L'esatta percezione

Dopo aver pubblicato Spore nel 2013 e Il lettore univrsale l'anno scorso, avevo pensato che non mi sarebbe più capitato di far uscire una raccolta di racconti. Perché i racconti non si leggono, non si pubblicano, il mercato tende al romanzo perché la gente (e gli editori) è convinta che più lungo uguale più bello. Quindi è stata una mezza sorpresa anche per me ricevere la proposta da parte dell'Associazione RiLL di far uscire una nuova antologia delle mie storie.

A partire da fine mese sarà disponibile infatti L'esatta precezione, parte della collana "Memorie dal futuro", le raccolte personali che RiLL ha iniziato a pubblicare da alcuni anni, e che nelle edizioni precedenti ha visto autori come Francesco Troccoli, Massimiliano Malerba, Davide Camparsi, Luigi Musolino.


Come da impostazione di questa collana, il libro raccoglie innanzitutto i racconti che nel corso degli anni sono arrivati in finale al Trofeo RiLL o al concorso parallelo SFIDA, per cui la maggior parte dei racconti sono già usciti in raccolte precedenti del premio, come Karma, La legge dei padri, Pr-Medjed, Lamarckia. Altri ancora erano usciti in edizioni precedenti e ormai introvabili, come Sinestesia (che era in Spore, ormai fuori catalogo), La bella lavenderina, In un istante. Pixel lo avevo autopubblicato su Amazon ed era poi stato incluso in un numero della rivista Futuri. Hype invece è del tutto inedito. In ogni caso, tutti i racconti sono stati opportunamente rivisti ed editati insieme ad Alberto Panicucci, boss del team RiLL che fa questo lavoro da quando ancora io dovevo cambiare i denti.

Il titolo L'esatta percezione è volutamente criptico, perché uno potrebbe chiedersi "ma l'esatta percezione di che?" Ecco appunto, è proprio quella la questione. La tesi di fondo della raccolta è proprio che questa percezione precisa non esista. I concetti di realtà, di verità storica, di sanità mentale sono spesso messi in discussione in questi racconti. Contrariamente alle mie solite uscite, stavolta non si parla di fantascienza in maniera preponderante. Il Trofeo RiLL da sempre premia storie fantastiche ad ampio raggio, e infatti anche in questo volume sono contenuti racconti di sf, horror, urban fantasy, e altra roba meno definibile. Come dico sempre la fantascienza è il mio primo grande amore, ma questo volume potrebbe essere interessante proprio perché contiene parecchi sconfinamenti in territori attigui.

La copertina è di Valeria De Caterini, che da sempre disegna le illustrazioni dei libri di RiLL, e ha interpretato nel suo stile sognante il tema della decostruzione della realtà. Si nota appena, ma se ci fate caso, la realtà si sfilaccia ai margini del campo visivo. E non mi riferisco solo a questo disegno.

Per quanto mi riguarda pubblicare una raccolta con i tipi di RiLL è davvero una grande soddisfazione, proprio perché questo premio è stato uno dei miei primi approcci alla narrativa. Alcuni dei miei racconti più apprezzati sono stati scritti proprio per partecipare al premio, come ad esempio Il lettore universale, e sappiamo tutti com'è finita. Inoltre sono convinto che il lavoro fatto dai Rillini sia uno dei più importanti scouting per gli autori di genere, e infatti molti dei nomi che sono emersi negli ultimi anni sono passati da loro, come quelli citati in precedenza.

L'esatta percezione è già disponibile sullo store di RiLL, e lo sarà presto sugli altri store online. Il 31 ottobre inoltre sarà presentato al Lucca Comics & Games, a lato della premiazione del Trofeo RiLL che si svolgerà alle ore 18:00 nella sala Ingellis. Mi troverete quindi lì con il libro sia giovedì che venerdì 1 novembre, nei pressi dello stand RiLL o in giro.

Ultimi acquisti - Ottobre 2019

È passato così tanto tempo da un post con gli ultimi acquisti musicali che avevo quasi dimenticato che esistesse una rubrica del genere su questo blog. I motivi non li sto a ripetere, che sennò sembra che mi lagno sempre, ma se scavate nel passato li trovate. Fatto sta che nelle settimane scorse ho sentito l'esigenza di acquisire nuova musica, e a motivarmi è stata essenzialmente l'uscita di un disco in particolare, dalla quale poi ho colto l'occasione per aggiungere altra roba.


Iniziamo quindi da chi ha reso possibile questo post, ovvero Dominik Eulberg. A settembre di quest'anno, otto anni dopo l'uscita di Diorama, Dominik ha pubblicato il suo nuovo album Mannigfaltig. Non che fosse rimasto fermo in questo tempo, perché di EP ne sono usciti parecchi, ma finora nessuna raccolta organica di tracce come questa. Mannigfaltig ovvero "molteplicità" se riesco a interpretare abbstanza il tedesco, trae ispirazione come sempre nel caso di Eulberg dal mondo naturale. Ogni traccia infatti è dedicata a un animale, nello specifico ogni titolo è il nome di una creatura che (sempre in tedesco) contiene nel proprio nome comune un numero da uno a dodici. Lo stile di questo autore è inconfondibile e non riesco a capacitarmi di come pur producendo una techno a volte anche abbastanza dura ma ricca di calore, Eulberg riesca a far risuonare davvero l'armonia di questo mondo naturale come lui la percepisce. Sfido chiunque ad ascoltare Goldene Acht e non percepire la fiera leggiadria di questa farfalla, oppure non venire sopraffatti dalla maestosità dei ghiacciai a cui è dedicata Elfenbein-Flechtenbarchen. Questo è un disco da secondo-terzo-quarto ascolto, perché se al primo passaggio certe tracce possono sorprendere, in seguito si riesce a capire meglio ciò che rappresentano. Dominik Eulberg si conferma così uno dei miei artisti preferiti, una mente profonda e ingenua allo stesso tempo.


Parlando di bestie, mi ricollego con James Holden, qui presente nell'imaginaria compagnia di un collettivo denonimanto The Animal Spirits, con un album intitolato, appunto The Animal Spirits. Un disco di difficile collocazione, da parte di un autore che praticamente da solo ha inventato un nuovo genere di musica elettronica, la neotrance, e poi con la stessa nonchalance l'ha abbandonata, uno che si è permesso nel suo primo album di inserire una traccia intitolata Intentionally left blank, con cinque-sei minuti di silenzio, alla John Cage. Insomma, da Holden ci si può aspettare l'inaspettato, e qui lo troviamo perché le tracce contenute in questo album per certi versi sembrano delle improvvisazioni, intrecci di IDM, electro-jazz e ambient. Musica piacevole ma straniante, che a volte come in Thunder Moon Gathering sembra non prendersi troppo sul serio e altre invece come con The Animal Spirits forma una cappa di claustrofobia difficile da reggere. Si sente comunque la presenza di un'ispirazione che si collega in qualche modo a suoni naturali, ritmi da raduni pagani nei boschi sotto la luce della luna.


Propaganda è un album del 2017 di Oliver Huntemann che mi ero perso. Una collezione di tracce techno-electro oppressive e cupe, una variazione sul tema introdotto già tempo prima in Paranoia, come già la copertina suggerisce. Tracce da titoli poco rassicuranti come Kamikaze, Malaria, Egoist, Doppelganger. Non c'è niente in questi pezzi che metta a suo agio l'ascoltatore, anzi la generale sensazione di inquietudine è il nucleo intorno a cui si sviluppa tutta l'opera. Viste le prove precedenti di Huntemann probabilmente non si può dire che si tratti di materiale di grande originalità, ma la capacità di evocare certe atmosfere è innegabile.



Discorso simile si può fare anche per Drown, ultimo album dell'anno scorso di Fritz Kalkbrenner. Anche qui si avverte per lo più una sensazione di urgenza e ansia. La differenza sta nel fatto che finora il meno famoso dei fratelli Kalkbrenner si era invece contraddistinto per il calore dei suoi pezzi, che declinavano la techno quasi in chiave folk, con testi ricchi e avvolgenti, e l'aggiunta di strumenti come armonica, sax e sitar. In Drown invece è tutto diverso: non c'è un solo vocal in tutto l'album, le sonorità sono asciutte, asettiche, l'ispirazione è una tech-house precisa e impersonale, come già i titoli dei pezzi composti da singoli verbi fanno intuire. Si farebbe fatica ad attribuire questi pezzi a Fritz Kalkbrenner, se non ci fosse il suo nome sulla copertina. Difficile dire se si tratti di un'evoluzione cercata dall'autore, oppure di un esperimento in un territorio a lui meno familiare, proprio per dimostrare di potersi sganciare dall'immagine che finora si era creato. Di per sé forse questo album non sarebbe così innovativo, tutt'altro, ma considerato all'interno del percorso artistico del suo autore acquisisce tutto un altro significato.

Fanta-Scienza

Tra un paio di settimane ci sarà la quinta edizione di Stranimondi, festival dedicato alla narrativa fantastica, dalla fantascienza al fantasy al weird e non ve lo devo stare a dire io. In occasione di questa fiera che è già la più importante del settore, almeno per quanto riguarda il fantastico scritto, molti editori ne approfittano per tirare fuori qualche novità, e gira che ti rigira finisce sempre che mi ci ritrovo dentro pure io. L'anno scorso era toccato a Strane Creature (di cui peraltro quest'anno viene presentato il volume 2), stavolta invece è il turno di Fanta-Scienza.

Mai titolo fu più vago nel definire il contenuto, ma la cosa su cui dovete concentrare l'attenzione è quel trattino. Avete presente quando i soloni delle collane da edicola se ne escono con "si chiama fanta [pausa] scienza, quindi deve esserci la fantasia ma anche la scienza". Ecco, questo libro è pensato proprio per loro. In Fanta-Scienza infatti le parti scientifiche e quelle immaginifiche hanno lo stesso peso: il volume contiene infatti otto brevi saggi di ricercatori italiani su argomenti di stretta attualità scientifica, dai robot alla micromedicina, temi caldi nella comunità scientifica su cui si sta già lavorando e potrebbero avere notevoli breakthrough nell'imminente futuro. Sulla base di questi saggi poi gli autori hanno scritto un racconto, liberamente ispirato al tema centrale. E così ti trovi per le mani la tua fanta+scienza.


Il progetto è stato ideato e curato da Marco Passarello, e ha richiesto un impegno notevole nei mesi scorsi, soprattutto per la delicatezza degli argomenti. Tra gli autori coinvolti ci sono alcuni dei più rilevanti sulla scena sf attuale, come Lukha Kremo, Alessandro Forlani e Alessandro Vietti.

Il mio racconto NIMBY è basato su un articolo di Paolo Decuzzi sul tema della medicina di precisione interna all'organismo. Preciso che non ha niente a che vedere con il racconto omonimo che ho scritto pressappoco una decina di anni fa, se mai qualcuno avesse il dubbio spulciando la mia bibliografia. Anzi ho voluto proprio riprendere lo stesso titolo per una storia completamente diversa, e che non facesse schifo come quella di allora che fortunatamente non si trova più in giro ma fidatemi, non la vorreste leggere.

Fanta-Scienza è disponibile sul Delos Store sia in cartaceo che in ebook, e sarà appunto presentato in anteprima a Stranimondi, con una breve pesentazione del progetto domenica 13 ottobre alle ore 15. Ci sarò anch'io, a meno di imprevisti durante il pranzo. E visto la gente che gira, non mi sentirei di escluderne.

Rapporto letture - Agosto 2019

Eccoci ai libri di agosto, quelli letti durante le "vacanze", e in effetti non sono pochi, anche se in verità alcuni sono piuttosto corti e quello più lungo me lo sono tirato dietro come lettura accessoria già da mesi. Iniziamo proprio da quest'ultimo.


Non è narrativa, e già questa è un'eccezione qui sopra. È Il libro degli essere a malapena immaginabili, un bestiario moderno di Caspar Henderson, che come detto dall'autore nell'introduzione, del bestiario classico ripete l'approcio, cioè quello di parlare di animali ma di agganciare a questi anche riflessioni sulla scienza, la filosofia, l'arte e tutto il resto. In questo senso questo volume è davvero come sfogliare un'enciclopedia aprendo pagine a caso, i temi trattati sono tanti e tanto vasti che si fatica a trovare un filo conduttore. Che in realtà c'è, è appunto quello degli animali, scelti in base ad alcune loro caratteritiche che li rendono per qualche ragione incredibili. Dalle spugne agli elefanti, dai quetzalocatlus ai polpi, dai tardigradi agli umani: c'è veramente di tutto, e se anche di queste creature non viene tracciato un profilo completo, gli argomenti tirati in causa da un capitolo all'altro bastano per sostenere conversazioni in società per i prossimi due secoli. Il libro è ricco, corposo e anche costoso, ma ne vale la pena. Mi azzerderei a dire, che è ottimo anche per chi degli animali in fondo non ha gran curiosità.


Passiamo a China Miéville e il suo romanzo breve pubblicato da Zona 42. L'uomo del censimento è una storia atipica, di un autore che le storei non le scrive se non sono atipiche. Si parla di un ragazzo, scappato di casa dopo un omicido, che racconta la sua storia, ma non la racconta adesso, la racconta in seguito, con la prospettiva degli anni e narra di un paese strano, difficile da riconoscere e associare a una nazione e un'epoca precisa. Per questa stessa ragione è difficile dire se si tratti di un romanzo di genere, perché la definizione di fantascienza, o weird, o slipstream o quel che vi pare si applica male in ogni caso. Non ci sono eventi sraordinario, niente mostri o alieni, miracoli o guerre, solo una serie di avvenimenti costantemente sul filo dell'uncanny, che creano una continua situazione di angoscia difficile da dissipare. C'è forse qualcosa da capire, ma forse molto altro no, e ho come l'impressione che lo stesso Miéville non sappia del tutto cosa ha scritto, che abbia davvero aperto uno squarcio su un mondo di cui è riuscito a cogliere appena uno spiraglio prima che gli scomparisse dalla vista. Come in altri casi di questo autore, onestamente non sono sicuro se lo consiglierei, perché è piuttosto ermetico, ma ho comunque provato una malsana forma di soddisfazione nel leggerlo. Voto: 7.5/10


Breve interludio per un altro manualetto, I teoremi di incompletezza, rapida guida ai Teoremi di Kurt Godel, che mi ero già rinfrescato tempo fa con la lettura di Godel, Escher, Bach di Hofstadter. Questo volume di Gabriele Lolli è molto più tecnico, ma definisce anche meglio il contesto storico e le reazioni immediate e successive alle teorie di Godel. Se mi seguite con tanto amore da almeno sei-sette anni forse potete subodorare la ragione di questa lettura. Ma forse no, quindi passate pure avanti.






Letto in effetti durante il mio rapidissimo soggiorno fuori casa, We are all completely fine e un romanzo di Daryl Gregory, autore che mi ero ripromesso di approfondire e quindi eccoci qui. La storia inizia da un gruppo di sosteno per persone che hanno subito un trauma, con la narrazione che ad ogni capitolo si sposta da uno all'altro. Quelli che all'inizio sembrano solo personaggi un po' eccentrici si rivelano poi parte di un mondo più complesso e un progetto ben definito: c'è un cacciatore di mostri, l'unico sopravvissuto di una setta di cannibali, un ragazzo capace di vedere strane entità che accompagnano le persone, una donna le cui ossa sono state incise da un folle suprevillain. Il romanzo si trasforma gradualmente in una storia weird, via via che si scopre che ognuno di loro è sì vittima di un trauma, ma sempre derivante dall'incontro con fenomeni poco ordinari. Il finale lascia aperta la possibilità di un sequel ma ad ora non mi risulta che ne esistano. In ogni caso, Gregory conferma la mia impressione di autore capace di mouversi a cavallo dei generi, con uno stile di scrittura moderno e una capacità di dare vita a personaggi e storie memorabili. Non per nulla lo avevo citato tra i possibili autori da consigliare a chi è digiuno di fantascienza. Voto: 8/10

 

E infine abbiamo il numero 86 di Robot, che è quello in cui ho fatto la mia comparsa per la prima volta. E sarà quella cosa delle mamme degli scarrafoni, ma a me questo è sembrato come uno di migliori numeri della rivista degli ultimi tempi. I racconti sono tutti di buon livello, dal vincitore del Premio Robot di Linda De Santi, in cui viene descritto il rapporto con una fatina e altre bestie mitologiche arrivate attraverso una frattura intorno al Monte Serra, alla breve ucronia di Lavie Tidhar in cui si immagina un filone di narrativa erotica nazi vs ebrei. Senza dubbio il racconto di Greg Egan sul surrogato artificiale di attore che rimane l'erede dopo la sua morte è il più impressionante, ma da Egan ci si poteva aspettare. Anche gli articoli sono di buona qualità, con un tentativo di tracciare un percorso tra la sf e il mainstream, una prospettiva sulle sex dolls, e il profilo di alcuni operatori storici della sf italiana scomparsi di recente. Voto: 8/10

Il lettore universale live @ Mr Ibis, Roma 21 settembre

Se ne è parlato parecchio sui giornali in queste settimane, della nuova edizione de Il lettore universale uscita a fine estate, con nuova copertina e un racconto bonus. C'è stato tanto camore intorno a questa iniziativa, che insieme ai signori Moscabianca abbiamo deciso di organizzare un evento per portare il libro di fronte al suo affezionato pubblico.

Quindi ecco che il 21 settembre a partire dalle ore 18, ci troveremo al Mr Ibis di Roma, per una chiacchierata intorno a biblioteche universali, spore, immortalità e robot pistoleri. Le solite cose, insomma.


A condurre il tutto ci sarà Alberto Panicucci, presidente dell'Associazione RiLL che da oltre vent'anni si sbatte a organizzare l'omonimo premi letterario e selezionare i migliori racconti fantastici da pubblicare nella raccolta annuale. Alcuni dei racconti contenuti in Il lettore universale sono stati scritti proprio per il Trofeo RiLL, quindi è una poetica chiusura del cerchio avere lui a portare avanti la serata.

Inoltre Mr Ibis è un locale particolre, pub, caffè letterario, sala giochi da tavolo, quindi c'è di che passare le ore, anche concluso il main event. Per chi è interessato, potete aggregarvi all'evento facebook.

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