Coppi Night 10/01/2016 - Ant-Man

Questo film mi incuriosiva, perché a detta di molti nel colossale progetto multipiattaforma dell'univesro cinematografico Marvel, si collocava a margine, rendendolo un prodotto un po' diverso rispetto alla sequela di eroi 1-2-3 tutti uguali tra loro. Complice anche il fatto che si tratta di un supereroe non tra i più popolari, anche se a quanto ne so tra i più longevi. Insomma, mi sono detto, vuoi vedere che Ant-Man effettivamente mi piace?

La risposta è stata "uhm". Non posso dire di essermi annoiato (come è avvenuto con Winter Soldier e Age of Ultron), e in generale il tono leggero e autoironico ha funzionato. Però ci sono dei grossi problemi strutturali e di coerenza interna che mi hanno fatto perdere molto del gusto. Faccio qualche leggere spoiler da qui in poi, evitate se volete.

Partiamo dal fatto che io sono più che disponibile a sospondere l'incredulità. Se mi dici che nella tua storia i gatti cacano smeraldi e le nuvole sono fatte di amido di mais, io ti dò retta. Questa è la premessa della tua storia, la accetto come assioma e vediamo dove mi porti. Se però tradisci la tua premessa (premessa che tu stesso hai stabilito, non ti ho imposto io), allora stai facendo un grave errore di coerenza interna, e non posso più prendere seriamente quello che mi dici. In Ant-Man c'è un'enorme falla di questo tipo. All'inizio del film ci viene spiegato che l'invenzione di Pym permette di rimpicciolire le cose perché riduce lo "spazio vuoto" tra gli atomi. Cosa che mi sta bene, per quanto possa essere impossibile in realtà, se è la premessa della storia ci credo. Questo però perde di significato quando, nel finale del film, Ant-Man diventa "subatomico", cioè così piccolo da poter passare negli spazi tra le molecole, e ancora di più, fino appunto a trovarsi nel mondo quantistico. Ma per definizione, se la tua tuta riduce lo spazio tra gli atomi, non può farti diventare più piccoloo di un atomo. È un passaggio cruciale del film, è di fatto il climax dello scontro con il villain, e il fatto che mandi a puttane la premessa è terribile.

Conseguenza di questo c'è un aspetto anche peggiore: viene spiegato che la tecnologia di Pym modifica il "volume" di un corpo, ma non la sua massa (perché appunto, viene ridotto lo spazio tra gli atomi ma non la loro quantità), e questo giustifica anche l'apparente super-forza di Ant-Man quando è minuscolo (90 kg di pressione concentrati in un puntino). Ma se questo è vero, allora per l'eroe dovrebbe essere impossibile cavalcare le formiche (che schiaccerebbe comunque), così come Pym non potrebbe portarsi un carro armato come portachiavi, perché pur lungo 4 centimetri peserebbe comunque svariate tonnellate.

In secondo luogo, altra cosa che non mi convince è la compresenza in Ant-Man di due poteri ben distinti e la cui associazione è tutt'altro che scontata. Voglio dire, già la possibilità di rimpicciolirsi non c'entra nienta con la capacità di comunicare e comandare le formiche, anzi, non c'è ragione per cui Pym avrebbe dovuto sviluppare due tecnologie così differenti e di ambiti tanto opposti: da una parte fisica atomica e dall'altra biochimica con qualche accenno di telepatia (!!!). Sembra che l'apparecchio per comunicare con le formiche sia un accessorio, un'invenzione secondaria e trascurabile, ma a pensarci bene implica una serie di avanzamenti forse più rivoluzionari delle particelle Pym.

A tutto questo si aggiunge il tritissimo conflitto padre-figlia, la solita balla del "ho mentito per proteggerti", e una Evangeline Lilly completamente fuori parte (a partire dalla zazzera in testa). Ant-Man ha avuto una storia travagliata, e questi scossoni e cambi di direzione probabilmente sono rimasti. Non sto a dire che se il film fosse stato finito da Edgar Wright sarebbe stato eccezionale, ma sicuramente avrebbe potuto portare in una direzione più fresca, sopratutto all'interno di questo sottogenere.

Insomma, se questo è il meglio dell'innovazione che il MCU può offrirmi, a questo punto penso serenamente di poterne fare a meno, quindi a meno che non mi venga forzata la visione (cosa che può capitare, nel Coppi Club), li eviterò accuratamente.

2 commenti:

  1. Però, Andrea, non puoi fare una critica al film sulla presenza dei due poteri di Ant Man... quelli sono nel fumetto originario e il film non ne poteva fare a meno. ("non mi convince è la compresenza in Ant-Man di due poteri ben distinti e la cui associazione è tutt'altro che scontata")

    In ogni caso, non dovresti cercare una logica troppo scientifica nei film dei supereroi. Secondo me siamo più dalle parti del fantasy (e il mago di turno può sparire, fermare il tempo, trasformarsi in rana solo perché sa come fare...)

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  2. sisi, per quanto io non segua i fumetti, lo so che i poteri di Ant-man sono già presenti lì, e che coesistono proprio perché abbai senso chiamarlo "uomo formica". però mi sembra che la capacità di comunicare con le formiche sia troppo ridotta in secondo piano, come se fosse una conseguenza naturale della riduzione di dimensione... se il buon Pym ci avesse messo un po' più di impegno a spiegare anche quello, sarebbe stato più plausibile.

    quello che io contesto non è la scientificità, ma la coerenza. perché è lo stesso film a fornire un contesto pseudoscientifico e poi infrangerlo! se avessero detto "questa tecnologia ti rimpicciolisce" e stop (come in "tre millimetri al giorno" di Matheson), io accettavo quello e mi gustavo il resto. ma siccome vuoi farmi credere che ci sia una precisa ragione scientifica, e mi dici che funziona riducendo lo spazio tra gli atomi e conservando la massa, allora non puoi contraddirti mezz'ora dopo.

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