Coppi Night 25/06/2017 - The Neon Demon

All'epoca dell'uscita di questo film ne avevo sentito parlare in termini abbastanza estasiati come di un'opera estrema, borderline, piena di contenuti forti e scandalosi tanto che qualcuno si era indignato per la sua diffusione. Ora, si sa che oggigiorno la gente ha l'indigno facile, ma dopo averlo visto mi chiedo seriamente quali possano essere stati i contenuti tanto intollerabili.

Probabilmente si tratta di un mio limite, ma ho una concezione di "film" che comprende la narrazione di una storia attraverso immagini, dialoghi e suoni. Questa narrazione può essere più o meno letterale, può anche non essere del tutto lineare o chiara, ma comunque, di base deve esistere. So bene che il "cinema" ha anche altri obiettivi, di natura più tecnica che narrativa, e che ciò che manca in una componente può essere recuperato nell'altra. Però, quando mi si presenta un film che si regge unicamente sulla parte tecnica, qualche seria perplessità mi sale.

The Neon Demon segue vagamente l'avventura di una ragazzina (Elle Fanning, conosciuta in fasi diverse della sua giovinezza in The Lost Room e Super8) che arriva a Los Angeles intenzionata a diventare una modella. Dotata di una bellezza intrinseca che la fa essere perfetta senza l'aiuto di trucco o chirurgia (a differenza delle altre modelle che incontra), il suo percorso sembra decollare fin quando non viene fatta fuori dalle colleghe, forse proprio perché troppo bella. Questo è in pratica tutto ciò che accade nel film, ma la storia è estremamente diluita in lunghe sequenze stupende da vedere ma che in definitiva non dicono niente. Qual è il tema, il messaggio ultimo di questa storia? Se si sta parlando del mondo spietato che consuma le giovani ambizioni di una ragazza ingenua, allora siamo a un livello talmente scontato che potrebbe essere una puntata di Otto sotto un tetto. Se c'è qualcosa di più, rimane sepolto sotto la fotografia perfetta e i lunghi silenzi.

Si potrebbe pensare che il film sia da interpretare in qualche modo a livello metatestuale. Il regista ha lavorato per diversi anni proprio nel settore della moda, per cui il suo creare un prodotto esteticamente perfetto ma vuoto di contenuto potrebbe essere proprio l'obiettivo. In tal caso The Neon Demon sarebbe un successo, ma rimarrebbe comunque la trasposizione cinematografica di una rivista patinata. La visione ispira sensazioni simili a quelle di La grande bellezza, e forse il fatto che il tema centrale sembra essere sempre quello è un indizio.

Per quanto riguarda la sbandierata componente horror, se il tutto è dovuto a due minuti di necrofilia e un accenno di cannibalismo, allora ci vuole proprio poco per impressionarvi, eh. The Neon Demon alla fine è un film bello, bello, bello in modo assurdo, ma deve pur esserci qualcosa oltre a questo!

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