Coppi Night 02/09/2012 - Pandorum

Aspettavo da tanto di poter parlare di questo film, più che altro come occasione di mettere un'altra foto di Antje Traue, che in altre occasioni ho indebitamente infilato all'interno di post del Coppi Club approfittando di labili associazioni di idee. Quindi dedichiamo un minuto di silenzio e contemplazione all'immagine che segue per poi passare all'analisi del film.


Insolitamente, nonostante le mie insistenze dei mesi passati, Pandorum non è stato proposto da me all'assemblea di votanti. La vittoria era tutt'altro che scontata, ma per qualche fortunata di combinazione è riuscito a spuntarla, e l'ho rivisto con piacere (intendo piacere "intellettuale", al di là delle sequenze che includono la signorina di cui sopra, che provocano un altro tipo di piacere). Chiariamo, non che sia un capolavoro, questo film, ma lo considero un ottimo esponente di quella fantascienza "avventurosa" che si basa principalmente su enigmi, azione e colpi di scena. Lo si può paragonare per esempio a un Pitch Black, altro classico che da tempo cerco di spingere all'interno delle Coppi Night.

Pandorum (la cui versione italiana reca come sottotitolo "l'universo parallelo": aggiunta insensata e soprattutto fuorviante!) ha il pregio di non essere una storia basata solo sul naufragio dell'astronave generazionale, che è un'idea piuttosto sfruttata nella fantascienza, ma di arricchirla con altri elementi. Fin da poco dopo l'inizio, la minaccia principale sembra essere quella dei mostri cannibali che popolano l'astronave Elysium, e che sembrano essere la causa del disastro, ma verso metà film inizia ad emergere un pericolo diverso, più subdolo, che consiste nella diffusa paranoia che sembra aggredire tutti i membri dell'equipaggio di queste missioni, patologia che appunto è chiamata "pandorum". Così, mentre da un lato il caporale si fa strada all'interno della gigantesca nave per arrivare fino al reattore, affrontando le orde di mutanti, dall'altro il comandante rimane a combattere la sua personale battaglia contro la follia, sua e del suo inaspettato compagno di cella. Le due sottotrame si riuniscono solo alla fine, durante il confronto finale dal quale si ottiene poi l'epilogo della vicenda, ma per tutta la durata del film rimangono separate, animando così la storia che si sviluppa su due piani diversi.

Il film riesce a mantenere viva l'attenzione perché la prospettiva muta diverse volte durante la visione. Si parte dal risveglio dal criosonno, in stato confusionale e con la memoria alterata, al lento recupero dei ricordi riguardo la missione, poi alla scoperta del naufragio, la scoperta dei mostri, la scoperta del destino della Terra, la scoperta dell'origine degli stessi, dell'autore del disastro, della posizione della nave e così via. Tutta questa serie di rivelazioni fa sì che la trama non sia il semplice "mostri sull'astronave", ma dà allo spettatore qualcosa su cui concentrarsi, cercando di capire in anticipo quello che verrà spiegato in seguito. Forse alcuni temi sono stati esasperati, in particolare quello del confronto tra "bene/male" di stampo religioso e sulla nuova scala di valori adottata dall'umanità (o quel che ne resta) costretta sull'Elysium, ma se si pensa che queste considerazioni vengono fatti da un soggetto allo stadio terminale di pandorum si può perdonare. In ogni caso, nessuna "ideologia" pesa troppo sullo svolgimento del film, che rimane comunque incentrato soprattutto sull'azione. Per cui, Pandorum risulta un prodotto di buon livello, capace di appassionare tanto gli amanti del genere, quanto di intrattenere anche il pubblico occasionale, che se da una parte punta sull'avventura dall'altra non considera i suoi spettatori come totali decerebrati (cfr: Transformers, Green Lantern).

3 commenti:

  1. Questo è uno di quei film che più rivedo e più mi piace. Un'altro dei punti di forza sono le scenografie che animano la Elysium, molto suggestive. Poi io adoro le astronavi generazionali!

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  2. Io invece non l'ho mai visto. Toccherà rimediare!

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  3. provaci, penso che valga lo sforzo!

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