Coppi Night 03/01/2016 - Mad Max: Fury Road

Se c'è una cosa che non mi emoziona nei film sono gli inseguimenti e le acrobazione con veicoli di vario tipo. Che siano auto, moto, aerei, astronavi, biciclette, skateboard, le scene d'azione basate su velocità e propellente (benzina, materia oscura, calorie, o whatever) a manetta non mi stimolano più di tanto. Cioè, sì, subisco l'adrenalina dell'azione in sé, ma nessun bonus per il fatto che ci siano veicoli in movimento.

Fury Road ha cambiato tutto questo. Ne avevo sentito parlare bene, ma ero rimasto un po' scettico perché non credevo potesse essere esattamente un film adatto ai miei gusti. Di fatto, non lo è. Però, è davvero fenomenale. È un po' La grande bellezza dei film di inseguimenti (non so se c'è un nome specifico per questa categoria): forse non dice nulla di nuovo, anzi, forse non dice nulla proprio, ma è fatto così bene che ne rimani comunque catturato.

Ho visto il Mad Max con Mel Gibson ere fa, e francamente a parte il tono generale non ricordo molto. Mi sembra però di capire che a parte il contesto postapocalittico questo abbia poco a spartire con quei film. Non penso si possa considerare un sequel, e se il personaggio protagonista del film è lo stesso di Interceptor, credo allora che si possa parlare di una sorta di reboot. Ma in realtà non importa, perché il film si può godere benissimo senza nessun riferimento ai precedenti (se c'erano, me li sono persi, e mi è piaciuto comunque).

A proposito del protagonista, tecnicamente sarebbe il Max del titolo, interpretato da Tom Hardy, ma a me sembra che il ruolo centrale sia quello di Furiosa, una Charlize Theron che mette i brividi. E non ci dispiace affatto questa ambiguità, chissenefrega se i due si contendono la posizione centrale nella storia, che pure è piuttosto labile.

Il film si riduce tutto sommato a una serie di inseguimenti, scontri, combattimenti, imboscate, scazzottate, abbordaggi, esplosioni, trappole, e metteteci tutto quello che vi viene in mente, ce ne sarà sempre uno in più a cui non avevate pensato. È una continua corsa agli armamenti in cui ogni volta che sembra si sia raggiunto l'apice viene fuori qualcosa di più, ed è impossibile rilassarsi un attimo. In tutto questo, sorprendentemente, tutti i personaggi riescono ad assumere una loro pur minima complessità: dai due citati coprotagonisti al villain, dal ragazzetto convertito alle vergini sacrificali (non proprio vergini, ma vabbè), dai luogotenenti a Megan Gale (che è stata una sorpresa ritrovarmi davanti, era parecchio che non la vedevo, e vedere che si è mantenuta così in forma da quando faceva la pubblicità della Omnitel [all'epoca avevo 12-13 anni, if you know what i mean] mi ha fatto quasi piacere come rivedere un vecchio amico). Tutti loro, anche se hanno soltanto qualche minuto di schermo e poche battute, hanno una posizione chiara e si intuisce la loro backstory senza bisogno di una specifica esposizione.

L'estetica del film poi è qualcosa di eccezionale. Non parlo solo delle scenografie e della regia, ma anche di tutto il progetto che sta dietro ai veicoli, ai costumi, ai macchinari, le armi, anche le leve e i pulsanti. Si sente la presenza di un mondo, una lunga storia di cui sappiamo poco ma che ha portato all'evoluzione di tutta l'ambientazione così come la vediamo. Per questo mi pento di non aver colto l'occasione di vederlo al cinema, dove la spettacolarità era sicuramente ancora maggiore.

Ora capisco perché in molti hanno indicato Fury Road tra i migliori film del 2015. Mi duole ammetterlo, ma avevate ragione.

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