Coppi Night 16/09/2018 - The Signal

C'è stato un certo iato nelle Coppi Night, perché si sa l'estate e le ferie e gli eventi e gli impegni e vabbè. Ma ora può darsi si riesca a riprendere una certa regolarità, e questa settimana ho messo su una selezione frettolosa di film tra cui l'ha spuntata questo The Signal.

Nonostante la criptica descrizione di Netflix, lo avevo identificato subito come un film sulle
abduction, e già lì la mia curiosità e il mio incoffessabile timore per questo tema sono state stuzzicate. Conosciamo tre ragazzi, in viaggio per accompagnare l'amica/fidanzata nel suo trasloco. Il protagonista cammina con le stampelle e i due maschietti sono pure dei programmatori in competizione con un terzo misterioso hacker che li ha messi nei casini. Scoprono di passare vicino al punto in cui lo hanno localizzato ("vicino" per come lo intendono negli USA, sono giusto un 300 km di detour) e decidono di andarlo a smascherare.

C'è giusto il tempo di sospettare che il resto del film diventi un found footage (grazie a dio non è così), che succede quello che doveva succedere e il nostro protagonista si risveglia in sedia a rotelle, in mezzo a gente imbottita in tute di contenimento e Laurence Fishburne che gli fa domande strane. Il mistero comunque dura poco, visto che gli viene subito rivelato che sono entrati in contatto con qualche creatura aliena, ed è per questo che adesso sono lì dentro, sottoposti a esami di vario tipo.

Questa è probabilmente la parte più interessante del film, con la partita mentale tra il protagonista e i suoi carcerieri. Anche se alcuni momenti sembrano un po' forzati, la tensione rimane alta e il conflitto funziona. Poi a un certo punto il ragazzo riesce a scappare, insieme alla sua fidanzata ancora in coma, e qui si inizia a perdere il filo. Vedere gli agenti dell'Area 51 (ops, mi è scappato, ma scommetto che l'effetto sorpresa è migliore di quello ottenuto nel fim) al di fuori del loro ambiente asettico sminuisce la loro figura. È chiaro fin da subito che c'è qualcos'altro di nascosto, ma si fa presto a immaginare di che si tratta, e dopo lo standoff finale si arriva alla rivelazione che tutti a quel punto si aspettavano. Con un sottofondo dubstep del tutto fuori luogo, che sembra alterare il registro tenuto dal film fino a quel momento, come a dire "ehilà, abbiamo scherzato, dai!".

Peccato perché la prima parte era interessante, e a livello tecnico il film è ben realizzato. Fotografia, regia ed effetti speciali sono di livello elevato per una produzione di questo tipo, e avrebbero potuto dare forza a un film capace di dare un messaggio. Sembra invece che gli autori abbiano concentrato tutti i loro sforzi in continui plot twist, che poi non twistano più di tanto, dimenticandosi di dare consistenza alla storia nel suo complesso proprio quando ne aveva più bisogno. Apprezzabile il tentativo, ma poco convincente il risultato.

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