Ultimi Acquisti - Dicembre 2013 (parte 2)

Seconda parte del resoconto dei dischi acquistati a dicembre. Nella prima parte ho parlato degli album techno/house/electro, qui continuo con album o raccolte di generi affini.


Comincio subito con un album per il quale potrei essere cancellato dalla metà dei blogroll che finora mi ospitavano. Sì perché io ho acquistato True, il primo album di Avicii. E questo, per una volta, è un dj che conoscete tutti, perché avete sicuramente sentito Levels qualche anno fa, Wake Me Up quest'estate, e da poco anche Hey Brother. Con questo non dico che vi debbano essere piaciute, sicuramente le avete incluse tra il cumulo di ciarpame commerciale che ci viene ficcato a forza nelle orecchie ogni giorno. E in parte avete ragione, lo so. Ma, per mia formazione, non sono un sostenitore della teoria "commerciale = merda". D'altra parte anche tutta la "buona musica" che ascoltate di solito è decisamente commerciale, o no? Ed è un discorso che si estende anche al di là dell'ambito musicale. In ogni caso, Avicii, al contrario di molti suoi pari (ovvero dj-superstar che hanno iniziato ad esibirsi in concerti invece che dj-set), ha secondo me del talento vero. Voglio dire che i suoi pezzi non sono così facilmente inquadrabili in quel filone electro-house-impropriamente-detto (tornerò tra poco su questo termine). Questo perché invece di affidarsi per i suoi featuring al rapper di turno o alla popstar rediviva, Avicii pesca più facilmente nella musica "tradizionale": dal country al jazz al rock. La cosa è evidente se, oltre ai pezzi già noti, si ascoltano Shame On Me, Liar Liar, Lay Me Down. Se poi volete approfondire le sue campionature, scorrete su Whosampled per scoprire la vastità delle citazioni contenute nei suoi pezzi. Poi, c'è anche da dire che contrariamente a come viene detto in giro, io ho qualche riserva a definire la sua musica "house". La struttura dei pezzi è più simile a quella della trance, e anche se i suoni derivano più da house/electro, credo che sia difficile inquadrarla sotto questa etichetta, perché segue esattamente i tipici schemi di certa eurodance che andava negli anni 90. E forse a questo è dovuto il fatto che mi piace....

Cambio completamente genere con Ferry Ultra, con l'omonimo album Ferry Ultra and the Homeless Funkers.  Anzi, siamo veramente al limite delle mie capacità di assimilazione, perché se il nucleo è appunto funk, ci sono alcune contaminazione che virano anche troppo sull'hip hop per i miei gusti. Altri pezzi invece si ispirano di più alla disco o alla house (quella vera, stavolta). Dei 12 pezzi dell'album, 11 sono realizzati in collaborazione con altri autori, di cui riconosco appena un paio di nomi, ma che probabilmente hanno tutti una certa rilevanza nel loro genere. Un album interessante e fantasioso, anche se non del tutto nelle mie corde.



Torniamo su territori più familiari, almeno in parte. Global Player è la colonna sonora dell'omonimo film tedesco del 2013 (mai arrivato in italia). E la soundtrack è stata curata da tre personaggi interessanti: Florian Appl, un compositore "normale", al quale si aggiungo Paul e Fritz Kalkbrenner. È così che dopo essere apparso in Berlin Calling e averne curato la colonna sonora, Paul Kalkbrenner viene di nuovo interpellato per curare la parte musicale di un film, stavolta affiancato da suo fratello. Lo stile dei due è riconoscibilissimo, e piacevolmente intermezzato dai pezzi strumentali di Appl. Quando poi le due tendenze si uniscono vengono fuori pezzi ottimi come Global Player, che dimostra come musica classica ed elettronica possano valorizzarsi a vicenda.


Ultimo album di questa tornata è in realtà una raccolta di singoli: una serie di remix di deadmau5, intitolata semplicemente The Remixes. Di deadmau5 ho già parlato in merito all'ultimo album, e può darsi che lo abbiate sentito nominare. Nei due cd qui presenti è contenuta una serie di sue interpretazioni di pezzi di generi diversi, tra i quali troviamo ad esempio Carl Cox e Calvin Harris, così come remix di pezzi storici come Café del Mar di Energy 52 e Finished Symphony di Hybrid. deadmau5, nonostante spesso si dedichi a costruire pezzi fin troppo facili, in realtà è davvero bravo, e qui riesce a dimostrarlo, cogliendo per ogni pezzo l'atmosfera giusta da esaltare. La raccolta è quindi fondamentale per chi vuole completare il suo repertorio della trance/electro più moderna, di cui deadmau5 è praticamente l'archetipo.

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