Coppi Night 26/04/2015 - Snowpiercer

Da un paio di settimane mi sta andando abbastanza bene nelle serate del Coppi Club, perché sto trovando l'occasione per vedere dei film che avevo in watchlist già da qualche tempo. Stavolta ho potuto vedere Snowpiercer, sul quale avevo sentito pareri discordanti, dall'entusiasta al deluso. Dopo aver sperimentato direttamente, posso dire che la mia collocazione è un po' a metà strada tra questi due estremi.

Il film è sicuramente interessante, visivamente molto suggestivo e di sicuro stimolante anche dal punto di vista dei temi. Si tratta di una delle varie distopie che ultimamente vanno alla grande (c'è che dice che il recente successo del genere distopico deriva da un diffuso senso di disillusione, ma di questo parleremo in altra sede), qui forse esasperata nel livello allegorico, visto che tutta la presunta umanità sopravvissuta è stivata in un unico treno che viaggia da 18 anni intorno al mondo, con una specifica e rigida suddivisione in classi sociali.
 
Ora, come ho già detto ci sono degli aspetti interessanti, ma in altri casi il plot si piega un po' troppo alle esigenze della sorpresa o della simbologia. Il viaggio dalla coda del treno alla testa, passando per i vari livelli di benessere e funzionalità, risulta avvincente, perché a ogni nuovo scompartimento scopriamo nuovi ambienti, occupanti e potenziali minacce, come in un videogioco. D'altra parte viene anche da chiedersi come il treno, per quanto autosufficiente, possa mantenere certi sistemi come un acquario (peraltro a galleria con pareti trasparenti), un allevamento di galline e tanti altri meccanismi. Inoltre è piuttosto insolito che ci si preoccupi tanto della sopravvivenza del treno (inteso come macchinario e come ecosistema) e non ci sia il minimo interesse per il mantenimento dei binari su cui esso viaggia, a maggior ragione considerando che non c'è più alcun tipo di civiltà al di fuori che possa occuparsi delle rotaie. Difficile credere che in diciotto anni di glaciazione non ci sia un solo tratto interrotto o deformato. Io in realtà mi sono anche domandato a cosa servisse in effetti che il treno si muovesse, visto che trattandosi di un ecosistema autosufficiente probabilmente avrebbe potuto benissimo rimanere fermo alla stazione e mantenere a tempo indeterminato tutta l'umanità.

Insomma, il film si guarda volentieri, ma non regge a un'analisi più approfondita della trama. I successivi twist infilati a partire da metà in poi non sono così imprevedili per lo spettatore minimamente smaliziato. Il finale poi non mi è sembrato così in linea con i temi stessi della storia, e anche abbastanza fuori personaggio per i superstiti. Ma oh, ci sta benissimo che sia io troppo esigente, il film tutto sommato mi è piaciuto anche se mi aspettavo qualcosa di più intenso.

DTS live @ libreria Feltrinelli - Rimini 2 maggio

Come anticipavo qualche giorno fa, a partire da maggio sarò impegnato in una serie di appuntamenti in giro per mezza Italia, e l'evento con cui inuauguro questo virtuale tour midprimaverile è una presentazione di Dimenticami Trovami Sognami alla libreria Feltrinelli di Rimini, sabato prossimo.

Lo so, lo so, durante quel weekend ci sarà anche l'Italcon a Bellaria. Infatti il giorno stesso sarò anche lì, e in mattinata avrò modo di assistare ai vari eventi della giornata, tra i quali non è stato però possibile inserire uno spazio per Zona 42 e la sua più recente pubblicazione (ancora per poco, perché probabilmente proprio in quei giorni sarà pronto Arresto di sistema di Charles Stross). Abbiamo quindi pensato di approfittare dell'occasione per farci conoscere nella poco distante libreria di Rimini che già distribuisce i libri Z42.




L'appuntamento per la seconda presentazione del libro è quindi a Rimini, in Largo Giulio Cesare alle ore 17. Se poi ritardo di una decina di minuti sappiate che sono in fila per chiedere una marchetta a Karen Gillan, special guest all'Italcon, la quale è a sua insaputa coinvolta proprio in DTS. Occasione che non posso lasciarmi sfuggire per un selfie promozionale di quelli seri.

Potete seguire gli aggiornamenti e segnalare tutto il vostro entusiasmo sull'evento facebook. Ci vediamo lì.

Coppi Night 19/04/2015 - The Mist

Ho avuto spesso modo di far presente quanto il cinema horror sia diventato per me fonte di pesanti frustrazioni, ed è proprio per questo che in questa edizione del Coppi Club in cui ero io a proporre i film ho voluto fornire una selezione di titoli horror mediamente ritenuti di buon livello... ok, ho detto "mediamente" perché c'era I, Frankenstein, ma in compenso anche The Babadook.

Sentivo citare spesso The Mist tra i film horror più interessanti degli ultimi anni, tanto per l'idea che per la realizzazione, ma soprattutto per il finale. Il film è basato su una storia di Stephen King, ma questo di per sé non è certo garanzia di qualità, dato che da storie di King sono state tirate fuori anche clamorose boiate. La storia è quella di una cittadina che improvvisamente viene avvolta da una fitta nebbia, e la nebbia a sua volta ospita qualcosa, creature misteriose e pericolose, che non esitano ad attaccare. Il film si svolge praticamente tutto all'interno di un supermercato, il luogo dove i protagonisti si trovano al momento della discesa della nebbia e in cui sono costretti a barricarsi per potersi difendere dalle minacce esterne, che però non faranno troppa fatica a penetrare. I "mostri" sono di diverso tipo, da creature tentacolate a grosse zanzare (simili a quelle di Jumanji), da ragni a pterodattili, fino ad ammassi di arti meno definiti. Gli occupanto del supermercato iniziano a disperdersi e cadere, e lentamente si insinua anche il fanatismo di una paesana convinta che la nebbia e le creature siano i segni dell'Apocalisse, e che solo i giusti saranno risparmiati.

In realtà le cose stanno ben diversamente, perché quando si viene a scoprire la presunta origine della nebbia si capisce che l'arrivo dei mostri è stato tutt'altro che casuale o imprevedibile. Alla luce di questo si potrebbe anche classificare il film come all'interno della categoria fantascienza, anzi, per molti versi mi ha ricordato Half-Life: creature aliene di specie diverse che si trovano in un mondo diverso dal loro, e cercano di stabilire prima di tutto il proprio ecosistema, arrivando inevitabilmente a confrontarsi con l'uomo e le sue strutture. Si potrebbe quasi chiedersi se in The Mist i "mostri" siano i veri cattivi. È vero che fanno diverse vittime tra gli umani, ma in quale altro modo avrebbero dovuto affrontare la loro situazione? Forse questa è una lettura anche troppo profonda, e in parte credo sia influenzata appunto dal confronto con Half-Life, che mi ha sempre suscitato dubbi di questo tipo. Capitava a volte di trovarsi in delle zone nascoste, e scorgere gli alieni attaccarsi e combattere tra loro, e mi veniva da pensare se non stessero semplicemente cercando di mantenere la propria vita in un posto così diverso da casa loro...

Il tanto declamato finale mi ha colpito abbastanza. Forse non era del tutto imprevedibile, ma è sicuramente realizzato in maniera eccellente, grazie a un climax (climax in discesa verso l'abisso, ma sempre climax è) ben costruito negli ultimi minuti del film e un uso sapiente della colonna sonora. Mi è mancato davvero il respiro, per un paio di secondi. Posso dire quindi, forse per la prima volta dopo The Descent, di aver visto un buon film horror.

Unpunned Futurama Titles #1

Inauguro con queto una nuova piccola serie di post su Futurama, perché finché voglio fregiarmi dell'autoattribuito titolo di "maggiore fan italiano" della serie, devo trovare il modo di parlarne anche se è ormai finita (per ora).

Ho pensato che sarebbe stato interessante enucleare al pubblico generico (e soprattutto non anglofono) il significato dei titoli delle puntate della serie. Questo perché nella maggior parte dei casi i titoli sono giochi di parole, contengono riferimenti e citazioni ad altre opere che possono essere a loro volta inerenti alla puntata o meno. Si tratta per lo più di calembour, o come più genericamente vengono definiti in inglese, pun. Cercherò quindi di unpunnare i titoli, esplicitandone il significato dove possibile.

I pun sono naturalmente efficaci in lingua originale. Per completezza riporto il titolo italiano, sul quale commenterò solo nel caso in cui il significato sia stato abilmente trasposto o clamorosamente fraintes. Chiarisco subito che non si tratta interamente di mia personale cultura, alcuni sarebbero stati quasi impossibili da decifrare in quanto contenenti riferimenti alla cultura pop prettamente americana, e quindi per noi poco significativi. In alcuni rari casi, sembra non esserci niente di più del significato letterale, ma si tratta di una ridotta minoranza.

Elencherò i titoli separandoli in base alle stagioni della serie, quindi cominciamo con quelli della prima stagione, risalenti al 1999.



Space Pilot 3000 (Pilota spaziale 3000): per tradizione il primo episodio di una serie (spesso indicato come episodio 0) è l'episodio pilota. In questo caso però, il pilota è anche quello dell'astronave (nell'ultima sequenza il nuovo equipaggoi parte per la prima volta sulla Planet Express), quindi diventa un "pilota spaziale" nell'anno 3000.

The Series Has Landed (La serie è atterrata): altro titolo metatestuale. In questo episodio infatti i personaggi visitano la Luna, è stata quindi ripresa la frase "The Eagle has landed", con cui gli astronauti dell'Apollo 11 comunicarono il primo allunaggio. Ad essere atterrata in questo caso, è la serie, con il primo episodio dopo il pilota.

I, Roommate (Io, coinquilino): riferimento a I, Robot, la celebre raccolta di racconti a tema robotico di Asimov.

Love's Labour Lost in Space (L'amore perduto nello spazio): Love's Labour's Lost è una commedia di Shakespeare (Pene d'amor perdute), qui fusa con la serie Lost in Space.

Fear of a Bot Planet (Paura del pianeta robot): citazione dell'album Fear of a Black Planet dei Public Enemy

A Fishful Dollars (Per un pesce di dollari): il classico spaghetti western A Fistful Dollars diventa "a fishful" quando sono le acciughe l'oggetto della contesa.

My Three Suns (I miei tre soli): riferimento alla serie tv degli anni 60-70 My Three Sons (Io e i miei tre figli).

A Big Piece of Garbage (Palla di immondizia): nessun riferimento specifico rintracciabile

Hell is Other Robots (Un viaggio infernale): riadattamento della citazione "Hell is Other People", tratto dal dramma A porte chiuse di Jean-Paul Sartre (in italiano: "l'inferno sono gli altri").

A Flight to Remember (Un volo da ricordare): l'episodio è una trasposizione spaziale della vicenda del Titanic. Il libro A Night to Remember è una delle cronache più famose e attendibili di quell'evento.

Mars University (Università marziana): nessun riferimento specifico rintracciabile

When Aliens Attack (Attacco alieno): riferimento alla serie di documentari della Fox When Animals Attack

Fry and the Slurm Factory (Gusto a sorpresa): evidente riferimento a La fabbrica di cioccolato (originale: Charlie and the Chocolate Factory)

Coppi Night 12/04/2015 - Big Hero 6

Questo film era da un po' sulla mia watchlist, perché come ho già avuto modo di verificare, ultimamente trovo più soddisfazione nei film d'animazione che in quelli "live", almeno se si parla di prodotti per il grande pubblico. Naturalmente non so nulla del fumetto da cui è tratto, ma l'idea di una storia di giovani supereroi un po' improvvisati (qualcosa alla Kick-Ass, ma con qualche elemento fantascientifco in più) mi incuriosiva. Purtroppo devo dire che sono rimasto abbastanza deluso, perché il film su muove su binari fin troppo prevedibili, e anche se l'originalità non è la qualità determinante, in questo caso mancano altri appigli validi per poter ritenere la storia interessante. Anzi, in verità mi è sembrata anche abbastanza noiosa, cosa che per un film d'animazione è decisamente un brutto segno.

Il problema a mio avviso è che il plot principale, quello da cui emerge il villain contro cui la squadra deve battersi, è davvero poco interessante. La faida da cui tutto si innesca infatti coinvolge personaggi secondari (industriale, scienziato e sua figlia) della cui sorte ci importa ben poco. Mi sta anche bene che i vecchi conflitti portino alla nascita del cattivo (anche se con una ventina d'anni di ritardo), è una genesis story classica per il villain, ma il punto è che tutto ciò investe solo in maniera molto indiretta i veri protagonisti, e allo stesso tempo della fine che ha fatto la giovane esploratrice mandata nello stargate, francamente, fregacazzo. Il dramma con cui inizia il film, la morte del fratello di Hiro, sarebbe un plot point molto più forte, ma viene in larga misura sprecato.

Il tutto si salva in parte grazie alla presenza del robot gonfiabile. Baymax è un bel personaggio, che per molti versi mi ha ricordato Il Gigante di ferro (ferro a parte). In effetti anche il suo arco narrativo è molto simile: iniziale diffidenza del protagonista, amicizia, momentanea furia, sacrificio, resurrezione. Anche lui però ha un ruolo quasi secondario, e si limita sostanzialmente ad essere uno strumento di cui la squadra di eroi si serve, piuttosto che un vero protagonista (al contrario del Gigante, che invece ha un suo sviluppo nel corso della storia).

Questi aspetti mi portano a pensare che Big Hero 6 avrebbe potuto essere un film nettamente migliore, se invece di concentrarsi sulla storia del villain da battere si fossero evidenziati altri aspetti della trama e dei personaggi. Sospetto che questo sia dovuto al proposito di creare una storia autoconclusiva ma che lasci aperta la possibilità di futuri sequel, sui quali però non credo indirizzerò il mio interesse.

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