Ultimi acquisti - Marzo 2012

Pensare che era da dicembre che non andavo a fare una sostanziosa spesa di cd! È vero che nel frattempo ho recuperato un paio di interessanti dischi isolati, come quello di Vincenzo Vasi, ma passare un paio d'ora da Mastelloni a scegliere, ascoltare e chiacchierare è tutt'altra cosa! Nel mio shopping pre-primaverile (in realtà a Firenze era un ghiaccio boia e tirava un vento malsano) ho riportato a casa sette cd, quindi credo che potremmo farli rientrare tutti in un unico post. Let's go!

Cominciamo con Paul Kalkbrenner. Un nome che, a differenza del solito, forse non vi suona del tutto sconosciuto. Perché Kalkbrenner è uno dei pochi dj che è riuscito a superare i confini della sua professione "underground", grazie alla partecipazione come interprete principale del film Berlin Calling del 2008. Ed è proprio Berlin Calling il titolo di quest'album, essendo la colonna sonora del film, composta dallo stesso Kalkbrenner (con la sola esclusione di una traccia di Sascha Funke). Le quattordici tracce contenute, alcune delle quali abbastanza brevi, sono tutte molto suggestive, quel genere di techno che crea un'atmosfera oltre al ritmo, abilità che da sempre Kalkbrenner ha dimostrato nelle sue produzioni. Mi mancano un paio di album per avere la sua discografia, ma finora penso di poter dire che questo è il più riuscito, con pezzi eccezionali come Aaron, Azure, e Sky and Sand, diventata in poco tempo un "classico". Inoltre, avendo visto il film, si riesce a collegare la musica a immagini e sequenze, traendone un impatto emotivo ancora maggiore.

Altro nome di grande risalto nell'ambito techno è Carl Cox, che da un paio di decenni è presente sulla scena internazionale. A fine 2011 è uscito il suo nuovo album All Roads Lead to the Dancefloor, eloquente già dal titolo nelle intenzioni. È infatti una raccolta di pezzi orientati dichiaratamente alla pista, che spaziano dalla techno più acid di Family Guy alla vocal house di Chemistry. Certamente nulla di sorprendente, si tratta di quello che ci si poteva aspettare da un tipo come Cox, ma canzoni di buona qualità e facile ascolto.



Margaret Dygas è invece una dj (già, esistono anche dj donna!) più di nicchia, che francamente nemmeno io tenevo troppo in considerazione. Almeno, non fino all'ascolto di questo omonimo album uscito nel 2011 su Perlon (di cui si può riconoscere la classica copetina minimalista). Si potrebbe discutere se bastano sei pezzi per fare un album, ma in realtà non è un problema che mi interessa. Perché ascoltando Margaret Dygas, si viene letteralmente rapiti dalle atmosfere soffuse e sognanti. Questa è techno, è lo stesso genere che vorreste i vostri figli non andassero mai a ballare, eppure sfido chiunque a rimanere insensibile di fronte a quel singolo tocco di piano del minuto 1:48 di Missing You Less. In questo caso sono rimasto sorpreso dall'abilità con cui la Dygas riesce a manipolare gli elementi tipici dell'elettronica (kick, percussioni, bassi) per ottenere un'amalgama così etereo.

Si cambia drasticamente genere parlando di Boys Noize. Non fatevi ingannare dalla S del nome, non è plurale: Boys Noize è uno solo. Ed è uno famoso per lo stile completamente sgangherato delle sue produzioni. Cito lui stesso, che nel descrivere il processo di realizzazione dei remix contenuti in questo doppio cd, usa più volte l'espressione "all fucked up". Ecco come in generale si possono descrivere i suoi pezzi: una techno-electro distorta, frenetica, piena di pause e ripartenze, voci vocoderizzate... ma non stupida. Altrimenti credete che gente come Depeche Mode, Royksopp, Chemical Brothers, e Daft Punk gli avrebbe chieso di realizzare dei remix? E non basta: The Remixes 2004-2011 contiene infatti anche rielaborazioni di canzoni del tutto estranee all'elettronica, come Snoop Dogg, Marilyin Manson, Feist, e persino un pezzo di David Lynch! Una raccolta che probabilmente non può piacere a tutti, ma in cui si ritrova un'energia davvero coinvolgente, e qua e là qualche sprazzo di tranquillità, come nel remix di Arcadia di Apparat.


Ho citato poco sopra i Daft Punk, ed eccoli ritornare. Penso che non ci sia bisogno di parlare del duo francese, la loro musica dovrebbe essere nota ai più. Semmai può sorprendere il fatto che io non abbia già la loro discografia completa, ma come vedete cerco di rimediare appena si presenta l'occasione. Trovandomi di fronte la raccolta Musique vol. 1, in pratica un "greatest hits" dei pezzi usciti tra il 1993 e il 2005, non ho potuto fare a meno che infilarla nel carrello. Non che mi mancassero Around the World, Da Funk o Harder Better Faster Stronger, ma di certo fa comodo averne una copia di backup.



Passando alla sezione compilation, la prima da segnalare è Rebel Rave 2, seconda label compilation della Crosstown Rebels, vivace etichetta gestita da Damian Lazarus. I rebels da un paio d'anni stanno praticamente dominando il campo della tech-house, con nomi come Art Department, Jamie Jones, Maceo Plex, Deniz Kurtel. In questa raccolta, due cd includono una selezione dei migliori pezzi e remix usciti ultimamente, mentre il terzo cd è un mix realizzato da Droog sempre sulle tracce Crosstown Rebels. Musica di grande qualità, con alternanza di sonorità classiche e innovative, che non è facile trovare all'interno di una sola etichetta.


E concludiamo con questo Cocoricò Memorabilia. A me in effetti basta la parola "memorabilia" per farmi drizzare le antenne. Nel caso specifico, i due cd qui presenti contengono una selezione di pezzi che hanno fatto la storia del famoso club di riccione. Oggi la scena musicale italiana è cambiata, e anche "La Piramide" non è più quella di una volta, ma ascoltando le tracce selezionate da Cirillo e Ralf si torna a immergersi in quella techno/tranche progressive che è stata per molto tempo la "musica da discoteca". Autori come Datura, Age of Love, Emmanuel Top, Wink, Pastaboys, Danny Tenaglia, Mr Fingers... serve altro?

Nessun commento:

Posta un commento

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...