Impossible Movies Project: Foundation

Importante: leggere la nota in fondo al post!



Ogni volta che viene annunciata la trasposizione sullo schermo uno dei grandi "classici" della fantascienza, il fandom trema. Prima ancora che vengano dichiarati (o solo ipotizzati) attori, registi, sceneggiatori, si alza un coro di "NOOOOOO!!! NON ROVINATE ANCHE QUESTO!!!" che non sente ragioni. D'altra parte, si sa che il fandom è fanatico per definizione. Ma in certi casi il timore è più giustificato di altri: un conto è quando viene annunciato un Ridley Scott a dirigere The Forever War, un altro è quando si parla di Roland Emmerich alla regia di Foundation. Sì, stiamo parlando proprio della Fondazione di Asimov, la serie di racconti che costituisce essenzialmente la spina dorsale dell'età dell'oro della fantascienza. Stavolta è normale preoccuparsi.

Non solo è normale, ma, col senno di poi, è anche del tutto appropriato. Perché dei racconti di Asimov in questo film c'è vervamente poco, se non i nomi dei personaggi. Ma procediamo con ordine.

La trama, innanzitutto. Per chi non la conoscesse, la serie della Fondazione racconta di un lontano futuro, in cui l'umanità si è ormai sparsa su migliaia di mondi in tutta la galassia, e parte con il crollo dell'Impero che per dodicimila anni ha dominato su tutto l'universo conosciuto. La figura chiave della storia è Hari Seldon, il matematico che, avvertendo l'imminente fine dell'Impero, elabora la psicostoriografia (o psicostoria, a seconda delle traduzioni), una complessa scienza matematico-sociale in grado di prevedere il comportamento delle persone (o meglio: gruppi molto numerosi di persone, un principio analogo a quello della previsione del comportamento delle molecole). Grazie all'applicazione di questa disciplina, Seldon elabora un piano, il "Piano Seldon" appunto, con il quale intende controllare il periodo di barbarie che sarebbe seguito all crollo dell'Impero e far sorgere nel giro di un solo millennio una nuova civiltà. A tal scopo, istituisce una "Fondazione" su un pianeta remoto, Terminus, con l'obiettivo dichiarato di redigere un'Enciclopedia Galattica che raccolga tutto il sapere dell'umanità, ma con l'obiettivo nascosto (almeno all'inizio) di essere il nucleo da cui sorgerà il nuovo Impero. La storia della Fondazione parte da qui, e si dipana quindi nel corso di interi secoli, con personaggi che si avvicendano alla risoluzione delle varie "crisi" che via via mettono in pericolo la sopravvivenza della Fondazione (e di conseguenza della civiltà). Riassumere la trama della serie è pertanto molto complicato, ancora di più se si includono, oltre alla serie di racconti degli anni 50, anche i successivi romanzi che fanno da prequel e sequel, e qui sta la prima difficoltà che qualunque sceneggiatore avrebbe incontrato. Come si può condensare in due ore una storia che si dipana su oltre cinque secoli, con decine di personaggi differenti? Non si può, in effetti, senza stravolgerne la natura, ed era questa la prima obiezione del fandom. Il film infatti si concentra su un momento particolare della storia della Fondazione, forse il più turbolento, e mescola in questo calderone una serie di nomi, nozioni ed eventi che appartengono a contesti diversi. Il risultato è un minestrone dal sapore indefinito, in grado non solo di deludere gli appassionati della serie, ma di lasciare indifferente anche il nuovo pubblico del film.

C'è di buono che riassumere la trama del film risulta molto più agile rispetto ai libri (seguono pesanti spoiler!). Si comincia con la voce fuori campo di un'anziana Arkady Darell, che impegnata a redigere le sue memorie, racconta di "come ebbe inizio tutto". La scena si sposta quindi all'interno della Volta del Tempo, l'anfiteatro in cui, a ogni crisi prevista dal Piano, le registrazioni olografiche di Hari Seldon appaiono per guidare gli uomini futuri. La registrazione del vecchio matematico sulla sedia a rotelle è in pratica l'unica apparizione di Seldon, che porta la faccia di un malandato Harrison Ford non troppo ispirato, che sembra interpretare un cameo più che un ruolo vero e proprio. Si scopre così che ci troviamo nell'epoca del Mule, ed è quasi scontato che sia così, dato che il mutante telepatico è in effetti l'unico "villain" in senso stretto della serie. Mentre tutti i presenti si aspettano che Seldon dica loro come difendersi dal Mule, il suo esercito attacca Terminus, e sottomette in poco tempo le forze della Fondazione, che è costretta a cedere. Nel trambusto generale dell'attacco, tra esplosioni di "laser atomici" e edifici che crollano, una ragazza in fuga inciampa praticamente in un nano deforme riverso al suolo, dopodiché entrambi vengono tratti in salvo da una donna incappucciata e condotti verso un'astronave in partenza. La donna contratta un passaggio sulla Far Star con il capitano, che si rivela poi essere Hober Mallow (uno degli eroi della prima parte della saga della Fondazione, che tecnicamente all'epoca del Mule dovrebbe essere morto da un centinaio d'anni), mentre il nano (Peter Dinklage, perché quando serve un attore nano pare ci sia solo lui a disposizione) è Magnifico, ex "giullare di corte" del Mule... anche se chi ha letto la serie sa bene come stanno le cose in realtà. A questo punto bisognerebbe soffermarsi un minuto sugli attori che interpretano Arkady e Hober: rispettivamente Kristen Stewart e Nicholas Hoult. Se i nomi non vi dicono nulla, googlateli e notate le prime locandine su cui appaiono le loro facce. La scelta di questi due attori dovrebbe già dirla lunga sul target e il tono che si è voluto dare alla storia... ma se ciò non bastasse, ci pensa anche il seguito del film. Tutta la parte centrale è un susseguirsi di fughe da un pianeta all'altro, battaglie nello spazio e sulla superficie, e ostentazione di segreti che non sono tali. A un certo punto si scopre che l'anziana donna che ha soccorso Arkady non è altri che Wanda Seldon, bisnipote di Hari, che convince Hober Mallow della necessità di scovare la Seconda Fondazione, l'entità quasi leggendaria che vigila su Terminus affinché il Piano segua la sua strada per tutti i mille anni previsti. Tuttavia, per quanto sia sicura che la Seconda Fondazione esiste (una specie di segreto di famiglia), la signora Seldon non sa dove si trovi. In seguito, ancora in fuga dalle truppe del Mule, sulla Far Star si imbarca anche uno Sean Bean in tunica che puzza di Seconda Fondazione lontano un miglio. Magnifico naturalmente si innamora di Arkady, ignaro che lei abbia già consumato col capitano della nave, e la cosa fa incazzare il nano, che dimostra di essere piuttosto stronzo e fa nascere qualche sospetto sulla sua vera identità. La combriccola intanto si è recata su Trantor, ex capitale dell'Impero, per accedere agli sterminati archivi della Biblioteca Imperiale dove Walda Seldon pensa di poter trovare indizi sulla collocazione della Seconda Fondazione. Quando poi la donna annuncia di aver scoperto dove si trova e fa per rivelarlo, Arkady la uccide prima che possa parlare, e dalla reazione di Magnifico si scopre che lui è proprio il Mule, e che non aspettava altro che scoprire dove si trovassero i suoi avversari dotati dei suoi stessi poteri, gli unici in grado di fermarlo. Mallow deve dimostrare di essere un duro e lo sfonda di cazzotti, ma poco dopo viene annientato dal "tocco mentale" del mutante, che sembra intenzionato a sottomettere tutti e chiuderla lì. Solo a quel punto si fa avanti Preem Palver, che si rivela a sua volta per essere il Primo Oratore, cioè una specie di presidente della Seconda Fondazione, e ingaggia con il Mule una battaglia mentale, riuscendo, con l'aiuto di Arkady (!!!) a sconfiggerlo. Eseguito il lavoro sporco, racconta a tutti come stanno le cose, rivela l'ubicazione della Seconda Fondazione (ce l'hanno sotto i piedi...) e poi decide di cancellare a tutti la memoria, perché la sua gente deve operare in segreto per poter essere efficace nel perpetrare il Piano Seldon. Si torna quindi alla vecchia Arkady Darell, che a quanto pare da sessant'anni a questa parte sta accudendo l'Hober Mallow reso invalido dall'attacco del Mule, e il Mule stesso regredito allo stato mentale di bambino e ormai innocuo. E tutti, apparentemente, sono felici così.


Forse mi sono dilungato anche troppo nel descrivere la trama, ma trattandosi di una storia tanto diversa da quella che leggiamo nei libri, per poter descrivere il film era necessario srotolarla tutta. Dei racconti originali, come dicevo all'inizio, abbiamo i nomi, e una generica caratterizzazione di base dei personaggi. Anche alcuni eventi sono tratti dalla carta: l'attacco a Terminus, la fuga su Trantor, l'omicidio della persona che scopre l'ubicazione della Seconda Fondazione, lo scontro tra il Mule e il Primo Oratore e così via, sono avvenimenti familiari a chi ha letto la serie. Ma qui sono buttati tutti insieme, forzosamente intrecciati per dare corpo a una storia che, per come viene mostrata, dice veramente poco. Per fare un paragone efficace, si può pensare al film "tratto" da Io, robot: anche lì non si faceva altro che mettere insieme qualche nome e tema di fondo per un film d'azione con qualche elemento sf. Le interpretazioni degli attori non sono tutte allo stesso livello: se Dinklage al solito è impeccabile, e Hoult tutto sommato fa una buona impressione, la Stewart è piuttosto insipida (ma chi si aspettava diversamente?) e pure Bean non sembra metterci grande passione (forse a disagio per il fatto che in questo film non muore, che è la cosa che gli riesce meglio...). E ho già parlato del cameo di Ford, giusto? Naturalmente al tutto deve essere anche aggiunta la componente "sentimentale" (pressoché assente nella storia originale), ed è chiaro che la giovane ragazza e il bel capitano non possono non finire a letto insieme. Cosa che di per sé non è negativa a priori, ma che, come molte altre, appare forzata e innaturale, messa lì solo perché "ci deve essere".

Con questo non voglio dire che Foundation sia sgradevole: il ritmo è buono, le sorprese ben cadenzate, l'azione non manca. Si passa pur sempre un paio d'ore di buon intrattenimento, non è un film di quelli che ti fanno strascicare le gambe in terra dall'esasperazione. Per capirsi, anche Independence Day si guarda volentieri, no? Tuttavia, è irritante constatare come, ancora una volta, è stata completamente stravolta un'idea di fondo storica, per trarne un prodotto "commerciale". A dimostrare queste intenzioni è innanzitutto il cast, ma anche la faciloneria con cui sono stati mischiati tutti gli elementi. Per non parlare dei plot hole... uno su tutti: se alla fine Preem Palver ha rimosso il ricordo della Seconda Fondazione a tutti i presenti, come fa Arkady a raccontarlo? Ci sono anche altri aspetti nebulosi, ma stare ad elencarli è superfluo, basti sapere che, pur ignorando la storia nella sua forma originale, non si rimane del tutto convinti da quelloche si vede sullo schermo. Tutto ciò però conferma questa triste tendenza hollywoodiana di snaturare i prodotti di valore, prendendo quel che basta per giustificare un titolo che si lega alla tradizione ma alterando tutto il resto.

Non dico che io avrei saputo fare di meglio. Per la verità, non credo che il problema sia tanto Emmerich alla regia piuttosto che Nolan. Il fatto è che la Fondazione non è fatta per essere proiettata sullo schermo. Per la sua stessa natura, questa storia non è adatta a una trasposizione cinematografica (o anche in serie televisiva), vista la prospettiva storica impossibile da concentrare in uno spazio così ridotto. Personalmente, era questo che mi portava a gridare "NOOOOOO!!! NON ROVINATE ANCHE QUESTO!!!", la consapevolezza che, in ogni caso, il vero spirito della serie di Asimov sarebbe stato tradito. E purtroppo, come spesso accade, il tempo mi ha dato ragione.



Nota: il film Foundation non esiste. Questo mio lungo articolo è la risposta all'iniziativa Impossible Movies Project lanciata sul blog Minuetto Express. Il fatto che il film però non esista non vuol dire che me lo sono inventato. Di un Roland Emmerich alla regia di una trasposizione della Fondazione si parla da anni, fortunatamente senza sviluppi concreti, ma pare un progetto tuttora aperto e potenzialmente realizzabile. Visto che con ogni probabilità si tratta di fatto di un "film che non vedrete mai", ho deciso di proporlo in questa rubrica. Purtroppo non sono abbastanza abile in termini di manipolazione grafica, e non sono riuscito a realizzare una locandina valida. Se qualcuno vuole prepararla al posto mio, la inserirò nel post.

7 commenti:

  1. Ma con tutti i film che potevi immaginarti, proprio uno di Roland Emmerich sei andato a inventare? XD

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  2. Mi hai fatto tremare i polsi!
    Non si fanno questi scherzi!

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  3. in effetti, a post ultimato, ho cominciato a temere che rolando possa venire a trarre ispirazione...

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  4. Minghia, ci sono cascato come un mutante in mutande. Stavo andando su wiki a cercare info sul film. Bella recensione.
    Cmq concordo, impossibile farne un film, senza snaturarlo completamente. Anche se una serie tv, scritta da un team di sceneggiatori in gamba, forse...

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  5. meno male che ho messo il disclaimer all'inizio sennò qui facevo centinaia di vittime...

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  6. Bravissimo!
    Io c'ero cascato in pieno (non avendo letto prima la nota) e trovo assolutamente realistica la trama che hai descritto. Potrebbe davvero venir fuori un film così (se lo facessero...)...uno Zibaldone in salsa Asimov!
    Ciao

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  7. oddio, quanti accidenti mi stanno arrivando per questo post...

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