Doctor Who 12x04 - Nikola Tesla's Night of Terrors

Avevo una discreta paura di questo episoido. Prendere la figura di Tesla, già parecchio inflazionata negli ultimi anni, e infilarla in una puntata di DW, o meglio, di questo DW che già dalla stagione precedente ha indugiato molto sulle figure storiche, non sempre rendendogli il giusto merito, non mi entusiasmava per nulla. C'è da dire però che era strano che un personaggio come Tesla non fosse ancora comparso in una storia di Doctor Who, quindi prima o poi avrebbe dovuto succedere. Speravo solo che succedesse in un'altra epoca della serie, ecco.

E invece i miei timori per una volta erano mal riposti. La puntata scorre come la più tipica storia a sfondo storico di DW, con il Dottore che investiga per conto suo e si trova a incrociare la strada con il personaggio di turno, per poi scoprire che quello che sta cercando è in qualche modo legato a lui: formula collaudata e che se gestita bene funziona sempre. In questo caso sembra che una pallina luminosa sia interessata a Tesla, mentre allo stesso tempo qualcuno pare che voglia farlo fuori. Non ci vorrà molto a scoprire che invece stanno proprio cercando lui, e che quello che interessa agli invasori alieni (perché sempre di quello si tratta) è proprio lo scienziato.

Tesla viene raffigurato nel periodo della sua carriera in cui era in scontro diretto con Edison, e anche il secondo inventore compare direttamente nella storia. Il Dottore infatti lo affronta, credendo che possa essere lui il mandante degli attacchi a Tesla, ma al di là di dimostrarsi un imprenditore un po' scorbutico, tutto sommato Edison non è il vero villain, e questo mi ha quasi stupito, perché pensavo che la storia avrebbe ritratto la versione romanzata della vicena che vuole in Tesla il cavaliere pure e in Edison il malefico sfruttatore. Al contrario, quest'ultimo ha le sue ottime ragioni, e non esita a riconoscere la superiorità di Tesla quanto a inventore, pur rivendicando la propria abilità nel rendere le invenzioni reali e accessibili al pubblico. Un personaggio che per quanto secondario mantiene comunque la sua identità.

Il vero cattivo alla fine si rivela essere una razza di scorpionoidi con una regina sospettosamente simile alla Racnoss che aveva combattutto il Decido Dottore (tanto che dal trailer molti avevano pensato che si trattasse proprio della stessa specie). Questi alieni sono dei parassiti che sfruttano le tecnologie trafugate ad altre specie, ed è proprio per questo che cercano Tesla, perché hanno bisogno di qualcuno che gli sistemi le attrezzature di cui non sanno niente. Il parallelo è abbastanza evidente con la storia di Tesla che si è spesso trovato a inventare marchingegni di cui poi altri avrebbero raccolto i profitti e la fama, un livello di lettura inaspettatamente profondo per la media delle ultime staigoni di DW. Alla fine per sconfiggere la minaccia, Tesla è costretto a utilizzare il suo progetto in costruzione, e qui la puntata si incastra con la vera storia, che documenta come dalla torre costruita da Tesla per alcuni giorni erano salite numerose scariche elettriche verso il cielo, spaventando la popolazione locale e costringendolo ad allontanarsi.

Molto efficace anche l'affiatamento che si vede tra Tesla e il Dottore, un'affinità che deriva dal loro essere entrambi fuori posto in un mondo che è troppo lento rispetto alle loro idee. Per la verità, Tesla si dimostra a suo agio con qualunque altro personaggio, e forse di questo va dato merito all'attore che lo interpreta, che è riuscito a renderlo in maniera caratteristica ed evitando la macchietta. Il Dottore di Whittaker guadagna ancora presenza sulla scena, come sta facendo costantemente dall'inizio della stagione, e riesce anche a risultare minaccioso nei confronti dei nemici. Meno rilevanti i companion, ma questo ci si può aspettare in una puntata che ha ospiti ingombranti come Tesla ed Edison.

Quindi una puntata davvero di buon livello. Come sempre qualche scena un po' cheesy (l'inseguimento degli scorpioni fermati da un carretto di pagnotte) e un avversario non del tutto convincente, ma siamo perfettamente nella media anche dei migliori DW. Mi viene quasi da dire che questa sia finora, nel complesso, la migliore puntata di tutta la run del Tredicesimo Dottore. Voto: 8/10

Rapporto letture - Dicembre 2019

E con questo rapporto letture abbiamo completato anche i libri consumati in questo decennio. Vale la pena notare, già che ci siamo, che visto che Unknown to Millions in questa forma è nato nel 2010 (anche se esisteva già dal 2008 sul defunto Splinder), stiamo parlando letteralmente di un decennio di libri. Facciamo un bel classificone generale dei libri letti, che dite? Anzi, ho un'idea migliore: non lo facciamo. Limitiamoci a tirare avnati giorno per giorno, o nel caso specifico, mese per mese, ché non si sa mai quanto possiamo continuare. Verrà la parusia, come ladro di notte.

Parliamo per primo di Federico Guerri del suo L'inverno di Bucinella. Bucinella è una cittadina fittizia inventata dall'autore toscano (che ho avuto modo di conoscere tramite la gente di Minuti Contati e da lì incontrare di nuovo in varie altre occasioni) che è un po' l'archetipo di tutte le cittadine di provincia, con l'aggiunta di qualche tinta surreale. La cronaca di Bucinella è composta da centinaia di microstorie pubblicate da Guerri tra Facebook e Instagram, e questo volume le vede raccolte per la prima volta. Per la sua natura quindi L'inverno di Bucinella non ha una storia unitaria, è un racconto corale di ciò che può accadere (o no) in un posto del genere. Tra i personaggi ricorrenti e qualche accenno a un passato dimenticato si raccolgono però gli indizi di una profonda mitologia che ha i connotati della cosmogonia lovecraftiana. Mi è sembrato anche di notare diverse affinità tra le teorie del professor Nagai e quelle del mio Mose Astori di Dimenticami Trovami Sognami. Non sto accusando nessuno di plagio, figuriamoci, come d'altra parte Astori non accusava la Le Guin o P.K. Dick di plagio per aver sviluppato idee simili. D'altra parte, se la retcon esiste è normale che persone con sensibilità simili in diversi periodi della storia possano scorgerla. Al di là delle convergente cosmogoniche, L'inverno di Bucinella è un libro pieno di sense of wonder e umorismo leggero, quindi vale la pena dedicargli tutta l'attenzione che Jenny dei Pesci dedica ai gabbiani. Voto: 8/10


Passiamo poi a un sano vecchio young adult, incuranti dell'ossimoro in questa descrizione. Mai sentito parlare prima di Susan M. Wilson, e tutto sommato non credo che lo vorrò risentire in futuro. Ero curioso rigaurdo a Extinction - La prova, perché vabbè, è un libro coi dinosauri, e questo dovrebbe bastare a chiunque. Purtroppo, oltre a questo pregio inconfutabile non si trova molto altro. La storia è quella solita dell'average young adult distopico hungergamesiano: adolescenti di sesso opposto che competono in una gara per sopravvivere e guadagnarsi un vantaggio. In questo caso la competizione consiste nel recarsi in un continente abitato solo da dinosauri, per rubarne le uova attraverso le quali si spera di poter elaborare un'arma biologica capace di sterminare le bestie e liberare il posto per l'uomo sul nuovo continente, dato che il vecchio è ormai sovrappopolato e non produce abbastanza cibo ed energia per tutti. La storia prosegue su binari abbastanza rodati, anche se non arriva a compiere l'inevitabile coinvolgimento romantico dei due protagonisti, di cui si scorgono solo i primi indizi. Certo ci sono alla base delle falle logiche davvero difficili da digerire. Per primo: ma se questa missione è così importante per la sopravvivenza della civiltà, perché mandare allo sbaraglio una manica di ragazzetti senza equipaggiamento, invece di un team ben addestrato ed attrezzato? Non mi dilungo sulla rappresentazione dei dinosauri che è roba da Jurassic World, ovvero arrogantemente ignorante. In più c'è da dire che alcuni tratti della scrittura sono davvero fastidiosi, non saprei se si tratti in questo caso di un problema di traduzione. Roba come l'avverbio "virtualmente" ripetuto in maniera ossessiva (esce tre volte in due pagine), peraltro in frasi in cui non ha senso usarlo, del tipo "lo spazio è virtualmente esaurito": ma è esaurito o no, come può esserlo in modo solo virtuale!? Oppure l'espressione "con ogni atomo del suo corpo" che farà tanto Paulo Coelho ma dopo averla letta una volta anche basta. C'è da dire che la tensione è costruita bene e per quanto non importi davvero niente della sorte dei protagonisti, il modo in cui interagiscono è abbastanza realistico. Persino uno dei twist finali mi ha sorpreso. Non continuerò a leggere la saga, ma posso ipotizzare che a qualcuno potrebbe anche piacere. Solo, vi prego, non prendetela per educativa rispetto alla natura dei dinosauri, ok? Voto: 5.5/10
 
 
Si torna poi ai racconti un altro numero della rivista Il Buio, stavolta il 5 perché andare in ordine di uscita è troppo mainstream. Il primo racconto di Carrie Laben è una storia familiare con fantasmi ed emancipazione, un bel concentrato di significati stratificati che mi ha ricordato un po' il film Coco (ma non c'entra granché in effetti, è proprio una sensazione epidermica dovuta forse al fatto che l'ho visto di recente). C'è poi il racconto Las di Luca Franceschini che mi sento di descrivere solo come un Pinocchio weird postapocalittico, e poi uno di Shari Paul che ha per protagonsita una mummia, una figura classica dell'horror che forse meriterebbe più popolarità di quella che incontra oggi, vista l'estrema tragicità della sua condizione. Il racconto Sincronia di Fabrizio Di Filippo sarebbe davvero bello, se solo uno non avesse letto Storia della tua vita e/o La moglie dell'uomo che viaggiava nel tempo: purtroppo avendo letto e assimilato fin nelle vertebre queste due opere, il racconto mi è parso una versione annacquata e frettolosa degli stessi temi di base, potentissimi e sempre emozionanti, ma appunto trattati con ben maggiore potenza altrove. Voto: 7.5/10
 
 
Infine abbandoniamo la narrativa e passiamo a un saggio/manuale di Maria Konnikova, che dovrebbe aiutare a modificare i propri schemi di pensiero. Mastermind infatti illustra le caratteristiche della "scienza della deduzione" in cui era specializzato il personaggio di Sherlock Holmes, ma che è una disciplina tutt'altro che inventata. Partendo dalle storie di Conan Doyle e usandole come esmpio, Konnikova mostra quali sono le capacità di una mente sempre vigile e aperta, che tutti dovrebbero essere in grado di ottenere. La tesi è sicuramente interessante e gli argomenti convincenti, tuttavia quello che mi pare manchi a questo libro è una parte di applicazione pratica, un manuale di esercizi con i quali iniziare ad allenare la propria "mente Holmes", che invece mi sarei aspettato. Devo dire che non mi sembra di aver cambiato il mio modo di ragionare e osservare il mondo dopo averlo letto, ma forse sono io che sono troppo Watson inside. Magari ci tornerò tra qualche mese per capire se ho davvero assimilato le idee o ho solo pensato di averlo fatto.

Doctor Who 12x03 - Orphan 55

Il doppio episodio di inizio stagione ci aveva fatto pensare che avremmo corretto un po' il tiro, ma ecco che ci risiamo con una puntata degna per inadeguatezza generale delle peggiori stagioni degli anni 80, quelle del disastro della serie ingiustamento attribuito a Colin Baker.

 
Ma rimettiamo ordine nella cagnara di questo episodio i punti salienti della storia. Dottore e compagni vengono teletrasportati su un pianeta-spa per un viaggio premio, poco dopo il loro arrivo la spa viene attaccata dalla fauna ostile del posto che stermina in poco tempo quasi tutti gli ospiti, i pochi sopravvissuti si avventurano all'esterno scoprendo che non sono su un piane paradiso ma su un mondo devastato e inabitabile (un mondo "orfano" appunto), poi viene fuori che la falla nei sistemi di sicurezza è stata causata da un attacco di una delle ospiti che siccome ce l'ha con sua  mamma che l'ha abbandonata decide bene di far saltare per aria il suo resort con tutte le persone dentro, dopo di che arriva la grande rivelazione che quello non è un mondo alieno ma la Terra consumata dalla catastrofe climatica. I pochi sopravvissuti si teletrasportano via, qualcuno rimane indietro ad ammazzare gli ultimi mostri finché dura l'ossigeno.

E ora è il momento di rivolgersi direttamente allo spettatore e ficcargli in gola con la vanga la morale di questa storia, se non l'avesse ancora capita.

Orphan 55 è confuso, straripante di personaggi senza scopo (la coppia di anziani? padre e figlio coi capelli verdi? la furry!?!?!) e privo di qualsivoglia idea originale. Il plot twist è talmente scontato che è quasi un plot twist il fatto che sia un plot twist. Inoltre la sua presenza implica en passant diversi problemi sulla concezione del viaggio nel tempo in Doctor Who, visto che alla fine dell'episodio il Dottore dice che quello è solo "uno dei futuri possibili", nozione che non è mai esistita in tutt la storia della serie. È vero che la storia si può cambiare, ma rimane sempre un unico corso degli eventi, e il Tardis non è certo equipaggiato per far viaggiare verso una realtà parallela, tantomeno un teletrasporto ottenuto con una tessera punti dell'Esselunga.

Ancora, come abbiamo visto già nel corso di tutta la stagione 11, la storia soffre di moralità piuttosto flessibile. La direttrice della spa viene fatta passare per stronza, quando ha solo cercato di tirarsi su un lavoro in un posto dimenticato da dio, e comunque si sbatte fin dall'inizo per salvare i suoi ospiti e non può nemmeno essere accusata di aver causato lei l'attacco. Dall'altra parte invece la ragazza che è a tutti gli effetti una terrorista passa come esempio di integrità, quando è stata la causa di decine e decine di morti per un semplice capriccio. Vediamo di nuovo il Dottore che si fa ben pochi problemi a vedere sparare delle creature aliene (quando aveva scassato fino allo sfinimento per i ragni giganti), ma allo stesso tempo non muove un dito per salvare gli ultimi due naufraghi sul pianeta quando le basterebbe muovere una leva del Tardis.

E poi c'è il capolavoro della lezioncina finale. Io non sono uno di quelli che inizia un discorso dicendo "io non sono uno di quelli ma", ma io non sono un negazionista climatico (come ho dimostrato anche qui sul blog) ma il Dottore che mi parla nel viso per dirmi "ehi fai il bravo perché il cambiamento climatico è un problema" mi ha davvero infastitido, perché non è così che si veicolano messaggi in un media come la tv. Anche questo era successo più volte nella stagione precedente (ad esempio in Rosa) e non capisco come sia possibile che uno script concepito in questo modo venga passato di mano in mano fino ad arrivare a essere trasmesso. Ma da quando in qua si fa la morale alla fine della storia, in prodotti destinati a fasce di età dai 3 anni in poi?

A voler trovare gli aspetti positivi, devo dire che i mostri erano ben fatti, anche se non ho capito perché anche dopo averli mostrati a figura intera continuavano a inquadrare i dettagli della bocca, visto che ormai non c'è niente da nascondere. Anche il Dottore devo dire di averlo trovato più presente e proattivo del solito, ma siamo davvero al livello base. Questo di certo non basta a far passare un episodio che non ha nessuna idea originale, è mosso da personaggi fastidiosi e/o inutili e non ha niente da dire, e pure quel niente lo dice nel modo più insopportabile. Quindi, torniamo ad abbassare le aspettative, Spyfall (che pure non era eccelso, ma avenne) è stato una mera casualità. Voto: 4.5/10

I miei articoli per Stay Nerd: ottobre - dicembre 2019

E così eccoci a completare il primo anno di collaborazione con Stay Nerd, e chi se lo aspettava? Peraltro pare anche con il tempo il numero degli articoli che scrivo aumenti, quindi se il trend continua tra un altro anno magari non riuscirò più a scrivere qui su Unknown to Millions, e questa sì che sarebbe una tragedia. Anyway, ecco i pezzi che ho scritto nell'ultimo trimestre 2019.



Una riflessione sullo scontro generazionale tra adulti e ragazzi (boomer e millennial?) come viene proposto nelle distopie young adult che sono tuttora in voga, scaturito dalla lettura del libro Cavie di Liliana Marchesi, di cui ho anche parlato nel corrispondente rapporto letture.

Per celebrare i quarant'anni dalla nascita di Internet, una panoramica su come la fantascienza ha anticipato e forse indirizzato lo sviluppo della Rete, a partire dai cervelloni per passare al cyberpunk e arrivare alle IA.

Un pezzo esplorativo della SCP Foundation, un progetto di scrittura collettiva che immagina l'esistenza di una specie di divisione X-Files che studia e archivia tutti i fenomeni anomali che si verificano, compresi quelli capaci di annientare la vita, l'universo e tutto quanto.

In occasione dell'uscita di una nova serie basta su La guerra dei mondi (ne sono uscite due a breve distanza), un excursus sull'opera e i temi più importanti trattati da uno dei padri della fantascienza. Niente di particolarmente approfondito, un HG Wells for beginners.

Una recesione di massima su Vilupera e Ballata di fango e ossa, tra i primi rappresentanti del genere grimdark ad ambientazione italiana. Dei due libri ho poi parlato meglio nei rapporti letture qui sul blog.

Valve ha annunciato l'uscita di un nuovo titolo della saga di Half-Life, che non sarà il tanto atteso sequel ma un interquel incentrato su Alyx, che comunque dovrebbe aggiungere elementi importanti della storia. L'occasione giusta per vedere quali temi della fantascienza si ritrovano nel fps più amato di tutti i tempi.

In un'epoca in cui ci si lamenta un giorno sì e uno ancora di più del fatto che i libri non si vendono, i giovani non leggono, il profumo della carta, qui abbiamo pensato di far vedere quanti altri modi ci sono per leggere al di fuori dei libri tradizionali. Nel mezzo ci sta anche una menzione a L'inverno di Bucinella, di cui poi parlerò meglio sul blog.

Proprio quello che sembra dal titolo: una insospettabilmente lunga disamina con elenco di titoli di narrativa fantasy/sf che affrontano il tema del Natale o delle festività di fine anno. Nemmeno io ci credevo che ne esistessero così tante...

Esce a gennaio la nuova serie His Dark Materials tratta dai libri di Philip Pullman. In questo articolo paragono questa serie a quella delle Cronache di Narnia e ad altri titoli, per vedere in quale modo il tema della religione viene affrontanto nei libri per ragazzi.

Doctor Who 12x02 - Spyfall pt. 2

Avevamo lasciato il Dottore nella prima parte con la rivelazione di trovarsi davanti a una nuova versione del Master, che aveva al suo solito messo in atto un piano convoluto per prendere il controllo del pianeta, o sterminare l'umanità, o entrambe, con l'aiuto di qualche forza estranea di dubbia affidabilità. Solito Master. In questa seconda parte il tono cambia decisamente e si lascia il mock della spy story per finire in un episodio di Doctor Who pompato al massimo con salti temporali, personaggi storici, mitologia, plot twist e deus ex machina.

Ho parlato già in precedenza di quali elementi tipici di Doctor Who mi sono sembrati mancare nella direzione di Chris Chibnall, e qui sembra che lo showrunner (che ha anche scritto questo episodio) abbia fatto un'inversione di marcia improvvisa e completa. Se tanti fan si erano lamentati che la stagione 11 fosse priva di riferimenti alla storia della serie, ecco che in Spyfall e in particolare nella parte 2, ci viene rovesciato addosso tutto quello che è mancato.

Il Dottore, trasportato non si sa bene come nella dimensioni degli alieni invasori, ne esce proiettandosi non si sa bene come nella Londra del 1830 circa, dove incontra Lord Babbage e Ada Lovelace, che a quanto pare sono già stati contattati dagli esseri luminosi che stavano minacciando il mondo nel Ventunesimo secolo. Ma il Master è già sulle sue tracce e li vediamo confrontarsi per la prima volta alla pari. Ci sono momenti di tensione in cui il Master chiede al Dottore di inginocchiarsi di fronte a lui e chiamarlo "master", una scena che con il gender swap dei due ha un retrogusto poco gradevole. Il Dottore poi scapperà nella Parigi del 1946, dove avremo l'occasione di vedere finalmente il Master in divisa nazi, come sapevamo che prima o poi sarebbe successo. Naturalmente ala fine il piano del Master e dei suoi collaboratori viene sventato, il Master viene esiliato e il tech lord che era sembrato il cattivo principale nell'episodio precedente riesce a scappare (forse lo rivedremo? no, non credo).

In tutto questo, la cosa più importante che succede è che il Master parla di Gallifrey al Dottore, raccontandgli di come è completamente distrutta. Di nuovo. Sto Gallifrey non ce la fa a rimanere in piedi per più di un paio di stagioni. In ogni caso, alla fine della puntata si scopre che è stato il Master stesso a radere al suolo il pianeta dei Timelord, dopo aver scoperto qualche segreto devastante sull'origine della loro specie. "È tutta una menzogna" dice al Dottore, ma non gli spiega perché. Si presume che questo possa essere l'arco narrativo che vedremo svolgersi in questa stagione, e urrà per avere finalmente un arco narrativo, anche se mettere sul piatto la distruzione di Gallifrey è un po' cheap, visto che è lo abbiamo visto spesso nelle ultime stagioni.

Si può speculare molto su dove voglia arrivare Chibnall, certo è che se vuole andare a pescare nell'origine stessa dei Timelord si sta infilando in un territorio pericoloso, Moffat è stato stigmatizzato per molto meno. Vengono fatti dei riferimenti al "Timeless Child" che era stato nominato en passanto all'inizio della stagione 11 e dimenticato, e qui dovremmo credere che era sempre stato progettato di fare questa rivelazione successive, piuttosto che avessero usato una formula generica buttata lì nell'attesa di sapere come usarla. Ma Doctor Who è fatto di questo, quindi non possiamo fargliene una colpa. Piuttosto, la preoccupazione è che il grande mistero sia qualcosa di terribilmente scontato del tipo "i timelord in realtà sono umani" che è nell'aria dai tempi dell'Ottavo Dottore e sarebbe una rivelazione meno sconvolgente di quando il tg dice che d'estate fa caldo.

Una cosa su cui invece vale la pena soffermarsi è il percorso del Master. Nel commento dell'episodio precedente avevo detto che era un peccato vedere annullata tutto il suo percorso di redenzione avvenuto con Missy nella stagione 10, adesso però è possibile trovare un'altra interpretazione: può darsi che Missy, sopravvissuta (come sempre), ma sapendo di aver fallito perché il Dottore non ha mai saputo del suo atto finale di ribellione contro se stesso, sia tornata da sola su Gallifrey. Qui ha scoperto questi segreti terribili che l'hanno sconvolta di nuovo e l'hanno portata a perdere quel nuovo ruolo che aveva trovato, distruggere tutta la sua razza e poi studiare il solito piano improbabile per "attirare l'attenzione" del Dottore, come dice esplicitamente in questa puntata. È un arco plausibile, e anche se non è stato esplicitato mi pare che potremmo tenerlo come headcanon e non sprecare così tutto il percorso fatto da Missy.

Andando oltre gli aspetto riguardi trama e lore, in questo episodio Jodie Whittaker è finalmente il Dottore. Sarà che per tutto il tempo è lontana dai suoi companion (la sua "fam") e allora ha il tempo e lo spazio per prendere il controllo. Pur trovandosi in una situazione senza appigli, agisce e ragiona, collega gli elementi, escogita piani e risolve il problema. È vero che la soluzione finale non la vediamo perché avviene offscreen, ma è comunque un sollievo vedere il Dottore fare il Dottore. Anche il trio di compagni se la cava bene in sua assenza, e anche da parte loro c'è un minimo di sviluppo con i dubbi sul Dottore e le sue origini, di cui alla buon'ora si sono accorti di non sapere nulla.

Basta questo a rivalutare Chibnall? No, non del tutto, non ancora. Rimango ancora diffidente e aspetto di vedere con quanta cupidigia si avventerà sulla mitologia di DW dopo averla snobbata per due anni. Comunque, il tutto è comunque un gran miglioramento rispetto a ogni cosa vista nella stagione 11. Diciamo che, se quella stagione non fosse esistita e questo fosse stato l'inizio delle avventure del Tredicesimo Dottore, non avrei avuto niente da dire. Voto: 7/10

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