Seocrazia e il Memeverse

Ne avevo accennato parlando dell'uscita di Distòpia, lo speciale Urania Millemondi attualmente in edicola (ma ancora per poco) che contiene il mio racconto Seocrazia: questa storia è il perno di un universo narrativo condiviso che è già emerso in altri racconti pubblicati negli anni scorsi.

Introducing: the MEMEVERSE.

Il Memeverse è un'evoluzione più che plausibile della società odierna, con una sempre maggiore sproporzione tra "realtà virtuale" e "vita reale", per dirlo coi termini che potrebbe capire anche un boomer qualsiasi. Questa tendenza già ben riconoscibile è estremizzata fino al paradosso, eppure in un certo senso sembra quasi troppo blanda se confrontata a come la realtà si sta davvero muovendo. Qui, ora, mentre leggete queste righe.


Seocrazia per il momento è il racconto che attinge in maniera più diretta a questo tema di fondo, spingendo anche sull'utililizzo di un linguaggio che per quanto possa sembrare esagerato, in effetti è piuttosto annacquato rispetto al comune slang che dalla Rete si sta diffonendo anche IRL. Questa stessa dissociazione tra la lingua che parliamo e quella che percepiamo come "normale" dovrebbe già darci un'idea della dissonanza cognitiva di cui siamo vittime inconsapevoli.

Qual è quindi il cuore del Memeverse?

Il meme, ovviamente. In quanto unità d'informazione capace di autoreplicarsi all'interno dei dispositivi di memoria biologici o digitali, il meme è l'elemento fondante di tutto l'universo. No, non l'universo narrativo, proprio l'universo in cui vi trovate ora. Quando lo spazio d'immagazzinamento delle informazioni è aumentato in progressione più che esponenziale, la potenza dei memi è cresciuta in modo spropositato, e ci ha sopraffatto. Parlo al passato, volutamente. È già successo.
Le storie del Memeverse raccontano i nostri sforzi di continuare a esistere in una realtà che si sta già muovendo a un livello superiore, come se fossimo formiche in una teca che provano a interpretare le intenzioni di un uomo che fa karaoke al di là della parete di vetro. È il mondo che domanda la nostra attenzione (perché di quello si nutrono i memi), è l'intrattenimento come colonna portante della civiltà, è la riduzione del pensiero su una scala da a una a cinque stelline, è la liquefazione di ogni istituzione tradizionale la cui autorità percolante viene assorbita da chi sa gestire (o crede di) l'informazione.

A mio avviso, chiunque cerchi di proiettare le tendenze presenti sul futuro non può fare a meno di considerare questo aspetto della società. Il cambio di paradigma è stato così tremendo che è impossibile ambientare una storia tra venti-trent'anni e fingere che internet non esista e che i social non siano il principale mezzo di comunicazione e diffusione delle informazioni. Sarebbe anacronistico come ambientare una storia negli anni 90 e mostrare la gente che va in giro in calesse.

In questo post non intendo fare spoiler né su Seocrazia né sugli altri racconti del Memeverse, mi limito a dare la lista delle storie finora pubblicate e un vago accenno di come si collegano tra loro. Se avete già letto Seocrazia potrete già cogliere alcuni riferimenti.

Memehunter (Future Fiction, 2017) - In pratica è la origin story di tutto il Memeverse. L'anno zero in cui i memi hanno dimostrato di avere una loro agenda.

Hype (contenuto in L'esatta percezione, RiLL via Quality Games, 2019) - Mostra un primo gradino dell'evoluzione dell'era dell'intrattenimento.

Live (dal contest Minuti Contati, 2019) - Un rapido flash dell'esposizione continua e totale della vita di chiunque.

Bootstrap (contenuto in Robot n. 89, Delos, 2020) - Collegato in maniera marginale, quasi come easter egg, ma presente anche la trivializzazione in una società memetica di un'invenzione incredibile come il viaggio nel tempo.

Seocrazia (contenuto in Distòpia, Urania Mondandori, 2020) - Qui arriviamo al superamento del livello critico di comprensione dei meccanismi che muovono il mondo, con le leggi della SEO che regolano la vita delle persone.

In lavorazione (tempi e modalità di pubblicazione da determinare, ma sicuramente si arriverà all'anno prossimo) ci sono anche Accadde oggi che tratterà della gestione dei ricordi attraverso i social, e un'altra storia ancora senza titolo a tema direct marketing.

Una menzione d'onore si potrebbe concedere anche a Infodump (contenuto in Propulsioni d'improbabilità, Zona 42, 2017) che anche se non fa parte del Memeverse porta la stessa premessa dell'ubiquità dell'informazione in una direzione diversa e ancora più mindfucking.

Come dicevo, non fornisco qui ulteriori approfondimenti, anche per dare la possibiltà a chi è incuriosito di scoprire in autonomia le storie e i nessi tra di loro, a volte anche molto espliciti con brand e personaggi ricorrenti. Ma alla fine del mese, quando posso supporre che chi era interessato abbia già letto Seocrazia, invierò sulla mia newsletter un resconto più preciso dei riferimenti incrociati e anche una sorta di timeline del Memeverse.

Se non volete perdervi questo inside look all'universo dei memi, questo è il momento di segnarvi sulla newslettere con il form qui sotto.









I miei articoli per Stay Nerd: aprile - giugno 2020

Eccoci al riepiloghetto delle cose interessanti che ho pubblicato fuori da Unknown to Millions perché qui mi pagano solo in soddisfazione di aver scritto qualcosa mentre di là in valuta corrente. Molta fantascienza (ma va?) ma anche qualche pratica guida sempre valida.




Un milione di mondi (virtuali) possibili: la realtà simulata nei libri - Una carrellata di romanzi e racconti che parlano di mondi simulati, da Daniel F. Galouye a Philip K. Dick. Alcuni molto basic, ma anche qualche chicca.

Ed egli disse "io non sono di questo mondo": la figura di Gesù nella fantascienza - Un compendio delle storie che offrono una prospettiva diversa su Gesù, dai viaggi nel tempo alle sostituzioni, fino agli alieni. Si cerca di non scivolare nel complottismo, anche se il confine è molto labile. In ogni caso, senza dubbio l'immagine di copertina migliore che abbia mai usato.

Benvenuti nel Novacene, l'era delle macchine che non possiamo più evitare - Articolo basato sul saggio di James Lovelock intitolato appunto Novacene, di cui ho accennato anche qui in un rapporto letture.

Lasciami andare ma ricordati di me: il futuro della morte nell'era dell'informazione - Combo dei saggi di Davide Sisto (di cui ho parlato anche qui) e di Lasciami andare, romanzo a cui ho dedicato un intero articolo nelle settimane scorse.

Esplora, cresci, sfrutta, distruggi: i migliori videogiochi 4X in circolazione - Non sono un grandissimo videogiocatore, come si capisce dalla scarsità della rubrica videogiochi del blog. Ma un genere di giochi a cui dedico più tempo (anche perché le partite durano svariate ore) è il 4X, ovvero gli strategici (di solito a turni) in cui si deve costruire e ampliare la propria base/civiltà, accumulando risorse e combattendo gli altri (ma non per forza). Qui una lista di alcuni dei giochi più interessanti di questo filone.

Non dovete avere paura: guida completa alla lettura del ciclo di Dune - Facciamo chiarezza una volta per tutte sugli oltre venti libri a oggi esistenti all'interno del ciclo di Dune, di cui ho malauguratamente letto la maggior parte. Contiene anche accenni alla questione dei sequel/prequel di cho parlato a suo tempo in modo molto più approfondito qui sul blog in tre post diversi.

Da Dune a A Song for a New Day, i migliori romanzi vincitori del Premio Nebula - Una lista suddivisa per decenni in cui segnalo i romanzo più importanti tra quelli che hanno vinto il Nebula, evitando sovrapposizioni degli stessi autori.

Il giro di Trantor in ottant'anni: le copertine della Fondazione di Asimv dal 1940 a oggi - Di Asimov e del ciclo della Fondazione si è detto e ridetto di tutto, no? Allora se proprio bisogna parlarne perché esce l'ennesima edizione, prendiamo un taglio diverso e parliamo solo delle copertine che gli illustraori si sono dovuti inventare, in Italia, in USA e nel resto del mondo, in ottant'anni di ristampe.

Projects update: sinfonie, dottori e specchi

Come da consolidata tradizione, dedico almeno un post all'anno per parlare delle cose su cui sto lavorando, invece di quelle che sono già compiute. L'ultima volta parlavo di Scrabble, il mio young adult che pur essendo completato e affidato a mani competenti è rimasto ancora nel limbo in quanto presenta alcune caratteristiche che lo rendono poco markettabile. Non è detto che non uscirà mai, ma per il momento non ci sono novità in tal senso.

Nel frattempo però non me ne sono stato ad aspettare che i cadaveri scorressero sul fiume e anzi, grazie anche al netto cambio di routine che ho messo in atto a partire da febbraio, mi sono imbarcato in una serie di progetti anche piuttosto rilevanti, che da qui a fine anno vedranno la luce, salvo intoppi più che plausibili.

Innanzitutto, ho completato un altro romanzo, l'espansione del racconto Sinfonia per theremin e merli scritto anni e anni fa e ormai introvabile. Il nucleo della vicenda è sempre la stessa ma la vicenda si è arricchita oltre ogni aspettativa e dopo una prima versione light ci ho rimesso le mani aggiungendo tutta una nuova sezione che ha portato a raddoppiare le dimensioni. Questo qui sotto è lo schema dei capitoli nella prima stesura, implementazione e revisione. Se dovessi scrivere io la fascetta per questo romanzo sarebbe "Bertolt Brecht incontra Douglas Hofstadter e insieme conoscono Vincenzo Vasi". È in buona sostanza un'ucronia, ma anche un romanzo storico per come è diventato, e soprattutto una storia di formazione, perché tutte le storie più belle sono storie di formazione. Non ci sono date per l'eventuale uscita di questo libro e comunque vada non se ne parla sicuramente fino a metà 2021, ma da qui ai prossimi mesi dovrei sapere se almeno una pubblicazione sarà prevista. Nel caso, vi avverto.


Ma questo forse è il meno sconvolgente degli aggiornamenti. Come forse saprete a febbraio ho inaugurato il mio primo corso di scrittura, e da questa esperienza (purtroppo interrotta dal lockdown) mi è sorto lo spunto per altri progetti collegati. Non entro nello specifico perché annuncerò con precisione le cose quando saranno pronte, ma anticipo che lancerò una serie di cose che cambieranno anche in modo sostanziale la mia presenza online. Questo comporta anche che Unknown to Millions subirà quanto meno un restyling, se non un cambio di piattaforma. Anche perché Blogger a giugno fa un aggiornamento del sistema ma la nuova versione non mi sembra così funzionale.

Inoltre ho anche avuto l'idea di coinvolgere un ristretto gruppo di fidatissimi per un altro progetto ancora, di cui nemmeno in questo caso mi sento ancora libero di parlare ma che, se le cose vanno come previsto, riceverete notizie a breve.

Sì lo so, alla fine non ho detto niente di sostanziale, in pratica ho fatto solo un teaser. Ma rimanete nei paraggi, ne varrà la pena. E se volete essere sicuri di non perdervi le novità iscrivetevi alla newsletter, nella casellina là in alto a destra.

Rapporto letture - Maggio 2020

Eccoci ai libri della fase 2. Letture che involontariamente hanno a che fare con la pandemia, declinata in modi diversi. Come ricordo da un po' di tempo a questa parte, le mie letture sono abbondanti della norma per via di vari manuali su cui sto studiando in preparazione di una serie di progetti di cui parlerò a breve anche qui sul blog.


Per il primo libro della lista, in realtà mi rimane poco da dire visto che gli ho già dedicato un post intero. Lasciami andare è stato un romanzo sorprendente e l'autrice Katie M. Flynn ha tirato fuori una storia incredibilmente al passo coi tempi. Pur partendo da un argomento ampiamente utilizato nella fantascienza, quello del mind upload in corpi robotici, il suo approccio corale e il contesto in cui la storia si sviluppa hanno portato a un romanzo davvero intenso e carico di significato per l'epoca attuale. Rimando al post precedente per l'approfondimento, ma sul momento gli assegno un bel voto 8.5/10





Parallelamente a questo ho letto anche due saggi dello stesso autore Davide Sisto, dedicati ad argomenti tra loro strettamente collegati: La morte si fa social e Ricordati di me, di cui ho scritto insieme al romanzo qui sopra in un articolo su Stay Nerd. Nel primo Sisto parla di come la percezione della morte stia cambiando a causa dell'impatto dei social network sulle nostre vite, soprattutto per la traccia che lasciamo delle nostre esperienze quotidiane e quindi della nostra persona, e di che trattamento subirà la nostra "figura pubblica" dopo la morte. Il testo dopo aver mostrato le prime istanze di come la morte si presenta sui social invita a riflettere sulla propria eredità digitale e a prendere opportuni provvedimenti in materia di trattamento dei propri dati (email, cloud, profili social) finché ne abbiamo facoltà, aggiungendo alla prassi del testamento biologico anche una sorta di testamento digitale. Ricordati di me si focalizza invece sull'alterazione della memoria, propria e degli altri, sempre dovuta alla continua interazione e condivisione sui social. Dalla funzione "accadde oggi" di Facebook alla costruzione di identità dissociate rispetto a quella "reale", il tema si sovrappone a quello della morte in quanto finisce inevitabilmente nella percezione che abbiamo delle persone che non ci sono più o di noi stessi per quando non ci saremo. Due testi interessanti, che in certi casi forse sottolineano aspetti che diamo quasi per scontati, ma che nel momento in cui ci poniamo sopra l'attenzione danno una prospettiva molto chiara di un problema complesso che tutti stiamo affrontando, aumentando l'idea che stiamo già vivendo in un futuro "alla Black Mirror". Forse qualche riferimento in meno alla cultura e musica metal li avrebbe resi più scorrevoli, ma i concetti sono senza dubbio interessanti.

Infine una sana raccolta di racconti sfornata dal collettivo Ignoranza Eroica, stavolta affidata alla cura di Cristiano Saccoccia. In Pandemonium si prende lo spunto offerto dalla pandemia diventata di stretta attualità, e lo si sfrutta per offrire una sorta di "decameron moderno" (come suggerisce il sottotitolo), in cui dieci autori dedicano una storia a ognuno dei dieci comandamenti biblici, declinati in un contesto di "epidemia" in senso lato. Il genere varia dall'horror al fantasy, dal weird al postapocalittico, con qualche incursione nel boccaccesco vero e proprio. Per fare un lavoro completo perché sennò poi quelli di IE menano, dedico due frasi di commento a ogni singolo racconto. De civitate Dei di Francesco Corigliano sfodera al primo colpo forse l'interpretazione più originale di "morbo", che in questo caso non corrompe le carni ma gli edifici, che diventano a loro modo strutture viventi e senzienti. L'idea è forte e alcune immagini efficaci, la risoluzione della storia però forse frettolosa e il testo presenta qualche anacronismo. Riccardo Mardegan cambia subito tono con De vulgari eloquentia, in cui l'epidemia è l'impossibilità di un paese nel padovano in cui una maledizione impedisce la bestemmia: lo spunto è divertente anche se procede su un percorso un po' scontato, ma non è un grosso problema vista la leggerezza della storia. Fino all'ultimo cristo appeso è uno dei racconti più forti della raccolta, in cui Maurizio Ferrero immagina una crocifissione/esorcismo che è in realtà l'antefatto di una pandemia che non vediamo, ma di cui possiamo immaginare le conseguenze devastanti per l'intera civiltà. Quasi cavaliere di Mala Spina è forse il più divertente e scanzonato, con un giovanotto tormentato dagli spiriti dei genitori morti di peste che cerca di redimersi accompagnando in salvo un gruppo di prostitute. Antonio Lanzetta scrive l'unico racconto ambientato nel futuro, in questo caso una Salerno postapocalittica infestata da mostri/zombie di qualche genere. C'è però della confusione, perché si capisce che la diffusione del morbo deriva in qualche modo dalla lettura dei libri ma non viene specificato mai come e perché questo succede, e nel finale la questione rimane del tutto irrisolta, con un epilogo che passa piuttosto a mostrare il "mondo di dopo" dominato dai mostri/zombie. Caleb Battiago (aka Alessandro Manzetti) fa praticamente un cameo con un brevissimo testo ambientato nell'Antinferno, come da titolo. Poco più di una sequenza di immagini scritte nel suo stile spietato che riesce sempre a colpire. F.T. Hoffmann è anche lui sul podio con il suo Non andiamo a far altro se non a combatter, racconto stracarico di citazioni letterarie e cinematografiche, e una storia che in poco spazio riesce a presentare una serie di personaggi credibili e una trama di conflitti e complotti sovrapposti tra forze secolari e spirituali. I miracoli hanno strade curiose per pigliarti alle spalle (evidentemente gli ignoranti eroici hanno esteso la loro ossessione per la lunghezza delle parti anatoiche anche ai titoli) è un'altra storia ben confezioanta da Domenico Mortellaro, che parte dall'accidentale non-morte di un disgraziato che viene strumentalizzata da signorotti locali per condurre le loro battaglie di potere, al rischio di scatenare una vera e propria epidemia. Scrittura asciutta ma evocativa, che cala alla perfezione nel contesto storico e sociale. Laura Silvestri parla Di corna e altre cause perse, con un'altra storia leggera di non-morti e stregoneria, con un processo nei confronti di una vedova fedifraga richiesto dal marito appunto deceduto e riportato in quasi-vita da una fattucchiera. Anche qui il tono è leggero e la conclusione in perfetto stile boccaccesco. Infine Paolo di Orazio, con Non desiderare le robbe della napoletana, sì, proprio lei, quella là (lo dicevo, dei titoli) che chiude la raccolta con una storia di squallore, ossessione e incesto nel suo stile tipico che ti porta sempre a farti salire un rigurgito da quanto è disturbante (c'è poco da fare, è l'unico autore che riesce davvero a suscitarmi questa reazione). In coda c'è anche una sorta di postfazione dei patroni di Ignoranza Eorica, Mazza&Sensolini, che però evidentemente non avevano letto le storie e hanno messo insieme una roba da cazzoni tanto che gliene sbatte a questo punto, il libro l'avete già letto. Il giudizio complessivo è sicuramente positivo, con due-tre racconti di altissimo livello bilanciati da alcuni testi più leggerini, un paio meno che buoni ma niente di scadente. Non fosse uscito a ridosso del lockdown, quando tutti eravamo a mangiare pane e pandemia, forse non avrebbe sofferto del rigetto verso questo tipo di tematica di fondo. Voto: 7.5/10

Urania Millemondi 87 - Distòpia

Più o meno per gli ultimi sessant'anni per il lettore italiano di fantascienza medio, fantascienza è sinonimo di Urania. La cosa si è presto traslata dal lato degli autori, per cui vale il principio che per uno scrittore di fantascienza essere pubblicato su Urania sia il maggior riconoscimento ottenibile. Per quanto io non mi conformi del tutto a questa idea (e in passato ho parlato su questo blog del come e perché, cercate pure), quando il coach ti convoca in nazionale, tu anche se giocavi all'estero comunque rispondi alla chiamata. E si può essere schizzinosi ma è pur sempre Mondadori, fa curriculum.

Ed ecco quindi che sullo speciale Millemondi n. 87 di Urania in uscita a luglio nelle edicole, ci sarà un volumi intitolato Distòpia, che raccoglie i racconti di tredici autori italiani tra i quali figuro anch'io.



Distòpia ripete l'esperimento dell'anno scorso, quel Millemondi intitolato Strani Mondi che per la prima volta dopo decenni proponeva appunto un'antologia di racconto di autori italiani. Le mie impression su quel volume le potete rileggere qui, ma al di là delle opinioni sulla qualità, quel libro ha segnato senza dubbio un momento importante, perché testimonia l'interesse anche da parte dei "big" (come lo è in Italia la collana da edicola di Mondadori) verso gli autori contemporanei di fantascienza.

L'antologia del'anno scorso scorso non aveva un tema, mentre invece a questo giro è stato richiesto di scrivere racconti a tema "distopia", che a sua volta ha avuto un discreto sdoganamento negli ultimi anni presso il pubblico generalista, anche se spesso il termine viene usato a sproposito. Inoltre distopia e postapocalissi si sono fatti esasperantemente attuali con la pandemia in corso, per cui il tema potrebbe risultare perfino troppo mainstream ora come ora, ma il lavoro era già avviato mesi prima quindi non si poteva tornare indietro.

Così dopo Fanta-scienza mi trovo di nuovo in una raccolta dal titolo estremamente generico. Non mi sorprenderei se entro il prossimo anno pubblicassi qualcosa in una raccolta intitolata Narrativa e poi magari una che si chiami Scrittura. Comunque sono in buona compagnia, perché se pure siamo le riserve della sf italiana ci sono panchinari d'eccellenza come Valerio Evangelisti e Nicoletta Vallorani. Oltre ad autori di comprovata esperienza e qualità, come Giovanni De Matteo e Giampietro Stocco, e qualcuno della nuova generazione che ho già apprezzato altre volte come Linda De Santi. Su di me però ricade la grossa responsabilità di formare il ricordo finale nella mente del lettore, visto che il mio è l'ultimo racconto del libro. Quindi l'impressione complessiva alla fine della lettura sarà in buona parte influenzata dal valore della mia storia. No pressure.

Quanto al mio racconto Seocrazia, è una storia particolare non soltanto per la trama in sé, ma perché fa da cardine per una sorta di universo narrativo condiviso, che mi pregio di definire il MEMEVERSE, nel quale si collocano anche altri racconti già pubblicati in giro. Attenzione, il racconto è assolutamente autonomo ed è scritto per essere letto da solo, ma alcuni elementi di contorno e riferimenti incrociati portano a collocarlo all'interno di un contesto più ampio che già si affacciava in altri miei lavori. Non sto ad approfondire adesso, ne parlerò più nel dettaglio in un post successivo e soprattutto nella newsletter, quindi se volete sapere tutto sul Memeverse, fate preso a iscrivervi.

Essendo collana da edicola, sarà difficile recuperare Distòpia dopo alcune settimane dall'uscita, quindi se siete interessati è il caso di piantonare le edicole di zona o addirittura richiederlo/prenotarlo dal vostro giornalaio di fiducia.

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