Doctor Who 13x02 - War of the Sontarans

Se il primo capitolo del serial Flux era un setup, questo è principalmente una divagazione. Il Dottore e compagi si ritrovano inspiegabilmente sbalzati nel tempo e nello spazio (invalidando del tutto il cliffhanger della puntata precedente, ma anche questo è normale per DW) e poi si separano. Il Dottore rimane incastrata nella guerra di Crimea; Yaz finisce in quello strano edificio che avevamo già visto di sfuggita e che scopriamo essere il tempio di Atropos sul pianeta Time, giusto perché sia chiaro che si sta parlando di cose importanti; Dan torna nella sua epoca, ma trova una timeline diversa da quella normale perché nel frattempo i Sontaran hanno invaso e preso possesso della Terra.


I Sontaran sono un altro degli avversari storici di DW, che nella serie moderna sono tornati nella quarta stagione e poi sono comparsi principalmente come membri isolati con intenzioni comiche, quindi questa è la prima volta da molto tempo che li vediamo di nuovo in veste di nemico pericoloso. Per quanto goffi e ottusi, i Sontaran sono abbastanza tenaci da portare avanti campagne folli, e ogni tanto azzeccano un colpo, come quella volta all'epoca del Quarto Dottore in cui hanno invaso addirittura Gallifrey. Non è la prima volta che usano una strategia di invasione temporale sulla Terra, tanto che la frase "Sontarans perverting the course of human history" è diventata quasi una catchphrase. Stavolta a quanto pare hanno approfittato del flusso per condurre una manovra a tenaglia temporale alla Tenet, attaccando il presente e il passato. Bisogna riconoscere che l'episodio riescce a utilizzare i Sontaran al meglio, perché ne mostra sia la ferocia, con un paio di esecuzioni di prigionieri civili, sia la vanagloria. Il Dottore passa buona parte della puntata nel tentativo di fermare la guerra tra loro e l'esercito inglese, accompagnata da un paio di personaggi storici (che onestamente non conosco, credo che sia storia tipicamente british), e ci consegna la solita lezioncina su come la guerra sia inutile ed evitabile.

Parallelamente Dan cerca di scoprire cosa sta avvenendo nella sua epoca, anche questa occupata dai Sontaran, e nonostante abbia scoperto da tipo un'ora e mezzo che esitono alieni, astronavi, viaggi nel tempo, cani spaziali e così via se la cava molto bene. Anzi si può quasi dire che le sue scene siano le migliori, per intensità e umorismo, anche se l'attore è quasi incomprensibile quando parla. Viene da chiedersi perché abbiamo perso due stagioni con dei companion inutili quando era possibile crearne uno di questo tipo che avrebbe dato tutto un altro respiro alla serie. Peccato anche in questo caso per Yaz, che viene di nuovo sacrificata con la sottotrama più statica e utilizzata al solito come strumento per fare exposition, stavolta da parte dei due big baddies, Swarm e Azure (stavolta i nomi li ho capiti).

Il Dottore riesce naturalmente a sconfiggere i Sontaran, anche se di nuovo si potrebbe discutere sull'acutezza di un piano di guerra che prevede il periodico rientro dell'intero eserceito tutto nello stesso momento, forse i Sontaran non hanno mai avuto sindacati che diffondessero l'idea dei turni di lavoro. La minaccia viene annullata in parallelo anche nel presente da Dan e il suo fido Karvinsta (pun intended), e nessuno si lamenta delle trecento astronavi Sontaran distrutte nel porto di Liverpool, mentre si fa una gran tragedia per quelle in Crimea. La coppia Dan/Karvinista è di nuovo una delle più efficaci, e anche se per il momento si sono separati c'è da scommettere che li rivedremo insieme prima della fine di Flux.

Tolta di mezzo la minaccia temporanea dei Sontaran, si torna al filone princpale della trama, con il Dottore che arriva a sua volta nel tempo di Atropos, condotta dal Tardis agonizzante, che è qualcosa che fa sempre male vedere. Anzi visto il modo eviente in cui il Tardis sta soffrendo, probabilmente per qualche sofferenza cosmica del tessuto stesso del tempo, sarebbe stato meglio vedere il Dottore più preoccupata per la sua salute. Una volta in Atropos il Dottore incontra Swarm che riparte con le vaghe minacce e allusioni a un passato dimenticato, ma lascia andare anche qualche ottima one-liner come "Time is evil". Sarebbe davvero interessante vedere qualcos di estremamente concettuale come l'idea che il tempo stesso possa essere il nemico, e che invece Swarm e Azure si rivelino in qualche modo soltanto dei messaggeri o dei catalizzatori di questo conflitto epocale.

Tutto comunque fa pensare che il seguito del serial ci porterà nel passato remoto del Dottore, ovvero in quella parte retconizzata da Chibnall in cui c'era un Dottore prima del Dottore. Le potenzialità di questa nuova parte della sua vita sono enormi, c'è solo da sperare che non si torni a parlare di timeless child che è il vero peccato mortale di Chibnall. In ogni caso, anche questo secondo episodio funziona nel suo insieme, con una storia superficiale abbastanza avvincente e il setup di ulteriori misteri da svelare nel seguito del serial. Da notare anche la cura dell'aspetto tecnico, con una resa convincente di una battaglia campale tra soldati inglesi e alieni, e addirittura un'ottima CGI per l'esplosione di decine di astronavi sullo sfondo del porto di Liverpool. Anche la musica si è imposta più di come eravamo abituati ultimamente, sottolineando bene i momenti più intensi.

Flux per ora si sta rivelando un buon ritorno a Doctor Who come dovrebbe essere, e come avrebbe potuto essere anche negli ultimi quattro anni ma purtroppo non è stato. Il che se da una parte è rassicurante per il presente della serie, dall'altra irrita ancora di più per il potenziale sprecato della povera Whittaker.


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