Coppi Night 20/12/2010 - La nona porta

Mi rendo conto che quando un film mi piace, come nel caso dell'ultima Coppi Night, sono restio a riportarne i dettagli, per non levare a chi non l'ha visto il piacere di goderselo tutto; mentre invece quando rimango deluso, o disgustato, non ho problemi a rivelare qualsiasi dettaglio della trama, per dare maggiore credibilità alle mie recriminazioni.

Per cui, se non avete visto il film in oggetto e avete intenzione di farlo, non leggete oltre. Oppure, meglio ancora, leggete oltre e non guardate il film.

Che poi, non si tratta di un brutto film. La prima parte, con Johnny Depp che va a caccia di libri rari, mi ha anzi affascinato (forse per la mia sensibilità all'argomento), anche se tutto scorreva un po' a rilento. Il problema sorge quando dalla raccolta degli indizi ci si avvicina alla soluzione dell'enigma: possibile che satana sia così superficiale che, lasciando indizi in forma di illustrazioni da lui stesso realizzate (perché poi le iniziali LCF dovrebbero ricondurre a "Lucifero", poi...) abbia affidato all'abile solutore un'indicazione vaga del tipo "segui tutte le strade senza temere spese e sacrifici per raggiungere il premio massimo"? Mettendomi nei panni di un onesto satanista, che cazzo di rito dovrei compiere, una volta ottenuta questa risposta, per acquisire i pieni poteri infernali? La soluzione sembra più un messaggio da biscotto della fortuna, o il testo di una canzone di tiziano ferro, che un'evocazione demoniaca. Il villain stesso del film fa le spese di questa incomprensione di fondo, quando impegnandosi nel rito satanico standar (pentacolo infuocato) ci rimane secco perché la procedura non funziona. Ma vabbè, lui era il cattivo, era scontato che non ci riuscisse. Ora sicuramente ci prova Johnny Depp e... fine.
 
Non nel senso "è la fine". Nel senso: fine del film.

Ora, io non pretendo di avere qualcosa da insegnare a Polanski né a nessun altro. Ma in qualche anno di esperienza di scrittura, ci sono alcune cose che ho imparato. Una di queste è che niente è più irritante per il lettore di un finale che non finisce. Attenzione, non sto criticando il cosiddetto "finale aperto": una vicenda non conclusa non è necessariamente una storia non finita. Ma se io scrivessi un racconto di cui poi, arrivato  in prossimità della fine, non fossi in grado di riprendere e chiudere le fila, butterei tutto al maiale. Non risolverei con una luce bianca accecante come hanno fatto Polanski in questo film o gli autori di Lost nell'ultimo episodio della serie.

Arrivando alla non-fine del film l'unica cosa che si è imparato è che andando alla ricerca dei disegni del diavolo si può avere l'occasione di scoparsi una creatura soprannaturale (non è chiaro se un angelo o un demone) che ogni tanto plana dall'alto di una gradinata fino in basso sullo sfondo di un castello in fiamme. Francamente ho trovato morali più soddisfacenti in film di wrestler (con il che non intendo The Wrestler: proprio film con protagonisti dei wrestler).

Insomma, come prima esperienza di Coppi posticipato al lunedì (i più arguti avranno notato la data non corrispondente a una domenica) a causa delle sfavorevoli condizioni atmosferiche del weekend, non è stata delle più gratificanti. Ma il lunedì è sempre stato una giornata di merda.

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