Spore (videogioco)

Nel titolo specifico che l'argomento del post è il videogioco del 2008 e non la mia raccolta di racconti, per evitare che si pensi che sto facendo pubblicità, ma se volete prenderlo come un messaggio subliminale forse non siete così lontani dalla verità.

Spore è un gioco rilasciato da Maxis su un'idea di Will Wright, il famoso inventore di Sim City e The Sims. Anche Spore è di fatto un gioco di simulazione, ma con un obiettivo ben più ambizioso dei titoli precedenti: simulare l'intero percorso evolutivo di una specie intelligente. Questo percorso è diviso in cinque fasi, ben distinte secondo meccaniche di gioco e obiettivi diversi:
  • Fase cellula: il giocatore controlla una cellula in un ambiente marino nel quale si stanno sviluppando le prime forme di vita. A seconda che si tratti di un una cellula ebrivora o carnivora (la scelta viene posta all'avvio della partita), dovrà difendersi o cacciare le altre cellule, accrescendosi e aumentando le proprie capacità (velocità, agilità, attacco) in base al numero di "punti DNA" raccolti. La fase si conclude quando, raggiunta la dimensione massima, la cellula sviluppa una forma rudimentale di intelligenza e abbandona quindi l'ambiente marino emergendo in superficie.
  • Fase creatura: la cellula mette le gambe e comincia a calcare il suolo. Anche qui deve raccogliere punti DNA interagendo con le altre creature, ma il tipo di rapporti si fa molto più complesso. È possibile infatti interagire in maniera amichevole o aggressiva, farsi amiche altre specie o eliminarle completamente. Con l'accumulo dei punti DNA il livello di intelligenza della creatura cresce, così come l'esplorazione del mondo consente di "scoprire" nuove parti del corpo da poter evolvere e aggiungere alla propria creatura.
  • Fase tribù: la creatura, ormai diventata una specie intelligente, si organizza in una forma rudimentale di civiltà, e il giocatore deve così controllare non più un singolo animale ma tutti i membri della tribù. L'obiettivo è quello di confrontarsi con le altre tribù presente, anche qui radendole al suolo o facendosele amiche. In base al tipo di gioco condotto, saranno disponibili opzioni diverse di personalizzazione della tribù.
  • Fase civiltà: ormai diventata la specie dominante del pianeta, il giocatore dovrà scontrarsi con altre nazioni, e arrivare a conquistare l'intero pianeta. Partendo da una sola città deve conquistare le altre, tramite la guerra, il commercio o la religione.
  • Fase spazio: ottenuto il controllo completo del pianeta, si passa a esplorare gli altri a bordo di un'astronave, per entrare in contatto con altre civiltà e scoprire i segreti del cosmo. Si tratta della fase finale del gioco e in tipico stile Will Wright non ha di fatto un obiettivo finale: si tratta di un sandbox in cui si può continuare ad andare avanti esplorando, svolgendo missioni e interagendo con le altre specie finché se ne ha voglia. Le possibilità di questa fase sono pressoché infinte perché si ha a disposizione un'intera galassia, con mezzo milione di sistemi esplorabili, molti dei quali abitati.
Spore è quindi un gioco vasto e variegato, in grado di trattenere il giocatore per ore e ore su una singola partita. Ma al di là del gioco in sé, una delle caratteristiche più  interessanti è la possibilità di personalizzare pressoché ogni aspetto della partita. I diversi "creator" permettono infatti di creare e modificare creature, edifici, veicoli, astronavi, addirittura le musiche: tutte realizzazioni che poi compariranno all'interno del gioco casualmente. Non solo: le creazioni possono essere importate ed esportate verso gli altri giocatori, si può così arricchire la propria Sporepedia con migliaia di elementi creati da altri e giocare con questi, oppure vederli spuntare casualmente nelle proprie partite. I creator sono disponibili anche all'esterno delle partite, ed è quindi possibile dedicarsi unicamente alla creazione di animali e costruzioni senza mai impiegarli direttamente. In effetti, all'epoca in cui il gioco era ancora relativamente nuovo, la comunità di Spore era molto attiva e c'erano decine di Sporecast attivi che aggiornavano tutti i giocatori con le ultime migliori creazioni.

Ma c'è anche un altro aspetto molto importante e innovativo, che però emerge solo dopo diverse partite, ovvero la coerenza interna del gioco. La schermata iniziale propone una serie di pianeti all'interno della Galassia sui quali iniziare una partita (è possibile anche iniziare dalle fasi sucessive alla cellula) e la loro posizione non è rappresentativa ma reale e consistente con tutte le altre partite avviate. Questo significa che, una volta raggiunta la fase spaziale, si può arrivare a visitare il pianeta su cui si sta giocando la partita con una specie diversa e interagire con questa o le altre vicine. L'interconnessione diventa evidente soltanto nella fase spaziale, quando si può lasciare il proprio angolo di galassia e visitare i mondi esterni, ma una volta scoperta rende il gioco estremamente dinamico. Proprio come in The Sims, in cui ogni famiglia era una partita a sé, ma compariva anche giocando con tutte le altre, in Spore avviene la stessa cosa... solo che le famiglie sono potenzialmente cinquecentomila. Inoltre, nonostante ogni partita sia una storia a sé, poiché segue lo sviluppo di una creatura su un pianeta in una parte della Galassia, ci sono anche delle tematiche di fondo che sviluppano una sorta di arco narrativo, che sono l'origine della vita (e le diverse interpretazioni di questo mistero, scientifiche o religiose: la panspermia delle spore o il volere del divino Spode?) e il conflitto con i Grox, una specie cyborg ostile che occupa la parte centrale della Galassia e il cui obiettivo finale è l'eliminazione di tutta la vita. Oltre a tutto questo ci sono centinaia e centinaia di oggetti, tesori, collezioni, trofei e easter egg (come la posizione del Sistema di Sol e della Terra), così che per arrivare a completare Spore al 100% sono necessarie svariate centinaia di ore di gioco.

Un paio di anni dopo l'uscita del gioco originale è uscita l'espansione Galactic Adventures che seguendo le numerose richieste dei giocatori, che chiedevano una maggior possibilità di intervento nella fase spaziale, e in particolare la possibilità di visitare "di persona" gli altri pianeti, ha introdotto una nuova modalità di gioco nell'ultima fase: le avventure. Si tratta in pratica di "quest" di diverso tipo che il giocatore, una volta arrivato su un pianeta, può svolgere in prima persona, scendendo dall'astronave e muovendosi nel mondo. Anche le avventure sono un elemento personalizzabile, e così oltre al pack iniziale fornito da Maxis erano gli altri giocatori a crearle e distribuirle all'interno della community. Inoltre per ogni avventura era disponibile una classifica con i punteggi migliori dei giocatori aggiornata in tempo reale, che contribuiva a creare competizione sia per la progettazione che per l'esecuzione di nuove avventure.

Parlo al passato perché purtroppo Spore ha subito la normale obsolescenza di tutti i prodotti di intrattenimento, e i suoi sviluppatori hanno progressivamente perso interesse nel suo mantenimento. Per questo a fine 2013 i server che ospitavano le creazioni e gli Sporecast sono stati disattivati, impedendo quindi lo scambio di creazioni e soprattutto delle avventure, che avevano senso solo all'interno della community. Per i giocatori affezionati la perdita è stata enorme, tuttavia il gioco è perfettamente funzionante in single player e garantisce comunque partite lunghe e diversificate. Tecniamente, l'unico modo di "finire" il gioco è conquistare tutto il mezzo milione di sistemi solari della Galassia, ma è un'impresa decisamente impegnativa. Non che non ci sia chi l'ha fatto davvero...


Bisogna riconoscere che Spore fallisce terribilmente nel rappresentare l'evoluizone, poiché mostra un percorso lineare a partire da una singola cellula, con più specie diverse apparentemente originate da altrettante cellule iniziali. Non c'è quindi una vera e propria differenziazione e nessuna speciazione, è sempre un solo organismo a differenziarsi. Se si tiene presente questo, e quindi non lo si usa come base per tenere lezioni alle scuole medie, allora Spore rimane prodotto di ottimo livello, anche grazie allo stile "cartoon" e all'umorismo presente in tutte le fasi del gioco. Insomma, è davvero difficile che Spore possa venire a noia, viste le possibilità poco meno che infinite. Ed è una cosa che si può dire davvero di pochissimi giochi.

1 commento:

  1. Una bella recensione dal retrogusto amaro alla "Il ciclo di vita degli oggetti software" di Chiang... ;-)

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