Coppi Night 29/04/2018 - Ares

C'è stata una certa presenza di film spagnoli in Coppi Night recenti, ma a mia memoria non ne è passato nemmeno uno francese, questo è il primo. E quando dici "film francese" pensi o a quelle commediacce che non fanno ridere o a quella roba autoriale da belle epoque. E invece no, questo è un film di botte in un contesto distopico.

Ares è ambientato in un futuro abbastanza vicino, un'epoca in cui la devastazione economica ha colpito tutti i paesi occidentali (così si intuisce, ma di fatto vediamo solo la Francia) e la disparità tra classi ricche e popolo si è accentuta all'estremo, e fin qui tutto plausibile. I diritti civili sono stati quasi del tutto cancellati, lo Stato ha perso la sua autorità e il potere è detenuto in pratica dalle industrie farmaceutiche. La popolazione si sollazza esclusivamente seguendo i match dell'Arena, combattimenti brutali tra gladiatori geneticamente migliorati e potenziati con droghe di vario genere. Ares è uno di questi guerrieri, un tempo uno dei migliori ma ormai finito nei ranghi più bassi della competizone. Almeno fino a quando una di queste malefiche case farmaceutiche non gli mette gli occhi addosso per farne il test subject di una nuova droga, capace di provocare qualche minuto di forza inarrestabile prima di un crollo totale. Ares, ricattato dalla necessità di salvare sua sorella dalla prigione (e prendersi cura delle nipoti rimaste sole), accetta quindi di partecipare all'esperimento e combattere sotto l'effetto della sostanza.

Ci sono due forze trainanti opposte in questo film. Da una parte abbiamo il protagonista, un personaggio costruito in maniera superba, che racchiude in sé diversi archetipi, e percorre un arco di trasformazione davvero magistrale. Le sue motivazioni sono personali, forti, convincenti. Anche quando sbaglia, lo fa per ragioni del tutto coerenti con la sua storia e i suoi principi. E quando trionfa, la sua vittoria è davvero meritata e notevole. Anche altri personaggi principali sono ben delineati, pur essendo caratterizzati in poco tempo: la nipote attivista, il vicino di casa, l'allenatore/broker. Le dinamiche che si instaurano tra questi funzionano in modo impeccabile.

Dall'altra però abbiamo un plot con dei risvolti poco chiari, non sempre credibili. C'è innanzitutto lo strapotere di queste enormi aziende farmaceutiche, che di per sé potrebbe anche reggere, ma a un'analisi più approfondita si sgretola. Infatti, se la maggior parte della popolazione è talmente povera da vendersi per le sperimentazioni, i farmaci che vengono elaborati a chi li vendono? Possibile che quella ridotta élite di super ricchi possa reggere tutto il mercato? E poi, se anche è vero che durante questi esperimenti vengono uccise migliaia di cavie, davvero questo può far scatenare la ribellione del popolo, quando si tratta di un fatto ben noto e non c'è nessun potere costituito capace di far rispettare i loro diritti? E se anche i piani della Evil Corporation (o megio, Corporation Mauvaise) vengono sventati dagli eroi, siamo davvero sicuri che basti questo piccolo fallimento a far crollare il loro dominio economico e politico? Insomma, da questo punto di vista la storia è attaccabile in più modi, e sembra quasi che si sia voluto forzare un messaggio politico in un racconto che invece avrebbe retto benissimo come vicenda personale di affermazione e riscatto.

Comunque alla fine dei conti il bilancio è positivo, un Gladiatore meets Hunger Games con delle belle sequenze di combattimento e qualche colpo di scena azzeccato. Inaspettatamente meritevole, soprattutto per essere, come dicevamo, un film francese.

2 commenti:

  1. C'è stato un periodo, nemmeno troppi anni fa nel quale registi francesi avevano prodotti numerosi film horror e sci fi, la qualità era altalenante ma ne facevano.
    Purtroppo si è trattato di un fuoco di paglia.

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    1. questo comunque è molto americaneggiante. se si svolgesse a boston invece che a parigi non cambierebbe nulla. il che forse non è del tutto un male.

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