Coppi Night 29/12/2013 - Via da Las Vegas

Ultima Coppi Night del 2013! Non che questo implichi una particolare selezione nei film in lista, ma fa sempre un certo effetto notare come questa tradizione perduri negli anni, nonostante qualche alterazione marginale nella forma, Membri che si aggiungono e altri che latitano... ma insomma, il nostro pizzefilm della domenica continua a essere un punto di riferimento, ed è una soddisfazione.

Il film che ha vinto questa sera a quanto pare è un classico uscito nel 1995, di cui personalmente ignoravo l'esistenza. Conosciamo un Nicolas Cage che interpreta un alcolizzato (di quelli seri) che dopo aver perso famiglia e lavoro decide di andarsene a Las Vegas per spendere tutto quello che ha in alcool, e morire lì. Una volta arrivato però conosce una prostituta, alla quale si lega subito, e per il resto del film li vediamo agire come una vera e propria coppia, anche se sono ben lontani dall'ideale romantico dei piccioncini in vacanza.

Con questo film Nicolas Cage ha vinto numerosi premi come miglior attore (dall'Oscar al Golden Globe, con svariate altre nomination), e mi sorprendo io stesso a dirlo, ma credo proprio che se lo sia meritato. È strano se si considera la fama attuale di attore trash (anche esaltata da meme e immagini virali che girano sul web) che si porta addosso, e in effetti io stesso l'ho trovato sempre poco convincente o fuori parte (tranno in Adaptation/Il ladro di orchidee), ma qui Nic Cage è davvero bravo. Sarà che interpretare un alcolizzato cronico, che cerca la bottiglia sul comodino anche quando si sveglia in preda ai tremori, gli viene abbastanza facile, ma la sua interpretazione è impeccabile e impressionante. Meno tagliata al ruolo è la sua compagna, la prostituta di presunto alto livello che anche dopo essersi affrancata dal suo protettore sembra risentire di ogni situazione "spiacevole" incontrata durante il suo lavoro. Non sto dicendo che in quanto "professionista" dovrebbe sopportare qualunque tipo di abuso, ma visto che una delle prime cose che sentiamo da lei è proprio una vanteria su quanto sia capace, ci si aspetterebbe maggior "flessibilità".

Il film forse non è perfetto, e risente soprattutto di uno stile decisamente superato: lunghe carrellate di paesaggi con canzone in sottofondo, intermezzi musicali sparati a tutto volume, dialoghi leggermente didascalici e sequenze che non hanno una precisa collocazione all'interno della storia (e comunque c'è chi riesce a fare di peggio anche oggi...). Tuttavia assistere alla progressiva discesa di questi due disperati, che sembrano aggrapparsi uno all'altro nella consapevolezza di aver perso qualunque altra speranza, riesce davvero a toccare lo spettatore. Non so se si possa dire che è un "bel film", ma è sicuramente qualcosa che lascia un segno, e non è poco.

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