Coppi Night 05/07/2015 - Focus

Le serate del Coppi Club iniziano a farsi calde, perché metti sette-otto persone e altrettante pizze appena sfornate in una stanza di nove metri quadrati per due-tre ore di questo periodo e vedrai che microclima ne viene fuori. La temperatura e l'asfissia contribuiscono probabilmente a far salire l'irritazione nei confronti di film mediocri, ma onestamente non credo che vedendo Focus da solo in un bungalow in Val di Sole il mio giudizio sarebbe tanto diverso.

Focus si inserisce nella lunga tradizione dei film su truffe e rapine, quelli in cui i protagonisti sono dei ladri che in qualche modo risultano giustificati nel loro operato e solitamente hanno qualche superpotere o capacità manipolatori al limite della magia. Il confine era stato palesemente superato già in Now You See Me, dove effettivamene i prostagonisti erano dei prestigiatori, mentre qui Will Smith e soci sono dei semplici ladri di strada che rivendono sul mercato nero le laute refurtive. In cantienere però c'è il "colpo grosso", quello che li sistemerà per sempre, ed è a questo punto che entra in scena la nuova arrivata, un'aspirante truffatrice in cui Smith si imbatte e decide per qualche ragione di reclutare nel suo gruppo.

Volendo sintetizzare, i problemi di questo film sono essenzialmente tre. Il primo, più evidente, è la struttura disequilibrata: la storia si divide in due capitoli, ambientati in luoghi e tempi diversi, con situazioni del tutto differenti e quasi nessun collegamento (se non i personaggi principali). Come se si volesse strizzare una serie in un unico film, o come se (più probabilmente), l'idea di base per ognuna delle due parti non fosse abbastanza valida da poter reggere l'intera durata. Questo crea disorientamento nello spettatore, non perché sia difficile da seguire, ma perché ci si trova a dover ripartire da capo dopo aver investito per la prima metà del film in una storia conclusa.

Il secondo problema è il rapporto tra Will Smith e la protagonista femminile. Per qualche ragione, ci si vuole far credere che tra loro esista una prospettiva romantica, una forte attrazione, un sentimento radicato, ma tutto questo è solamente affermato, e non mostrato. Non c'è nessuna ragione perché questa affezione dovrebbe svilupparsi e tantomeno sopravvivere dopo tre anni di completa assenza. Le scene di gelosia della seconda parte, e tutte le azioni del protagonista volte a proteggere, nascondere, raggiungere la ragazza, non hanno alcun senso, a maggior ragione considerando che Smith sta lavorando a un piano di una truffa multimilionaria e che un professionista come lui non potrebbe mai lasciarsi distrasse da qualcosa del genere.

Ma il problema maggiore e meno giustificabile (anche se più subdolo) è quello che si incontra sistematicamente in questo tipo di film: Focus è disonesto nei confronti dello spettatore. Naturalmente tutta la storia si basa sulla prospettiva di poter poi nel finale ribaltare completamente le carte in tavola con un momento wtf che dovrebbe lasciare a bocca aperta. È così che funzionano tutti i film da Ocean's Eleven in poi. Ma qui, come in molti altri casi, nella smania di fuorviare lo spettatore in modo che non arrivi ad anticipare la sorpresa finale, si finisce in realtà non solo per omettere i dettagli che potrebbero metterlo sulla buona strada, ma attivamente fornirgli indizi sbagliati, mostrando sequenze che, nelle reali intenzioni dei personaggi (e non quelle che fingono di mantenere come inganno nei confronti dei truffati) non hanno alcun senso e mancano di coerenza. Si finisce così per chiedersi "ma allora perché hanno detto quello, se in realtà intendevano questo?" Non capisco davvero come gli autori di un film del genere possano pensare che il pubblico non realizzi che è stato preso per il culo.

Tanto per concludere, alla fine dei conti Focus risulta anche piuttosto noioso. E con questo Will Smith un altro Razzie se lo meriterebbe.

2 commenti:

  1. in realtà non è nato tutto con Ocean ma con La Stangata

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    1. sisi, so che le radici del genere sono molto più lontane, ma la riproposizione moderna di questo tipo di storie credo si possa ricondurre a quella serie.

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