Futurama 7x24 - Murder on the Planet Express

Si dimetica facilmente che la Planet Express è, in prima battuta, un'impresa commerciale, e che l'equipaggio e gli altri membri sono dipendenti di un'azienda che avrebbe come obiettivo il profitto. Gli unici a ricordarlo ogni tanto sono Hermes e il Professore, e la puntata parte proprio dalla constatazione di quest'ultimo che la squadra non è abbastanza unita, e per aumentare la (scarsissima) produttività è necessario un corso di team-building, quella roba motivazionale che dovrebbe insegnare il lavoro di squadra, la fiducia reciproca, e così via. Il corso si svolge durante un ritiro di qualche giorno proprio sull'astronave, e quando si scopre che l'assistente del tutor motivazionale è un alieno assassino mutaforma, si fa presto a capire a che cosa allude il titolo dell'episodio.

Confinati sulla Planet Express alla deriva e con i sistemi vitali soppressi, braccati da un mostro famelico in grado di introfuloarsi in qualsiasi ambiente e assumere qualunque aspetto, tutti i membri dell'equipaggio (incluso Jackie Junior, l'apprendista di Scruffy) da una parte sono costretti a lavorare effettivamente di squadra, e fidarsi degli altri per poter rimettere in moto l'astronave e portarsi in salvo, dall'altra devono guardarsi dai compagni che sono potenzialmente una manifestazione dell'alieno che ha intenzione di cacciarli. Si scatena così una caccia-fuga in cui ognuno cerca di capire chi degli altri può essere il mostro, e i personaggi cadono in trappola uno dopo l'altro, finché in vita non rimangono altri che Fry e Bender, che durante il confronto finale si mettono reciprocamente alla prova per capire chi dei due è un impostore. Naturalmente si scoprirà che le vittime del mostro non sono effettivamente morte e perdute per sempre (è facile risolvere un problema del genere in uno show di fantascienza), ma il finale non è affatto scontato, e si arriva davvero a dubitare di ogni cosa che viene detta.

L'episodio si dimostra quindi in linea con quanto il titolo faceva supporre, mettendo in scena un crimine (anzi, una serie di crimini ripetuti) e utilizzando tensione e sospetto come ingredienti principali della trama. Certo lo spettatore non è seriamente inquietato da quanto si vede, ma se si cerca di risolvere il mistero si rimane coinvolti nella stessa caccia dei personaggi, che cercano di volta in volta di scoprire dove si trova il mostro. Il finale poi presente anche un classico dilemma del prigioniero, lasciato però in sospeso. La puntata risulta alla fine piacevole, sia nella fase iniziale in cui vengono mostrati i contrasti tra i personaggi, sia nella parte centrale che si svolge sull'astronave, con richiami ad Alien e La cosa. Voto: 8/10

Factory Day 2014

Bon, le vacanze sono finite. Cioè, in effetti sono ancora in ferie, ma trascorrerò i giorni rimanenti a casa, principalmente sdraiato sul divano o seduto davanti al pc. C'è però un evento rimarchevole che segnerà quest'ultima settimana di libera uscita, ed è il Factory Day 2014 che si terrà sabato 23 agosto a Viareggio.

Il Factory Day è una giornata pensata per festeggiare il primo anno di (proficua) attività della Factory Editoriale I Sognatori, la casa editrice "collettiva" di cui faccio parte e che ha pubblicato tra gli altri la mia raccolta Spore. Una giornata intera dedicata alla letteratura, all'arte e alla cultura in generale, ma anche al semplice (e tutt'altro che scontato) contatto diretto tra editore, autori e pubblico. Il programma è vario, e prevede sia presentazioni di libri che intermezzi musicali, dibattiti e naturalmente anche un buffet in compagnia. Ecco la locandina:




La manifestazione si tiene negli spazi e con la collaborazione dell'associazione Uovo di Colombo, a ingresso libero e gratuito, e vedrà la partecipazione, oltre dell'editore Aldo Moscatelli, anche di numerosi autori e collaboratori della Factory oltre che di ospiti esterni che interverranno in occasione della tavola rotonda.

Naturalmente ci sarò anch'io, e a tuti quanti sono in zona (ma anche no, Viareggio si raggiunge abbastanza facilmente da mezza Italia, anzi, se vi serve consulenza contattatemi pure) propongo di passare a fare un giro, non importa se per un paio d'ore o per tutta la giornata. Troverete sicuramente qualcosa di interessante e sorprendente. See you there!

Rapporto letture - Luglio 2014

Mentre leggete questo post io sono "in vacanza", che metto virgolettato perché in realtà non so bene cosa mi aspetta là dove sono diretto e dove, salvo imprevisti, mi trovo in questo momento. Facciamo conto quindi che io mi stia effettivamente godendo la "villeggiatura" (anche questo da virgolettare), e tenendo presente che anche nel corso di questa le letture non si fermano, passiamo a esaminare quello che ho assorbito il mese scorso.


Più riguardo a I ciclonautiCominciamo con un collega di Factory. Non ho conosciuto Piero Sansò (che in realtà si chiama Pietro, vai a sapere...) ma lo farò presto, al Factory Day 2014 che si terrà a Viareggio la prossima settimana, e quando ci troveremo avrò un paio di cose da chiedergli. Perché il suo romanzo I ciclonauti è un'avventura bizzarra, sospesa al limite del surreale e del fantastico vero e proprio, che non è facile inquadrare. Si parte con un semplice club di ciclisti amatoriali, che però infondono nelle loro pedalate un significato mistico, un collegamento con antichi percorsi e antichi monumenti (i menhir in particolare). Le implicazioni si fanno poi più serie, quando emergono delle forze che sembrano voler fermare i ciclonauti, e a loro insaputa questi si trovano a viaggiare tra i mondi e tra i tempi. Il libro inizia in tono leggero ma si incupisce dopo la metà, e il finale è decisamente d'impatto. E per uno come me, che tutto sommato si trova a fare le sue buone pedalate, non è difficile concedere qualche limite di plausibilità alle fantasie dell'autore. Un romanzo insolito, e difficile da classificare, ma buono a più livelli di lettura. Voto: 7.5/10


Rimango sugli autori italiani, ma stavolta multipli, con la raccolta Perché nulla vada perduto e altri racconti, la più recente della serie delle antologie del Premio RiLL, che per inciso contiene anche un mio racconto, intitolato per forza di cose "La conquista" ma che io avevo concepito come Pace e morte. Ma al netto di questo mio contributo, all'interno si trovano racconti di autori noti (Luigi Rinaldi, Luigi Musolino, Massimiliano Malerba) ed esordienti (Davide Camparsi, il cui racconto dà il titolo alla raccolta), oltre ad alcuni racconti di scrittori stranieri selezionati in racconti europei equiparabili al RiLL. Le storie sono tutte di buon livello, e anche se non si trovano forse idee e temi estremamente originali, c'è molta cura e capacità. Devo anzi dire che i racconti che mi hanno entusiasmato meno sono quelli dei colleghi stranieri (Sopravvissuto  mi è sembrato banalotto), mentre ce ne sono di molto validi tra gli altri, che alternano tematiche e stili diversi riuscendo a mettere insieme un'antologia ben bilanciata. Devo anche dire che, avendo letto in pratica tutti i libri della serie di RiLL, mi pare di notare che con gli anni il livello medio si sia notevolmente innalzato. Vorrà dire qualcosa? Voto: 7/10


Più riguardo a Hunger GamesArrivo poi al libro che ho letto e che direte "ma come te queste cose ma dai ti fai trascinare ma proprio te ma non ti vergogni", ma io mantengo la mia posizione e dico che Hunger Games non è affatto brutto. Sia chiaro che non l'ho comprato, ma me lo sono fatto prestare da mia nipote, proprio per vedere se fosse un libro che merita il successo e il fenomeno che ha generato o l'ennesimo caso costruito. Ecco, dopo averlo letto non posso che affermare che se questo è il tipo di letture che acchiappa i ragazzini di adesso, ben venga! Il romanzo è una distopia sicuramente non originale, e per chi legge fantascienza da decenni non c'è niente qui dentro che non si sia già visto e letto migliaia di volte, ma la storia è costruita in modo credibile, i personaggi non sono monodimensionali (sicuramente meno qui che nei film che ne sono stati tratti) e le vicende appassionanti. È uno young adult, questo è evidente, ma per me questa classificazione non è necessariamente male, e in questo caso penso che si possa riconoscere che si tratta di un lavoro mediamente buono (per capirsi: ho letto romanzi "per adulti" e anche di "grandi autori" decisamente inferiori a questo). Non credo che leggerò il seguito della serie, perché temo che possa virare sulla componente melensa di cui faccio tranquillamente a meno, ma sono tenuto ad assegnare a Suzane Collins, almeno per questo, un inaspettato voto 7/10


Più riguardo a Il matrimonio alchimistico di Alistair CromptonE infine arriviamo a uno di quei "grandi nomi" di cui sopra, perché ho avuto modo di leggere qualcosa anche di Robert Sheckley, autore sempre apprezzato. Spesso le suo storie sono la traslazione in forma di racconto di sketch umoristici, e questo romanzo tutto sommato segue quella forma. Il matrimonio alchimisto di Alistair Crompton è in fin dei conti una sorta di pastiche in cui si può trovare di tutto, pur partendo da una premessa interessante: il proagonista del titolo in giovane età ha manifestato segni di pericolosa schizofrenia, e così le sue personalità devianti sono state estirpate dal suo corpo e installate in androidi per vivere autonomamente. Ma Crompton decide di doversi Reintegrare con queste e tornare a essere una persona completa, e parte così in un viaggio per mezza Galassia alla ricerca delle sue parti mancanti. Il romanzo è prima di tutto divertente, con situazioni assurde e personaggi stereotipati (ma non per superficialità, la loro scarsa caratterizzazione è funzionale e giustificata proprio dal fatto di essere parti isolate di una personalità più complessa), e una scrittura che gioca anche con il lettore, arrivando anche ad abbattere la quarta parete. Insomma un libro che si legge al volo e si gode in pieno, anche se forse non riesce a mantenersi abbastanza esplosivo anche nel finale, che pare un po' tirato via. Voto: 7.5/10

Coppi Night 03/08/2014 - Eastern Promises

Non ho mai capito bene come funziona il discorso dei sottotitoli sui video scaricati. Cioè sì, so che ci sono dei file a parte che il file riconosce e quindi riproduce a seconda della scelta, anche se spesso la sincronia non è delle migliori. Quello che non capisco è: ma i sottotitoli "integrati" nel film, non sono già a video, anche quelli vanno aggiunti? Per dire, se mi scarico La passione di Cristo, i sottotitoli non sono già previsti, o li devo trovare a parte? Non che sia un problema che mi preoccupa tanto, in generale tanto guardo i film in inglese e non ho difficoltà, tranne quando, per metà film, i personaggi non parlano né italiano né inglese, ma, per esempio... russo?

È il caso di questo film (La promessa dell'assassino in italiano), i cui personaggi principali, tutti più o meno collegati all'ambiente russo, alternano agilmente (e in certi casi incomprensibilmente) una lingua all'altra. E per la parte in russo, non avevo i sottotitoli. Mi sono perso di conseguenza la storia dell'"autista" (Viggo Mortensen) così come un paio di battute a effetto con cui lui o altri hanno concluso un discorso, probabilmente delle badass lines che costituiscono un terzo del godimento del film. Tuttavia non ho avuto difficoltà a seguire la storia, anche perché i dialoghi in russo si riescono comunque a intuire grazie a toni e gestualità, e poi, insomma, nessuno usa il russo per dire all'altro che belle scarpe che ha indosso. Eastern Promises è in ultima analisi un gangster movie, anche se invece dei soliti mafiosi italiani a New York usa i mafiosi russi a Londra. Per il resto le abitudini e gli interessi dei malavitosi sono sempre gli stessi: il capofamiglia che dirige un ristorante (che poi, ristorante russo: da quando sanno cucinare?), il figlio cazzone e incapace (Vincent Cassel) che si tiene in piedi (a volte letteralmente) solo grazie all'aiuto del suo chaffeur-tuttofare. Forse l'unica differenza tra mafiya e mafia è che i russi sembrano avere una predilezione per le puttane (anche giovani) e la violenza sulle donne (soprattutto giovani), che credo invece non faccia parte della tradizione siciliana (sì, ok, c'è la sottomissione e la sudditanza, però di solito le ragazze vengano stuprate... ma magari mi ricordo male, se qualche mafioso vuole correggermi lo accetto ben volentieri). La storia segue un percorso abbastanza tipico per un gangster movie, con omicidi, occultamenti, tradimenti, doppigiochi e così via. Niente volgari sparatorie, ma alcune buone scene d'azione, su tutte il combattimento nella sauna con Mortensen nudo (sì, gli si vede tutto), insolitamente realistico per essere un corpo a corpo due contro uno.

Alla fine dei conti quindi Cronenberg riesce a mettere insieme un film intenso, crudo ma non esagerato, e che ha il pregio di azzeccare qualche buona sorpresa. Niente di indimenticabile, ma comunque di buon livello, in un sottogenere che spesso ha poco da dire.

Ultimi acquisti - Luglio 2014 (parte 2)

Dopo aver commentato nella parte 1 i nuovi album acquistati a luglio, passiamo adesso a raccolte e dj mix di vario genere appena finite nella mia collezione.


Voglio iniziare subito con quella che considero la chicca delle novità: questo doppio vinile The Best of Disco Demands 2 è un album che il buon Roby di Mastelloni ha sentito la necessità di consigliarmi: una raccolta Compilata da Al Kent che mette insieme una serie di pezzi disco degli anni 70 ormai introvabili in qualunque forma. Ora, io non conosco così bene questo genere da poter citare con cognizione gli artisti più rappresentativi ivi inclusi, tuttavia si tratta di pezzi che rievocano con forza quel sound che è stato l'origine di tutta la club culture mondiale, per cui l'ascolto è davvero piacevole. Ascoltati oggi questi pezzi assumono tutto un altro significato, perché se all'epoca potevano essere canzoni leggere e di poco conto, in retrospettiva si tratta di un fenomeno che ha rivoluzionato la musica nel mondo. È quindi un'esperienza non solo piacevole ma anche istruttiva. Senza nemmeno considerare le vistose zinne in copertina, che non fanno mai male.


Rimaniamo poi in un ambito leggermente al di fuori di quello cehe tratto di solito, con la raccolta Coming Home compilata in questo caso da Sven Vath (di cui evito di fornire notizie biografiche, chi non sa di chi sto parlando non ha motivo di leggere questo e tutti gli altri post musicali da me scritti). Siamo abituati a sentire Sven almeno una volta l'anno, con il suo mix The sound of the #th season, ma in questo caso si tratta di qualcosa di diverso: qui dentro non ci sono i pezzi suonati da Sven durante le sue performance, ma quelli che lui ascolta e ama. Un po' come le Late Night Tales di Trentemoller, qui scopriamo l'altro lato di un artista della musica elettronica: i pezzi scelti da Vath sono infatti profondi e variegati, e spaziano dal puramente strumentale all'ambient, dal downtempo al pop. Troviamo tra gli altri Boards of Canada, Holden, Horror Inc, ma anche tanti altri autori sconosciuti e che difficilmente avrei potuto scoprire diversamente. Questo tipo di operazioni mi piace sempre di più, e credo che a suo tempo mi andrò a cercare altre raccolte di questa o altre serie simili.

Torniamo poi a parlare di Paul Kalkbrenner, altro nome che va conosciuto e basta. Giusto l'anno scorso è uscito il suo ultimo album Guten Tag, e a breve distanza ecco arrivare X, che non è un album ma una raccolta di remix. I pezzi di Guten Tag ma anche degli album precedenti (li trovate tutti recensiti sul blog) sono stati qui reinterpretati da colleghi di Kalkbrenner come Vitalic, Joris Voorn, Format:B, Pig and Dan, e il fratellino Fritz. Meriterebbe quasi un intero discorso a parte i remix di Robag Wruhme di Sky and Sand, ma per spiegare il valore di questo pezzo soltanto mi infilerei in una serie infinita di digressioni che non è il caso di affrontare qui. Magari ascoltatelo, non prima però di aver ascoltato la versione originale della canzone, che in realtà conoscete già ma non sapete che è proprio quella. Insomma, una delle migliori raccolte di remix, per calibro degli artisti coinvolti e qualità dei pezzi, dai tempi di Luna. Interessante notare che c'è anche un remix eseguito dai Martini Bros, aka Artist Unknown, autori di quell'Unknown to Millions che dà il titolo a questo blog!


E concludo con un mix cd vero e proprio, l'edizione 2014 di una compilation che avevo acquistato l'anno scorso: Enter. Ibiza 2014, che si può pressappoco considerare l'equivalente di Richie Hawtin del Sound of the Season di Sven Vath, anche quest'anno presenta 4 cd mixati da quattro autori diversi, che a parte Matthew Hawtin (che sospetto essere parente di Richie, ma non ho controllato), che contano nel complesso una sessantina di pezzi di quella salutare techno che potremmo ascoltare appunto in una settimana ad Ibiza, ma ad un prezzo decisamente più accessibile. Sempre apprezzabile la presenza di un cd dedicato a pezzi instrumental/ambient, che fa da valido intermezzo agli altri.

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