Coppi Night 27/01/2013 - Infelici e contenti

E vabbè, me la sono cercata. Perché nell'ultima Coppi Night (che risale a due settimane fa, sì, ne abbiamo saltata una) mi meravigliavo che fosse da tempo che non vincesse un film comico/commedia italiano, ed ecco che siamo al secondo consecutivo. Come molte altre operazioni cinematografiche di quel periodo, qui gli autori puntano a mettere insieme due stelle della comicità, ovvero Pozzetto e Greggio, e farne i protagonisti del film.

Forse l'ho già detto in occasioni precedente, ma devo ammettere che a me Pozzetto in effetti piace. O meglio, il suo personaggio tipico, quello dell'uomo mediocre e convenzionale che viene trascinato in situazioni assurde e imprevedibili, che reagisce in tono moderato ma con improvvisi scatti di rabbia e volgarità, per me funziona sempre. Anche il suo modo di proporre le battute e i giochi di parole nonsense mi sembra sempre buono. Di Greggio ho invece una considerazione minore, spesso le sue interpretazioni sembrano troppo forzate, ed è soprattutto la sua mimica ad apprire artificiosa. E forse in questo caso, il fatto di rimanere per tutto il film con degli occhiali scuri che coprono completamente gli occhi, aiuta proprio a non farlo scadere nella macchietta come succede spesso.

Nell'insieme però la storia della coppia di handicappati (un cieco e un paralitico) in viaggio per concludere loschi affari di contrabbando si regge abbastanza bene. Le immancabili disavventure, gli equivoci, gli scontri, si susseguono con un buon ritmo, senza dare spazio a momenti morti, e anzi nella parte finale ci sono alcune sequenze al limite del drammatico di impatto piuttosto forte, per un film di questo genere. A livello tecnico la struttura del film non è troppo equilibrata, con un inizio e una fine improvvisi (quasi da far pensare che manchino delle parti), flashback infilati senza alcuna indicazione, e palesi campagne di pubblicità progresso contro l'abbandono degli animali che risultano alquanto invadenti. Ma certo non ci si poteva aspettare anche una regia all'altezza, visti i soggetti coinvolti. Infine ,come al solito, è da rilevare che le morali principali che emergono dalla storia non sono poi così edificanti: dal tipico messaggio sull'inaffidabilità delle donne, all'implicita ammissione che i soldi fanno la felicità.

In ogni caso, nonostante le imperfezioni usuali nella cinematografia italiana dell'epoca, questo film risulta alla fine dei conti piacevole, con diverse sequenze molto divertenti ("non c'è l'aria condizionata!") e anche qualche buon inciso drammatico. Per cui, pur contro i miei principi, sono tenuto a promuoverlo.

Riepilogo pubblicazioni 2012/Scrivere nel 2013

Riprendo con un certo ritardo un post pubblicato da Daniele Imperi sul suo blog, cogliendo l'invito di autonalaisi scrittoria per fare anche un riepilogo delle pubblicazioni ottenute nel corso del 2012.

Ripercorrere le pubblicazioni è relativamente facile, perché basta scorrere nella rubrica autopromo del blog per vedere in sequenza quali miei racconti sono stati dati alle stampe (o ai bit) nel corso dell'anno passato. Non l'ho sempre detto che questo blog spesso serve più a me che a chi lo segue?

Per cui, procedendo per mero ordine cronologico, nel 2012 sono comparso in:


Volendo parlare di premi e segnalazioni varie, si può invece citare:


Quanto alle tre parole per il 2013, con cui Daniele invita i colleghi scrittore a definire un percorso da seguire in questo nuovo anno letterario, credo di poter indivduare e perseguire tre obiettivi principali:


  • Romanzo: eh sì, è giunta l'ora. In realtà, ne covo un paio già da tempo. E ho una raccolta di racconti contenuti in una cornice che può considerarsi una storia unica, ma... non è proprio la stessa cosa. Purtroppo, per quanto adori la forma del racconto, è un dato di fatto che per proporsi all'attenzione delle case editrici bisogna avere almeno un romanzo pronto in tasca. Per cui, nel 2013 cercherò di impegnarmi sulla lunga distanza.
  • E-book: l'esperimento di Quattro Apocalissi è stato un successo oltre le mie aspettative, e mi ha aiutato a iniettare nuova linfa vitale nella mia propensione alla scrittura, oltre ad allietare e mantenere viva l'attenzione dei fan, supponendo che ne esistano. Per cui, nel 2013, lo farò di nuovo. Non di frequente, magari un paio di e-book nel corso dell'anno, ma ho intenzione di non abbandonare questo canale.
  • English: oddio, qui forse voglio fare un passo troppo lungo, ma... insomma, si ragiona tanto che l'italia non è il paese adatto per la short fiction, non è il paese adatto per la fantascienza, non è il paese adatto per gli autori emergenti. E io sono un autore emergente di short fiction fantascientifica: pensare ad allargare i confini potrebbe essere un'idea, anche se non so proprio come muovermi. Ma intanto, provare a tradurre un paio di racconti potrebbe essere un buon inizio. Non garantisco nulla, ma lo tengo fisso come proposito.


Futurama 7x11 - Viva Mars Vegas

Oltre ai numerosi singoli sketch ispirati o riferiti a film o opere di altro tipo che riempiono ogni puntata, talvolta ci sono episodi che consistono in buona sostanza in parodie di film/opere famosi. È il caso ad esemio di A Flight to Remember (Titanic) e Law and Oracle (Minority Report), ma probabilmente di diversi altri che adesso non riesco a ricollegare. Viva Mars Vegas è, a sua volta, essenzialmente una parodia di Ocean's Eleven: il plot principale, verso metà episodio, si rivela infatti quello di una megarapina multimilionari a un casinò.

In realtà per arrivarci la trama la prende piuttosto alla lontana. All'inizio Amy invita i colleghi a passare il weekend su Marte, nel casinò della sua ultraricca famiglia. Tutti partecipano tranne Zoidberg, a cui lei stessa fa notare di essere troppo povero per poter entrare nel casinò. Il gamberone se ne ha un po' a male, ma poi la fortuna gira a suo favore quando la robomafia nasconde una refurtiva di diversi milioni di dollari proprio nel cassonetto in cui vive lui. A quel punto il dottore raggiunge il casinò e viene trattato con tutti i riguardi, dopodiché perde di nuovo tutto il suo malloppo alla roulette. I problemi iniziano quando la robomafia gli chiede di rendergli i suoi soldi, e a quel punto decide di rifinanziarsi sequestrando l'intero casinò e sbattendo fuori i Wong. Amy, completamente stordita dalla vita "da povera", si trova per la prima volta accomunata con Zoidberg, che conosce molto bene la condizione di emarginato. Insieme studiano quindi un piano che unisce la conoscenza del casinò di Amy con il nuovo "superpotere" acquisito da Zoidberg per trafugare l'incasso dalla robomafia e riappropriarsi dei beni di famiglia. Naturalmente al colpo partecipano tutti i componenti della Planet Express, ma per succedere dovranno superare sia i sospetti degli scagnozzi della mafia, sia le implacabili guardie native marziane.

L'episodio è uno dei più forti, in questa settima stagione, quanto a battute e situazioni divertenti. Già la sigla di apertura è diversa e gustosa: una rappresentazione "live" con modellini e cartoncini della solita animazione! Il tour iniziale del casinò, coi Wong sempre avari e maliziosi, l'arrivo dello Zoidberg milionario che lascia mance pure ai delfini nella vasca, la sua importantissima lezione "easy come, easy go" quando perde tutti i soldi, il rientro del gruppo da Marte con citazioni che ricordano The Hangover (Fry che si ritrova la faccia tatuata!), e poi la messa a punto e l'esecuzione del colpo: tutte queste sequenze sono davvero spassose, e una dopo l'altra danno vita a una puntata "leggera" ma estremamente accattivante. Volendo fare il pelo, ci sono alcuni errori nella continuity che di solito è sempre molto rigorosa in Futurama: intanto, Mars Vegas era stata distrutta all'inizio di Into the Wild Green Yonder, e al suo posto era stata costruiva New Vegas; Marte stesso, in A Farewell to Arms aveva subito un cataclisma ed era diventato una Luna della Terra; e i nativi marziani, presumibilmente, avevano lasciato tutti il pianeta già dai tempi di Where the Buggalo Roam. Quindi in questo caso, o si presume che la storia si svolga in realtà prima di questi eventi, oppure si concede per una volta un reset di questi elementi, al solo fine di poter creare il contesto ideale per lo svolgimento. In effetti pare che alcune scene tagliate dell'episodio spiegassero che sono stati i Wong stessi a riportare il pianeta nella sua orbita, e si può pensare che alcune marziani (in particolare quelli impiegati nel casinò) abbiano deciso di rimanere nelle loro case... ma insomma, son problemi che non saltano all'occhio, durante la visione.

Così, mentre Futurama spesso ha il pregio di riuscire a creare storie tanto "profonde" quanto divertenti, toccando temi complessi come l'evoluzione, la religione, viaggi nel tempo, intelligenza, amore e così via, in questo caso dimostra invece di essere in grado anche di saper offrire una puntata di puro intrattenimento, come non se ne vedeva forse dai tempi di Three Hundred Big Boys. Ottimo risultato quindi, che vale un sostanzioso voto 8.5/10.

Riepilogo letture 2012

La rubrica rapporti letture, per sua concezione, dovrebbe comparire dodici volte in un anno. Tuttavia dopo dodici mesi di commenti e recensioni, è utile (forse più a me che al pubblico) fare un riepilogo di quanto ho letto nell'anno appena tracorso, tirando le somme delle scoperte e delle delusioni, dei numeri e dei contenuti.

More about AnathemCominciano con la parte facile: grazie ad aNobii, che nonostante qualche tentennamento regge ancora, posso sapere che nel 2012 ho letto in totale 57 libri, che sono meno dei 64 del 2011 che sono meno dei 77 del 2010 che erano più dei 70 del 2009, ma sono comunque 17527 pagine. Per la verità se contate i libri esaminati proprio nei rapporti letture, noterete che sono 58, per la presenza di un e-book non indicizzato su aNobii. Presumo che questo disallineamento si manterrà, anzi potrà espandersi ulteriormente nei prossimi anni, via via che prenderò a sfruttare in modo più massiccio il kindle acquisito nell'ultimo trimestre. Di questi, soltanto 5 erano in inglese, mentre gli altri in italiano. Tuttavia, questi 5 in realtà mi hanno tenuto piuttosto impegnato, perché erano tutti parecchio corposi, dal Science Fiction Megapack a The Last Theorem.

È quindi d'obbligo segnalare il libro migliore letto nell'anno, e qui non ho il minimo dubbio nell'assegnare la medaglia d'oro ad Anathem di Neal Stephenson. Come dicevo nel post corrispondente, è davvero troppo complicato spiegare come e cosa, perché si tratta di un libro tanto complesso e completo che riassumerlo sarebbe a sua volta uno sforzo creativo di tutto rispetto. Ma, davvero, provateci: io l'ho letto in inglese, ma se siete disposti a spendere circa quattro volte tanto per comprare i due volumi in cui è stata suddivisa l'edizione italiana, non potrete che darmi ragione. Con questo libro, Neal Stephenson si è confermato uno degli autori che assolutamente bisogna seguire, perché fin da Snow Crash le sue opere hanno davvero una dimensione immensa.

Ma non è giusto citare solo il primo classificato, voglio comunque assegnare qualche posizione di merito. Per cui, oltre ad Anathem, tra i libri migliori del 2012 posso elencare (in ordine anticronologico di lettura, perché scorro all'indietro la mia libreria): Zero History di William Gibson, Brooklyn senza madre di Jonathan Lethem, La mezzanotte del secolo di Samuel Marolla, Immodest Proposals di William Tenn, L'occhio del purgatorio di Jacques Spitz, Tre millimetri al giorno di Richard Matheson, La notte dei tempi di René Barjavel, e poi basta perché ne ho già detti troppi.

More about La mezzanotte del secoloDall'altro lato, pare che il 2012 sia stato un anno librariamente fortunato, perché non mi è capitato di leggere libri estremamente brutti. Le insufficienze sono davvero poche e lievi, e i due libri più bassi in classifica (Julian l'eretico e 365 racconti horror per un anno) in realtà più che brutti in senso stretto sono in qualche modo "incompleti". Quindi alla fine dei conti, se pure non tutte le letture mi hanno soddisfatto in pieno, non c'è nessun libro di quelli letti nell'ultim'anno che consiglio di evitare.

E facciamo infine un discorso settoriale per i libri italiani, che in totale sono stati 21: non si può quindi accusarmi di avere pregiudizi. Di questi, forse i migliori sono state le raccolte di racconti. Ho infatti già incluso La mezzanotte del secolo tra i migliori, e molto validi sono anche Fantaweb 2.0 (e non solo perché c'è un mio racconto, malfidati!), L'orizzonte di Riemann, Memorie dal futuro di Emiliano Angelini, I senza-tempo di Alessandro Forlani (che è anche il primo Premio Urania che acquisto da anni), Ph0xGen! di Italo Bonera e Paolo Frusca. E anche in questo caso, nonostante qualche racconto insipido all'interno di riviste come Robot, Short Stories e il già citato 365 racconti horror, non mi sono imbattuto in storie terribili, anzi, devo ammettere di aver avuto alcune piacevoli sorprese.

Quindi, a conti fatti, l'anno appena trascorso si è rivelato fondamentalmente positivo. Per il 2013 scopriremo come l'entrata a pieno regime dell'utilizzo dell'e-book reader cambierà le mie abitudini di lettura. Ci vediamo tra un anno su questo stesso post.

Coppi Night 13/02/2012 - Febbre da cavallo

Era da un po' che al Coppi Club non si vedeva una di quelle squallidacce commedie italiane! L'ultima era stata Buona giornata, risalente ai primi di novembre... non che ne sentissi esattamente la mancanza, ma se non ne posso torchiare una ogni tanto poi con chi me la prendo? Devo però riconoscere che il film di domenica scorsa, visto durante una delle meno affollate Coppi Night della storia (è stato appena raggiunto il numero legale di tre Membri presenti), tutto sommato non mi è dispiaciuto.

Credo che Febbre da cavallo sia diventato un po' un classico del genere, tanto che in tempi recenti ne è stato tratto un seguito di discutibile valore, quindi non serve entrare nei dettagli della trama. Una di quelle tante storie in cui i protagonisti si arrabattano per organizzare la loro truffarella che gli consentirebbe di sistemare un minimo le loro vite disgraziate, il tutto incentrato intorno alle scommesse ippiche. Tutto il film è composto essenzalmente di stratagemmi per racimolare quei due soldi da giocarsi alle corse, con vari personaggi di contorno che fanno da antagonisti. Lo svolgimento è gradevole, le gag generalmente ben eseguite, e a differenza di molti altri film del genere non si punta tanto sulla volgarità spicciola per far ridere lo spettatore. Probabilmente a fare la differenza qui sono le ottime interpretazioni di Gigi Proietti ed Enrico Montesano, che riescono a caratterizzare in modo eccellente i loro personaggi senza cadere troppo nella macchietta. Ecco, ora, tornate indietro di una frase e rileggete: sì, ho scritto "ottime interpretazioni", parlando di attori "comici" italiani! È una cosa piuttosto rara da parte mia, ma in questo caso penso che si possa dire senza troppi rimorsi. Che poi non si dica che sono io prevenuto, questo lo dimostra!

Poco altro da dire in realtà, visto che non si tratta certo di un'opera che deve essere analizzata a fondo per ricavarne i diversi piani di lettura. Ma se mai vi obbligassero per scommessa a subire la visione di una commedia italiana, questa potrebbe essere una buona scelta.