Coppi Night 10/04/2016 - Zombieland

È un periodo che gli zombie vanno alla grande. Trovare l'origine del recente successo del fenomeno non è semplicissimo e lo lascio a chi è più esperto del settore. Certo è che ormai il tema è stato affrontato più o meno in qualunque stile e declinazione, dal semplice splatter all'umoristico, dal romantico all'introspezione fino alla totale assenza di contenuti (qualcuno ha detto The Walking Dead?). Quindi non è facile continuare a proporre opere valide senza cadere nel già visto o al contrario nell'esasperazione forzata di temi marginali. In questo senso Zombieland si colloca un po' a metà tra i due approcci: non offre spunti interpretativi originali del fenomeno zombie (ci si limita a dire che così è andata), ma cerca di calare il tutto in un contesto leggero che stemperi l'usuale atmosfera tetra di questo tipo di storie. Lo aveva già fatto Shaun of the Dead qualche anno fa, con risultati eccellenti, ma questo tenta un approccio diverso, soprattutto perché la storia parte in un momento differente, non l'esplosione dell'epidemia zombie ma l'epoca successiva al crollo della civiltà a causa dei non morti.

Zombieland si svolge principalmente on the road, con il giovane protagonista (che ancora non sa che qualche anno dopo sarebbe diventato il Lex Luthor che mette Batman contro Superman) rimasto da solo con le sue ferree regole di sopravvivenza all'apocalisse zombie, che lentamente inizia a formare un nuovo gruppo intorno a se, prima con il cacciatore fuori di testa (Woody Harrelson), e poi con due sorelle, anch'esse votate alla più cinica sopravvienza, una delle quali diventa prevedibilmente l'oggetto della sua affezione.

Il film si base principalmente su una serie di gag, per lo più derivanti dal contrasto tra il ragazzo impacciato e l'uomo spregiudicato. A parte questo però la trama non sembra avere una sua solidità e una direzione precisa, tant'è che si riduce a qualche chilometro in una direzione, sosta, zombie ammazzato, partenza (a The Walking Dead fischiano le orecchie oggi). C'è il tempo per una capata a casa di Bill Murray, che interpreta se stesso in quello che è poco più di un cameo. Il climax finale si svolge nel luna park, ed è simpatico vedere la mattanza di zombie sulle giostre, ma appunto, simpatico, niente di più.

Il film comunque è gradevole, riesce a non diventare troppo melenso, soprattutto nella fase finale, anche se ci va vicino. Non brilla sotto nessun aspetto, ma in sostanza meglio di una qualunque serie tv che si protrae per stagioni e stagioni senza arrivare a nulla. E io non ho mai nominato The Walking Dead, siete voi che avete capito così.

4 commenti:

  1. Un po' d'entusiasmo, suvvia! :-)

    A suo tempo mi ci divertii parecchio. Ok, non è Shaun of the dead (insuperabile), ma nel suo genere fa il suo sporco lavoro.

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    1. sì appunto è un po' un road trip + zombie, e i film alla road trip non mi entusiasmano tantissimo. ma insomma, meglio di un avengers qualunque, per dire.

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  2. Shaun of the dead è un capolavoro! Quasi quasi me lo rivedo... :-D

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    1. di quella serie se non l'hai visto ripescati "la fine del mondo", che è veramente fenomenale (se ti interessa l'ho anche commentato qui, da qualche parte)

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