Coppi Club 21/09/2014 - Demolition Man

Questo film è un classico, c'è poco da dire. Risalente a un'epoca in cui probabilmente fare un film era più facile, nel senso che non esisteva (o forse era appena iniziata) la corsa all'effetto speciale e la gara a sorprendere lo spettatore con riferimenti incrociati, easter egg e scene after-credits. E forse era anche più facile risultare credibili mostrando tecnologie fantascientifiche diventate di uso comune a distanza di pochi anni, quando adesso difficilmente si riesce a farla franca mostrando nuove tecnologie di 10-20-30 anni nel futuro. Quindi non c'è da meravigliarsi che gli spettatori smaliziati di allora abbiano adorato Demolition Man, che conserva ancora qualcosa del suo fascino originario.

Non sto a descrivere la trama perché appunto si tratta di un film più che noto, anche se devo ammettere che, sottraendo tutta la parte di distruzione e scontro tra buoni e cattivi, il plot è meno banale di quel che può sembrare. Per dire, ha molto più senso (con le dovute proporzioni) quello che succede in questo film rispetto, chessò, ai più recenti A-Team o Mercenari (ma anche ai ultimi Batman di Nolan, per dire). Un aspetto interessante è sicuramente la parte satirica, perché anche se non si può dire che il film abbia un valore allegorico, c'è sicuramente un sottinteso nel ritratto di questa società del futuro in cui la polizia non sa cosa sia un omicidio e le macchinette automatice multano per ogni oscenità pronunciata. Quindi non voglio stare a scavare e tirare fuori interpretazioni da cinema d'essai, ma l'utopia del 2030 non è soltanto un'ambientazione a sé, ma un'efficace parodia di quello che già conosciamo.

Ribadisco anche che il film segue dei cliché piuttosto facili: il poliziotto infallibile, il criminale psicotico (Phoenix probabilmente è un buon esempio di allineamento chaotic evil), il politico corrotto, il povero coraggioso e così via. In questa società artefatta però la formula non stona troppo, e tutto sommato lo spettatore empatizza con Stallone che a sua volta si trova spaesato e confuso dal nuovo contesto. C'è però qualche discrepanza nel modo in cui viene mostrata la nuova epoca: dando pure per buoni tutti gli avanzamenti tecnologici e sociali, si tratta comunque del 2030, quindi 30-40 anni nel futuro rispetto all'epoca di partenza. Ora, alcuni personaggi hanno pressappoco trent'anni, altri anche di più, per cui è improbabile che possano davvero aver dimenticato tutto del mondo di qualche decennio prima, dalla criminalità, alla musica, alla carta igienica. Forse è una sottigliezza, e alla fine dei conti un peccato lieve che non ha impatto sulla trama (a differenza di altri plot hole ben più rilevanti in altri film), ma è impossibile non farci caso.

Quindi un film d'azione vecchio stile, quando non ci si faceva troppi scrupoli a mostrare una certa violenza anche cruda, e tutto sommato sempre piacevole da rivedere.

1 commento:

  1. "te ne pentirai per il resto della vita, più o meno tre secondi"
    Bellissimo!

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