I miei articoli per Stay Nerd: luglio - settembre 2020

In questo trimestre abbiamo battuto il record di articoli pubblicati sul magazine con cui collaboro ormai da un più di un anno. Ecco di cosa abbiamo parlato nei mesi scorsi:


Perché X-Files è stata una delle serie tv più importanti di sempre

Con l'arrivo di tutte le stagioni della serie cult su Amazon Prime, un breve recap dell'impatto che che Mulder e Scully hanno avuto sull'immaginario collettivo e sull'intero settore degli show televisivi


Quando i numeri diventano storie: la matematica nei libri

Una carrellata di storie che si basano sulla matematica e le sue applicazioni, da Flatlandia al Cryptonomicon


Non solo Dune: gli altri romanzi di Frank Herbert

Si parla molto di Dune (e del suo rinvio #[@##@#€!!!!) e il nome di Frank Herbert è tornato alla ribalta, ma bisogna ricordare che questo autore ha scritto altri romanzi notevoli, anche se spesso centrati su temi affini a quelli trattati nell'epica saga di Arrakis


Ediotirale - Le vostre distopie preferite non sono vere distopie

Un articolo provocatorio in cui mi permetto di segnalare come il termine "distopia" sia oggi usato con troppa leggerezza, quasi come sinonimo di "fantascienza". Non è tutta distopia quella che rabbuia, e se tutto è distopia niente è distopia.


Ray Bradbury: non solo fantascienza (per davvero)

Per il duecentanario di Bradbury, un pezzo che ripercorre la sua carriera e dimsotra come in questo caso dire che un autore acclamato dalla critica mainstream non scrive "solo fantascienza" è accurato, perché Bradbury si è cimentato con successo in molti generi diversi.


Ve lo meritate: 3% e la toxic positivity

Un bilancio a posteriori della serie brasiliana 3% conclusa con la quarta stagione (di cui avevo parlato anche qui) e il suo messaggio di fondo sulla meritocrazia tossica.


I mondi della svastica: il nazismo nella fantascienza

Spunti di lettura per storie di fantascienza che parlano a vario titolo del nazismo, tipicamente su base ucronica ma non solo.


Braid: il videogioco che ha ispirato Tenet?

Era da quando vidi il primo trailer di Tenet che volevo fare questo pezzo, e alla fine ce l'ho fatta. Un'occasione in più per citare quel capolavoro di Braid a cui avevo dedicato un post anni e anni fa.


Sci-fi (lost) in translation - Libri di fantascienza contemporane mai tradotti

Una mia personale selezione di titoli piuttosto recenti ma ormai abbastanza superati che probabilmente non leggeremo mai. L'occasione anche per portare all'attenzione di eventuali editori in ascolto Mort(e) che sto cercando di spingere da anni.


Forme di vita su Venere? Noi lo sapevamo già!

Dopo la notizia dell'alta proabibilità di vita batterica nell'atmosfera di Venere, ecco un excursus su come la fantascienza ha ipotizzato potesse svilupparsi l'ecosistema del nostro vicino di casa, a partire dall'ipotesi della palude venusiana fino a teorie più credibili.


Da Asimov a Murderbot - Filosofia e pratica delle Leggi della Robotica

Qualche riflessione sulle Leggi della Robotica suggerite da Asimov e ormai diventate quasi scontate, e un breve commento a Murderbot di Martha Wells, di cui parlerò più nel dettaglio qui sul blog nel prossimo rapporto letture.


Axolotl - Numero Zero

Sì ok, tre post di file dedicati a riviste, dopo l'annuncio di SPECULARIA e la segnalazione (in ritardo) di Global Science. Stavolta invece parliamo di Axolotl, un magazine digitale letterario-scientifico ideato da Danilo Zagaria, autore e divulgatore che collabora con molte riviste e scrive sul suo blog La linea laterale.

 Nei giorni scorsi è uscito il Numero Zero di Axolotl, intitolato Micelio.

Se mi seguite fin dai miei primi vagiti siete al corrente della mia storia d'amore coi funghi, iniziata più o meno all'epoca in cui la mia prima raccolta di racconti Spore è uscita nel 2013, con il racconto eponimo in apertura. Ultimamente c'è un certo interesse intorno al mondo fungino, culminato con la pubblicazione del libro L'ordine nascosto di Merlin Sheldrake, che illustra proprio come il mondo che conosciamo sia stato in buona parte plasmato dai funghi (devo ancora leggerlo, ma sicuramente ne parlerò). Così a distanza di tanti anni, la mia storia continua a dimostrarsi sul pezzo, e proprio per questo preparando questo volume Zagaria mi ha contattato per includere un estratto del racconto, e come potevamo rifiutare?

Ma nel Micelio ci trovate tanta altra roba di autori ben più autorevoli di me, con contributi sia narrativi che saggistici. Tra gli altri in questo numero sono inclusi Vanni Santoni ed Elisa Emiliani, nomi che in questo blog sono saltati fuori ogni tanto.

Peraltro Axolotl è gratuita e liberamente scaricabile, oppure sfogliabile su Issuu. Quindi potete imparare tutto sul Rinascimento Micotico senza cacciare uno spicciolo, meglio di così...

Se poi leggendo l'estretto di Spore vi viene voglia di sapere come prosegue, non andate a cercare quella vecchia raccolta ormai fuori catalogo (le ultime 5-6 copie le ho io), ma recuperate Il lettore universale pubblicato da Moscabianca, che contiene la versione aggiornata del racconto.

Viva la Micosfera!


Global Science n. 23

Tra un progetto e l'altro mi era sfuggito, quindi rimedio in ritardo: sul numero 23 di Global Science, la rivista dell'ASI (l'Agenzia Spaziale Italiana, mica cotiche) è presente il mio breve racconto Black Swan:

"Dai fra, bello ma in edicola non ho trovato il Millemondi Urania figuriamoci se trovo questo!"

Say no more.

Global Science si può sfogliare online su issuu. Quindi basta che seguite il link e potete leggervi tutto quanto, articoli e racconti inclusi.

Io però vorrei sapere una cosa. Quando mi verrà restituito tutto il bene che faccio per gli altri.



SPECULARIA - Rivista di speculative fiction

 Negli scorsi mesi avrete notato che la menavo spesso con tutti sti "progetti" che stavo portando avanti, che mi toglievano tempo da dedicare al blog e alle letture. Uno di questi era Story Doctor, di cui avrete notate il bannerone qua sulla pagina e spero vi siate iscritti al canale, ma adesso siamo pronti a rivelare un'altra delle cose su cui ho lavorato nei mesi scorsi: SPECULARIA.

SPECULARIA è una rivista digitale di speculative fiction. Il suo payoff riflettere l'immaginario rappresenta l'obiettivo del progetto: usare l'immaginazione per riflettere, nel doppio significato di rappresentare e indurre a pensare.

L'idea per SPECULARIA mi è nata a febbraio, durante un workshop di editing tenuto da Vanni Santoni a cui ho partecipato, durante il quale si è soffermato sul panorama delle riviste letterarie. Finito l'elenco sommario delle principali riviste esistenti, ha aggiunto "comunque la cosa migliore da fare se volete arricchire il panorama è aprirne una". Beh, graziarcazzo, mi sono detto, però in effetti quell'osservazione era tutt'altro che scontata. Perché proprio tra queste riviste a cui spesso do un'occhiata notavo proprio la mancanza di una dedicata alla narrativa speculativa: c'è Spore a cui infatti ho già partecipato con un paio di racconti, ma finisce lì. In realtà molte delle riviste trattano di sfuggita anche la speculazione, perché forse si rendono conto (o forse no, ma inconsciamente sono portate a farlo) che gli strumenti della speculative fiction sono i più adatti a rappresentare il presente. Ma nessuna di queste si dichiara appartenente a quest settore.

E allora, arricchiamolo codesto panorama.

Naturalmente non era uno sforzo che potevo compiere da solo, così ho iniziato in primavera la fase di reclutamento e ho raccolto un dream team di appassionati speculatori, che provengono tutti da ambienti affini ma non sovrapponibili: Linda De Santi, Angela Bernardoni, Elisa Giudici, Stefano Tevini, Andrea Gibertoni. Se non li conoscete, andate sulla pagina della redazione e scoprite chi sono e cosa fanno.

SPECULARIA pubblicherà principalmente racconti di narrativa speculativa, senza particolari limiti di genere, ma sorretti da un potente e interessante what if, come spiegato nel manifesto della rivista. A questo si affiancheranno anche saggi e testi di critica, posto naturalmente che ce ne arrivino di interessanti. Nelle nostre intenzioni faremo uscire almeno un articolo al mese, ma se il tempo ce lo permetterà magari anche qualcosa di più.

La cosa stupefacente è che i testi li paghiamo.

Sì, cioè, uno ci manda un racconto (in realtà deve mandarci prima un pitch), e se ci piace e lo vogliamo pubblicare noi gli diamo 15 euro. Che dite? È una miseria? Concordo. Ma andate a vedere quanto pagano in media le altre riviste e noterete una differenza media di circa 15 €.

Questi soldi li mettiamo noi a fondo perduto, proprio per dare riconoscimento al lavoro degli autori. In futuro potremo prevedere piani di abbonamento o patreon o crowdfunding o chissà che altro per finanzairci, ma siamo partiti comunque con l'idea di investire, oltre al nostro tempo anche un po' dei nostri soldi. Se non è dedizione questa...

I primi due racconti online sono di Federico Guerri e Alessandro Forlani, due autori quasi agli antipodi per tematiche, formazione e approccio alla scrittura, ma che proprio per questo rappresentano bene le nostre intenzioni: niente limiti, quando le cose sono buone e ci portano a riflettere.

Se volete provare a pubblicare su SPECULARIA leggete bene la pagina delle submission, poi leggete le FAQ e poi siate pazienti. E naturalmente seguite la pagina facebook e twitter.

Buona speculazione a tutti!


Rapporto letture - Agosto 2020

Il mese scorso il rapporto letture è stato piuttosto scarno perché avevo un unico libro di cui parlare (fortunatamente la discussione si è animata nei commenti), e per il mese di agosto a malincuore devo replicare la prestazione scadente per di più di nuovo con un'antologia di racconti di fantascienza italiani. In realtà, come ormai vado raccontando da tempo, ho letto anche altro nel frattempo (tra cui un libro abbastanza corpo iniziato a metà mese ma finito a settembre) però non mi metto a riferire qui di manuali e altre letture tecniche di scarsa attinenza con i fini del blog.


Il libro di cui parliamo è Prisma vol. 2, seconda antologia/rivista pubblicata da Moscabianca, con l'obiettivo di proporre una selezione di "nuove voci" della fantascienza italiana. Questo volume è uscito durante il lockdown e l'ho acquisito di recente, ed ero abbastanza curioso di vedere cosa conteneva quindi gli ho fatto saltare la fila. Il volume 1 conteneva un paio di ottimi racconti e una qualità media discreta, anche se alcune idee non proprio originali, quindi le premesse sono buone. Visto che appunto ho un solo libro di cui parlare, cerco di farlo per bene e dedicherò qualche riga di commento a ogni racconto, proprio come avevo fatto il mese scorso.

La raccolta è aperta da Veronica De Simone con il racconto Fanghiglia, una storia insolita che in pratica sono gli Hunger Games ambientati nell'inferno dantesco. Il protagonista è un Dante in versione gladiatore cibernetico che deve affrontare altri avversari nell'arena sotto lo sguardo del pubblico e degli sponsor. L'incontro con Beatrice però lo porta a farsi domande più profonde sulla situazione. Il mix di generi e situazioni riesce a catturare l'attenzione, ma credo che se si fosse concentrato meno sui combattimenti e di più sul tema più profondo ne sarebbe uscito qualcosa di più incisivo. Ctrl+Z di Stefano Spataro prende un tema affrontato in molti romanzi/film/videogiochi: la possibilità di annullare le proprie azioni e tornare a un punto precedente della propria vita (vedi ad esempio Meanwhile, il series finale di Futurama, oppure L'episodio della vasca di acido di Rick&Morty o anche Braid). Lo svolgimento della storia è abbastanza buona e arriva efficacemente al momento di crisi finale, ma la soluzione sembra un po' improvvisa, nel senso che non sembra essere stata preparata adeguatamente come se si volesse puntare più sull'effetto sorpresa. Di Linda De Santi ho letto varie cose e in genere sono buone, il suo La risposta della bestia parte da una premessa abbastanza classica, la società postapocalittica regredita a livello tribale che venera gli artefatti tecnologici, in questo caso gigantechi mecha. La protagonista riesce a scoprire la vera natura della divinità e dovrà quindi scontrarsi con le credenze del suo villaggio, già minacciato da altri pericoli. Mi ha ricordato qualche episodio del Doctor Who classico (forse The Face of Evil, ma non ci giurerei, ne ho visti troppi per ricordarmeli tutti). Poi arriviamo al racconto di Axa Lydia Vallotto, autrice che non conoscevo ma che ho scoperto essere arrivata in finale anche Premio Urania Short. Ora, so che non è educato prendere posizioni così nette, ma devo ammettere che se anche ci sono dei racconti di buonissimo livello in questa raccolta, Conta fino a tre se li magna tutti. Credo siano anni che un racconto (e non sto dicendo "un racconto italiano di fantascienza") non mi colpiva così. Che poi tutto sommato non è una storia così complicata: il protagonista è un viandante solitario in un mondo postapocalittico, in cerca della sorella rapita anni prima dalle bande di razziatori. Seguiamo le ultime tappe del suo viaggio quando finalmente ha individuato dove si trova la sorella, intervallato da alcuni flashback dell'infanzia insieme a lei. Mi ha riportato un po' alle atmosfere dei primi volumi della Torre Nera di King, con il pistolero che vaga nel deserto all'inseguimento di qualcuno che gli darà risposte che lui sa già ma non vuole sentire. Un racconto vivo, crudo ma caldo, che ti porta davvero a vivere con il protagonista. Un finale che è una coltellata nelle costole. Segnatevi il nome, sta ragazza è da tenere d'occhio. Passiamo ad Antonino Fiore con Pellegrino Nove: qui devo dire che ho trovato il racconto un po' confuso e forse sovradimensionato. In un certo senso la storia è un tentativo di sovvertire le leggi della robotica di Asimov, e in questo riesce a essere efficace, ma la trama mi è sembrata ingiustificatamente complicata, con questi nove robot ognuno dei quali incarna una "qualità" separata dell'individuo completo, a cui gli umani danno la caccia all'interno (anche qui) di una sorta di reality. Diversi elementi accavallati che secondo me portano fuori strada rispetto a quello che dovrebbe essere il nucleo della storia. Mala Spina la conosco già, anche se in genere scrive fantasy ad ambientazione più o meno storica. In Malena ha trovato il modo di scrivere una storia delle sue in un'ambientazione borderline, perché si tratta di una space opera steampunk in cui le potenze europee hanno colonizzato il sistema solare. Pirati, gendarmi, spie, figli illegittimi dei sovrani che possono sconvolgere l'equilibrio dei pianeti: ingredienti amalgamati bene in un racconto avventuroso senza troppe pretese che raggiunge il suo obiettivo. La leggenda di Macmet di Boscoruggine mi aveva scoraggiato dal titolo perché dava l'idea di quelle cose fantasy-ish che sono le traduzioni delle campange D&D, invece è un racconto ben scritto (L.K. Peka era anche nel primo Prisma), anche questo ambientato in un mondo postapocalittico che ha perso la memoria della tecnologia. Qui il protagonista cerca di ripopolare il mondo con le piante quasi estinte, in una forma combinata pianta-macchina. Anche questa è sostanzialmente un'avvenutra, avvalorata soprattutto dal prologo ed epilogo che ne mostrano le conseguenze a lungo termine. Slittamento è un racconto che inizia con un WTF!? assoluto che mi aveva subito agganciato. Lo straniamento continua per una buona metà, grazie anche allo stile secco e incisivo, in seconda persona. A un certo punto però Guido Bertorelli si è reso conto che doveva fare un infodump di quelli maestosi e la storia viene un po' schiacciata da questa zavorra. Il climax comunque è buono, c'è però un ultimo capitolo di epilogo che onestamente mi è sembrato del tutto superfluo e anzi toglie quasi valore alla storia precedente, anche perché fa affidamento su uno dei cliché fastidiosi per un lettore. Quello che gli uomini lasciano indietro comincia con una premessa interessante, un team di ricercatori che deve esplorare un pianeta e per farlo si affida alle storie che da quel mondo sono state estrapolate. Il protagonista è il figlio di uno di questi ricercatori morto proprio nel tentativo di esplorare un tempio al cui interno dovrebbe trovarsi qualcosa di determinante. L'autrice Diletta Crudeli costruisce molto bene questo personaggio incastrato nel conflitto tra i doveri verso la sua squadra e il desiderio di seguire le orme del padre. Nella parte finale poi le cose prendono una direzione impreviste, le rivelazioni arrivano tutte nello spazio di poche righe e la conclusione rimane difficile da inquadrare come lieta o tragica. Infine Daniele Nadir chiude il volume con Radio Ga-Ga, e anche qui il titolo mi aveva fatto temere qualcosa di scontato, quando invece questo si è rivelato come un altro dei racconti migliori. Una storia molto dolce di contatto con gli alieni tramite le trasmissioni radio, che prende elementi sia da Contact che da Incontri ravvicinati del terzo tipo. Anche qui a fare la differenza è la cura e la profondità con cui i personaggi sono costruiti, che riesce a trasportarci dentro la storia di cui alla fine l'esito non è del tutto chiaro, ma quello che ci importa davvero lo abbiamo già imparato.

In definitiva posso dire che Prisma vol. 2 è un'altra raccolta di buon livello. Nel complesso gli assegno un voto 7.5/10, mezzo punto in meno del primo volume, ma la differenza è motivata dal fatto che mi aspettavo un gioco al rialzo rispetto a quello dell'anno scorso, invece siamo pressoché sullo stesso livello. In ogni caso rimane meritoria la ricerca di nuovi autori che si approcciano al genere (e infatti ho fatto un paio di scoperte interessanti), e si riconosce la cura messa nella compilazione dell'antologia, quindi ben venga Prisma vol. 3.