Rapporto letture - Ottobre 2011

Una mattinata sotto l'effetto dell'acido acetilsalicilico è l'occasione ideale per redigere il rapporto letture del mese scorso, impresa impegnativa visto che si tratta di rievocare sette libri. Sarà un post più lungo della media quindi parto subito.


More about La scacchieraQuesto vecchissimo Urania è un romanzo di John Brunner, autore che ho già avuto modo di apprezzare intanto per l'ottimo e innovativo Tutti a Zanzibar, e poi per una serie di racconti sempre di buon livello che mi è capitato di leggere. Se di solito però Brunner si occupa di fantascienza (anche se non nella sua forma più hard), questa storia è invece un mistery/giallo, ambientato in un'ipotetica capitale di un paese sudamericano governato da un dittatore. Il protagonsita è un analista del traffico, assunto apparentemente solo per risolvere i problemi di viabilità della città, ma ben presto si scopre che la posta in gioco è molto più alta, ed egli stesso rimane coinvolto in un gioco più grande di lui. Non costituisce spoiler rivelare che La scacchiera è ingegnosamente costruito basando i movimenti dei personaggi su quelli di una famosa partita di scacchi, ma se sulle prime questo sembra più una sfida per lo scrittore che un plus per il lettore, arrivati alla fine si scopre che questa impostazione non è puramente strutturale, ma anche funzionale alla trama, e non si può che riconoscere la grandezza di questo scrittore che è riuscito a mettere insieme un meccanismo così perfetto. Voto: 8/10


More about Missione eternaGeneralmente apprezzo Joe Haldeman, ma la mia considerazione nei suoi confronti sta via via scemando. Forse perché di recente mi sono trovato sempre più spesso a leggere sue storie che sembrano scritte per inerzia, più che per ispirazione. Questo Missione eterna, che dovrebbe essere un seguito dell'eccellente (quello sì!) Guerra eterna, è un esempio chiaro di questa tendenza. A parte il fatto che con il capitolo precedente ha in comune solo i personaggi, e che la storia è completamente diversa (non sarebbe necessariamente un male, se non si pensasse maliziosamente che Haldeman abbia voluto cavalcare il successo dell'altro libro), questo è un romanzo che sembra non avere una direzione precisa, come se fosse stato scritto portando avanti idee improvvise e tra loro indipendenti. Quasi metà libro per entrare nell'azione vera e propria, e una conclusione che francamente appare ridicola, un finale che si sarebbe potuto appiccicare senza criterio a qualunque storia. Non ci siamo. Voto: 5/10


More about Il mondo nuovo - Ritorno al mondo nuovoAccostandomi a Il mondo nuovo ero leggermente timoroso. Questo perché credevo che il romanzo di Aldous Huxley, come molti "classici" fosse ponderoso e difficile da seguire per stile e temi. Invece questo romanzo distopico non è solo interessante per le sconvolgenti idee che espone, ma anche una lettura appassionante per le vicende di cui i personaggi sono protagonisti. I brevi saggi aggiunti alla fine aiutano a inquadrare in maniera più completa i problemi affrontati nel libro, dando una visione inquietante del "mondo nuovo", che oggi pare quanto mai vicino (e infatti proprio da qui ho tratto il [quote] # 14). Si associa spesso questo libro a 1984di Orwell come esempio di distopia futuristica, ma è mia convinzione che questo sia molto più subdolo e realistico: la dittatura del piacere al posto di quella della repressione; popolazioni condizionate non ad avere paura, ma a godersi la vita; sovraccarico di frivolezze invece della censura. Vi ricorda qualcosa? Voto: 8.5/10


More about Sotto la dicitura dei miracoliNon avrei mai letto questo libro (anche perché probabilmente non lo si trova in libreria), se non mi fosse stato prestato da un conoscente dell'autore Vladimir G. Londini, desideroso di avere la mia impressione sul romanzo (forse abbagliato dal titolo di Scrittore dell'Anno di cui ancora posso fregiarmi). E, a dirla tutta, se non avessi letto questo Sotto la dicitura dei miracoli non mi sarei perso niente. Pur figurandovi alieni e pianeti diversi, si può dire che sia fantascienza nella stessa misura in cui le favole di Esopo sono etologia. La storia è confusa e incomprensibile, mescola misticismo neocristiano a filosofia newage, tira in ballo valori e rivelazioni senza ragioni precise, utilizza personaggi tutti simili tra loro che agiscono senza ragioni precise. Se devo essere onesto, dato che un minimo conosco questo mondo, è chiaramente l'opera di un principiante pubblicata senza una minima critica letteraria. Voto: 3/10


More about GesùRestiamo in ambito pseudoreligioso con un altro libro che mi è stato prestato, l'unico non-narrativo di tutto il mese. In Gesù - L'invenzione del dio cristiano, l'autore Paolo Flores d'Arcais sfrutta argomenti storici e culturali per mostrare come la figura di Gesù, che probabilmente fu soltanto un predicatore come tanti, sia stata manomessa dai suoi stessi seguaci fino a farne diventare un messo divino. Sfruttando in gran parte le stesse fonti dei vangeli, si scoprono le contraddizioni e le interpretazioni distorte volutamente dalla Chiesa, ed è difficile riuscire a confutare la validità delle argomentazioni. Una lettura sicuramente interessante, forse resa più ostica dalle numerosissime citazioni che compaiono per tutto il libretto. Voto: 7/10


More about Strani attrattoriStrani attrattori viene presentato come "antologia di fantascienza radicale", ma in realtà mi sembra più opportuno parlare solo di letteratura underground, perché molti racconti di fantascientifico non hanno proprio nulla. Questo non vuol dire che la raccolta perda di valore, perché i molti autori coinvolti riescono a fornire una panoramica di temi, stili e interpretazioni del mondo moderno capasce di lasciare un segno profondo nel lettore. Si trovano opere di gente conosciuta come Sterling, Ballard e Di Filippo, così come altri meno noti e alcuni addirittura anonimi. Oltre ai racconti veri e propri ci sono anche alcune poesie, e brani di testo costituiti di poche righe di difficile collocazione. Peccato scoprire solo nella postfazione che la ShaKe, per la trasposizione italiana, sia stata costretta a tagliare un numero considerevole di lavori. Voto: 8/10


More about MalapuntaL'ultimo libro del mese ho finito di leggerlo sul treno di ritorno dal Lucca Comics, mentre alcuni ragazzini di fronte a me discutevano del fratello di Vegeta. Si tratta di Malapunta, che riporta in copertina Morgan Perdinka come autore. Questo Morgan Perdinka, che difficilmente avete sentito nominare, è un personaggio del romanzo L'estate di Montebuio di Danilo Arona, e (ve lo rivelo io) in realtà Arona è l'autore anche di questo libro di Edizioni XII, di cui lui si dichiara soltanto curatore. Una storia complessa, ambientata su un'isola (Malapunta, appunto) dell'arcipelago toscano, un posto misterioso e forse "magico", in senso molto ampio. In Malapunta di mescolano elementi fantascientifici, mitologici, horror e onirici, in un percorso che da un test di "sogno collettivo" procede verso una probabile e imminente fine del mondo. Forse manca qualcosa per poter dire che questo libro è perfetto, perché arrivati alla fine non tutti i dettagli trovano una loro chiara spiegazione (anche se il confine tra realtà e sogno è uno dei temi principali, per cui può darsi che si tratti di un effetto voluto), e alcuni personaggi e situazioni sembrano non essere sfruttati al pieno delle loro potenzialità. Ma la storia è avvincente e soprendente, e in più di un'occasione ci si trova di fronte a degli sconvolgimenti che obbligano il lettore a riconsiderare tutto quanto appreso fino a quel momento. In definitiva, un ottimo romanzo di un autore italiano che non ha niente da invidiare ai colleghi best-selling internazionali. Voto: 9/10

Coppi Night 06/11/2011 - Libera uscita

Sarà il momento diffic-, cioè, mi correggo: dimmerda che stiamo passando un po' tutti di questi tempi, ma ultimamente alle Coppi Night vanno le commedie. La selezione di film di questa settimana proponeva varie alternative tra castori e palloni, ma alla fine l'ha spuntata quest'altra (solita) commedia sentimentalsessuale americana. Immemori dei terribili patimenti dell'ultimo film di questo tipo, i membri del Club hanno dato fiducia a un film che, invece di giovani yuppies arrapati, propone le storie di alcuni yuppies di mezza età che hanno perso il loro ardore dopo anni di matrimoni e figli scodellati. I due protagonisti ottengono dalle rispettive mogli una settimana di "libera uscita", ovvero una sorta di nullaosta speciale per poter soddisfare il loro desiderio di promiscuità e tornare all'ovile più mansueti di prima.

Cosa ci si può aspettare da una trama del genere? Esatto, proprio quello che state pensando: i quarantenni prima rimbalzano, poi imbroccano, poi si tirano indietro, e mentre le mogli a loro volta hanno trovato da fare con dei ragazzotti che potrebbero essere i loro figli, arrivano a capire che la vera passione di cui hanno bisogno non è quella delle fresche squinziette là fuori, ma l'amore solido e routinario delle rispettive sfiorite consorti. [Che poi: sfiorite il cazzo! Ci arrivassi io a quarant'anni con una moglie in quelle condizioni!] Avreste mai immaginato una morale come questa? Se la risposta è no, probabilmente non avete acceso la televisione negli ultimi sessant'anni, e vi siete persi tutto quello che sta tra Happy Days e I Simpson.

Fortunatamente, si può dire il film è divertente, e grazie a diverse battute azzeccate e gag che coinvolgono i principali umori corporali la storia scorre in modo piacevole e quasi ci si dimentica che si sta assistendo a una rappresentazione delle più noiose banalità della cultura WASP (quarterback del college inclusi). Quindi, non un film che rivedrei, ma posso dire che la visione è stata piacevole quanto le frittelle al cioccolato che mangiavo nel frattempo: un sapore soddisfacente ma di cui ci si dimentica in fretta.

Facce di libro e facce di cazzo

Sfrutto questo post per riferire qualcosa che non mi riguarda personalmente, ma è capitato a un mio amico. Mi pare un episodio interessante per dare un'idea delle perversioni dell'attuale Era dell'Informazione.

Circa una settimana fa, questo mio amico (di cui non faccio il nome per ragioni che in seguito appariranno chiare, lo chiamerò soltanto Z) è stato chiamato a casa dalla polizia postale. Cercavano proprio lui, si sono accertati della sua identità e lo hanno invitato a presentarsi da loro per una "chiacchierata". Al telefono non gli hanno detto nulla riguardo la ragione della sua convocazione, rimandando tutto all'incontro di persona. Naturalmente già questo ha causato un certo sconcerto, perché Z sa bene di non aver commesso nessun crimine per il quale si renda necessario "chiacchierare" con le forze dell'ordine. Ma il tono della richiesta era quello che non si può rifiutare, per cui alla prima occasione Z ha preso la macchina e si è fatto un bel viaggetto di un'ora per raggiungere gli uffici della polizia postale.

Arrivato sul posto, Z è stato fatto accomodare e dopo un paio di domande tendenziose, volte in pratica a verificare se raccontava balle (perché sapevano già la risposta), gli è stato chiesto se utilizza qualche social network. L'innocente risposta affermativa ha dato loro la conferma delle accuse in campo: un professore universitario di Z (laureato già da parecchi mesi) ha sporto denuncia verso di lui e tutti gli studenti che gli hanno rivolto ingiure di qualsiasi tipo tramite facebook.

Z ovviamente non ricorda il caso specifico, ad anni di distanza, ma ammette di aver probabilmente mandato cordialmente in culo il prof, dopo essere stato bocciato a un esame, commettendo forse l'imprudenza di scriverlo pubblicamente su facebook. Si parla quindi di qualcosa del tipo:

Z scrive: ma vaffanculo al prof e al suo corso del cazzo!
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Tutto qui. Non ci sono di mezzo minacce, apologie di reato, affermazioni razziste, antisociali, e nemmeno blasfeme. Il professore in questione ha fatto rintracciare tutti gli studenti che hanno scritto frasi del genere e li ha denunciati in blocco. Ancora da vedere se il giudice convaliderà l'accusa, quindi tutto potrebbe finire lì. "Niente di cui preoccuparsi" è stata l'ultima frase dell'agente a Z, "ma è meglio se intanto cerchi un avvocato penalista."

Per cui, per questo giochino per cui non c'è niente di cui preoccuparsi, Z si è preso una notevole strizza, ha persona una mattinata e una somma misurabile tra benzina, autostrada, parchimetro eccetera, e probabilmente dovrà sborsare dell'altro anche solo per un consulto con un amichevole avvocato penalista.

Evito considerazioni che potrebbero apparire superficiali e qualunquiste, ma sono convinto che molti (tutti?) pensiamo la stessa cosa. Questo post, come dicevo all'inizio, vuole essere solo un monito di quello che può capitare a chiunque di voi, un giorno qualsiasi. Dovesse succedere, vi faccio passare da Z il contatto del suo penalista di fiducia.

Coppi Night 30/10/2011 - Frankenstein Junior

Anche i grandi classici, di tanto in tanto, hanno l'occasione di manifestarsi ad una Coppi Night. Difficilmente vinceranno mai film come Via col vento o Guerra e pace (anche se questo io l'ho proposto), ma un Ritorno al futuro (film di cui sono il tutor) o un Sergio Leone sono già capitati, e ora al conto si aggiunge anche l'opera di Mel Brooks.

Proprio perché si tratta di un immancabile classico, non mi sembra il caso di procedere con una vera e propria recensione, perché non avrei nulla da aggiungere a quanto è già stato detto in decenni di storia del cinema. Di Frankenstein Junior oggi si può dire che è un po' superato quanto a ritmo e struttura, con recitazione e scene forse più vicine al teatro che al cinema, ma rimane a distanza di tanti anni un film ancora valido, antesignano di tutte le parodie semidemenziali che partono appunto con Mel Brooks, passando per i fratelli Zuckerman e approdando tristemente sui recenti Scary Movie.

Liquidate in due frasi le impressioni sul film, prendo spunto per una riflessione di altro tipo. Non so se si può parlare di un cambiamento negli standard di lavoro dell'industria cinematografica (almeno quella italiana), ma è interessante notare come in un prodotto tanto vecchio sia stata messa una cura tanto approfondita nell'adattamento dei dialoghi da riuscire a trasporre (in modo grossolano, ma efficace) battute basate su giochi di parole intraducibili. Per esempio nella scena della carrozza:

- Werewolves. [Lupi mannari.]
- Where wolves? [Dove lupi?]
- There wolves. There castle. [Là lupi. Là castello.]
Che in italiano diventa il famigerato "lupi ululì, catello ululà". È forse ingenuo, ma anche ingegnono e sicuramente valido, in tono con il film che già in precedenza si soffermava sull'assurda parlata del servitore gobbo. Ci sono anche altri esempi, ma questo è sicuramente il più calzante. La cosa fa riflettere perché se si pensa a prodotti più recenti, in cui parole di uso comune vengono tradotte in modo del tutto fuori contesto e insensato, viene da pensare che l'approccio all'adattamento dei film sia cambiato drasticamente.

Sondaggio: cambiare i colori del blog?

È passato quasi un anno da quando ho aperto questo nuovo blog, e come già facevo notare nel 100° post posso ritenermi soddisfatto per i risultati ottenuti. Unknown to Millions non è certo un nodo di traffico intenso, ma ho una buona platea di lettori e un numero moderato ma costante di visitatori giornalieri, per cui non mi lamento.

Tuttavia, mi è stato fatto notare un paio di volte che il tema che ho scelto per il blog (sfondo blu e scritte grigio) non facilita la lettura. Onestamente a me sembra che i toni che ho scelto siano comunque abbastanza tenui da non cazzottare il lettore, ma può darsi che la mia sia una valutazione distorta dai miei gusti personali e dal desiderio di mantenere una continuità con il vecchio blog. D'altra parte può anche darsi che quei 2/3 segnalatori soffrano di una forma latente di discromatopsia.

Quindi chiedo a tutti quanti si troveranno a passare di qui: preferireste che cambiassi i colori, scrivendo i post con un carattere scuro su uno sfondo chiaro?

Potete rispondere al sondaggio qui accanto, in modo che possa farmi un'idea. Lo tengo aperto per una settimana o poco più, solo per consentire a quanti di solito o per caso leggono queste parole di darmi un loro responso. Se volete, potete cogliere l'occasione per lasciarmi un commento riguardo alla fruibilità dei contenuti, e se pensate che qualche modifica nella struttura del blog sarebbe necessaria.

Tengo a precisare che non credo nella democrazia mediata tramite il voto popolare, per cui non deciderò cosa fare in base ai risultati del sondaggio, ma far esprimere i diretti interessati può fornirmi una panoramica utile per valutare come muovermi.

Grazie per la collaborazione.