Rapporto letture - Luglio 2013

Oh, questo è quasi imbarazzante. Stavo pensando di fare finta di nulla e saltare questo appuntamento mensile, ma poi mi sarei sentito disonesto. Dico imbarazzante perché nel corso di luglio ho letto un solo libro. Sì, lo ripeto, a fronte della media di cinque-sei al mese, a luglio ne ho letto uno solo. E un po' me ne vergogno, perché blatero sempre che la gente che non legge perché dice che non ha tempo mente, e che il tempo non lo vuole trovare.

In effetti, il mio tempo per leggere è diminuito questo mese, principalmente perché mi sono ritrovato a dovermi spostare spesso in macchina e perché trovandomi fuori casa ho dovuto modificare alcune abitudini e non ero sempre in grado di poter leggere quando ne avrei avuto voglia o tempo. Quindi più che una mancanza di tempo è stato un cambio di modalità. E anche il fatto che il secondo libro iniziato a luglio purtroppo mi sta piacendo poco e si sta trascinando più del dovuto. Insomma, perdonatemi per questa volta, ma l'unico libro letto il mese scorso è:

Graffiti nella Biblioteca di Babele, ovvero lo Year's Best SF 16, l'antologia annuale curata da David Hartwell e Kathryn Cramer (quindi ho per lo meno la scusa che si trattava di un libro corposo...). In realtà come con le altre antologie della serie, da sempre pubblicate con Urania se pur con qualche anno di differita, mi ritrovo con poco da dire: la qualità media è sempre alta (sennò non sarebbe un "best of"), e i nomi spesso ricorrenti: Joe Haldeman, Cory Doctorow, Vernor Vinge, Stephen Baxter, Alastair Reynolds, Bruce Sterling... in questo volume per la verità ci sono anche diversi nomi sconosciuti, in particolare un paio di autori australiani che di solito non hanno la stessa diffusione di quelli americani, inglesi o canadesi (perché comunque si parla di narrativa anglofona). Tra i migliori racconti qui si possono includere quello che dà il titolo alla raccolta (storia di segnali presumibilmente alieni lasciati all'interno di una futura Biblioteca Universale), Il progetto Cassandra (una rivisitazione dello sbarco sulla Luna), Il ragazo di Jackie, Tutto l'amore del mondo (due racconti postapocalittici), e Tredici chilometri (un ascesa in mongolfiera per risvegliare i ricordi di una donna marziana), che personalmente ritengo il migliore. Si trova anche un davvero insolito Fantasmi che ballano con le arance, romanzo breve piuttosto ermetico e sgangherato, difficile da definire fantascienza ma anche qualsiasi altra cosa. Altro dettaglio interessante è che uno dei traduttori ha pensato di lasciare una nota alla traduzione dell'espressione "What goes around comes around", inquadrandola come una citazione di Justin Timberlake piuttosto che come un detto comune della lingua inglese che significa più o meno "tutto torna indietro". Strano mestiere, quello del traduttore...


E quindi non ho altro da dire su questa faccenda. Il prossimo mese farò di meglio, prometto.

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