Westworld 3x06 - Decoherence

A due episodi dal finale, si inizia ad accelerare per avvicinarsi al climax, e infatti Decoherence segue una struttura simile a quella vista in Mother of Exiles, con i vari personaggi seguiti in parallelo via via che la crisi si sviluppa. I pezzi sono tutti in posizione e adesso sta ai vari giocatori muoveri per raggiungere il proprio obiettivo. Non fosse altro che molti di loro non hanno ancora capito quale sia.

Se in un certo senso la battaglia principale è quella tra Serac e Dolores, con il primo intenzionato a mantenere il suo controllo sul mondo (per fini altuistici, sia chiaro) grazie alle previsoni di Rehoboam mentre l'altra come visto in Genre vuole invece togliere questo potere dalle sue mani (ma non sappiamo se per filantropismo o utilità personale). Tutti gli altri però sembrano oscillare tra una posizione e l'altra, e hanno tutti il potenziale di essere la wildcard capace di ribaltare l'esito della partita.

Abbiamo per prima Maeve, riportata da Serac nella simulazione dopo il fallimento del suo primo attacco a Dolores/Musashi. Continua a non fidarsi di Serac, ma ha più paura di Dolores e teme che lasciare a lei il potere di accedere alla Valley Beyond dove si sono rifugiati gli host (inclusa sua figlia) sia pericoloso. Ottiene da Serac di ottenere l'aiuto di suoi ex alleati e così tornano in scena Sizemore ed Hector, seppure per poco. Abbiamo anche una sua chiacchierata con Dolores, almeno la sua versione recuperata dall'host con le sembianze di Connels eliminato nella puntata scorsa, e i dubbi su quale sia il lato più virtuoso rimangono.

Poi c'è Charlotte, che possiamo chiamare così perché è evidente che la sua personalità non è più allineata a quella della Dolores originale. Infatti anche se continua a combattere Serac dall'interno della Delos, Charlotte si preoccupa per la sua famiglia. Lo fa in modo così intenso che è proprio questo a tradirla, e adesso capiamo meglio che cosa intendeva suo figlio qualche episodio fa quando le ha detto di non riconoscerla: credevamo che fosse perché il comportamento di Charlotte fosse distante, invece è il contrario, si stava dimostrando troppo materna nei suoi confronti. Ma come sempre succede, l'attaccamento è anche il punto debole, e infatti proprio su questo Charlotte viene attaccata. La morte del suo compagno e del figlio potrebbero essere uno spunto notevole per lo sviluppo del suo personaggio, rimane solo da capire chi l'abbia provocato. Diamo per scontato che sia Serac, ma non potrebbero essere stati invece i contatti di Dolores?

Ed eccoci arrivati a William. La sua è forse la storyline più intensa dell'episodio. Chiuso nell'istituo psichiatrico e costretto a una terapia in realtà virtuale, William viene accompagnato da Craddock (ve lo ricordate? era l'ufficiale contro cui ha combattutto all'inizio della stagione 2) in una stanza in cui sono presenti varie versioni di se stesso a diversi stadi della sua vita: ragazzino, giovane rampollo (ritorno di Jimmi Simpson che lo aveva interpretato nelle stagioni precedenti), prima del suicidio della moglie, dopo aver ucciso sua figlia e quella attuale: tutti coordinati da James Delos in persona! In questa sequenza succedono due cose notevoli. Innanzitutto, vediamo brevi flashback di William da giovane, e all'inizio siamo portati a credere che suo padre fosse un violento, alcolizzato, insomma la classica storia di traumi infantili che porta a rovinare i personaggi. Ma invece non è così: il violento incontrollabile è proprio lui, William, fin da piccolo, e suo padre ne è la vittima. Non c'è spazio per quella visione pietista e consolatoria a cui il cinema ci ha abituato, secondo cui i lati oscuri di noi stessi sono tutti giustificabili dalle cose brutte che ci sono accadute. No, a volte, siamo semplicemente degli stronzi.

In secondo luogo, William aiutato dal confronto con i se stessi arriva di nuovo a porsi la domanda: ha mai davvero scelto qualcosa, oppure il suo percorso era tracciato fin dall'inizio, non tanto per la presenza di un'entità esterna (che sia Dio, Robert Ford o Rehoboam non importa) ma perché lui stesso non è mai stato niente di più del prodotto delle circostanze, destinato a seguire un percorso stabilito ancora prima che nascesse? Su questo dubbio William si è arrovvellato fin dall'inizio ed è stato questo a provocare la sua caduta totale, eppure adesso trova una soluzione: if you can't tell, does it matter?

Se non puoi avere una risposta, importa davvero chiederselo?

Questo è senza dubbio il punto di svolta di questa stagione, e non è stato un plot twist ma un'ulteriore elaborazione del dilemma filosofico di fondo di Westworld. Oso dire che sia uno dei punti più alti dell'intera serie, perché ribalta di nuovo la prospettiva di quanto avvenuto finora, e ci porta un gradino oltre. È quasi un peccato che non sia sato tasmesso con la gravità che meritava, forse sempre a causa della compressione dovuta a una stagione più breve.

Dopo questa rivelazione, William si libera metaforicamente (ma mica tanto) del suo passato, e ora è pronto a tornare in azione. Tant'è che a salvarlo arrivano Bernard e Stubbs, che probabilmente hanno ricevuto la soffiata da Charlotte stessa (la vediamo tracciare la proteina anomala nel sangue di William che lei stessa gli ha iniettato nella puntata 4). Ecco quindi un altro team di cui dovremo conoscere la posizione: cosa vuole ottenere Bernard, e William sarà dalla sua parte?

Mancano in questo episodio interventi diretti di Dolores Original Mix e Caleb, ma di quest'ultimo probabilmente sapremo tutto quanto c'è da sapere nel prossimo episodio, il penultimo. La cosa stupefacente, arrivati così vicini alla conclusione, è che ancora non sappiamo per chi tifare. Se io mi trovassi coinvolto in questa battaglia, seriamente non saprei se allearmi con Serac, Dolores, Charlotte, Maeve, William. Ok, forse per simpatia e badassery sceglieri William, ma non sarei così convinto. Sono ben poche le serie che riescono a creare un quesito di fondo tanto complesso e multisfaccettato che ogni punto di vista rimane sempre parziale e moralmente giustificabile. Vedremo come la risolveranno, se c'è una soluzione.

Ma d'altra parte, se non una risposta non la puoi trovare, cosa importa?

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