Rapporto letture - Marzo 2011

Dopo la scarsa prestazione del mese precedente, a marzo sono rientrato a un ritmo di lettura a me più familiare, riuscendo a metabolizzare cinque libri. So di poter fare di meglio, ma siamo comunque in media, quindi può bastare.

More about Cronomacchina accidentaleIl primo libro di marzo è stato Cronomacchina accidentale di Joe Haldeman, uno dei più rilevanti autori di fantascienza ancora attivi, famoso innanzitutto per l'ottimo Guerra eterna. In questo romanzo si ritrova lo stile tipico di Haldeman, con una storia dal ritmo serrato che parte da buone premesse scientifiche (per quanto lo possano essere quelle del viaggio nel tempo) e si sviluppa poi in situazioni via via più complesse. Interessante notare come l'elemento centrale del libro sia una macchina del tempo che viaggia solo nel futuro, e che spinge quindi il cronoviaggiatore a spingersi sempre più avanti nel tentativo di trovare una tecnologia abbastanza evoluto da poterlo riportare indietro: la stessa idea su cui si basa The Late Philip J. Fry, uno degli ultimi episodi di Futurama che ho recensito poco tempo fa. Qui il salto temporale non solo è monodirezionale, ma anche esponenzialmente più ampio, il che complica ulteriormente le cose.  Alla fine non si ha nessuna rivelazione sconvolgente, ma si tratta comunque di un buon libro di fantascienza "d'evasione". Voto: 7/10


More about Memorie di un cuoco d'astronaveIo ho incontrato Massimo Mongai. Alla cerimonia di premiazione del XVI Trofeo RiLL, alla quale ero doverosamente presente, occupava uno dei posti d'onore, ed è stato innegabilmente il personaggio che ha dato il maggior spettacolo. Vedendolo di persona, non mi riesce difficile credere che la cucina sia una sua passione, e in Memorie di un cuoco di astronave questa passione è altrettanto evidente. Questo libro mi ha davvero soddisfatto, perché riesce a essere leggero ma saldo, con una narrazione semplice ma efficace, e un umorismo soffuso che non esagera mai nel tentaivo di risultare simpatico. Anche i temi trattati sono tutt'altro che banali, e se pure non sono il massimo dell'originalità, sono più che sufficienti a dare consistenza alla sequenza di racconti con protagonista Rudy "Basilico" Turturro. Il motto più volte ripetuto, probabilmente in origine appartenente a mamma Mongai ("vesti a gusto degli altri, ma mangia a gusto tuo") mi ha convinto tanto che l'ho già citato in un'altra occasione. Per inciso, questo sarebbe un Premio Urania, e sto esprimendo un giudizio assolutamente positivo: non si dica che sono razzista, poi. Voto: 8.5/10


More about Le sirene di TitanoKurt Vonnegut me lo diluisco: tutti i libri che ho letto finora mi sono piaciuti, ma lo considero un autore così particolare che leggerli tutti di seguito mi sembrerebbe un peccato. Per questo tengo sempre un Vonnegut di scorta, da tirare fuori al momento più opportuno. A metà marzo ho deciso che era il momento di Le Sirene di Titano. C'è poco da dire, tranne appunto che si tratta di Vonnegut. Le sue idee formidabili sono sempre eccellenti, come quella del Dio Del Tutto Indifferente, e tante altre piccole genialità che pervadono tutto il libro. Ma starle a spiegare sarebbe controproducente. Mi rimane solo da notare come qui facciano la loro prima apparizione gli alieni di Tralfamadore, che avranno una parte rilevante in Mattatoio n. 5, quello che probabilmente si può considerare come suo capolavoro, anche se i collegamenti tra le due storie si esauriscono sostanzialmente qui. Voto: 8/10


More about La fine del silenzioLa fine del silenzio invece mi ha perplesso. All'inizio pare più un fantasy, e si rivela solo dopo come un romanzo di fantascienza. Però è quel tipo di fantascienza avventurosa, dai conteuti spiccioli ed eccessivamente retorici, che oggi non funziona più. In particolare sono i personaggi a non avere alcuno spessore, dato che ognuno cambia idee e obiettivi con frequenza, mentre il protagonsita, più che un eroe, è un fantoccio mosso dalle intenzioni altrui. Insomma, se anche ci sono buoni spunti nella storia, come ad esempio la natura del mondo "alternativo" alla Terra, questi sono insufficienti a risollevare una storia poco coinvolgente. Non conoscevo Raymond F. Jones, ma onestamente dopo questa prova ho poca voglia di approfondire. Voto: 5/10


More about Starship TroopersEcco, parlavo di retorica, e adesso passo a un libro che ne è uno dei più eccellenti esempi. Starship Troopers è un romanzo così denso di retorica, etica, morale, filosofia, senso della storia, e così via, che a causa sua Robert Anson Heinlein è stato accusato di essere un guerrafondaio... poco prima che per altre opere fosse accusato di essere omofobo, comunista, anticlericale, hippy, paraculo, e così via. Non si può negare il forte militarismo della storia, che è talmente evidente da  non essere rilevante (un po' come se leggendo la bibbia si dicesse che è libro a sostegno della religione), tuttavia a me è parso di scorgere qualcosa di più del'immediato messaggio: "muori per la tua patria". C'è molto altro, e sospetto che questo sarebbe uno di quei libri che farebbe bene far leggere nelle scuole, perché alcuni passaggi sono davvero illuminanti. Io stesso l'ho letto per la seconda volta... ma questo perché si tratta del primo libro che abbia mai letto in inglese, e col progredire delle mie capacità mi sono reso conto che probabilmente ci avevo capito ben poco, all'epoca. Stavolta mi è parso tutto più chiaro e incisivo. Voto: 8/10

2 commenti:

  1. il vonnegut, pian piano, lo devo leggere anche io
    e togli quel maledetto captcha :P

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  2. come il captcha?? ma io non l'ho mai messo!

    non è che non si fidano di te in particolare?

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