Doctor Who 8x06 - The Caretaker

Tutto l'universo narrativo di Doctor Who potrebbe accrescere immensamente di credibilità se un giorno qualcuno spiegasse che cosa diamine ha la Terra di tanto speciale, da fare in modo che fin dal'alba dei tempi migliaia e migliaia di alieni si trovino volontariamente o per caso a visitare, transitare, naufragare, attaccare, spostare, annichilire questo pianeta. Di tutti i mondi che esistono in tutta la storia dell'universo, che ci fanno tutti qui? Chiaramente la presenza degli alieni sulla Terra serve gli scopi narrativi, eppure viene da chiederselo ogni tanto, quando l'ennesima macchina si "perde" proprio qui e mette incidentalmente a repentaglio la vita, la storia e l'umanità. La stessa casistica si ripropone anche qui con il robot assassino che è il villain della puntata, anche se in realtà la sua presenza sembra più un accessorio per mettere in moto dinamiche di altro tipo.

Come in Listen infatti, la presenza del mostro passa praticamente in secondo piano rispetto all'interazione tra i personaggi, con un Danny Pink che dopo tanti teaser sale finalmente al ruolo di comprimario. C'è in effetti poco da commentare circa la natura del robot e la strategia adottata per combatterlo, si può giusto notare che per essere una macchina distruttrice ha una mira piuttosto scadente, e che il piano pensato dal Dottore è alquanto complicato (ma non è una novità che concepisca idee fin troppo arzigogolate per problemi anche semplici). Il focus dell'episodio è invece il rapporto tra Clara e Danny (una relazione ormai stabile, a quanto pare), e il primo incontro ufficiale tra questi e il Dottore. Primo, se si esclude quello avvenuto durante l'infanzia di Rupert/Danny, che qui sembra quasi non sia mai avvenuto, visto che il Danny adulto non riconosce il Dottore (e peraltro non aveva riconosciuto nemmeno Clara). Si può comunque ipotizzare che quella nottata sia stata col tempo ridimensionata a livello di incubo e dimenticata.

C'è da subito un certo attrito tra i due uomini, e l'aspetto che più sembra infastidire il Dottore è che Mr. Pink fosse un soldato. Questo lo renderebbe inaffidabile e abietto, e in ogni caso inadatto ad accompagnare Clara. Quando poi è Danny a scoprire la verità sul Dottore e la sua natura, a sua volta si dimostra diffidente e scontroso contro quello che, per quanto disprezzi tanto il soldato, si comporta a tutti gli effetti come un ufficiale (d'altra parte si definisce Time Lord). Nonostante quindi l'atto di eroismo, Danny non si conquista la fiducia del Dottore, ma sembra comunque non essere interessato alla sua approvazione.

Non è chiaro come mai questo Dottore mostri un tale astio nei confronti dei militari (lo aveva fatto anche in Into the Dalek), quando uno dei compagni storici più longevi della serie è il Brigadiere, ufficiale dell'UNIT, che chiaramente era un militare e si comprtava nella maggior parte delle occasioni come tale. Anche altri personaggi che affiancano il Dottore erano soldati o agivano da soldati (in tempi recenti basta ricordare Strax, ma anche il capitano Jack), e non si capisce quindi perché adesso basti la sola parola a farlo incazzare. Si può supporre che qualcosa sia cambiato in lui dopo gli eventi di The Day of the Doctor, quando il War Doctor ha dimostrato di non essere l'assassino che credeva, ma in questo caso non avrebbe dovuto a maggior ragione far pace con se stesso (e tutti gli altri soldati della storia)? Non sono sicuro quindi se ci sia una ragione precisa per questo atteggiamento, o se si tratti piuttosto di un meccanismo per creare tensione tra i personaggi, che però meriterebbe di essere giustificato.

L'osservazione di Pink in effetti non è scorretta: è vero che il Dottore ripudia la violenza, ma è anche evidente che se lui non si sporca le mani, riesce quasi sempre a manipolare (magari senza malafede, ma di fatto lo fa) i suoi compagni a compiere le azioni, anche violente, di cui è bisogno per risolvere la situazione. Non si tratta di un tema nuovo, anzi nel finale della quarta stagione Davros accusava proprio di questo il Decimo Dottore, facendogli notare come egli stesso creava dei mostri disposti a qualunque atto sconsiderato per affermare i propri ideali. La tematica quindi è interessante, ma qui sembra inserita quasi a forza, perché l'odio irrazionale del Dottore merita una spiegazione più approfondita.

Da notare nel corso di questo episodio prologo ed epilogo, entrambi scollegati dalla trama principale: all'inizio vediamo il Dottore e Clara incatenati in un deserto, una situazione che probabilmente si ricollegherà a qualcosa che emergerà verso il finale di stagione, mentre alla fine troviamo una nuova vittima nel "paradiso" gestito dalla misteriosa Missy che avevamo visto nei primi due episodi. A questo punto la mia teoria che in quel posto venissero raccolte le vittime del Dottore perde di senso, perché il poliziotto carbonizzato dal robot assassino non aveva niente a che fare con lui, ed è stato ucciso prima che entrasse in azione. Inoltre questo paradiso inizia ad assumere un significato più letterale, con enormi stanze vuote comlpetamente bianche e un ufficio reception surreale.

The Caretaker è quindi un episodio di transizione, ma anche se instaura delle dinamiche potenzialmente interessanti, lo fa a scapito della vicenda principale. Per quanto sia piacevole vedere la struttura del "monster of the week" arricchita da una storyline più complessa che abbraccia numerosi episodi, in questo caso siamo però all'opposto, con un nemico inserito quasi svogliatamente solo per giustificare un intervento del Dottore e le dinamiche successive. Viene da pensare che lo scontro con Pink avrebbe potuto tranquillamente inserirsi all'interno di una storia più organica, pertanto la valutazione di questa puntata rimane bassa proprio perché sembra quasi un'avventura monca. Voto 5.5/10

Coppi Club 21/09/2014 - Demolition Man

Questo film è un classico, c'è poco da dire. Risalente a un'epoca in cui probabilmente fare un film era più facile, nel senso che non esisteva (o forse era appena iniziata) la corsa all'effetto speciale e la gara a sorprendere lo spettatore con riferimenti incrociati, easter egg e scene after-credits. E forse era anche più facile risultare credibili mostrando tecnologie fantascientifiche diventate di uso comune a distanza di pochi anni, quando adesso difficilmente si riesce a farla franca mostrando nuove tecnologie di 10-20-30 anni nel futuro. Quindi non c'è da meravigliarsi che gli spettatori smaliziati di allora abbiano adorato Demolition Man, che conserva ancora qualcosa del suo fascino originario.

Non sto a descrivere la trama perché appunto si tratta di un film più che noto, anche se devo ammettere che, sottraendo tutta la parte di distruzione e scontro tra buoni e cattivi, il plot è meno banale di quel che può sembrare. Per dire, ha molto più senso (con le dovute proporzioni) quello che succede in questo film rispetto, chessò, ai più recenti A-Team o Mercenari (ma anche ai ultimi Batman di Nolan, per dire). Un aspetto interessante è sicuramente la parte satirica, perché anche se non si può dire che il film abbia un valore allegorico, c'è sicuramente un sottinteso nel ritratto di questa società del futuro in cui la polizia non sa cosa sia un omicidio e le macchinette automatice multano per ogni oscenità pronunciata. Quindi non voglio stare a scavare e tirare fuori interpretazioni da cinema d'essai, ma l'utopia del 2030 non è soltanto un'ambientazione a sé, ma un'efficace parodia di quello che già conosciamo.

Ribadisco anche che il film segue dei cliché piuttosto facili: il poliziotto infallibile, il criminale psicotico (Phoenix probabilmente è un buon esempio di allineamento chaotic evil), il politico corrotto, il povero coraggioso e così via. In questa società artefatta però la formula non stona troppo, e tutto sommato lo spettatore empatizza con Stallone che a sua volta si trova spaesato e confuso dal nuovo contesto. C'è però qualche discrepanza nel modo in cui viene mostrata la nuova epoca: dando pure per buoni tutti gli avanzamenti tecnologici e sociali, si tratta comunque del 2030, quindi 30-40 anni nel futuro rispetto all'epoca di partenza. Ora, alcuni personaggi hanno pressappoco trent'anni, altri anche di più, per cui è improbabile che possano davvero aver dimenticato tutto del mondo di qualche decennio prima, dalla criminalità, alla musica, alla carta igienica. Forse è una sottigliezza, e alla fine dei conti un peccato lieve che non ha impatto sulla trama (a differenza di altri plot hole ben più rilevanti in altri film), ma è impossibile non farci caso.

Quindi un film d'azione vecchio stile, quando non ci si faceva troppi scrupoli a mostrare una certa violenza anche cruda, e tutto sommato sempre piacevole da rivedere.

Doctor Who 8x05 - Time Heist

La rapina in banca è un classico. Forse è uno dei crimini più socialmente accettato, perché il popolino ha la percezione che in questo modo vengano colpiti i ricchi che non meritano tutti quei soldi, per cui quando un gruppetto di scappati di casa riesce a infliggergli un colpo sa di giustizia poetica. La filmografia in proposito è vasta, anche se un nuovo standard è stato stabilito in tempi recenti da Ocean's Eleven e successivi, e abbiamo esempi del genere anche in Futurama (Viva Mars Vegas) e nel cinema italiano (il per nulla mediocre I mitici). Per cui in un sottogenere tanto vasto, che cosa può aggiungere Doctor Who?

La risposta è quasi banale: il viaggio nel tempo. Anzi, come giustamente fa notare il Dottore, pianificare una rapina quando si ha un Tardis è una sciocchezza. Ma in queste occasioni c'è sempre un ostacolo che rende l'utilizzo della macchina del tempo impossibile, ed ecco che ci si trova a dover usare i tipici mezzi del furto organizzato per arraffare il malloppo. Come nella miglior tradizione, la prima fase è la composizione della squadra in cui ogni membro ha un ruolo specifico: abbiamo così l'hacker ciberneticamente potenziato e la mutante che può assumere l'aspetto di altre persone, oltre al Dottore e Clara che di superpoteri, apparentemente, non ne hanno. Reclutati da un individuo misterioso che si autodefinisce "L'Architetto", come prima mossa decidono di cancellarsi tutti la memoria, in modo da dimenticare di aver preso l'accordo e quale sia il loro obiettivo.

Questo inizio fulmineo è intrigante, perché nei primi cinque minuti ci si trova completamente destabilizzati, tuttavia andando avanti la trama va annacquandosi. Il problema è che la rapina in sé è fin troppo facile, e quella che dovrebbe essere la banca più impenetrabile della galassia può essere infiltrata semplicemente scappando nei corridoi e collegandosi a un paio di terminali. Piuttosto che sulla meccanica del furto la storia si concentra sulla fuga da un mostro telepatico, guardiano supremo della banca, capace di percepire le intenzioni ostili e spappolare (letteralmente) il cervello delle sue prede. Ecco quindi che il focus della puntata cambia, e anche se ovviamente ci si aspettava che l'obiettivo finale non fosse un semplice furto di denaro, ci si trova davanti una storia che non è quella che si aspettava. Intendiamoci, venire sorpresi dalle storie non è un male (anche Listen è una storia diversa da quella che sembrava inizialmente), ma in questo caso credo che un'avventura pura e semplice, con un tesoro nascosto da recuperare (che poteva essere qualcosa che si ricollega all'arco narrativo principale), avrebbe fatto il suo lavoro.

Lo spunto iniziale quindi si perde un po' dietro a situazioni e personaggi già visti: da una parte Johnny Mnemonic e un ibrido Mystica/Rogue, dall'altra l'ennesimo alieno last-of-his-kind che fa lo stronzo ma in fondo in fondo è un bonaccione. Alla fine dei conti un episodio piacevole, che però avrebbe potuto sfruttare meglio le sue premesse e tirare fuori qualcosa di più scoppiettante. Voto: 6.5/10

Futurama 7x25 - Stench and Stenchibility / Puzza e sentimento

Il dottor Zoidberg all'inizio della serie era un alieno strambo, incompetente nel suo lavoro e ignorante degli usi e costumi umani, ed è stato solo gradualmente che il suo personaggio ha virato verso il patetico, mostrandosi via via sempre più misero, dalla vita infelice e indecorosa, spesso oggetto di scherno degli altri (o anche autoinflitto). Anche negli episodi in cui era il protagonsita, Zoidberg era di solito destinato all'illusione o al fallimento, come quando è tornato sul suo pianeta natale per l'accoppiamento (che non ha ottenuto) o ha cercato di spronare il suo vecchio zio a dirigere un nuovo film (che è stato un fiasco). Per questo l'inversione di tendenza vista nelle ultime stagioni, in cui il dottore riesce effettivamente a dimostrarsi utile e anche coraggioso, non dispiace affatto: è lui l'eroe a salvare il Professore dopo un patto decennale, ed è colui che riesce a opporsi alla robomafia sia sulla Luna che su Marte. Il fatto che in questa puntata (la penultima!) Zoidberg riesca a trovare una compagna amorevole e normale ha quindi un che di giustizia poetica.

In realtà, il fatto che il decapodiano riesca a risultare non solo non repellente, ma addirittura piacevole, alla giovane e bella (per gli standard umani) Marianne, dipende soprattutto dal fatto che questa non ha il senso dell'olfatto, cosa che peraltro non le rende facile il mestiere di fioraia. La felicità della coppia è quindi messa in dubbio quando la ragazza esprime il desiderio di poter finalmente annusare il profumo di un fiore e Zoidberg le rivela di essere in grado di svolgere l'operazione che le renderà l'olfatto. Il dottore deve quindi decidere se è più importante la felicità di Marianne o la sua relazione, che si basa essenzialmente sulla barriera odorosa tra i due.

Come in molti episodi, parallelamente a quella di Zoidberg si svolge una trama secondaria, in cui  Bender insegue il suo ennesimo sogno di gloria, stavolta dedicandosi al tip-tap, di cui ha appena sentito parlare e che vuole dominare vincendo un torneo di quartiere. Il suo avversareio però è una piccola e adorabile bimba, che non è solo un'abilissima ballerina ma anche una creatura di estrema perfidia.

L'episodio è tutto sommato leggero, anche se il dilemma amoroso di Zoidberg non è di poco conto. Certo, per come siamo abituati a considerare il crostaceo, tutta la storia fa sorridere, tuttavia è facile capire come possa trattarsi di una questione della massima importanza per qualcuno che non ha mai avuto una sana vita sociale. Alla sottotrama di Bender e del tip-tap tocca la parte più ricca di gag, per cui alla fine la puntata nel complesso non risulta smielata. Anzi, Bender qui raggiunge una delle sue performance più macarbe, compiendo un'azione che va ben oltre il politically correct anche per una serie fuori dagli schemi come Futurama.

È curioso notare come nella versione originale la doppiatrice di Marianne è Emilia Clarke, meglio nota al pubblico come Daenerys Targaryen Stormborn Khaleesi Mother of Dragons, e un sacco di altre cose, insomma, l'attrice di Game of Thrones, quando proprio un episodio fa si intitolava Game of Tones, e all'interno di questo c'era un cameo di Seth MacFarlane (il creatore di Family Guy e American Dad), il quale ha anche avuto una relazione con la suddetta Emilia Targaryen. Ma probabilmente è solo una coincidenza multipla. Notevole anche il cameo di Wash Bucket (che vedete nell'immagine), il secchio di Scruffy che aveva avuto una parte centrale in The Prisoner of Benda.

Alla fine, questo episodio è soprattutto una buona occasione per dare anche al dottor Zoidberg un'ultima possibilità di riscatto, prima della fine della serie. Perché è vero che fa schifo, ma alla fine dei conti vogliamo bene anche a lui. Voto: 7/10

Doctor Who 8x04 - Listen

Fin da quando Steven Moffat è diventato lo showrunner di Doctor Who (cioè l'autore responsabile della serie nel suo complesso, che indirizza gli episodi, anche quelli scritti da altri sceneggiatori, verso i temi e l'arco narrativo da lui predisposti), la comunità degli Whovians ha subito uno scisma che vede contrapporsi sostenitori integralisti e detrattori terroristi del Moffat stesso. Già dai primi episodi da lui scritti per la serie (ancora ai tempi di Russell T Davies) si è evidenziata la sua propensione a basare le sue avventure sulle più remote paure infantili: è il caso degli Angeli (che non sono altro che la trasposizione fantascientifica del gioco 1-2-3-stella), degli incubi reali (quelli della Biblioteca), dei nemici dai quali puoi sfuggire solo trattenendo il respiro. La cosa curiosa è che il partito dei sostenitori afferma che da queste storie si palesi la grandezza di Moffat, mentre i suoi oppositori lo contestano proprio per la banalità di queste idee.

Anche Listen si inserisce nello stesso filone, in quanto essenzialmente si tratta di stanare e combattere il mostro sotto il letto. Il tutto parte con un monologo del Dottore, che ipotizza che come l'evoluzione ha sviluppato sistemi di caccia e di difesa perfetti, deve esserci da qualche parte anche il prodotto della perfetta mimesi, una creatura tanto abile a nascondersi che sia impossibile da individuare, anche se è costantemente intorno a noi. Questo si collega all'incubo ricorrente che tutti fanno almeno una volta nella vita, di una presenza che si muove nella notte intorno al nostro letto e appena mettiamo piede in terra ci afferra la caviglia intimandoci di tornare a dormire.

Personalmente non ricordo nello specifico se mi sono mai sentito afferrare la gamba, ma la presenza nel buio della camera da letto è sicuramente una delle esperienze più terrificanti e oppressive che si possa sperimentare. Dare la caccia al vero responsabile di questi incubi è un buon punto di partenza per una di quelle puntate che capitano ogni tanto dalle atmosfere tendenti all'horror. Mi vengono in mente almeno tre filmacci horror che sfruttano questo tema, ma in questo caso non si cerca di spiegarlo in chiave soprannaturale ma fantascientifica.

Ma in realtà il mostro sotto il letto non è il vero protagonista, piuttosto è un pretesto per un episodio che ha più peso nella continuity della serie di quanto potrebbe sembrare a prima vista. Torniamo infatti a vedere Danny Pink, introdotto in Into the Dalek e a quanto pare personaggio chiave di questa stagione; e oltre a lui conosciamo anche un suo presumibile discendente, Orson, protoviaggiatore nel tempo finito fuori rotta. Entrambi dimostrano una connessione piuttosto forte con Clara, e forse anche con il Dottore stesso. Ma non è nemmeno questo l'aspetto più rilevante della puntata, perché a pochi minuti dalla fine dell'episodio si assiste a un'ultima scena, un nuovo incontro tra Clara e il Dottore lungo le loro timeline continuamente intrecciate, e scopriamo l'origine di questa fissazione del Dottore per il mostro sotto il letto e gli incubi che ti parlano.

E scopriamo anche qualcos'altro: un Dottore che sbaglia, un Dottore che ha paura e cerca risposte a domande che lo terrorizzano. La paura è come un compagno, la paura sarà sempre con te, è questo che il Dottore impara, e probabilmente si porta dietro dall'inizio del suo viaggio, da sempre. Credo che la forza di questo episodio stia soprattutto in questo: per una volta il Dottore non è l'eroe che conosce alla perfezione ciò che sta affrontando, non ha la soluzione in mano e anzi è lui stesso a convincersi (forse suggestionarsi) della natura del suo avversario. In questo senso l'episodio mi ha ricordato in parte Midnight, l'unica altra puntata del nuovo DW in cui il Dottore si è trovato completamente disarmato e incapace di reagire.

Poi sicuramente ci sono tanti particolari poco chiari. Alla fine non sappiamo se il mostro c'era davvero o no, anche se qualcosa si è visto. L'episodio non lo spiega, e ci fa capire che non importa, ma a qualcuno non piacerà questa idea. A qualcuno non piacerà che Clara abbia incontrato il Dottore bambino, anche se abbiamo già scoperto che si sono incrociati numerose volte per via di quanto accaduto in The Name of the Doctor; a qualcuno non piacerà che il sistema di mimesi perfetta ipotizzato dal Dottore è tutto sommato quello usato dai Silent, così come il fatto di non dover guardare il mostro è proprio l'opposto di quanto si fa con gli Angeli, che sono le due creature più rappresentative dell'era Moffat; a qualcuno non piacerà il riferimento forse forzato a The Day of the Doctor. Sono elementi che anch'io ho notato e che probabilmente deviano dalla via dalla perfezione una puntata eccellente. È vero, c'è qualche stonatura, ma alla fine dei conti se ne esce con un quadro decisamente più ricco di quello che avevamo finora, con questo nuovo Dottore che sta mostrando una serie di sfaccettature che sembrano quasi indirizzarlo a rifiutare il suo ruolo tipico. Per questo secondo me questo episodio merita un voto 8/10, e credo che difficilmente nel corso della stagione potrà essere eguagliato.


Un'ultima nota per concludere. Mi sembra di essere l'unico ad averci fatto caso, quindi chiedo conferma: ma solo a me sembra che Capaldi abbia gli orecchi montati a testa in giù? In questa puntata abbiamo anche un grazioso primo piano dell'organo in questione, e ditemi voi se non ha il lobo orientato nella direzione sbagliata...

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