Ammetto che è colpa mia. Anche se di solito cerco di mantenere un buon livello nei film che propongo nei miei turni da Anfitrione del Coppi Club, stavolta avevo deliberatamente operato una selezione di titoli adatti a un pubblico femminile, per dare un tocco di grazia a una serata che da sempre lascia sfogo ai più gretti istinti maschili, e trova la sua massima espressione in botta-e-risposta di rutti. Per la verità, non che si trattasse di film tutti scadenti: in finale infatti è arrivato Eternal Sunshine of the Spotless Mind, che da anni proclamo come mio film preferito, ma io stesso ho dato il voto decisivo all'altro film per curiosità (e autolesionismo). Avevo chiesto aiuto a fonti esterne per farmi dare una lista di film adatti al tema che avevo in mente, e questo mi era stato suggerito come uno dei più insopportabilmente melensi degli ultimi anni. Avevano ragione.
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Questa storia d'amore però non è mostrata direttamente, ma è il racconto di un vecchietto che legge un libro a un'altra vecchietta devastata dall'alzheimer, in una casa di riposo contemporanea. E qui già al minuto 3 del film vengono i primi sospetti: ma non è che i due vecchi sono i ragazzini degli anni 30, e che lui racconta la storia a lei perché coi buchi nel cervello che si ritrova non si ricorda di lui? Il dubbio si consolida lentamente, e la teoria viene confermata poco dopo la metà del film. Dopodiché, ciò che segue è del tutto inutile. Infatti, se fino a quel momento la storia dei giovani è in sospeso tra la ragazza che deve sposarsi col riccone ma ha di nuovo incontrato il poveraccio, se mi dici che nel futuro c'è il poveraccio a stare insieme a lei, che senso ha mostrarmi il resto della storia? So già come andrà a finire, perdio!
In uno slancio di mal riposta fiducia verso l'autore, ho pensato che l'omino che leggeva il diario fosse la versione anziana del riccone, che impietosito dal suo vecchio amore le fa rivivere i suoi anni più felici nonostante lui non ne abbia fatto parte. Nah, sarebbe stato troppo nobile. Si sa che i ricchi sono spregevoli, no? Il vecchio lettore è proprio il ragazzo che lavorava nella segheria, e loro hanno passato tutta la vita insieme, hanno figliato e sono stati tanto taaanto felici, solo che lei non se lo ricorda, e allora lui le legge il suo (di lei) diario. Come poi sia possibile che nel diario di lei siano presenti anche le parti in cui lui è da solo, non è dato di sapere. E alla fine della storia, quando lei emerge dall'alzheimer (ommioddioèunmiracolo!!!), non hanno nemmeno il coraggio di far morire il vecchio di crepacuore, nonostante all'inizio venisse stabilito che lui aveva già avuto alcuni attacchi.
Credo si sia capito cosa penso di questo film. È colpa mia, certo, ma è giusto a volte confrontarsi anche con quello che si disprezza, per mostrare di saper mettere in chiaro le ragioni di questo astio. Al mio prossimo turno compenserò mettendo sul piatto qualche tamarrat degna del sottofondo di rutti alla salsiccia che accompagnano la visione.
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