Rapporto letture - Novembre 2013

Vengo da un'imbarazzante ottobre con un solo libro terminato, e rientro verso cifre più presentabili con i tre finiti a novembre. E uno dei tre è quello che da fine settembre mi ha tenuto impegnato per tutto il mese successivo e oltre, che avevo già anticipato.


Più riguardo a ReamdeSi tratta di Reamde, la più recente pubblicazione di Neal Stephenson. Non è la prima volta che questo autore compare sul mio blog, infatti un annetto fa ho parlato di Anathem, da cui poi ho tratto anche un [quote]. Credo di poter affermare che si tratta di uno dei miei autori preferiti, perché le sue opere mostrano sempre una cura profondissima dei minimi particolari, oltre a una densità di idee elevatissima. In questo senso, Reamde è forse un prodotto diverso dagli altri, soprattutto per il fatto che non si tratta di fantascienza, che nelle sue varie forme di solito è l'ambito preferenziale dell'autore, ma di un action/thriller, con il che intendo una storia in cui una serie di personaggi dà la caccia ai cattivi che stanno per fare del male a tanta altra gente. La trama parte con un mafioso russo che sequestra i protagonisti per trovare l'hacker che ha infettato il suo computer con un malware (il "reamde" del titolo) facendogli perdere dati e soldi, e si evolve poi nella caccia a un nucleo di terroristi islamici che stanno per sferrare un attacco a Las Vegas. I risvolti sono estremamente complessi, e si svolgono parallelamente in due mondi: quello reale, e quello virtuale di T'Rain, un MMORPG fantasy in stile World of Warcraft, ideato e realizzato da uno dei protagonisti, che è il mezzo tramite il quale l'hacker ha infettato i dati del russo. Di T'Rain veniamo ad apprendere quasi tutto, dalla genesi alla struttura alle applicazioni, e lo stesso vale per le storie di tutti i personaggi coinvolti. I PoV sono molteplici, e sviluppano la storia su più linee parallele che si intersecano di tanto in tanto (e chiaramente convergono nel finale). Il romanzo alterna lunghe sezioni di narrazione e spiegazioni con accurate scene d'azione, che sono inevitabili quando metti nella stessa storia un terrorista islamico, un sicario russo e una spia inglese. Queste due tendenze quasi opposte riescono a variare il ritmo, e dovrebbero accontetare diversi tipi di lettore. In ogni caso però rimane sempre evidente la profondissima documentazione che sta dietro al lavoro, tanto che si arriva quasi a conoscere la topografia della cittadina cinese di Xiamen in cui si svolge buona parte della prima metà del libro, così come si viene a sapere come funziona l'orogenesi di T'Rain (e il perché c'è un apostrofo nel nome!). Il libro (che io ho letto in digitale, ma nel cartaceo arriva intorno alle 1000 pagine) può apparire in un primo momento prolisso, e lo è sicuramente, ma in un senso più profondo: la dovizia di particolari serve a non lasciare niente di inspiegato, non il minimo dubbio su quanto succede lasciato al lettore. Per questo, anche se sono rimasto abbastanza spiazzato dalla natura del romanzo (mi aspettavo qualcosa di molto più "fantastico", magari ambientato in buona parte all'interno del mondo virtuale), mi sono immerso pienamente nella lettura, e non posso che levarmi il cappello di fronte all'abilità e alla competenza di Stephenson, che si conferma uno dei più abili narratori moderni. Voto: 8/10

Più riguardo a Il cerchio capovolto - Vol. 2Secondo libro letto è una raccolta di autori itaiani edita dalla prima incarnazione dell'attuale Factory I Sognatori (sì, l'editore di Spore!). Il cerchio capovolto vol. 2 raccoglie i racconti selezionati all'interno dell'omonimo concorso di qualche anno fa. Si tratta quasi sempre di storie "fantastiche", che possono andare dal semplice surreale alla fantascienza, ma si trovano anche storie del tutto quotidiane. La qualità generale è buona, anche se non sempre i testi sono originali. Lettura comunque non banale, nel contesto delle raccolte simili. Voto: 7/10



Più riguardo a La leggenda del ventoE infine sono riuscito a leggere l'ultima incursione di Stephen King nel mondo di Roland e della Torre Nera, una saga che ho adorato alla follia (visto che concilia elementi a me cari: il western, la quest fantasy, i mondi paralleli, i robot, la mitologia...). La leggenda del vento si colloca cronologicamente tra il quarto e il quinto libro della serie, e come spesso King si diverte a fare, è una nidificazione di storie: il ka-tet si rifugia in un casolare per sfuggire a una tempesta, e per occupare il tempo Roland racconta una storia, nella quale lui stesso racconta un'altra storia che viene a sua volta riferita. Il racconto non aggiunge niente di fondamentale al quadro già delineato nelle storie già scritte, ma fornisce una serie di particolari di contorno, e decine di riferimenti a fatti e nozioni che il lettore attento può cogliere e ricollegare. Per quanto io non sia un kinghiano convinto (pur avendo letto molti suoi libri in gioventù), devo ammettere che storie come questa potrebbe scriverne a fraccate, e io continuerei a leggerle. Perché il mondo dei pistoleri è vasto e affascinante, riunisce in sé gli archetipi di quasi ogni genere letterario, ed è sempre una gioia poterlo visitare. Voto: 8/10

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