[quote] # 16

Nell'ultimo rapporto letture ho parlato di Anathem, il capolavoro di Neal Stephenson che ho letto solo a novembre di quest'anno, con imperdonabile ritardo. Come dico in quel post, il libro è talmente denso di temi, concetti, lezioni, riflessioni, idee, che tattaro tutto quanto vi è contenuto risulta praticamente impossibile, almeno all'interno di uno spazio come questo (ma se volete approfondire, esiste un'apposita wikia). Tuttavia, proprio perché il lungo romanzo è un concentrato di idee, tanto all'interno del contesto narrativo quanto fini a se stesse, mi pare appropriato estrarre un piccolo brano che parla proprio delle idee in quanto tali, e del processo creativo che le origina.

Quella qui riportata è una conversazione tra il protagonista, fra Erasmas, e sua cugina. Non serve che spieghi come si arriva a questo dialogo, è sufficiente sapere che Erasmas è una specie di... ehm, "monaco della scienza", che vive in un "convento" i cui abitanti si dedicano tanto al lavoro manuale quanto allo studio, pratica ormai consolidata da millenni di storia e tradizione. E proprio per questo, c'è bisogno di qualcuno che tenga le fila di questa storia, come viene spiegato.

(Nota: ho letto il libro in ingles, questa è una mia traduzione libera; il termine "Saunt" indica un saggio riconosciuto del passato [una specie di "santo della scienza"])

– È frustrante, parlare con te. Ogni idea che la mia piccola testa riesce a concepire è stata già concepita da qualche Saunt duemila anni fa, e discussa fino alla morte.
– Non voglio passare per saccente, ma questa è l'Affermazione di Saunt Lori, e risale al Sedicesimo secolo.
– Davvero?
– Davvero.
– Letteralmente duemila anni fa, un Saunt ha proposto l'idea che...
– Che ogni idea che una mente umana può concepire è stata già concepita tempo prima. È un'idea molto in voga...
– Aspetta, ma l'idea di Saunt Lora era nuova?
– Secondo alcuni paleo-Loriti ortodossi, è stata l'ultima idea nuova.
– Allora, devo chiederti...
– Cosa abbiamo fatto qui negli ultimi 2100 anni, visto che l'Ultima Idea era già stata concepita?
– Gia.
– Non tutti sono d'accordo con questa affermazione. Tutti odiano i Loriti. Ma i Loriti sono utili.
– In che modo?
– Tutte le volte che qualcuno ha un'idea che crede nuova, i Loriti ci si buttano sopra come sciacalli e cercano di dimostrare che in realtà è vecchia di cinquemila anni. E di solito, hanno ragione. È fastidioso e umiliante, ma alla fine previene che le persone perdano tempo su cose vecchie. E i Loriti devono essere studiosi eccellenti per svolgere il loro lavoro.
– Quindi tu non sei un Lorita.
– No. Se apprezzi l'ironia, può farti piacere sapere che dopo la morte di Lori, un suo allievo scoprì che la sua idea era già stata anticipata da un filosofo quattromila anni prima.
– Divertente. Ma questo non dimostra la tesi di Lori? Sto cercando di capire cosa ne ricavate voi.
– Le idee sono cose buone, anche se sono vecchie. Per comprendere le più avanzate teorie è richiesta una vita intera di studi. Mantenere il cumulo di idee già esistenti richiede tutto questo.
– Quindi siete come dei giardinieri. Accudite dei fiori rari. Questa è una serra. Dovete mantenere la serra e curare i fiori per sempre, altrimenti si estinguono. Ma...
– Ma raramente troviamo un fiore nuovo.

È una prospettiva interessante, quella suggerita da Erasmas: il fatto che le idee si succedano e si rincorrano, spesso si sovrappongano. Infatti è successo anche a me, di trovare espressa altrove quella che credevo fosse una mia idea esclusiva. Per questo sarebbe davvero utile avere un buon team di Loriti sempre a disposizione, per non incappare in questi equivoci.

Eppure, come viene detto, le idee sono buone, anche se sono vecchie. Non importa se un Lorita verrà a dirvi che la vostra geniale intuizione l'aveva già avuta un tizio morto di gonorrea dall'altra parte del mondo quattromilaseicento anni fa: se la vostra idea è genuina, valida, è comunque buona. Quindi datevi da fare, in culo ai Loriti!

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