I miei articoli per Stay Nerd: aprile-giugno 2021

Consueto recap trimestrale delle cose che ho scritto altrove dove mi pagano per farle invece che stare a perdere tempo in questo immondezzaio che chi me l'ha fatto fare (scherzo ti voglio ancora bene Blogger, anche se temo che sarai tu ad abbandonarmi).

 


 

William Gibson starter kit - Beh lo dice il titolo, una panoramica del padre del cyberpunk che però il cyberpunk se l'è anche lasciato giustamente alle spalle.

Abbiamo sempre vissuto nella nave - Libri e altre storie di astronavi generazionali - Uno di quei topoi della sf che non stancano mai, a cui si sono cimentati prima o poi tutti i Grandi Autori e che anche in tempi recenti continua a riscuotere successo.

Star Wars è fantascienza anche se non lo è - Guida definitiva a un flame che dura da quarant'anni - Prima o poi ne dovevo parlare, era già capitato anche qui sul blog ai tempi del primo film della nuova trilogia. Finalmente ho messo in ordine i pensieri e ho fornito la mia versione definitiva sull'annosa questione dell'inclusione di SW nella fantascienza o meno. E poi lo so che triggera i fan, quindi divertimento assicurato.

Lezioni di civilità - La rappresentazione culturale in Civilization VI: Mi è sembrato corretto che dopo aver speso seimila ora di gioco in Civ6 coagulassi quest'esperienza in un articolo che parli di uno degli aspetti più interessanti di questo titolo, ovvero come sono state scelte e rappresentate le civiltà e i leader storici inclusi nel gioco. Leggibile anche se non sapete nulla ci Civilization o dei giochi di strategia in generale.

Ragnarok stagione due: non basta essere un dio per salvare il mondo - Mi sono guardato in due giorni tutta la seconda stagione della serie norvegese Ragnarok (visto che mi diverto sempre con le serie non anglofone) e ne ho parlato qui. Un prodotto che conferma la sua inclinazione teen e forse incespica un po', ma comunque interessante per chi vuole trovare una prospettiva diversa sullo scontro tra divinità.

La migliore fantascienza del Ventunesimo secolo - Senza alcuna pretesa di esaustività, ma soprattutto con un occhio di riguardo alla rappresentazione di tutte le più recenti correnti e movimenti, ecco la mia umile idea di quali sono i titoli di fantascienza must read dal 2000 in poi.

I migliori racconti di fantascienza - Dopodiché mi sono permesso di elencare anche quali siano i migliori racconti ever di fantascienza. Per priimo ci ho messo Asimov così siete tutti contenti.


Vi fa fatica leggere?

Say no more! Perché da giugno insieme ad Angela Bernardoni siamo partiti anche con il podcast Reading Wildlife, sempre ospitato da Stay Nerd, in cui ovviamente parliamo (ancora) di libri. Per ora sono usciti i primi due episodi, che trovate su spreaker, youtube e spotify.

Episodio 1 - Cosa aspettano a farci un film? - Una lista di libri di fantascienza da cui sarebbe stato bello trarre un film ma che ormai forse non lo avranno mai

Episodio 2 - Mondi senza adulti - Libri che raccontano di società in cui gli adulti sono scomaprsi o hanno abdicato, tra storie di formazione e scontro generazionale


Bonus track

Se vi ricorate qualche mese fa avevo segnalto il primo di una serie di articoli pubblicati sulla rivsita Argo e scritti da me e Maico Morellini, sullo stato della fantascienza italiana dagli anni 80 in poi. Sono usciti anche i pezzi successivi che coprono gli anni 2000 e 2010

Secondo dialogo - Nuove forme di simbiosi

Terzo dialogo - Scambi evolutivi verso il futuro


Rapporto letture - Maggio/Giugno 2021

Nuovo rapporto bimestrale, e stavolta abbiamo in canna un paio di letture fuori dai canoni tipici di Unknowo to Millions. Visto che quest'anno mi sono ripromesso di dedicare spazio a libri diversi dai generi a cui mi dedico di solito, qui è dove ci ho provato e ho trovato conferma che forse non facevo mica male.

 

L'arcobaleno della gravità ce l'avevo sullo scaffale da almeno dieci anni, forse di più. Sapevo che si trattava di una lettura impegnativa e quindi non avevo disturbato Thomas Pynchon fino a che non mi sono sentito pronto. Finalmente ho deciso di provare e... non è andata bene. Ammetto di non aver finito il libro, ho provato difficoltà già nelle prime cento pagine ma mi sono imposto di andare almeno fino a metà per poter affermare con maggior criterio se era un libro per me o no. Dopo quattrocentocinquata pagine e rotte di sofferenza, posso dire che una cosa di questo tipo è totalmente estranea alla mia idea di narrativa (a meno che nelle ultime venti pagine non succeda qualcosa di così strabiliante da ribaltare tutta la concezione delle ottocentottanta pagine precedenti, ma dubito). Qui l'autore non racconta una storia, ma sbrodola pagine su pagine di wall of text (che già di per sé non facilitano la lettura, infatti l'ho usato come esempio per un video proprio su questo) con personaggi vagamente collegati tra loro, ma continuando ad aggiungerne altri, e senza una vera progressione di alcun tipo ma solo elencando situazioni, che se possono essere anche gradevoli per alcune dinamiche grottesche e paradossali, per lo più lasciano disorientati perché non si capisce cosa sta succedendo e perché. Mi rendo perfettamente conto che questa era la precisa intenzione dell'autore e sono disposto ad ammettere che sia un limite tutto mio quello di non entrare in sintoia con questo libro, ma davvero faccio fatica a parlare di narrativa in casi come questo, e se questo è il Grande Romanzo Americano allora mi sa che mi tengo i piccoli romanzi provinciali. Forse in realtà non ero ancora pronto. Ma non credo che tra altri dieci-dodici anni penserò di riprenderlo in mano. Non ho finito il libro quindi non esprimo un giudizio complessivo, ma per me a posto così, grazie.


Siccome poi avevo per casa il Premio Strega del 2018 assegnato a Helena Janeczek, ho pensato di leggere La ragazza con la Leica, anche perché in quelle settimane stavo lavorando a un romanzo con ambientazione storica simile ho pensato che potesse contenere qualche spunto interessante da cogliere. Questo libro si dichiara come biografia romanzaga di Gerda Taro, fotografa di guerra morta negli anni 30 che è stata compagna e ispiratrice di Robert Capa e altri fotografi dell'epoca. Personalmente non ho un gran rapporto con la fotografia, ma il libro non è assolutamente tecnico in questo aspetto quindi non mi sono perso nulla. Il problema semmai è che se prima di leggerlo non avevo idea di chi fosse Gerda Taro, a lettura ultimata ancora non so chi sia Gerda Taro. La storia è raccontata a posteriori da tre personaggi storici che hanno conosciuto e accompagnato Taro nel corso della sua vita, che riferiscono le loro esperienze dopo la sua morte. Ma il punto è proprio che vediamo questa gente farsi le sue passeggiate per il centro di Buffalo, NY ed elucubrare su come e quando hanno visto/parlato/bevuto con la ragazza, ma lei non la vediamo mai. Di Gerda Taro sappiamo solo che era fenomenale in tutto: bella affascinante spiritosa coraggiosa sensuale intelligente incrollabile furba tosta. Tutti la ammiravano tutti la amavano segretamente o meno. Addirittura quando è finita in carcere pure lì non ha avuto un attimo di cedimento e anche le guardie quasi quasi erano dalla sua parte. O almeno così ci viene detto. Perché di cosa ha fatto Gerda, a parte ammaliare tutti quelli che ha incontrati nella sua vita, non sappiamo davvero nulla. Anzi viene quasi il dubbio che sia esistita davvero, tanto è vaga e idealizzata la sua rappresentazione in questo libro. Se doveva essere la biografia di un'eroina, non le rende affatto giustizia. Se non altro la scrittura è abbastanza semplice, senza quei virtuosismi artificiosi che ci si aspetta dai premistrega, ma appoggiata a una narrazione che non narra nulla intorno a un personggio che non esiste, risulta tutto piatto e vuoto. Ci sono inoltre problemi con la gestione delle molteplici lingue usate dai personaggi (e anche di questo ho parlato in un video). Insomma se questo è il meglio della narrativa italiana del 2018 come vogliono farci credere, c'è davvero da stupirsi se la gente apre un libro e pensa che la lettura non faccia per loro? Voto: 4/10

Per disintossicarmi dalle pretese di artisticità mi sono orientato su un autore che, conoscendolo, ero quanto meno sicuro che mi avrebbe proposto una storia onesta. Metallo danzante è il secondo romanzo del Ciclo dell'Uovo di Leo Munzlinger, il primo letto qualche anno fa era Il lavoro dei maiali, ma la numerazione si riferisce solo all'ordine di uscita, poiché non si tratta di episodi successivi ma soltanto di storie ambientate in un'ambientazione condivisa, ovvero l'Uovo, questo pianeta di tipo terrestre in una dimensione parallela alla nostra abitato da creature di ogni sorta e su cui gli umani possono manifestarsi durante lo stato di sogno (insieme a polpi e corvi). Se il libro precedente saltava dalla Terra all'Uovo, Metallo danzante è interamente ambientato sull'Uovo e si addentra ancora di più nelle bizzarrie di questo mondo/universo. La storia è quella di Dragonetto, un uomo-rettile orfano che ha perso il suo padre adottivo e vuole vendicarsi della strega che lo ha maledetto causandone la morte. Per compiere la sua vendetta, Dragonetto vuole risvegliare il Montone, un'antica entità semidivina biomeccanica (io me lo sono immaginato un po' come il T1000 di Terminator 2) che in epoche remote ha combattuto in una guerra planetaria. Ma Dragonetto ha anche altri problemi da gestire, tra la vigna che era di suo padre da mandare avanti e il rapporto con la sua ragazza che è una sorta di entessa. Dragonetto è un giovane di buon cuore, forse un po' ingenuo, che cerca di fare il suo meglio per non scontentare gli altri e forse proprio per questo si ritrova spesso in difficoltà quando gli altri si approfittano delle sue debolezze. Lui spera che sarà il Montone a risolvere i suoi problemi, ma quando riesce finamente a risvegliarlo. Se vuole davvero portare a compimento la sua vendetta contro la strega deve mettere pelo sullo stomaco, ed è proprio di questo suo percorso di crescita (caduta?) che parla questo romanzo. La storia di per sé è piuttosto semplice (come dicevo: onesta), ma uno degli aspetti più affascinanti dell'Uovo di Munzlinger è senza dubbio la vastità e assoluta follia di questo mondo, a ogni frase si percepisce l'esistenza di un universo vivo e attivo, che non si esaurisce solo nella dimensione di questo libro ma che esiste davvero, da qualche parte. Molti aspetti secondari spesso non sono chiariti, ma non si ha mai la sensazione che manchi qualcosa, si capisce che tutto ha una sua giustificazione, siamo solo noi a non conoscerla perché ci stiamo affacciando da un treno in corsa e non abbiamo fatto in tempo a contare quanti alberi c'erano dietro la curva. Una lettura scorrevole, con un paio di twist azzeccati (e uno particolarmente terribile), e un mondo immenso in cui perdersi. Voto: 7.5/10

Visto che avevo bisogno di una lettura inframezzabile tra vari altri progetti da seguire di editing e revisione, mi sono poi pescato un altro libro che tenevo sugli scaffali da tempo, una raccolta di racconti di James G. Ballard. È stato molto confortante leggere delle buone storie di breve-media lunghezza, tutte fondate su un concept interessante sul quale veniva costruita una storia con personaggi che "fanno cose". I racconti di quest raccolta (come in generale la produzione di Ballard) oscillano tra fantascienza, horror, realismo magico e quello che oggi chiameremmo weird. È interessante che nonostate siano storie di 50-60 anni fa siano tutte ancora validissime, perché anche gli spunti scientifici inseriti non sono troppo tecnici e quindi non sono diventati obsoleti. Si nota anche una certa fascinazione di Ballard per l'acqua, molti racconti sono ambientati in prossimità di mari, laghi e fiumi, e si possono cogliere alcuni vaghi riferimenti incrociati tra alcune storie (oltre che la frequenza di donne chiamate Judith). Era da tempo che non leggevo qualcosa di suo ma devo dire che mi ha pienamente soddifatto e credo che potrei aumentare il suo rank nella mia classifica personale degli autori di riferimento. Voto: 8/10


Projects update: api, merli e scarabei

Breve post di raccordo per aggiornare i passanti sui progetti a cui abbiamo lavorato nell'ultimo anno. Come sempre mi viene da dire che sono consapevole di stare trascurando questo blog, ma il mondo va avanti, e nuovi canali richiedono le mie risorse, infatti sono tutt'altro che sparito, anzi sono quasi ovunque tranne che qui.

Il primo importante update non riguarda una mia uscita, ma è comunque un progetto al quale ho dedicato quasi un anno di lavoro in backstage. Nei giorni scorsi Moscabianca Edizioni ha pubblicato Non muoiono le api, romanzo di esordio di Natalia Guerrieri, giovane autrice che lavora già da tempo nel campo della sceneggiatura ma qui si trova per la prima volta a pubblicare narrativa in forma lunga. Il risultato è un libro attuale, che potremmo definire distopico se questo termine non avesse perso buona parte del suo significato negli ultimi anni, eppure Guerrieri non si limita ad aderire ai topoi della distopia ma introduce degli elementi di disturbo, creando una storia di resistenza e riappropriazione che parte da un futuro-che-è-già-qui e lo sconvolge alle fondamenta, affinché i protagonisti della storia siano forzati a mettere in discussione i loro paradigmi. Non mi metto a fare la sinossi, quella la trovate sulla pagina del libro, ma posso dire che è un romanzo che parla molto di adesso senza i facili manicheismi che si trova nella narrativa generalista (che è quello che intendevo quando parlavo di "scrivere una storia sulla pandemia", anzi il riferimento al testo su cui stavo lavorando era proprio lui.)

 

 

NMLA è stato di fatto il primo romanzo che ho curato dalla prima stesura fino alla pubblicazione. Avevo già avuto modo di fare schede di lettura, editing e consulenze varie, ma molti di questi non so che fine abbiano fatto, erano lavori richiesti dagli autori e spesso è morto tutto lì. Finora quindi non mi era mai capitato di accompagnare un libro da una versione quasi embrionale fino all'uscita in libreria, e devo dire che è stato un processo inebriante. È andata che l'estate scorsa sono stato contattato da Moscabianca con cui stavo avviando la collaborazione come editor (poco prima che mi chiedessero pure "ma che ce la scrivi una storia sui mammiferi preistorici?", consapevoli che c'era una sola risposta possibile), e mi hanno sottoposto la prima stesura del romanzo di Natalia, chiedendo una mia scheda per la possibile pubblicazione. Quel testo, molto diverso da quello che potete leggere nel libro pubblicato, conteneva una storia forte e aveva uno stile definito, ma aveva bisogno di trovare più spazio. Abbiamo deciso che valeva la pena lavorarci, e così è iniziato il mio confronto diretto con l'autrice, che ha portato a far più che raddoppiare le dimensioni del romanzo (non che la lunghezza sia un pregio in sé, ma in questo caso ce n'era bisogno).

Lavorare con un'autrice "giovane" (comunque lo vogliate intendere), con una prospettiva non viziata dai paletti dei generi ma una discreta conoscenza degli strumenti narrativi è stato anche immensamente rinfrescante. Mi ha dato l'idea che ci sia davvero un pubblico in attesa di sentire storie come questa e che dobbiamo solo liberarci dei pregiudizi in cui a volte ci crogioliamo noi stessi (dico "noi" perché ci sono anch'io dentro) per raggiungerlo. Probabilmente ospiterò Natalia anche sul mio canale per parlare del lavoro che abbiamo fatto, ma non abbiamo fretta, per adesso le lascio godere qualche settimana di riposo.

Parallelamente, per via di quelle coincidenze cosmiche che ti fanno pensare che dio ci prende tutti per il culo, durante l'autunno scorso ho ripreso il corso di apicoltura che avevo dovuto interrompere a causa della pandemia, e così mi sono trovato nell'insolita ma ideale posizione di editor con nozioni di attività apistica. Non mi voglio sbilanciare, ma penso che potrei essere forse l'unico in Italia. Accetto smentite, se arriveranno.

Comunque, sono stati mesi di lavoro a intensità variabile, ma sempre con il pensiero in background a questa cosa che era in gestazione, e ho visto crescere NMLA fino al punto di essere pronto ad affrontare il mondo. Il libro ora è là fuori, lo stanno già leggendo, e io lo considero anche un mio successo. Non mi prendo il merito del prodotto finale, tutto quello che c'è nel libro è uscito dalla testa di Natalia, però mi sento un po' come lo zio orgoglioso alla partita di hockey del nipotino. Se lo leggerete, sappiate che fate contento anche me.

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In seconda battuta, siamo alle tappe finali del lavoro su Sinfonia per theremin e merli, il mio secondo romanzo che uscirà con Zona 42 a settembre. Avrebbe dovuto uscire verso fine anno, e invece vicende editoriali hanno portato ad anticipare tutto, il che forse giocherà a nostro favore perché ci permetterà di approfittare di qualche settimana di eventi prima della Quinta Ondata e lockdown annesso. Il romanzo adesso è in una versione alfa pre-definitiva, in lettura presso una squadra di selezionatissime alfalettrici e in mano alla persona a cui abbiamo chiesto la prefazione.

STM è forse la storia più complessa che abbia mai scritto. Ambientato a Firenze e dintorni, tra gli anni 30 e gli anni 60, mi ha richiesto di mettere insieme nozioni storiche, matematiche e filosofiche, all'interno di una trama che è un po' storia di formazione e un po' saga familiare. Ci ho messo tanto dentro, anche perché è una storia che mi portavo dietro da dieci anni, ovvero da quando scrissi il racconto con lo stesso titolo per un contest indetto da Edizioni XII. Sapevo che era una storia ambiziosa e forse per questo l'ho tenuta in disparte per tanto tempo, aspettando il momento in cui mi sarei sentito pronto ad affrontarla. Quel momento è arrivato, e non ho potuto più rimandare.

 


La prova del "secondo romanzo" è sempre rischiosa, perché se al primo libro ti viene concessa qualche attenuante perché sei ancora uno scrittore acerbo, adesso nessuno ti perdonerà superficialità o leggerezze di qualunque tipo. Venendo peraltro da un romanzo come Dimenticami trovami sognami, che, per quanto mi riguarda, parte dall'high concept più mindblowing che io potrò mai sperare di raggiungere, dovevo muovermi in una direzione diversa per ottenere qualcosa in grado di competere. STM è completamente diverso da DTS, ma credo di aver fatto un buon lavoro rispetto a quelle che erano le differenti premesse e obiettivi. Quando leggerete di Andrea, Alceste, Dafne e Gibbs, mi saprete dire. Non manca molto.

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Infine, è notizia di questi giorni che il mio romanzo young adult Scrabble di cui accennavo anche sul blog diverso tempo fa ha trovato la sua collocazione. Il twist interessante è che, salvo imprevisti di livello cataclisma globale (formula che ormai non sa più di battuta), il romanzo dovrebbe uscire con uno di quelli che chiamano "grandi editori".

Non posso dire altro per il momento, perché non credo di essere libero di farlo e non vorrei iniziare il mio rapporto con una querela. È anche molto probabile che quando inizieremo a parlarne in termini più precisi non si chiamerà nemmeno così, ma intanto tenetelo a mente: nel 2022 uscirà quel young adult che millantavo almeno dal 2016 (segue prova fotografica in ottemperanza alla Rule 32).



E se dovete passare di qui a dire "ah ma come, scrivi young adult, perché non fai cose serie" allora mi dispiace, ma c'è stato un equivoco. Lo YA è sempre stato il mio obiettivo a lungo termine (e infatti già DTP andava in quella direzione), perché è lì che si può fare davvero la differenza. Oltre che i soldi, ma questo è secondario, per chi mi avete preso?

Insomma, si prospetta un periodo interessante, e tutto questo al netto dei vari altri progetti, collaborazione e sailcazzo che vengono fuori ogni settimana dispari. Come sempre, vi suggerisco di seguirmi nei vari altri posti in cui mi muovo, perché questo non è più il mio hub principale. Ma prima o poi a casa ci torno sempre.


Rapporto letture - Marzo/Aprile 2021

Arriviamo un altro rapporto letture due in uno, e se non mi davo una mossa rischiavo di doverne fare tre in uno quindi meglio così. Come già ho accennato altre volte, il tempo per il blog è sempre meno, perché ho varie cose a cui dedicare le mier risorse, infatti è passato più di un mese dall'ultimo post. Ma insomma, non è che me ne sto in silenzio, infatti mi trovate in tutti questi altri posti se proprio sentite la mancanza. 

Fatta la solita excusatio (perché un po' mi sento in colpa a tralasciare UtM), passiamo a parlare dei libri. Non sono sicuro che siano proprio nell'ordine in cui li ho letti ma, ma fottesega presumo.

Il (presumibilemnte) primo libro letto in questo periodo è La città dell'orca. In realtà questo libro lo avevo iniziato anni fa, poco dopo la sua uscita, ma ero arrivato a circa un terzo e l'avevo interrotto. Non perchémi facesse così onta da abbandonarlo, ma perché probabilmente mi ero dovuto spostare su altre letture "urgenti" (può darsi che dovessi preparare qualche articolo per Stay Nerd) e poi boh... me ne sono dimenticato, credo. Mi sono reso conto sistemando la scenografia per i video sul canale che non l'avevo più ripreso e così ho rimediato. Comunque, il romanzo di Sam J. Miller è un ottimo esempio delle nuove correnti della fantascienza, quelle che oscillano tra il solarpunk, il transumanesimo e la narrativa dell'antropocene. La storia si svolge a Qaanaaq, città galleggiante posizionata vicino al polo, posto in cui confluiscono molte delle popolazioni di profughi in fuga dal mondo devastato dal cambiamento climatico. In questa ambientazione si svolge una storia "corale" con diversi personaggi che un po' alla volta convergono e si scoprono collegati tra loro. Devo ammettere che la lettura mi ha interessato più per il worldbuilding speculativo che per il dipanarsi della trama, poiché dei vari personaggi mi è sembrato che solo uno avesse davvero un obiettivo, mentre gli altri erano passeggeri della storia. Anche considerando questo rimane comunque un libro valido e molto significativo per il momento in cui viviamo. Voto: 7/10

 Siccome la voglia di oceano non mi era passata, dopo i cetacei sono passato ai cefalopodi con Altre Menti, un saggio di Peter Godfrey Smith basato su anni di studi e osservazioni su polpi, seppie e calamari. In particolare il libro si concentra su tutti quei comportamenti che suggeriscono la presenza di qualcosa che saremmo portati a definire come "intelligenza" o "coscienza", se non addirittura "cultura". Dalla misteriosa città subacquea di Octopolis, ai polpi in laboratorio che sembrano riconoscere gli umani che li accudiscono, ai segnali che le seppie lanciano involontariamente durante il sonno, facendo pensare che stiano sognando. Il testo è interessante anche perché pur parlando di cefalopodi contiene anche diverse nozioni più generali di biologia evolutiva, neurobiologia, anatomia, etologia, ecc. L'impressione che mi ha lasciato è una certa malinconia, perché anche se non viene mai detto in modo esplicito, tutto lascia supporre che polpi, seppie e calamari abbiano effettivamente sviluppato una forma d'intelligenza, diversa dalla nostra perché "diffusa" in tutto il corpo, ma che il loro ecosistema e la loro biologia non gli permettono di trarne vantaggio, e così si ritrovano a essere "sovradimensionati" in questo senso, come se usassimo un acceleratore di particelle per asciugare i panni. Dispiace quindi per queste creature con un potenziale così alto, costrette a una vita breve in un ambiente che non le valorizza.

Naturalmente non ci facciamo mancare un manuale di scrittura, e stavolta mi sono rivolto direttamente a Chuck Palahniuk. In effetti ho letto prima di questo anche un manuale di sceneggiatura di Syd Field, ma l'ho trovato così vacuo che è inutile parlarne, e siccome ero rimasto insoddisfatto sono andato a cercarmi altro. Essendo io formato nella scuola della scrittura immersiva dicui Palahniuk è uno dei più noti testimonial, ero abbastanza curioso di vedere cosa avesse da dire. Consider This è strutturato con una serie di macro-temi ai quali Palahniuk collega anche episodi personali, che vanno dalla costruzione della storia alla scrittura vera e propria. In generale ho trovato le sue raccomandazioni abbastana utili, anche se appunto, avendo già studiato molte di queste tecniche/teorie non ho trovato niente di sconvolgente. Quello che semmai ho rilevato è che sì, tutto molto interessante, ma se segui i consigli che dà Palahniuk nel suo libro finisci per scrivere come Palahniuk. Questa "aneddoticità" è una cosa che ho notato in molti manuali/corsi di autori famosi, e mi sembra un aspetto rilevante, a cui forse dedicherò un video su Story Doctor. In ogni caso devo dire che tra i manuali di scrittori contemporanei che ho letto questo è sicuramente il più interessante.

Ultimo titolo del bimestre è La mia vita con le blatte, un romanzo bizarro fiction di Vaporteppa (anche perché in italia la pubblicano solo loro) scritto da Simone Corà, autore che conosco praticamente da quando ho iniziato a scrivere (ai tempi ci si scontrava nel ghetto della narrativa underground sul forum di Edizioni XII). La premessa della storia promette bene: il protagonista si trasferisce in una nuova casa in campagna e scopre che è invasa da scarafaggi antropomorfi ottusi, volgari e arrapati che gli rendono la vita impossibile, quindi è costretto a trovare il modo di toglierli di mezzo. I presupposti per ottenere qualcosa di esagerato c'erano tutti, però a mio avviso qualcosa si è perso per la strada. Uno dei problemi principali credo che sia proprio la gestione dell'aspetto umoristico della vicenda: a tratti gli sarafaggi si comportano come dei Pierini Alvarovitaliani della commedia sexytrash italiana (tant'è che il loro idolo erotico è Edwige Fenech), in altri casi invece si scontrano con il protagonista o tra di loro con toni e sequenze drammatiche: non si capisce quindi se stiamo assistendo a una farsa fantozziana, in cui si ci si può appiattire la lingua con il ferro da stiro, o invece ci si deve aspettare qualcosa di gore, in cui ci arrivano addosso schizzi di sangue e budella. Anche il registro delle battute inserite nel testo non sempre è coerente, perché a volte sdrammatizza gli eventi, altre sembra evocare scene del tutto surreali. Inoltre la storia prende una brusca svolta nella terza parte del libro, in cui il protagonsita si trova catapultato letteralmente in un altro mondo, e una volta arrivato qui deve praticamente ricominciare da capo la sua ambientazione (e di conseguenza quella del lettore) con nuovi personaggi, nuove dinamiche, nuove regole, nuovi obiettivi. Anche se si capisce che il suo percorso di trasformazione sta procedendo anche in questa nuova dimensione, in effetti si ha la sensazione che tutto quando avvenuto prima non abbia più importanza (come tutte le relazioni con i vicini di casa o l'agente immobiliare), perché adesso il contesto e gli obiettivi sono radicalmente cambiati. Insomma, forse avevo aspettative diverse, e volevo davvero farmelo piacere, ma non sono riuscito ad andare oltre un blando gradimento di base. Voto: 6/10


I miei articoli per Stay Nerd: Gennaio-marzo 2021

Iniziamo una nuova annata di collaborazione con Stay Nerd, e come sempre ogni tre mesi riepilogo qui quello che pubblicato sulla rivista, che peraltro proprio in questi mesi ha cambiato veste grafica e logo, adottando un look più minimal e pulito, quindi vi consiglio anche di farci un giro nella sua nuova versione.


10 libri fantasy e sci-fi che diventeranno film o serie tv nel 2021 - Una rapida carrellata delle nuove uscite in vista nell'ambtio degli adattamenti da libro a film. Da Foundation al Signore degli Anelli (che forse nel frattempo è stato rimandato) con qualche young adult e il ritorno di R.L. Stine. Non è detto che sia tutta roba di qualità, ma sono comunque progetti che hanno avuto una certa attenzione, quindi potete scegliere quale vi sembra interessante.

Tribes of Europa: la Disunione Europea dopo l'apocalisse - Come ho detto più volte anche qui sono sempre curioso per le serie non anglofone (vedi 3% o Beforeigners) e in questo caso ho guardato la prima stagione di questa serie tedesca ambientata in un'Europa frammentata in tante piccole comunità dopo la fine improvvisa di tutta la tecnologia. Certamente non un prodotto estremamente originale ma onesto, con un taglio principalmente young adult ma capace di rappresentare in modo allegorico la stanchezza del vecchio continente che già oggi si perscepisce.

Forse avremmo dovuto rileggere La Fattoria degli Animali invece di 1984 - Facile parlare di distopia, e facile citare il solito Grande Fratello di Orwell. Ma anche nella Fattoria degli animali si possono trovare elementi interessanti per guardare il presente, al di là della più immediata allegoria stalinista. Mi sono riletto il libro (in lingua originale) che avevo letto ai tempi della scuola, ed è stata un'esperienza sicuramente interessante.

Il cybperunk aveva previsto tutto, ma ora anche basta - Per la serie degli articoli in cui sono tenuto per contratto a fare l'antipatico, qui mi sono permesso di dire che tutta questa fascinazione moderna per il cyberpunk è roba da poser e tradisce in effetti gli intenti stessi del movimento. Sempre che di cyberpunk si possa davvero parlare...

Harlan Ellison starter kit - In occasione dell'uscita di un omnibus dei racconti di Ellison, che in Italia mancavano da tanto, un profilo di questo scrittore di culto e personaggio controverso

Otto libri per introdurre i ragazzi alla fantascienza - Questo è uno degli articoli di cui sono più fiero, perché riscattare la dignitià della fantascienza per ragazzi è un passo importante per lo sdoganamento del genere. Qui si parla di testi middle-grade, quindi per ragazzi di 9-11 anni, prima della fascia young adult. Titoli interessanti (e recenti) ce ne sono, e poterli mettere insieme come suggerimento per tutti quelli che cercano cosa far leggere ai propri figli/nipoti/studenti è il miglior contributo che potessi dare alla causa della sf in Italia.

La nostra casa si allaga: libri che raccontano il cambiamento climatico - Tema caldo (pun intended) degli ultimi anni, il cambiamento climatico, e lo scioglimento dei ghiacciai in particolare, è stato trattato da tantissimi autori di speculative fiction, e qui ne ho elencati alcuni dei più rappresentativi.


Bonus track

Cronache dellaa fantascienza italiana - Primo dialogo

A marzo è uscito anche il primo articolo scritto in collaborazione con Maico Morellini sulla sotrica rivista Argo, in cui cerchiamo di tracciare una cronistoria recente della fantascienza italiana. Compito gravoso e rischioso, ma qualcuno doveva pur farlo. Giochiamo un po' a poliziotto buono e poliziotto cattivo, e indovinate quale sono io...


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