Rapporto letture - Dicembre 2014

Siamo all'ultimo rapporto letture dell'anno ormai passato. Sarebbe l'occasione di fare bilanci ma francamente ne ho poca voglia, e d'altra parte sulla mia pagina aNobii ci sono più o meno tutti i dati in questione. Dico "più o meno" perché in realtà lì non sono presenti alcuni degli ebook (selfpublished o no) che mi capita di leggere di tanto in tanto, quindi si tratta di una stima per difetto. Ma vediamo come ho concluso il mio anno da lettore. Non troppo bene, a dir la verità.


Cominciamo con un romanzo di Fritz Leiber, intitolato Scacco al tempo nella versione italiana, ma che sarebbe The Sinful Ones. Leiber è un autore che si mantiene sempre su ottimi livelli, e alcune delle sue storie sono degli autentici classici. Questo è in assoluto uno dei suoi primi lavori pubblicati, con una vicenda editoriale abbastanza travagliata alle spalle. La storia segue il protagonista, un qualunque impiegato di un ufficio di collocamento, che gradualmente scopre come tutte le persone siano parte di un gigantesco meccanismo a orologeria universale che le costringe ad eseguire azioni predeterminate. È solo accorgendosi di questo che scopre di poter sfuggire al ruolo che per lui è stato già scritto e individuare gli altri "consapevoli". La storia ha sicuramente dei risvolti interessanti, e un senso allegorico abbastanza forte, tuttavia nel corso del romanzo si dipana in modo fin troppo diluito. Voglio dire che mi è sembrato che, una volta rivelata questa idea alla base, rimane in realtà poco altro da portare all'attenzione del lettore, e in effetti anche la conclusione sembra abbastanza improvvisata. Insomma, una buona idea che forse avrebbe trovato una collocazione migliore in un racconto ben più condensato. Voto: 6.5/10


Penultimo libro dell'anno è un romanzo breve di J.G. Ballard, altro autore di grande rilievo. Devo purtroppo ammettere che non ho letto moltissimo, anche se ho da qualche parte un volume "tutti i racconti" che prima o poi dovrò prendere in mano. Probabilmente è un peccato, anche perché c'è chi ha osato mettere il mio nome e il suo nella stessa frase (oh, non l'ho detto io, non mi assumo nessuna responsabilità...) ma soprattutto perché Ballard è stato uno di quelli che hanno completamente rinnovato la fantascienza della sua epoca. Questo L'isola di cemento in realtà non è niente di sf, lo si potrebbe anzi definire un romanzo mainstream, se solo non fosse di Ballard... Tutto inizia con un incidente stradale, che fa finire il protagonista in un'isola spartitraffico tra le due corsie dell'autostrada, dalla quale non riesce ad uscire. Dopo i primi capitoli dedicati alla sopravvivenza e al tentativo di fuggire, il romanzo prende una piega quasi grottesca, quando conosciamo gli altri occupanti dell'isola. C'è chiaramente un senso metaforico anche in questo, e la lettura riesce a trasmettere una forte inquietudine, non sono riuscito però ad appassionarmi seriamente alle vicende narrate, ma probabilmente si tratta di un mio limite. Voto: 6.5/10

 
Infine mi sono preso la mia dose mensile di autori italiani, ripescando uno dei titoli del catalogo Mezzotints che ancora non avevo letto: Le radici del male di Alda Teodorani, autrice che ha un certo seguito. Il volume è composto di tre storie vagamente interconnesse, con alcuni personaggi condivisi, anche se sembra più che si tratti di cameo nelle storie degli altri che di veri collegamenti. In realtà non mi sembra ce si possa parlare della presenza di storie vere e proprie, perché i primi due racconti in particolare mancano quasi interamente di una vicenda da narrare, e sono invece composto di una sequenza di scene di violenza o/e sesso estremi. C'è tanto sangue, dolore, ossessione, perversione... ma c'è solo questo. Nel terzo racconto i due punti di vista alternati sembrano dare un accenno di trama, ma è davvero un elemento labile, quasi secondario, e comunque non troppo credibile. In definitiva mi è sembrata quindi una lettura piuttosto vuota, l'equivalente di un film gore/splatter che punta tutto sugli schizzi di sangue e i capezzoli (e gli schizzi di sangue sui capezzoli) e una volta mostrato questo ritiene di aver già fatto abbastanza per il suo spettatore. Non è assolutamente qualcosa che riesca a soddisfarmi, ma vabbè, nemmeno Ballard qui sopra mi è piaciuto troppo, quindi magari sono io che non capisco. Voto: 4/10

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