Coppi Night 15/02/15 - Denti

Non avrei mai pensato di dover scrivere questa recensione. Nel senso, non avrei mai pensato di vedere un film del genere. Ma nella lista di film dedicati al San Valentino, l'assemblea del Coppi Club lo ha scelto, e allora eccoci a parlare di Denti.

Probabilmente lo conoscete, o ne avete sentito parlare. Probabilmente avete visto il trailer, con questa ragazza dal ginecologo e lui che la guarda preoccupato dicendo "qui c'è qualcosa di strano". La trama essenzialmente è quella della filastrocca goliardica Osteria numero venti, che abbiate pazienza ma non starò a riproporre qui, con l'appunto che se non la conoscete dovreste iniziare a passare più tempo al bar. Comunque, ecco il punto: la ragazza protagonista ha la vagina dentata. Non è dato sapere bene dove di preciso i denti si trovino, ma sono simili a quelli di una lampreda, e pronti a serrarsi su ogni cosa si affacci da quelle parti.

È chiaro che da questa premessa non si può tirare fuori niente di estremamente serio. Avevo l'impressione che il film fosse spacciato per un horror (dal trailer l'impressione era quella), ma di certo non si può definire così, nonostante alcune valide scene porno-gore (membri maschili amputati, pubi sanguinanti, cani che mangiano glandi ecc). Infatti, il film a mio avviso dondola tra due intenti principali: la satira e la parodia. Non sono sicuro che fossero davvero queste le intenzioni di chi lo ha realizzato, ma tutta la prima parte, in cui la protagonista e alcuni suoi amici fanno promesse solenni sulla verginità (imposte a bambini di 8-9 anni), negano qualunque interesse e pulsione sessuale, mi è sembrata estremamente satirica, un'estremizzazione delle tendenze puritane (a quanto si dice molto forti in certe zone degli USA) che puntano ad annullare completamente ogni concetto di desiderio non solo sessuale, ma anche emotivo. Esemplare è la scena in cui i libri di scuola riportano l'immagine dell'organo genitale femminile censurato, cosa che impedisce alla ragazza di capire di avere un problema (facciamo finta che non esista internet, ok?). In questo senso la vagina dentata è una manifestazione materiale di questa tendenza, e la protagonista si trova così, anche quando riesce a lasciarsi andare, impossibilitata a commettere questo "atto impuro".

Dopo metà film però il registro cambia: una volta presa coscienza del proprio corpo, la ragazza non solo inizia a considerare il sesso qualcosa di possibile, ma acquisisce un controllo almeno parziale sui propri denti, e li usa di proposito per punire coloro che la sfruttano o hanno fatto del male. Sembra quasi che il film diventi una specie di Kill Bill, con lei che si fa appositamente penetrare per poter amputare peni malvagi.

Non voglio stare ad analizzare l'aspetto femminista, se pure c'è. E ripeto che non sono sicuro che chi ha realizzato il film pensasse davvero di dargli questo significato, anche se mi riesce difficile credere che sia stato pensato come qualcosa di serio e letterale. Certo rimane poco al di sopra del B-movie, gli attori non si possono definire bravi (e io ho pure avuto difficoltà a distinguere alcuni dei personaggi maschili), la storia è gestita in modo un po' confuso, alcune sequenze sembrano non avere uno scopo preciso e la regia non è di prima qualità. Ma insomma, è un film che riesce a divertire con la sua assurdità (una scena su tutte è quella del ginecologo amputato che urla "La vagina dentata! Esiste davvero!"), una buona dose di doppi sensi non troppo volgari, e suscita pure qualche riflessione sulla sessualità e la percezione del proprio corpo. Insomma, non è un'opera che rimarrà nella storia, ma la visione rimane piacevole e non del tutto vuota.

E quando all'inizio ho detto che non avrei mai pensato di scrivere questa recensione, intendevo dire che non avrei mai pensato di poter scrivere di questo film un commento sostanzialmente positivo. Sorpresa totale.

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