Coppi Night 25/11/2012 - Mientras duermes

Non so quanto siano graditi i miei commenti sulle trasposizioni dei titoli dei film nelle versioni italiane, che spesso premetto alle recensioni vere e proprie. Tuttavia è un particolare che non posso fare a meno di notare, forse perché personalmente, in quanto a mia volta "autore", do molta importanza al titolo, che in pratica è il nome con cui un autore battezza la sua creatura. In questo caso poi, la versione italiana... non è italiana! Nel senso: Mientras duermes è stato presentato qui da noi come Bed Time, con l'aggiunta sui poster di una malandrina crocetta su quella prima e per farla diventare una a, creando così un pun piuttosto prevedibile. Ora, mi chiedo: a parte il fatto che Mentre dormi mi sembra un titolo molto evocativo, di grande impatto e coerente con l'opera, ma se proprio lo si vuole cambiare, perché inventarsi un titolo in inglese? Trallaltro, nella sua versione anglofona, lo stesso è stato trasposto come Sleep Tight, quindi non è nemmeno stato ripreso quello. Forse l'idea avanzata da qualche espertone di marketing è che un titolo anglofono tira più di uno italiano che tira ancora più di uno spagnolo? Vabbè, non mi voglio addentrare dentro menti del genere, ma ci tenevo a sottolineare l'anomalia.

Ho sostenuto Mientras duermes con poco entusiasmo, aspettandomi (forse anche per via di quel titolo sballato?) un tipico horror in cui, presumevo, spunta l'uomo nero o qualche mostriciattolo simile, magari ripreso con la videocamera a spalla, con tanto sangue ma senza la gioia dello splatter, urletti e attori neri che muoiono per primi... ma mi sbagliavo. Questo film non è un horror, a meno non nella sua definizione attuale più comune: non c'è niente di soprannaturale, e nemmeno maniaci che si divertono a sgozzare gli ospiti del loro albergo per farne degli snuff movie. Volendo definirlo, è forse più corretto parlare di "thriller psicologico", perché è un film che per tutta la durata tiene in tensione lo spettatore, ma lo fa senza scene di azione, inseguimenti e sparatorie. Tutto sta nel seguire il protagonista/narratore, comprendere i suoi obiettivi e cercare di partecipare alla sua missione.

Che poi, in effetti, questo protagonista si potrebbe tranquillamente chiamare maniaco. Stalker, quanto meno, anche se sta allo stalking come Darth Sidious sta al Lato Oscuro della Forza: magari non l'ha inventato lui, ma ne ha fatto una disciplina metodica e ordinata, quasi una ragione di vita a sé. Si presenta come un tipo mediocre, che lavora senza troppa dedizione come portiere in un palazzo, e si sente profondamente infelice. In uno degli appartamenti dell'edificio, però, vive una ragazza, giovane, bella, solare, che tutte le mattine lo saluta e gli rivolge un sorriso di buongiorno. César, il portiere, è ossessionato da Clara, la ragazza, ma se all'inizio la sua può sembrare una semplice infatuazione amorosa, ben presto si scopre che è molto di più e molto di peggio. Si tratta piuttosto di una seria, forte (e folle?) determinazione a renderla infelice quanto si sente lui, a "cancellarle quel sorriso dalle labbra". Il piano viene realizzato intanto con lettere ed sms minacciosi, ma soprattutto con delle intrusioni notturne in casa di Clara, mentre lei dorme, durante le quali riesce a lasciare segni più concreti, più fisici, della sua oppressione. In tutto questo, César ha anche un piano a lungo termine, un obiettivo lontano e terribile che, è sicuro, riuscirà a cancellare per sempre la serenità dalla vita di Clara.

Il film rende alla perfezione le atmosfere cupe e claustrofobiche che sperimenta il protagonista, specialmente nelle sequenze che si svolgono di notte nell'appartamento della ragazza. Sono lievemente scettico su come lui riesca a muoversi in libertà per casa sua senza farsi scoprire: è vero che la droga apposta con cloroformio o simili, ma mi pare strano che l'effetto sia così pesante e così duraturo da lasciargli tutto il tempo e la sicurezza di fare quello che deve. Comunque, dando per buono questo particolare, assistere alle sue macchinazioni incute una profonda inquietudine... ma non solo. Questa, forse, è la cosa più riuscita di Mientras Duermes: César è per sua stessa ammissione il "cattivo", le sue intenzioni sono malvagie e le sue azioni meschine (e quel che è peggio, lui sa di non essere nel giusto, è perfettamente cosciente di stare facendo del male), eppure il film è girato in modo che lo spettatore si trovi ad empatizzare con lui. Per quanto questo sia sbagliato, distorto, orribile, quando il portiere rischia di essere scoperto, si rimane in tensione per lui; quando si scontra con il ragazzo di Clara, si tifa per lui. E se anche ci si rende conto "ehi, aspetta, ma lui è lo stronzo!", per qualche incomprensibile effetto di straniamento in realtà appare come il punto di riferimento. Il suo terribile scopo, perseguito con tanta tenacia (nonostante lui stesso commetta alcuni errori, e rischi di mandare tutto a monte per alcune superficialità), lo fanno passare quasi come l'eroe, anche se le sue "virtù" sono certamente discutibili.

In conclusione, un film a suo modo disturbante, che lascia lo spettatore in uno stato di confusione morale. Forse, per questo, non è un "film per tutti", perché è crudo e diretto, e quello che si prova durante la visione non è del tutto piacevole. Ma non sempre piacevolezza e profondità coincidono, e questo ne è un ottimo esempio. Peraltro, si è trattata di una scelta azzeccata per la giornata mondiale contro la violenza sulle donne.

Ultimi acquisti - Novembre 2012 (parte 1)

Sono passati tre mesi dall'ultima sortita per l'acquisto di cd, e il mio bisogno di nuova musica iniziava a farsi fisiologico. Per questo, il giorno successivo al mio compleanno, sono andato dal solito Mastelloni (avete letto l'articolo che parla di lui su L'unità, vero?) e ho riportato a casa una quindicina di nuovi pezzi da aggiungere alla mia collezione. Come di consueto, suddivido l'analisi in più parti: in questa prima parlerò degli album puramente techno, nei successivi due passerò ad altri generi e commistioni e alle compilation.

Cominciano con Artifakts (bc), che è una ristampa dell'album del 1998 di Plastikman, alias d'esordio del personaggio attualmente noto come Riche Hawtin. La serie di album iniziata all'epoca con Sheet One (la cui cronistoria è riportata all'interno della custodia) costituiva uno dei più interessanti esperimenti di techno-minimal essenzialista, pura nella definizione più "pulita" del termine. I suoni sono definiti e precisi, il ritmo continuo ma non affrettato, la struttura dei pezzi è lineare e intuitiva. Non è certo musica che può piacere a tutti, anzi, molti faticherebbero a definirla "musica", proprio per la sua asetticità, evidenziata dal design candido del package. Eppure, questa a suo modo è storia.


Si rimane in ambito minimale, di nuvo con uno dei nomi più importanti. Ricardo Villalobos è praticame il Re Mida della minimal, perché trasforma in oro qualunque cosa tocca. Il suo nuovo Dependent and Happy, appena uscito per Perlon, è l'ennesima conferma della sua immensa competenza in questo genere. Forse, anzi, dopo il boom degli anni scorsi, Villalobos è uno dei pochi in grado di produrre ancora della minimal di qualità: i suoi pezzi sono sì lunghi e ripetitivi, ma anche profondi e sorprendenti. È difficile definire cosa renda Koito o Timemorf, che all'apparenza sono pezzi semplici, delle tracce così eccellenti. Ed è incredibile come solo con un kick, un hat e un sample vocale l'autore sia riuscito a creare l'atmosfera di Put Your Lips. Insomma, ha poco senso starne a ragionare, va solo ascoltato e assimilato.


Personalmente ho scoperto Daniel Stefanik tre o quattro anni fa, con il suo remix di Zugunruhe di Ripperton, che mi aveva profondamente affascinato. Non ho seguito gli ultimi sviluppi del dj, ma sapevo dell'uscita di un nuovo album e l'ho cercato subito. Confidence, pubblicato da Cocoon, riesce a esprimere bene lo stile dell'autore. Si tratta di techno incisiva, decisa ma non invadente, che si attesta su ritmi non eccessivi e aggiunge alla base una varietà di suoni che riescono a dare un'atmosfera più ampia ai pezzi. Questo non tradisce però l'anima techno dell'album, che risulta coerente nella sua proposta musicale, chiara ed efficace.



Steve Bug ha il merito di essere il fondatore dell'etichetta Poker Flat, una delle etichette più solide nel campo techno/house. Questo di per sé dimotra che è un dj di esperienza, e le sue produzioni raramente mancano il bersaglio. È questo il caso anche per Noir, uscito da poco. I suoi pezzi forse non eccellono per originalità, ma la qualità non manca: sia che si tratti di techno in senso più stretto, sia le contaminazioni più houseggianti arricchite di vocal. L'intento dichiarato è comunque quello di una raccolta pensata per il club, più che per l'ascolto, il che emerge dalla struttura e tono di tracce come No Adjustments e Those Grooves. Qualche pezzo cerca di sviluppare meglio la parte strumentale, come The Seventh Victim, e anche se non si tratta di esperimenti falliti, bisogna ammettere che il focus è più azzeccato per le tracce pensate per il dancefloor.


Questo è probabilmente il gioiello principale che mi sono portato a casa, a maggior ragione perché non mi aspettavo di esserne colpito così tanto. Primavera è il secondo album di Basti Grub, dj che da almeno quattro-cinque anni si è distinto soprattutto per le sue produzioni in stile latin. Il suo album precedente del 2009 era praticamente incentrato tutto sulle sonorità latine, tribali e "big band" riproposte con una base più pressante di stampo techno. Il giochino, pur gustoso, nel corso dell'ascolto si faceva prevedibile, quindi il doppio cd Das Dschungel Orchester non funzionava in pieno. Ma Primavera è un altro discorso. Si tratta sempre di techno, stavolta ancora più definita e inequivocabile. Ma la componente tribal/latin qui è sfruttata con una sapienza che raramente si riscontra altrove. Forse in tempi recenti Nick Curly è riuscito a fare qualcosa di simile, ma qui siamo obiettivamente su un altro livello. Perché Basti Grub, che nonostante l'amore espresso per le sonorità sudamericane e africane è tedesco purosangue da dodici generazioni, non si limita a inserire su una base techno dei campionamenti di musica latina, come solitamente viene impostata quella che si definisce latin techno, ma costruisce i suo i pezzi intorno ad essa, esaltandone l'atmosfera. Per questo, le tracce di Primavera non sono semplici "mash up" di musica elettronica e tradizionale, ma costituiscono una vera e propria fusione di queste due anime apparentemente antitetiche, ma che invece si dimostrano complementari. È anche un album "da secondo ascolto", che acquisisce valore ogni volta che lo si risente e se ne colgono ulteriori, meravigliosi dettagli. Provate ad ascoltare un paio di volte Verano e forse capirete cosa sto dicendo.

A breve il mio primo ebook!

Siccome questo è il mio blog, e "mio" significa che ci faccio quel che mi pare, spreco un post per pubblicizzare l'imminente uscita del mio primo ebook. Posso anticipare infatti che nel giro di pochi giorni metterò a disposizione per il download gratuito il file, in una varietà di formati che dovrebbe accontentare tutti. Sto curando personalmente l'impaginazione, ed essendo la prima volta che mi ci metto devo ancora risolvere alcune dettagli tecnici, ma il grosso del lavoro (scrittura a parte) è fatto, quindi dovrei riuscire a diffonderlo in tempi brevi.
 
Non voglio per il momento svelare il contenuto. Dico solo che si tratta di quattro racconti indipendenti ma con un tema comune, di lunghezza variabile, tutti più o meno fantascientifici con qualche deriva verso il weird. Dei quattro solo uno è stato già pubblicato (anzi, è proprio il mio primo racconto selezionato per un'antologia!), mentre gli altri sono inediti. Il resto preferisco svelarlo al momento dell'uscita ufficiale, fornendo nel frattempo qualche teaser e sneak peek, perché mi piace pensare che sia una cosa che davvero qualcuno possa attendere con trepidazione. Questi frammenti non li metterò qui sul blog, che non voglio intasare, ma se mi seguite su facebook o twitter li vedrete comparire già nei prossimi giorni.

Ma ora che ci ripenso, dai, il primo assaggino ve lo concedo già ora. Ecco un frammento della copertina che mi sono fatto appositamente realizzare dal primo grafico professionista disposto a farmi il lavoro a gratis che ho trovato:




 
Passate da queste parti per gli aggiornamenti che giungeranno a breve!

Coppi Night 18/11/2012 - Dogma


Questa settimana era il mio turno di proporre i film, ma per questioni logistiche e disavventure assortite non sono stato in grado di proporre un tema univoco a cui fare riferimento. Tuttavia, dalla selezione messa insieme è alla fine emerso questo film, un esempio secondo me valido di prodotto leggero ma creativo.  

Dogma è piuttosto conosciuto, e il "Buddy Christ" presentato nelle prime scene è anche diventato un meme abbastanza diffuso (tant'è che ne hanno fatto anche un action figure!).  Qui da noi forse non è conosciuto come fuori, e non voglio dire che in italia non è stato promosso perché è un film che scherza sulla religione (quella cattolica in particolare) e noi abbiamo il papa in casa e cloro al clero, ma insomma, è strano che sia meno famoso, per dire, di un film come Das Experiment. Quindi, breve riepilogo della trama per contestualizzare l'analisi. Dogma inizia quando due angeli rinnegati, Loki e Bartleby (rispetivamente Matt Damon e Ben Affleck), condannati da tempo immemore a vivere sulla Terra, scoprono che esiste un modo per ritornare nel Regno dei Cieli: un vescovo ha infatti indetto un'indulgenza plenaria per chi parteciperà alla cerimonia di inaugurazione di una nuova cattedrale, per cui se i due entrano in quella chiesa, e poi muoiono, andranno in paradiso! Così facendo però, i due dimostrerebbero che Dio aveva torto, quando ha loro imposto che non sarebbero più ascesi al Cielo, e questo paradosso, incidentalmente, farebbe collassare tutta l'esistenza. Dio potrebbe anche intervenire per sistemare la questione, se non fosse che... è stato rapito in una delle sue passeggiate sul pianeta. Per questo alcuni messi divini (il serafino Metatron) convocano un gruppetto di umani che possano mettersi sulle tracce degli angeli e fermarli. Tra questi ci sono l'ultima discendente di Cristo e due fattoni, ai quali poi si aggiunge il tredicesimo apostolo e una musa in pensione (Salma Hayek). Il gruppetto si imbatte in difficoltà successive, scopre poco per volta la natura e il senso della sua missione, e giunge infine al confronto finale coi due angeli, che danno e attaccano a sterminare gente a caso (come ci si aspetterebbe da dei buoni Angeli della Morte, del resto). Nel frattempo, se possibile, ci sarebbe anche da rintracciare e liberare Dio...

Già da queste linee essenziali si può intuire he la storia di Dogma è fantasiosa, con alcuni interessanti spunti di riflessione sia logica che filosofica, poi forse anche teologica, se non fosse che il tono del film, per buona parte, è leggero, quasi al limite del demenziale. Alcuni personaggi, come la coppia di "profeti" e il tedicesimo apostolo, hanno l'obiettivo dichiarato di buttare una battuta ogni tanto, spendo a sfondo sessuale, esorcizzando così la "profondità" dei temi. Sull'altro lato però, vengono messi in evidenza anche problemi più complessi: questioni sulla fede, il libero arbitrio, il "piano di Dio", il senso della vita. Queste parti riescono a dare alla storia una prospettiva più epica, se non bastasse che in gioco c'è la sopravvivenza stessa del cosmo. Tuttavia, forse dall'attrito tra queste due componenti si ricavano alcune pecche nel film. Infatti, a volte, non è chiaro se le uscite dei personaggi debbano essere prese seriamente o costituiscano delle battute. Non è facile infatti cambiare prospettiva mentale tra un ragazzone che insiste per scopare con la discendente di Gesù, e Metatron che racconta di quanto ha spiegato proprio a un Gesù ragazzino la sua missione; si rimane spiazzati quando Bartleby diventa furioso per essere stato abbandonato da Dio, quando mezz'ora prima il suo collega voleva sparare a una signora che non gli aveva detto "salute" dopo uno starnuto. In retrospettiva, non è nemmeno chiaro quale sia l'atteggiamento del film nei confronti della religione: è vero che tutta la storia è un pastrocchio che prende in giro la mitologia cristiana, ma quando si parla della fede il tono è sempre serio, e la presenza di Dio (quando si manifesta) è davvero salvifica, anche per chi non credeva nella sua esistenza.

In definitiva, si tratta di un film godibile, anche se manca di un'identità precisa. Di buono ha che riesce sia a intrattenere sia a far sorgere qualche domanda, ma in compenso a volte si perde troppo in una direzione (il mostro di merda!) o nell'altra (che piani ha Dio per una donna che ha perso l'utero?). Sicuramente, per qualcuno che non si è mai posto problemi di natura teosofica, può essere un buon punto di partenza per interrogarsi.

Rapporto letture - Ottobre 2012

Eh, ottobre è stato un mese di magra! Infatti a quanto risulta dal mio aNobii, ho letto solo tre libri, cioè la metà di quella che è la mia media mensile. Anche se, a fare meglio i conti, in realtà si può constatare che uno dei libri contiene due romanzi, e ce n'è un altro che su aNobii non compare, quindi si arriva a cinque, e siamo già su valori più accettabili. Passiamoli in esame uno per volta.


More about Millemondi Inverno 2010: Un impero per l'infernoIl primo è proprio quello che vale per due: Un impero per l'inferno è il titolo comune sotto cui sono stati riuniti i romanzi Ph0xGen! e Ascensore per l'ignoto, rispettivamente di Italo Bonera + Paolo Frusca e Stefano Carducci + Alessandro Fambrini: quattro autori in un libro solo! I due romanzi sono degli "scarti" di un Premio Urania, segnalati alla fase finale ma non vittoriosi, e scelti in seguito per la pubblicazione. Ph0xGen! è un'ucronia in cui l'impero austriaco ha vinto la prima guerra mondiale, e da lì ha consolidato il suo dominio sull'Europa e il primato sul mondo intero, sostituendosi al ruolo degli USA come superpotenza nella nostra linea temporale. Tuttavia non tutti sono così contenti del dominio asburgico, e così da più parti si iniziano a combinare complotti per rovesciare l'impero. Il mistero centrale ruota intorno a un "segreto" custodito nelle segrete di una certosa, che garantirebbe agli Asburgo il controllo di tutto il mondo. Personaggi diversi si intrecciano quindi dal momento in cui il nuovo imperatore viene assassinato il giorno dell'incoronazione, e lentamente si procede verso la soluzione di tutti i misteri. La storia non è particolarmente originale, ma scritta comunque in modo avvincente, quindi si segue bene. A stupire è soprattutto l'ambientazione, che i due autori hanno reso al meglio, infondendo di "austricità" tutto il mondo moderno, a partire dai termini tecnologici/informatici che hanno matrice tedesca piuttosto che inglese. Molto gustosi anche i richiami a personaggi contemporanei traslati nell'universo ucronico. L'altro romanzo si muove su temi completamente diversi: parte all'inizio come una sorta di pastiche al limite dell'assurdo, ma dalla metà in poi si sviluppa sostanzialmente sul modello di un fantasy, con una principessa che incarna il Bene che deve sconfiggere un terribile signore del Caos. Ci sono accenni di satira, ma oltre metà libro non sono altro che un continuo avvicinarsi dei due avversari, che sfruttano quelle che di fatto sono doti magiche per condurre la battaglia. Il finale poi non illustra né rappresenta nulla di concreto, quindi non si capisce come finisce davvero la storia. Il voto 6/10 complessivo che assegno al libro è composto dalla media tra il 7 per Ph0xGen! e 5 per Ascensore per l'ignoto.


More about Minuti contatiSi rimane sugli autori italiani con la raccolta Minuti contati, curata da Maurizio Bertino per Nero Cafè. Ne avevo già parlato segnalando l'uscita del libro, che contiene anche cinque miei racconti, quindi per capire di cosa si ritratta vi rimando a quel post. Nel complesso la raccolta mi ha soddisfatto, anche perché in molti casi ha riportato le memorie del fulmineo concorso a tema da cui il libro ha origine, ed è stata una sensazione piacevole. Ma al di là di questo, il libro contiene diversi racconti di buon livello, e stupisce come autori "non professionisti" siano riusciti a creare pezzi di qualità in così poco tempo, oltre a fornire un'interessante prospettiva dei temi interpretati in modo diverso da ogni autore. I toni e i generi sono variegati, dall'horror alla fantascienza, dal thriller all'umoristico, ma tutti i racconti hanno un loro "nucleo" in grado di sostenerli. Il curatore inoltre ha anche inserito un'utile cronistoria del concorso, illustrando come si sono svolte le varie edizioni e quali autori sono via via emersi, per andare poi a formare la classifica finale, inserita in appendice. Si ottiene quindi un prodotto ben studiato che celebra una delle iniziative attualmente più valide che si trovano in giro. Voto: 7/10.


Ecco il libro che non compare su aNobii, e si tratta del primo vero e proprio ebook consumato sul mio recentemente acquisito kindle! Si tratta di Lo schiacciaporci, ebook gratuito di Simone Corà, scaricabile dal suo blog. Non è un romanzo, ma un racconto lungo, che segue le avventure di una guida che accompagna in una grotta del suo paese un turista, ignorando che questi è in realtà un cacciatre di mostri, che a quanto pare sono abbondanti e feroci in tutto il mondo. Il racconto è pieno di azione e di umorismo nero, quindi si legge velocemente e con piacere. La storia non è certo sconvolgente, si limita appunto a una caccia al mostro, ma proprio perché il tono rimane leggero e il ritmo serrato si legge con piacere. Forse il finale non è del tutto completo, e fa pensare che questo possa essere il primo capitolo di una serie piuttosto che un racconto autoconclusivl, ma il rapporto soddisfazione/impegno è assolutamente positivo. Voto: 7/10


More about Vita con gli automiEccezionalmente, questo mese James White è l'unico autore straniero che ho letto. E anche Vita con gli automi contiene in realtà due romanzi: Vita con gli automi, appunto, e Partenza da zero. Il primo racconta di un medico che si risveglia dopo un lungo criosonno in un mondo in cui la vita ha praticamente cessato di esistere, e l'unica compagnia esistente sono i robot che mantengono attivo l'ospedale in cui lui era ibernato. Resosi conto di essere l'unico sopravvissuto, cercherà di dirigere il suo esercito di robot per riportare la Terra in condizoni abitabili, ma si accorge che i progressi sono troppo lenti, e sarà costretto a successive lunghe ibernazioni per vedere i risultati delle sue azioni, in una simulazione di viaggio nel tempo monodirezionale. Partenza da zero si apre invece con una guerra tra umani e una razza aliena, e un piccolo contingente di prigionieri abbandonati sul pianeta che gli alieni utilizzano come pirgione aperta. I nuovi venuti hanno intenzione di mettere insieme un piano per fuggire, e lavoreranno anni interi per preparare tutto il necessario, incidentalmente industrializzando il pianeta-prigione. Alla fine, si scopre che il vero obiettivo del comandante era ben altro, ma che è stato raggiunto senza che nessuno se ne accorgesse. Entrambe le storie seguono più o meno la stessa struttura, quella di un complesso problema di base che viene affrontato un pezzo per volta, e la cui soluzione si rivela poi sorprendente. Forse la prospettiva più ampia del primo lo rende migliore, ma comunque anche l'altro è più che sufficiente. Voto: 7/10