Coppi Night 08/02/15 - American Sniper

I casi sono due: o Clint Eastwood è così sottile che non sono riuscito a capire cosa volesse dire, o è così grezzo che ho capito cosa voleva dire fin dal primo minuto ma ho sperato con tutto me stesso di sbagliarmi. Non mi aspettavo da questo film niente di straordinario, magari un buon film "di guerra", che pure non è un genere che mi cattura più di tanto ma può avere i suoi buoni momenti, un attore protagonista che non mi dispiace e una storia che magari riserva qualche sorpresa, qualche livello di approfondimento, una prospettiva diversa dal solito.

In effetti la sorpresa c'è stata: American Sniper è il film che ridefinisce il concetto di americanata, roba che se la batte alla pari con Independence Day. Per due terzi di film ho pensato che stesse per venire fuori qualcosa, una rivelazione spettacolare o un sovvertimento totale del punto di vista che potesse dare un senso a quanto si era visto fino a quel momento, e invece nulla. Il protagonista è davvero un redneck cowboy texano militarista patriota che antepone il Bene del Paese a qualunque altra cosa, un buono a tutti i costi che nonostante abbia ucciso oltre 160 persone rimane comunque una persona di sani principi e di alta levatura morale, mentre il suo avversario dello schieramento opposto incarna ogni possibile nefandezza dell'umanità. E attenzione, non sto dicendo che questo sia sbagliato a priori, non voglio lanciare slogan pacifisti dicendo che un assassino (o soldato, chiamtelo come volete) non possa essere un personaggio positivo, ma in questo caso il protagonista è solo un soldato/assassino, non ha nessun'altra sfaccettatura oltre a questa, quindi non può essere giudicato per nient'altro. Ho anche pensato che potesse venire fuori qualcosa nella vita familiare dello sniper, ma anche lì niente che non ci si aspetti dal personaggio: nove mesi in missione, tre mesi a casa, il tempo di ingravidare la vacca, poi si riparte così al ritorno troviamo un figlio nuovo e la moglie che aspetta.

E mi si dirà, guarda che è tratto da una storia vera. Wow. Io ho un problema con le "storie vere": che solitamente mi fanno schifo. Il mondo è pieno di storie vere, andate a chiedere a qualcuno alla fermata del bus o al barbiere o all'omino che legge la gazzetta al bar di raccontarvi il loro primo giorno di scuola, ed ecco la vostra storia vera. Probabilmente sarà una cagata, ma il fatto che sia vera la rende forse migliore? Dover raccontare una storia implica necessariamente un atto di interpretazione e trasmissione di un messaggio, e in questo senso la "veridicità" non ha alcun valore. Il "tratto da una storia vera" è di solito una formula per dire "sappiamo che la storia fa schifo, ma è successo davvero quindi non colpa nostra". Questo film ne è un eccellente esempio.

2 commenti:

  1. l'ho visto. sono meno crudele di te, nel senso, che a livello di regia, di gestione del film, non m'è dispiaciuto. ma anche io pensavo un altra cosa. un film sulla guerra, e più o meno concordo con tutto quello che dici, e che è, riguardo alla visione patriottica e americanista.
    Pochissimi, quasi nulli, i richiami a un cecchino che ha lo stesso vissuto, le stesse forze e debolezze del nostro eroe (moglie e figlio che lo salutano, l'unica concessione alla sua umanità, verso fine film) per il resto visione manichea a più non posso ecc ecc.
    poi invece,
    dico una cosa, sul "tratto da una storia vera"-
    Qui forse è la scelta che mi ha più perplesso: perché eliminare tutte le ombre?
    Kyle ha dichiarato di essere stato sul grattacielo a new orleans e aver sparato accazz a quelli che lui riteneva sciacalli del post Katrina. qualche decina dice di averne fatti fuori.
    così
    e io penso
    A) è un cazzone, sta mentendo, chiaro, in pieno trip di onnipotenza divina, e quindi va curato o comunque mi dà un personaggio che non è certo limpido.
    B) è vero, e allora ziocan, ha ammazzato anche gente che moriva di fame, gente che non aveva da vivere, e che - via uragano - ha approffittato per farsi un pasto decente nella vita.
    In entrambi i casi, il tratto da una storia vera ha cancellato le ombre. Ripeto, è una scelta, ma credevo che Eastwood non la facesse. Per il resto, mi sono un po' annoiato nella prima metà, poi è andato. Non mi è dispiaciuto vederlo, ma avrei preferito più coraggio e meno americanità.
    Ciao caro!

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  2. il discorso sulla "storia vera" era più generico che riferito a questo film in particolare. io non avevo idea che fosse la storia di un personaggio esistente (anche perché, dai primi minuti, sembrava davvero di trovarsi di fronte a uno stereotipo al limite della parodia), igoranza mia per carità, ma di conseguenza non conoscevo nemmeno quali meriti/colpe gli sono attribuiti. se davvero è noto che ha fatto anche questo, allora diamine, questa sorta di biografia era notevolmente da ridimensionare, perché fino a un certo punto la guerra può legittimare certe azioni, ma dopo un disastro naturale, beh, è tutt'altro discorso.

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