Rapporto letture - Dicembre 2017

Arriviamo all'ultimo rapporto letture del 2017, che sarebbe l'occasione ideale per fare un bilancio dei libri consumati nell'anno appena finito: quanti sono, quali i migliori, distribuzione geografica degli autori, voto medio... tutti dati molto interessanti che vi lascio scoprire da soli scorrendo i vecchi post. Credo che per un po' farò a meno delle statistiche, anche perché comincio il 2018 con la ferma idea di non usare più aNobii (dopo dieci anni di fedeltà) vista la cronica inaccessibilità del portale; dall'altro lato, approdare su Goodreads richiederebbe un investimento iniziale di tempo troppo elevato.

Quindi è bene che parli di questi libri finché li ho in mente, perché non avrò una memoria di backup da cui recuperarli.


Il primo libro di dicembre è stato Laguna, l'ultimo romanzo pubblicato da Zona 42 e prima apparizione italiana di Nnedi Okorafor, autrice americana di origine nigeriana che sta emergendo parecchio negli ultimi anni, sprattutto per il suo apporto di "afrincanità" alla narrativa di fantascienza, tanto che qualcuno inizia a parlare di qualcosa come afrofuturismo. Laguna è sulla carta la storia di un'invasione aliena: un'astronave atterra nell'oceano al largo di Lagos, e i suoi occupanti iniziano a interagire con i terrestri, umani e non. La storia è raccontata principalmente dal punto di vista di tre protagonisti (una biologa marina, un soldato, un rapper), ma ci sono anche altri personaggi che compaiono ogni tanto che danno una visione corale dell'evento. L'invasione è di fatto pacifica, ma questo non significa indolore, perché gli alieni per loro stessa ammissione "portano cambiamento", e a non tutti il cambiamento piace. Il romanzo è molto interessante, anche per il modo in cui la quotidianità di una città come Lagos viene resa attravesro i protagonisti, cosa che induce un doppio senso di straniamento nel lettore europeo/americano. La struttura stessa della storia non segue con cura i costrutti della narrativa occidentale, si sente l'influenza di una tradizione diversa (quelle fiabe africane per noi sconclusionate e incomprensibili), e gli stessi contenuti scivolano dalla fantascienza a qualcosa di meno definito, un "realismo magico" di qualche tipo se proprio lo si volesse inquadrare. La cosa che mi ha un po' insospettito, è che per un romanzo che ci tiene tanto a sconvolgere l'ordine precostituito, insiste forse troppo sulla Nigeria come terra dei sogni e delle utopie, tanto che lo stesso Presidente della Nigeria diventa un personaggio centrale nella storia, un po' come di solito succede per il Presidente USA. Se davvero vogliamo cambiare, che stiamo ancora qui a ragionare di nazioni e presidenti? Voto: 7/10

In seconda posizione abbiamo l'ultimo libro della serie di Philip Pullman His Dark Materials. Dopo Northern Lights aka The Golden Compass e The Subtle Knife, arriviamo infine a The Amber Spyglass, che da sé è quasi lungo quanto gli altri due messi insieme. Alla fine del secondo romanzo le cose non sembravano messe bene, e riapriamo qui poco tempo dopo, con Will e Lyra separati, e uno scontro epico tra i mondi che si prepara ad esplodere. Succedono davvero tante cose, forse non tutte così necessarie alla fine dei conti, ma lo scorrere delle pagine è sempre piacevole con l'alternarsi dei personaggi. Will e Lyra prima di tutti, ma anche Mary Malone, che si trova a vivere in mezzo a delle strane creature con le ruote, Lord Asriel e Mrs Coulter, e diversi altri ancora. Lo schieramento di esseri fantastici si infittisce ancora, con angeli, arpie, fantasmi, gallivespiani ecc, tutti schierati nel conflitto che si sta preparando per sovvertire l'ordine cosmico, ovvero uccidere Dio in persona (detto anche "L'Autorità"). La cosa fenomenale è che quando si arriva all'apice di questo conflitto, in realtà accade quasi in sordina, vediamo la battaglia di sfuggita, e si apprende solo in seguito cosa è successo. Segue un lungo epilogo in cui Will e Lyra tornano ai propri mondi e cercando di ristabilire una vita normale. Questo terzo e ultimo libro è molto stratificato e complesso, evolve in molte direzioni non sempre fruttuose e finisce con una nota dolceamara. Senza dubbio merita la lettura, ma devo ammettere che il secondo capitolo mi aveva catturato di più. Voto: 7.5/10


Infine, una cosa mai avvenuta prima: ho letto un fumetto! Consigliato da qualcuno che aveva ravvisato delle somiglianze tra DTS e questo albo, mi sono fatto prestare Il lungo addio, numero non-so-quale-ma-molto-vecchio di Dylan Dog, scritta dallo stesso Tiziano Sclavi. Ci sono in effetti delle suggestioni simili a quelle che si possono trovare nel mio libro, come il ritorno a un luogo familiare che è cambiato, una relazione interrotta e ripresa, l'esplorazione di una realtà che-avrebbe-potuto-essere. Però, sarà che non sono abituato ai fumetti, ma non sono riuscito a godermelo. Mi pare di avere soprattutto un problema coi tempi narrativi, che si sviluppano in modo diverso rispetto a un romanzo o anche a un film. Mi sono trovato in difficoltà a seguire le tavole con la giusta cadenza e comprendere il ritmo della storia, ma sicuramente è un problema mio. Immagino che come molte forme di arte/comunicazione, il fumetto sia qualcosa che bisogna imparare a conoscere per poter essere apprezzato, e io per adesso ne sono molto lontano.

1 commento:

  1. Ho letto anche io Laguna, le sensazioni ricevute sono abbastanza simili alle tue.
    Ne parlerò presto comunque.

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