare la mia ossessione per Futurama  non riguarda solo lo show in sé ma anche tutto quanto ne è più o meno direttamente collegato, tant'è che la mia attuale suoneria del telefono è proprio l'opening theme degli episodi. Non credo che ci sia bisogno di farvelo presente, ma giusto per completezza, sto parlando di questo:


Questo pezzo, composto da Christopjer Tyng come tutte la musica della serie, presenta numerose varianti e versioni estese, lo stesso opening è in realtà una versione editata di una più lunga. Ecco quindi che quando un paio di sere fa, guardando la tv, mi sono trovato davanti lo spot di un profumo, anche se non stavo in quel momento prestando attenzione, mi si sono immediatamente drizzate le orecchie. La pubblicità di cui parlo è questa:


Ora, non so se ho io l'orecchio tanto allenato a riconoscere i remix, ma appena l'ho sentita ho colto subito la connessione con la sigla di Futurama. Una versione che non conoscevo, forse? Ho resistito lo spazio di dieci minuti prima di andare a cercare su internet quella stessa pubblicità, e ringrazio il signore che esista oggi uno strumento che ti permette di fare le domande più stupide e ottenere risposta, perché c'è sempre qualcuno più stupido di te che quelle domande se le è fatte prima, e ho scoperto che la canzone di sottofondo dello spot non è un remix del tema di Futurama.

Tutt'altro! Il pezzo è Psyché Rock di Pierre Henry, compositore francese che dagli anni 50 in poi è stato tra quelli che hanno sviluppato la musica concreta, una corrente che ha influenzato e plasmato il successivo sviluppo della musica elettronica. Nel 1967 Henry ha pubblicato l'album Messe pour le temps présent, che conteneva proprio questa traccia. Ed è stata una sorpresa scoprire che l'affinità non è casuale, ma che Tying si è proprio ispirato a Henry per comporre la sigla di Futurama. Beh, "ispirato" forse è un eufemismo, perché si può parlare in pratica di una versione alternativa, un riarrangiamento, un remix, chiamatelo come volete. Non un plagio, perché l'origine è dichiarata, ed ero stato io troppo ottuso da non chiedermi prima quale fosse l'origine della sigla. E anzi, guardando il video si colgono anche una serie di influenze più profonde anche a livello di estetica e temi. Quindi non si può pensare che la scelta del team di Futurama sia stata casuale.
 
Ecco il pezzo originale, che ha quasi cinquant'anni, e che continueremo a sentire fino al prossimo millennio!



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