Coppi Night 15/09/2013 - Oblivion

Nei mesi scorsi, di Oblivion si è parlato un po' in parallelo ad Elysium: entrambi film di fantascienza con un attorone per protagonista, ambiziosi e potenzialmente avviati a diventare dei cult del genere. Di Elysium, come segnalavo pochi giorni fa, ho parlato sul blog Il futuro è tornato, mentre adesso, dopo averlo visto per il Coppi Club, ho l'occasione di dire due parole anche su Oblivion.

Devo necessariamente partire riconoscendo che Tom Cruise lo manderei a svitare i bulloni delle ferrovie coi denti, non mi piace la sua faccia plastica e il personaggio della "vita reale" che si muove dietro i vari ruoli che ha nei film (come si fa a prendere sul serio un commodoro di scientology?). Per cui, quando lo vedo nei film, tendo ad augurargli di essere colpito alla schiena da fuoco amico, e anche durante la proiezione di questo ho sperato che potesse succedere. Tuttavia credo di riuscire a stornare questo mio odio irrazionale per l'attore nel giudicare il film.

Oblivion parte come una storia post-invasione: gli alieni ci hanno attaccati e si sono infine ritirati, lasciando però un pianeta devastato dal quale l'umanità ha deciso di fuggire per stabilirsi su Titano, la luna di saturno. Sulla Terra sono rimasti solo alcuni avamposti per sorvegliare le ultime operazioni di raccolta di risorse (acqua e qualche minerale) prima dell'abbandono definitivo. Queste stazioni sono però attaccate da degli scampoli di resistenza aliena, chiamati scavenger (non riuscivano a trovare una traduzione equivalente, ma di questo parleremo dopo), che portano avanti azioni di guerriglia e sabotaggi ai danni degli estrattori. Quindi Tom, nella sua stazione 49, passa le giornate ad andare a ricercare i droni armati e rimetterli in funzione, in modo che questi possano falciare gli invasori rimasti, affiancato da una collega/partner e ricevendo istruzioni dal Tet, una struttura in orbita nel quale risiede la direzione del Progetto Titano. Poi chiaramente succede qualcosa di insolito, ovvero Tom (non mi ricordo il nome del personaggio) insegue un gruppo di scavenger che pare più intenzionato a catturarlo che ucciderlo, e trova un libro che si tiene da parte nella sua casetta segreta sul lago. Le cose si complicano quando dopo un sabotaggio piuttosto grave sulla superficie precipita una navetta terrestre, al cui interno si trovano alcuni astronauti, una delle quali sembra riconoscere Tom (e che in effetti corrisponde a una tizia che vedeva in sogno). Di lì il passo è breve per scoprire che gli scavenger non sono in effetti quello che sembrano, e che pure il Tet non è esattamente quello che pensava, e che tutto sommato anche l'invasione non è andata proprio in quel modo lì...

L'oblio del titolo è quindi verosimilmente riferito alla dimenticanza di quanto è realmente accaduto, dato che si scopre che Tom ha avuto una "vita precedente" piuttosto interessante, e che c'è una ragione se gli scavenger cercano lui. Ora, personalmente credo che la perdita/cancellazione di memoria sia uno stratagemma un po' troppo facile per infondere drammaticità in una trama, e che specialmente negli ultimi tempi sia parecchio inflazionato. Escludendo film in cui i danni alla memoria sono parte della trama stessa (Eternal Sunshine of the Spotless Mind, Memento, Source Code...), ce ne sono molti di più in cui rappresenta solo un trucco messo in atto proprio per creare conflitto nei personaggi (The Machinist, Spider, Shutter Island...). In questo caso  poi il sistema è messo in pratica con metodo grossolano, visto che si comcincia da subito a vedere questi frammenti di sogni e di conseguenza si pensa subito che si tratti di ricordi dimenticati che torneranno a tormentare l'eroe. Una volta rivelata completamente, con un lungo flashback nelle sequenze finali che mostra la "vita precedente" del protagonista, la trama non risulta poi così ottusa, e pur attingendo da cliché abbastanza frequenti nella fantascienza, nell'insieme mostra una storia affascinante. Purtroppo, è l'esecuzione, prevedibile a livelli urticanti, a non far passare il giusto messaggio, e quando alla fine la storia viene snocciolata ci si sente più esauriti che sollevati. Il problema è che, di fatto, tutto quanto si pensa che possa succedere succede, e i soliti sentimentalismi del soldato/eroe americanizzante vengono messi fin troppo in risalto perché si possa empatizzare (al di là delle mie speranze di morte violenta per Cruise).

Una nota a parte la merita la trasposizione dei dialoghi. E più nello specifico, la mancata traduzione di termini che hanno un loro significato preciso, e non sono nemmeno tanto comuni poter esser compresi da tutto il pubblico italiano. Voglio dire, un conto è se non traduci, chessò, una parola tipo fastcar, lo spettatore ci dovrebbe capire; ma beacon non è così immediato, e inoltre ha una traduzione piuttosto semplice: "faro", o al più "radiofaro". Lo stesso per flight recorder, che puoi tranquillamente trasporre come "scatola nera", no? Anche scavenger avrebbe meritato un tentativo di adattamento, tipo "spazzini". Insomma, si ritorna sempre ai soliti problemi di traduzione/doppiaggio il cui top rimane comunque "la ragazza del ricevimento" invece di "la ragazza della reception".

1 commento:

  1. L'ho visto e ci sono rimasto malissimo. Sprecare tutto per niente. Davvero un film terribile.

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