Rapporto letture - Giugno 2013

Ecco il primo rapporto letture della stagione estiva! Giugno è stato un mese piuttosto "turbolento" a livello personale, ma questo non ci impedirà di leggere e ora recensire i cinque libri di media mensile! Stavolta si parla quasi esclusivamente di fantascienza, con soltanto una breve intrusione di un manualetto di agricoltura. Non sto scherzando.

Più riguardo a TransitionIl primo libro letto è stato Transition di Iain Banks, importantissimo autore della fantascienza contemporanea scomparso improvvisamente qualche mese fa. Ora, Banks aveva la particolarità di scrivere con due pseudonimi: questo e Iain M. Banks (con solo l'iniziale nel mezzo), e si dice che questo secondo moniker fosse usato per scrivere i libri di fantascienza, mentre quello senza M per il mainstream. In base a questa distinzione, Transition dovrebbe essere un libro "non di genere"... e invece è fortemente fantascientifico. Semplificando al minimo, è una storia di universi paralleli, con una élite di "viaggiatori" che si sposta e controlla tutte le realtà parallele (o almeno quelle accessibili). Ma ci sono degli oppositori all'interno del Concern, e da questo conflitto interno si origina la serie di avventure descritte nel libro, adottando il punto di vista di numerosi personaggi, l'identità dei quali non è chiara fin dall'inizio ma si rivela poco a poco. La storia è sicuramente appassionante, e le idee contenute molto stimolanti, tuttavia c'è qualcosa che non funziona a dovere in questo romanzo: forese, è proprio l'eccessiva focalizzazione sui personaggi che fa quasi passare in secondo piano la trama e perdere il filo. Non è facile quindi ambientarsi all'interno delle transizioni, ma nonostante qualche divagazione alla fine vale la pena. Voto: 7.5/10


Cambiamo decisamente tema, toni e mezzi, con Due minuti a mezzanotte, l'ebook che raccoglie tutti i capitoli del roundrobin che nel corso del 2012 ha visto impegnarsi molti scrittori e blogger per creare in comune un'ampia storia supereroistica. In 2MM si trova infatti un po' tutto l'assortimento di poteri e personaggi tipici del genere, e si pensa inevitabilmente ad X-Men e simili. In effetti, la storia non è del tutto omogenea. Probabilmente proprio perché deriva dai contributi separati di molteplici autori, con obiettivi, stili e caratteri diversi, manca un senso di unità all'intero libro. Si può probabilmente intuire che ogni autore, nel suo capitolo, abbia cercato in qualche modo di dare un apporto significativo, e per questo si accumulano continuamente nuovi personaggi e rivelazioni che poi non trovano un adeguato sviluppo. In definitiva credo quindi che un progetto come questo trovi la sua forma ideale proprio nel "racconto a puntate" su blog, ma preso unitamente in un singolo ebook perde parte della sua sostanza. Peraltro segnalo che è attualmente in corso la seconda stagione di 2MM: Nativity. Fate un giro sul blog! Non assegno un voto perché come ho spiegato non credo sia appropriato valutarlo in questa forma.


Più riguardo a Robot 67Un po' in ritardo ho preso a leggere anche il numero 67 di Robot. Solito mix di autori italiani e stranieri, racconti inediti e recuperati. Qui troviamo per esempio alcuni pezzi di Fredric Brown, che per quanto sempre validi si erano già letti e riletti altrove. Interessante l'ultimo, un Premio Hugo che ricorda La moglie dell'uomo che viaggiava nel tempo, mentre tra i racconti italiani forse l'unico che risalta è quello di Clelia Farris, che riesce a catturare con le sue atmosfere. Tra gli articoli troviamo cronache interessanti di Brown e Dick, e un lungo pezzo di Fredereik Pohl su una delle sue mogli che, sinceramente, lascia il tempo che trova. Nel complesso commestibile ma nessuna perla dentro: voto 6/10


Più riguardo a 2061Ogni tanto mi viene in mente che devo completare qualche saga, e quella di Odissea nello Spazio è una di queste. Ero a metà della tetralogia di Arthur C. Clarke, ed ero rimasto bloccato perché non trovato il terzo libro, ma poi mi sono reso conto che con il mio kindle potevo anche cercarlo in inglese, e così ho acquisito 2061: Odyssey Three. Il titolo però è ingannevole, perché di odissee qui non se ne vede. Soltanto un'astronave che va incontro alla cometa di Halley, e un'altra naufragata su Europa (la luna di Giove, non il continente), che alla fine di 2010 era stato messo in quarantena dai monoliti. Come Clarke ci ha abituato, le situazioni presentate sono spunti per introdurre idee e teorie di tipo squisitamente scientifico/speculativo, e in questo caso è più questo aspetto a sorreggere il libro, piuttosto che la trama. Fortunatamente nell'epilogo qualcosa sembra muoversi in preparazione per la conclusione di 3001. Voto: 6.5/10


Più riguardo a La rivoluzione del filo di pagliaE infine, l'avevo detto: La rivoluzione del filo di paglia, un "manuale introduttivo" di "agricoltura naturale", e se uso tutte queste virgolette c'è un motivo. Infatti il metodo di Masanobu Fukuoka ha sì un suo valore "coltivativo", ma è soprattutto un approccio rivoluzionario, per quanto minmalista, all'agricoltura in genere. Semplicemente, si tratta di non fare nulla, e lasciare e che la roba cresca da sé. Il libro è tanto un manuale quanto un manifesto, e contiene oltre a spiegazioni spicciole su come coltivare il riso anche inserti sociologici, politici, filosofici, scientifici e così via. Gli spunti sono molto validi, e infatti se siete stati attenti qualche settimana fa ne ho tratto una citazione di ambito culinario. Non vi consiglio di leggerlo, perché se l'argomento non vi interessa non sapreste cosa farne, ma devo ammettere che è stato stimolante. Non metto un voto perché non so come valutare un manuale-manifesto...


In realtà avrei letto anche un sesto libro, un racconto di Paolo Bacigalupi scovato da qualche parte, ma trattandosi appunto di un solo racconto di cui non ricordo nemmeno il titolo, evito di dilungarmi in una recensione che sarebbe lunga quanto il testo stesso.

2 commenti:

  1. Ricordo di aver letto sia 2061, che ricordo pochissimo, e 3001. Non ho letto invece i due che hanno visto trasposizione cinematografica, probabilmente più interessanti. 3001 è più distante dal realismo di Clarke... anche se è sempre hard SF. C'è il tentativo di chiudere un po' il ciclo, dando una spiegazione (se possibile) al quesito dei monoliti e non mi era dispiaciuto. Forse però non è invecchiato benissimo.

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  2. in ogni caso in ogni introduzione Clarke specifica che la sua non è proprio una saga, ma una serie di storie ambientate in universi "adiacenti". questo per giustificare alcune retconizzazioni, per esempio il fatto che in 2001 la discovery andasse verso saturno e in 2010 invece si trattava di giove (come nel film).

    in generale in effetti i suoi romanzi non invecchiano bene, in parte anche perché il nucleo scientifico, molto forte, diventa osboleto.

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