Coppi Night 16/12/2012 - I mercenari 2

Non avevo visto I mercenari, quindi non ero troppo entusiasta della vittoria di questo film, perché mi sembra stupido partire da metà di una storia, anche quando, come in questo caso, non ci sono in realtà collegamenti solidi tra i due capitoli. I mercenari 2 si può infatti godere liberamente senza aver visto la prima parte, dato che tutte le (poche) nozioni di cui c'è bisogno vengono fornite nella prima parte del film. Che poi, alla fine dei conti, la "trama" è così essenziale che è difficile anche da riassumere: c'è una squadra di superuomini che deve vendicarsi, e lo fa. Fine. Tutto il gusto del film sta nello svolgimento: l'intento è quello di un film d'azione spropositato, esagerato fino al limite del realistico, ma non per questo pacchiano.

Una cosa eccellente di questo film (e presumo anche del precedente?) è che non ci sono tempi morti. In molti film d'azione, gli autori per qualche ragione pensano di dover dare "profonidtà" alle loro trame con momenti di approfondimento psicologico, flashback sul tormentato passato dei protagonisti, squarci di idilliaca vita familiare... qui non c'è niente di tutto questo. Dall'inizio alla fine si assiste ad azione pura, e i momenti di "calma" sono a loro volta farciti di battute o dialoghi relativi alla trama stessa, senza inutili sentimentalismi. C'è in realtà una sola di queste scene, quando il giovane cecchino della squadra di Stallone racconta la sua esperienza di guerra, ma in questo caso il personaggio puzza da lontano di redshirt, e il suo breve monologo ha la funzione di farci capire quale grave e imperdonabile perdita sarà la sua prossima morte (sì, questo sarebbe uno spoiler, ma sfido chiunque a non capirlo un quarto d'ora prima). Per il resto, i personaggi sono così chiaramente stereotipati (nel senso che si rifanno a figure ben definite, non nel senso che sono rappresentati in modo superficiale) che c'è poco da raccontare: i buoni sono buoni (anche se ammazzano più gente dei maggiori serial killer della storia messi insieme), i cattivi sono cattivi e pure parecchio stronzi.

Volendo applicare un minimo di logica a quanto si vede, viene da chiedersi di quali fondi disponga questo dream team di eroi, visto che possono permettersi di abbandonare delle jeep ultracorazzate, usare una moto per abbattere un elicottero, partire con un aliante raggiunto tramite aquascooter dal quale sparare sette-otto missili per abbattere un unico ponte... insomma, siamo sicuri che rientrino con le spese? Ma vabbè, anche mantenendo questi dubbi le scene rimangono parecchio godibili, e anche se in pochi minuti si consumano massacri di intere cittadine (già prima dei titoli di coda credo che vengano ammazzate un migliaio di persone), lo humor dark di molte scene è davvero spassoso. In realtà il film è così denso che non c'è tempo di farsi domande, e quando si arriva allo scontro finale Stallone/Van Damme sembra che sia finito davvero troppo presto. Io ero quasi convinto che mancasse una mezz'ora buona e che sarebbe venuto fuori qualche ultimo colpo di scena... invece era proprio la fine.

Non analizzerò singolarmente i vari elementi del cast, ma va da sé che riunire in un'unica storia tutti questi nomi che hanno fatto la storia dei film d'azione concede delle grandi gioie. Certo per la maggior parte di loro fa quasi tenerezza notare quanto siano invecchiati (oddio Van Damme perché ti sei levato gli occhiali da sole?) rispetto all'immagine che si ha di loro. Ed è piacevolissimo cogliere le battute e i riferimenti che infrangono la quarta parete, come Chuck Norris che cita egli stesso uno dei suoi famosi fact, e Statham che dice a Stallone che gli insegnerà la boxe.

Futurama 7x10 - Near Death Wish / Desiderio di un quasi morto

Fin dall'episodio pilota, la connessione tra Fry e il Professore è stata identificata nel fatto che il ragazzo appartiene a qualche appendice morta dell'albero genealogico della famiglia Farnsworth, pur non essendone un antenato diretto, come deduce anche in All the Presidents' Heads, dove si scopre che esisteva già un Farnsworth (non un Fry [perché, se non l'avete notato, Fry è il cognome]) all'epoca della guerra di secessione americana. È noto quindi che i Farnsworth sono in qualche modo collegati ai Fry, ma a parte questo si sa molto poco della famiglia del Professore. Una lacuna che con questo episodio è stata colmata: Near Death Wish infatti vede apparire addirittura i genitori del Prof!

Sì, so cosa viene da pensare: ma se già lui è vecchio oltre il limite della demenza senile, come fanno i suoi genitori ad essere ancora vivi? Allora, se vi sforzate un attimo, potete ricordarvi che nell'episodio della seconda stagione A Clone of My Own, il Professore, dopo aver ammesso di avere 160 anni, viene portato su quella che appare come una Morte Nera (la "Near Death Star"), una sorta di satellite-cimitero in cui i vecchi consumano la loro vita. In realtà, più che un cimitero si tratta di un colossale ospizio, e in effetti tutti gli ospiti sono collegati a una realtà virtuale condivisa, che nel frattempo mantiene i loro corpi in vita. Per questo, i signori Farnsworth sono ancora vivi, ed è Fry ad andarli a cercare, quando sente il bisogno di quell'amore familiare che ha lasciato mille e rotti anni nel passato. Scollegati e portati via dalla Near Death Star, i due anziani vengono ad abitare alla Planet Express, e Fry se la spassa con loro come se fossero i suoi nonni. Ma si scopre anche che il Professore, in realtà, non vuole avere niente a che fare con i suoi genitori, anzi, li odia con tutto se stesso, per le cose terribili che, a suo dire, gli hanno fatto sopportare da bambino. Alla fine, com'è giusto che sia, il Prof riuscirà a chiarirsi con i suoi vecchi, ma solo dopo un'ultima rivelazione che scombinerà quello che si era creduto fino a quel momento.

Come tutti gli episodi a tema "familiare", anche questo punta a un coinvolgimento emotivo più forte del solito, e il nucleo della storia non è tanto la battuta, l'avventura o l'idea fantascientifica, quanto la psicologia dei protagonisti, in questo caso del Professore, che se pure è il personaggio principale in molti episodi, raramente lo è a livello personale, semmai più per il suo ruolo di inventore/scienziato. Per questo è anche piuttosto insolito vederlo piangere e disperarsi, perché per abitudine sembra quasi che sia un personaggio privo di sentimenti... almeno nei confronti di altre persone. Riesumare (in senso quasi letterale) i suoi genitori non era certo una mossa prevedibile, e forse anche a puntata conclusa può sembrare un po' forzato il fatto che dopo tutto questo tempo (dodici anni, nell'universo narrativo di Futurama!) si scopra che i coniugi Farnsworth sono ancora vivi. La cosa è parzialmente giustificata dal fatto che proprio il Professore non volesse parlare di loro, ma rimane comunque piuttosto improbabile. Più comprensibile, da questo punto di vista, l'atteggiamento di Fry, che da bambinone qual è cerca l'affetto dei due vecchietti, in contrasto all'indifferenza nei suoi confronti del Prof. I Farnsworth contesi si mostrano benevoli e comprensivi, anche se leggermente rincoglioniti (ma vabbè, come dargli torto dopo decenni e decenni in un ospizio virtuale?), tuttavia anche da parte loro non sembra esserci troppo interesse a riallacciare i rapporti con il figlio. La componente sentimentale quindi  non funziona in modo perfetto, e la puntata ne risente nel suo complesso, essendo questo il focus dichiarato. In ogni caso, anche se la storia per come viene posta presenta alcune perplessità, le scene finali sono senza dubbio commoventi.

A livello di svolgimento e struttura, è da segnalare come già detto il ritorno alla Near Death Star, che si aggiunge agli altri richiami ad ambientazioni presentate in vecchi episodi all'interno della stagione 7 (il pianeta di Kif di Butterjunk Effect e il pianeta robot in Free Will Hunting). Ci sono anche citazioni di altre opere, in particolare (e forse anche in modo eccessivo) Matrix, a cui si ispira l'intero concetto della Near Death Star (realtà virtuale condivisa e umani usati come batterie). Essendo appunto un episodio "emotivo" le gag passano in secondo piano, ma il livello è comunque accettabile. Forse una delle parti più divertenti è proprio l'introduzione, in cui viene mostrata la cerimanai di premiazione dei migliori fattorini, a cui Fry partecipa (e vince, con notevole incremento di prestigio personale!). In definitiva la puntata è sufficiente, ma con un tema così forte probabilmente se ne sarebbe potuto trarre molto di melgio. Voto: 6/10

Edizioni XII chiude

Il 12 dicembre c'è stato un gran farfugliamento in giro per i blog e i social network riguardo il fatto che fosse il 12/12/12, probabilmente più di quanto è stato fatto per il 11/11/11, il 10/10/10, 09/09/09, e mi auguro che vi siate già stufati perché io non ne ho più voglia. Naturalmente non è successo niente in questo giorno che lo abbia distinto dagli altri 345 giorni precedenti del 2012, se non il fatto che è stata una giornata di merda come la metà di quelle 345 prima, tuttavia...

Tuttavia è stato opportunamente scelto come il giorno ideale per annunciare la chiusura delle Edizioni XII. Con un annuncio pubblicato sulla loro home page, su un enigmatico sfondo di menhir e chiavi, è stata data notizia ufficiale della chiusura di questa casa editrice, che tanto si era distinta nell'uderground italiana negli anni scorsi. I motivi non sono stati spiegati, e probabilmente non ce n'è davvero bisogno. Forse, per chi seguiva il gruppo, la cosa era già nell'aria da un po', da quando è stato chiuso il forum, alla chiusura della sezione concorsi, al ritardo della pubblicazione dei Corti Terza Stagione, che sarà, di fatto, l'ultimo libro edito da XII.



Non voglio fare discorsi sulle cause e le conseguenze di questa decisione, non è mio compito e tutto sommato non credo nemmeno sia rilevante, a questo punto. L'intento di questo post è quello di offrire un dovuto tributo a quella che è stata una delle più simolanti realtà editoriali degli ultimi anni. Edizioni XII, dal 2008 in poi, è stato davvero un punto di riferimento per la letteratura di genere, con prodotti di estrema qualità, concorsi e selezioni di alto livello (cioè, ve lo ricordate il Circo Massimo?), iniziative ed eventi unici. Non si può quindi non celebrare tutto quanto è stato, e forse è meglio che la fine sopraggiunga quando ancora i traguardi e i ricordi sono positivi, prima di venire consumati da una lunga e straziante agonia.

Se ricercate qui sul mio blog "xii" (nella casella di ricerca là sulla destra) potete notare quante volte questo nome è stato citato. Infatti dobbiamo a XII la pubblicazione di libri eccezionali di autori italiani come Melodia e Malapunta, di autori stranieri (inspiegabilmente ignorati in italia) come Brian Keene, di raccolte come Carnevale, la "scoperta" di autori come Samuel Marolla, la nascita di iniziative che poi si sono spostate su altri portali come USAM e Minuti contati, che tanto hanno contribuito a formare e far emergere decine di autori, e poi vabbè, non sto nemmeno a nominare le illustrazioni realizzate per loro da Diramazioni, a cui si deve anche l'immagine conclusiva qui sopra. Per quanto mi riguarda, XII è stata innanzitutto un'ottima palestra, grazie appunto ai concorsi già citati, che mi ha spinto e motivato a scrivere sempre di più e di meglio. In senso stretto, con loro ho pubblicato solo sui Corti, ma il coinvolgimento in altri progetti mi ha motivato a scrivere racconti che poi hanno fatto successo o raggiunto la pubblicazione altrove. Ma soprattutto, grazie a XII ho conosciuto molte persone, professionisti e amatori, che pur con accezioni diverse condividono la mia passione per le storie, la scrittura, le cose fatte bene. E questo, sono sicuro, rimarrà.

Per cui, alla fine dei conti, non considero la chiusura di XII un evento terribile e insuperabile. È triste di per sé, certo, e mi dispiace scoprire che non vedrò mai un Corti Quarta Stagione e il tanto anticipato Discronia. Ma questo addio non significa fine.  Quindi se devo accodarmi a qualcuno dei tanti che hanno diffuso la notizia, penso di rientrare nella scia di gelostellato aka Raffaele Serafini. So che le persone che formavano XII, che erano XII, si affacceranno presto in altre iniziative (anzi, lo stanno già facendo), e questo mi rincuora. Quindi più che "riposi in pace", mi sento di dire "grazie, e a presto".

Coppi Night 09/12/2012 - Il grande Lebowski

Ci avviciniamo alle ultime istanze del Coppi Club del 2012, che nelle ultime settimane sta soffrendo un po' di contraccolpi e defezioni dovuti a circostanze avverse e impegni superiori dei Membri. Poi si va verso le feste, quindi forse anche qualcuna delle prossime occasioni si perderà, ma vabbè, finché esisterà la domenica sera esisterà il Coppi Club.

Per la verità, riguardo al film in oggetto, ho poco da dire. O meglio, The Big Lebowski è uno di quei film cult di cui tutti hanno parlato e sentito parlare, citato di continuo, entrato nella pop culture da così tanto da diventare quasi un archetipo. Per cui, qualunque cosa io possa dire, sarebbe già stata detta e non aggiungerebbe nulla al patrimonio dell'umanità. Quindi non mi metto a raccontare di cosa parla e come lo fa, dico solo che personalmente lo apprezzo anche non lo idolatro, e rivedendolo a diversi anni dalla prima volta ho notato che forse inizia ad accusare un po' il trascorrere dei tempi, e può darsi che rivisto tra un altro decennio non avrà lo stesso potere (almeno non per le nuove generazioni, ma rimarrà un cult per chi lo ha assimilato in questi tempi). Ma, probabilmente, questa è proprio la definizione di cult, no?

Quindi ok, invece di parlare del film, faccio un appunto in merito al white russian, la bevuta che il signor Lebowski si prepara di continuo. Per chi non ha familiarità con i cocktail, il white russian è la variante "bianca", appunto, del black russian, composto da vodka (la parte russian) e liquore al caffè (la parte black, di solito kahlua); nel white, oltre a questi due si mescola anche la crema di latte, che poi sarebbe panna, ma non quella montata. Crema di latte che, badate bene, non è latte! Questo è uno degli equivoci più frustranti che capitano quando si va in giro, e in un locale si ordina un white russian: già non sempre è possibile trovare la kahlua, ma la crema di latte è praticamente estinta per cui ti ci mischiano il latte e allora me lo potevo preparare anche a casa! Quindi mi raccomando, se vedete il film e vi fate prendere la fissa del white russian, smorzate l'entusiasmo perché uno fatto ammodo lo troverete raramente. Adoperatevi perciò affinché i vostri baristi di fiducia si muniscano di panna!

N.A.S.F. 8 + Robot Ita 0.2

Doppia segnalazione di nuove uscite di raccolte di racconti di fantascienza che includono alcuni miei lavori. La prima riguarda N.A.S.F. 8, di cui avevo già parlato annunciando di aver vinto l'ultima edizione del concorso, e che a distanza di poche settimane è finalmente disponibile per l'acquisto tramite il portale Ilmiolibro.


Come ogni edizione del premio N.A.S.F., anche questa aveva un tema preciso, che si trattava di "mutazioni". Tra i trenta racconti (e qualche illustrazione) selezionati, il mio Il raccolto, che già era arrivato in finale al XIV Trofeo RiLL, è stato scelto come vincitore. Lo si può quindi leggere all'interno del volume, il quinto della serie dei N.A.S.F. (da N.A.S.F. 4 in poi) a vedere incluso un mio racconto, stavolta però nella privilegiata posizione di vincitore assoluto!

Inoltre, è da segnalare che con l'uscita di questo nuovo libro, tutti i numeri precedenti dell'antologia sono tornati disponibili su Ilmiolibro: i volumi dal 1 al 4 infatti erano stati inizialmente distribuiti con altri canali ed erano diventati introvabili, ma adesso sono di nuovo ordinabili. Potete quindi approfittarne per completare la collezione (come farò io, del resto). Tutte le info naturalmente si trovano sul sito dell'associazione N.A.S.F., e potete interagire direttamente con gli autori e i curatori della raccolta attaverso il relativo forum.


La seconda segnalazione riguarda una novità di questo mese delle Edizioni Scudo, che cito speso in quanto sono una delle più prolifiche fucine di pubblicazioni di ambito fantascientifico, sia in formato cartaceo che elettronico. La nuova uscita di cui faccio parte è Robot Ita 0.2, la seconda antologia di racconti dedicata al tema dei robot, appunto, che segue a qualche mese di distanza Robot Ita 0.1, progetto che mirava a raccogliere cento storie italiane di robot.



Il libro, in questo caso pubblicato attraverso Lulu, è disponibile per l'acquisto dalla pagina delle Edizioni Scudo, insieme alle decine di altre pubblicazioni accumulate negli ultimi anni, e contiene una quarantina di racconti di altrettanti autori, tutti a tema "robotico", tra i quali il mio Il guardiano del faro. Fate un giro pure qui e date un'occhiata all'ampia scelta di materiale disponibile, troverete sicuramente qualcosa di vostro gradimento, che sia steampunk o fantasy, horror o erotico, fino anche alle illustrazioni.