Coppi Night 16/09/2012 - Men in Black 3

Un film che avevo inseguito per un certo tempo all'epoca della sua uscita, ma che poi non ero riuscito a vedere al cinema, ed era rimasto nella mia wishlist. Avevo ricevuto commenti non troppo entusiasti su questo terzo capitolo della serie, quindi mi sono messo alla visione senza troppe aspettative. Alla fine posso dire di essere rimasto soddisfatto, anche se chiaramente non si tratta di un capolavoro.

La storia in sé funziona, anche se forse è un po' troppo improvvisata. Voglio dire, va bene che ogni film deve avere un suo specifico villain, ma quando si va a creare una trilogia si dovrebbe in qualche modo cercare di dare un'unità alla storia, e collegare meglio le storie tra di loro, fornendo qualche riferimento incrociato per la gioia degli spettatori. Insomma, quando si tira fuori la nemesi del coprotagonista, non si può far credere che prima non fosse mai stata nominata. Ma vabbè, supponendo che l'intenzione fosse proprio quella di mostrare storie tra loro indipendenti, questo si può considerare volontario, e il film risulta comunque godibile. Ci sono alcuni plot hole sfiorati, ad esempio sembra improbabile che proprio l'alieno rifugiato sulla Terra sia in possesso di un aggeggino che da solo è in grado di annientare un'intera flotta di invasori, ma... ok, sono alieni, chi lo sa cosa possono fare? Inoltre quando si gioca col viaggio nel tempo è facile farsi lo sgambetto da soli con la coerenza, ma si capisce fin da subito che non è stata cercata una logica rigorosa. Un aspetto che forse mi è sembrato trascurato sono stati i personaggi: i nuovi alieni sono tutti troppo umanoidi (dai, più fantasia, se guardo questo film è al 50% per vedere dei mostriciattoli simpatici!), non c'è nemmeno un cameo dell'agente-cane (non ricordo il nome), e mostrare che K aveva una tresca con una collega del MIB squalifica quel suo lato umano/sentimentale emerso nel primo film, facendo scadere il personaggio. Ma soprattutto, sia Tommy Lee Jones che Will Smith mi sono sembrati fuori parte. Il primo è meno brillante rispetto agli episodi precedenti, mentre il secondo è stato dipinto fin troppo cupo per come era stato mostrato in precedenza. Anzi, sembra quasi che l'attore non avesse proprio voglia di recitare la sua parte.

Al contrario, la versione del 1969 dell'agente K mi è sembrata resa in modo eccezionale. Alcune trovate sono davvero azzeccate, come la tecnologia anni 60 dei MIB, la scena con Andy Warhol, l'alieno in grado di visualizzare tutti i possibili futuri, e il climax finale che coinvolge il lancio dell'Apollo 11 (che a quanto pare è partito bello imbottito di accessori, se si sta a credere anche ad altre versioni della storia [E a proposito, i Silent sono vestito proprio come i Men in Black, sarà una coincidenza?]). Io avrei sfruttato più a fondo il loop temporale con cui J riesce a vincere il suo duello, perché mi è sembrata la sequenza più furba, ma è comunque una buona scena d'azione. Il risvolto familiare mostrato nel finale, oltre a essere prevedibile, è leggermente melenso, ma ci si doveva pur aspettare un qualche livello di sentimento, come in tutti i capitoli precedenti.

Quindi, il 3 è sicuramente meglio del 2, perché il secondo Men in Black era obiettivamente una ciofeca, ma ha pure i suoi difettucci. Tuttavia se la cava, e se mai avessero voglia di fare un 4 sicuramente gli concederei la mia attenzione. Certo, se Tommy Lee Jones avrà voglia di fare il suo lavoro, stavolta...

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