Futurama 7x23 - Game of Tones / Il gioco dei suoni

In Futurama esistono essenzialmente due tipi di storie "struggenti", di quelli i cui ultimi due minuti ti ritrovi a vederli tuo malgrado attraverso i lucciconi agli occhi: quelle in cui Fry cerca di conquistare Leela (o dopo la stagione 6, di tenerla con sé), e quelli in cui Fry si confronta con il mondo che ha abbandonato il 31 dicembre 1999, quando si è accidentalmente ibernato per 1000 anni. Game of Tones rientra in quest'ultima categoria, e per la precisione ci mostra proprio tutto quello che è avvenuto quel fatidico 31 dicembre 1999.

La storia inizia quando un'astronave non identificata si avvicina alla Terra emettendo una serie di note (dei toni, got it?), che a causa dell'alta frequenza sono potenzialmente in grado di distruggere l'intero pianeta. Sentendo da lontano le note, Fry afferma di conoscerle già, e che ricorda di averle già sentite proprio durante quel suo ultimo giorno nel XX secolo. Pensando che capirne l'origine sia l'unico modo per scongiurare il pericolo, il Professore pone Fry in uno stato di trance che gli permette di rivivere mentalmente l'intera giornata, prestando attenzione a tutti i suoni fino a scovare quando e come ha già sentito quei toni misteriosi. Vediamo quindi Fry risvegliarsi nel letto con Michelle, mangiare coi genitori e salutare il cane Seymour, recarsi a lavoro da Panucci e imbarcarsi per quell'ultima consegna che lo porta al centro criogenico, ma la melodia ancora non viene fuori. Inoltre, trascorrendo del tempo con la sua famiglia da tempo perduta, Fry inizia a cambiare idea e pensa che tutto sommato non gli importa di risolvere l'enigma, vuole solo godersi quelle poche ultime ore con i suoi, abbracciare sua madre un'ultima volta, dirle quanto è importante per lui... ma all'interno del sogno non c'è spazio per cose nuove, e il mondo onirico che sta visitando si limita a quello che lui ha effettivamente visto e fatto in quel giorno.

Alla fine, ma proprio alla fine, la natura delle note viene scoperta, e si rivela essere qualcosa di direttamente collegato a Fry e alla sua missione nel futuro (perché ricordiamo che non è arrivato nel 3000 per caso). Tuttavia sembrerebbe mancare qualcosa, perché in rivivendo quell'ultimo tragico giorno Fry non ha avuto modo di fare quello che davvero riteneva importante. Ed è qui che arriva il finale da lucciconi, che di nuovo, come sempre hanno saputo fare gli autori di questa serie, ti prende direttamente alle costole e ti torce le viscere.

Nel corso di passati episodi ambientati o collegati al passato, abbiamo imparato a conoscere la famiglia di Fry, e nonostante questa apparisse sulle prime disunita, superficiale, meschina, lentamente abbiamo capito che le cose non stavano così. Un po' per volta siamo venuti a pace con suo fratello, con suo padre, e non nomino nemmeno il cane perché sennò so che vi strappate i capelli dalla tristezza. Mamma Fry era l'ultima per la quale non avevamo ancora avuto una parola di conforto, e questo episodio assolve precisamente quella funzione, mostrandoci qualcosa del rapporto più profondo tra il ragazzo e la madre.

Come in tutti gli episodi più orientati sulla parte sentimentale che quella umoristica, Game of Tones ha una struttura ben congegnata, con il mistero delle note che fa da tema di fondo che ricollega passato e presente (cioè futuro). Vedere inoltre l'ultimo giorno di Fry nella sua epoca natale è un regalo inestimabile per tutti i fan, che hannon così l'occasione di cogliere numerosi riferimenti e fatti e personaggi visti o citati in tanti episodi precedenti. Non mancano le gag, anche se in questa storia sono quasi un elemento secondario rispetto alla ricerca, dapprima ufficiale e poi solamente personale, di Fry. Voto 9/10

Ci scusiamo per il disagio


Unknown to Millions è rimasto inattivo per un paio di settimane, a causa di un irrimediabile problema al mio pc personale. Nonostante i molteplici tentativi, stavolta l'oven trick non ha funzionato, e alla fine è stato comunque necessario acuistare un nuovo computer. Il regolare servizio sul blog riprenderà quindi a partire dalla prossima settimana, sempre che per allora avrò acquisito abbastanza familiarità con Windows 8.

Coppi Night 22/06/2014 - The Conjuring

Queto tipo di film di solito viene classificato come "horror", ma fosse per me il genere corretto sarebbe "exasperation". Sì perché la sensazione principale che mi viene stimolata è proprio questa, l'esasperazione. Film sempre uguali a se stessi, storie che puntano tutto non tanto sull'inquietudine ma sulla sorpresa, come se non cercassero di terrorizzarti ma di farti passare il singhiozzo.

In questo film abbiamo i tipici cliché della famiglia che si trasferisce nella casa nuova, i primi episodi anomali, bambini che parlano con amici invisibili, gente che passeggia incosciente nel cuore della notte, uccelli che si schiantano alle finestre (ehi, siamo sicuri che non sia un caso di abduction?) eccetera. In scena entrano due demonologi di professione (tanto autorevoli da tenere una conferenza in università, mi piacerebbe sapere quale tipo di istituto dà spazio a soggetti del genere), che però guarda caso si trovano davanti al caso di possessione più terribile mai visto. Per qualche ragione poi pur parlando di possessioni demoniache si scopre che l'origine del maleficio è una strega di quelle incenerite nel rogo di Salem, probabilmente la più stronza di tutte. E naturalmente viene fatto intendere che la strega era devota a Satana, cosa che, mi rincresce dirlo, è probabilmente l'idea che se ne erano fatti i suoi inquisitori, visto che generalmente le streghe "vere" portano avanti un culto di comunione con le forze naturali più simile a quelli druidici che al satanismo. Ma siamo in America, l'unico dio mai esistito è quello cristiano, quindi whatever.

E insomma, un sacco di episodi che non portano a nulla, una coerenza interna nulla (esempi random: all'inizio si dice che i demoni possiedono solo le persone, poi il demonologo mostra la sua collezione di oggetti posseduti di cui non può liberarsi altrimenti i demoni ne uscirebbero; conosciamo all'inizio una bambola demoniaca che non ha niente a che fare con la strega in questione, ma che si mette comunque in azione per ostacolare i demonologi; e poi si dice che l'esorcismo può essere autorizzato solo dal Vaticano e amministrato da un sacerdote, ma il coraggioso demonologo si improvvisa esorcista parlando per metà in latino e metà in inglese, wtf!?), e un finale che non vale nulla, perché se dopo 85 minuti che mi fai credere che il demone si può sconfiggere solo con procedure precise e arcaiche, poi la strega se ne va in una pozza di vomito perché la famiglia si vuole bene, allora mi hai preso per il culo. Tutto questo senza nemmeno considerare che di "evocazioni" nel film non c'è traccia.

Bustina # 25

Nell'ultimo rapporto letture ho parlato del romanzo Creature della luce e delle tenebre di Roger Zelazny,  che come ho detto mette in scena una serie di personaggi superumani, per lo più divinità egizie. Tra i pochi personagi umani ci sono un mago e un sacerdote, che fanno un po' anche da coppia comica della storia. Nel capitolo in cui viene presentato, il sacerdote si trova ad assistere a un'esecuzione, e il condannato gli richiede una benedizione prima della morte.

Queste sono le belle parole da lui spese per la vittima:

Ove mi sia possibile essere udito da qualsiasi cosa, che potrà o meno curarsi di ciò che dico, io chiedo, se importa, che tu venga perdonato dalle cose che, avendole tu fatte, o omesso di fare, richiedano il prdono. Al contrario, se non lo richiedono, ed è invece necessario qualcos'altro per assicurarti ogni possibile beneficio cui tu sia eligibile dopo la distruzione del corpo, io domando che questa cosa, qualunque essa sia, ti venga concessa o tolta, a seconda dei casi, in modo da assicurarti l'assegnazione dei benefici suddetti. Chiedo questo in qualità di intermediario eletto tra te e ciò che potrebbe non essere te stesso, ma che potrebbe avere interesse nel favorirti affinché tu riceva tutto ciò che è possibile ricevere, e che potrebbe essere, in qualche modo, influenzato da questa cerimonia. Amen.

Ho riletto questa formula diverse volte, perché all'inizio temevo di non averla ben compresa, ma poi ho realizzato che si trattava proprio di un condensato di indeterminatezza che esprime con estrema efficacia il ruolo delle credenze legate all'aldilà, superstiziose o religiose che siano (e ammettendo che ci sia differenza tra le due).

Rapporto letture - Maggio 2014

A maggio mi sono dato da fare, e ho segnato sei tacche sul muro dei libri letti. Come avrete sentito ripetere fino alla noia da queste parti, si parla principalmente di fantascienza, ma ci sono tracce anche di altri genere più o meno definiti.

Più riguardo a XeeleeSi inizia con Ring, l'ultimo pezzo che compone la serie degli Xeelee di cui ho già parlato in modo approfondito in un post precedente. In quest'ultima storia della serie, Stephen Baxter ci porta a conoscere il destino degli ultimi umani sopravvissuti a bordo di una GUTship, destinata come quella di Timelike Infinity a portarsi dietro un wormhole che permettesse di viaggiare nel tempo. Ma il Sistema Solare a cui ritornano questi viaggiatori al termine del loro viaggio è disabitato e morente, con un Sole ormai ridotto a nana rossa ad opera dei photino birds, e con l'umanità ormai scomparsa dopo la lotta con gli Xeelee stessi. All'equipaggio non rimane altro che dirigersi verso Ring, per scoprire lo scopo dell'arma finale progettata dagli Xeelee nella guerra eterna contro i photino birds. Questo romanzo chiude pressappoco il ciclo narrativo della serie, anche se chiaramente la storia è così ampia che si possono trovare nuove sottotrame in qualunque punto della cronologia. Qui tuttavia veniamo a conoscere proprio la fine degli ultimi umani, e per la prima volta otteniamo una prospettiva chiara e ravvicinata del conflitto universale che si è svolto fin dall'inzio dei tempi tra la materia barionica e quella oscura. Come sempre in tutte le storie della serie, la componente speculativa è forte e intrigante, e qui si basa su particolari teorie cosmogoniche e la natura del Grande Attrattore. Una lettura di hard sf assolutamente coinvolgente. Voto: 9/10


Più riguardo a Domani forse maiSi cambia decisamente tono con questa raccolta di racconti di Francesco Troccoli. Troccoli è noto ultimamente soprattutto per la serie di Ferro Sette, composta attualmente da due romanzi e presto di un terzo, ma la sua produzione conta numerosi racconti sparsi su numerose antologie, alcuni dei quali riuniti in questo Domani forse mai. Avevo già letto diversi dei racconti qui contenuti, come Strudel alla viennese, Tempus fugit, Il caso estremo Ana Caldera, molti dei quali usciti sui precedenti volumi editi da RiLL. Dai racconti emerge la vena che più contraddistingue l'autore, fatta di narrazioni morbide e intimiste, in cui nonostante la presenza di elementi straordinari il focus rimane sempre sui personaggi e le loro ricerche personali. Le storie pur mantenendo sempre un certo mistero non sono mai esagerate né eclatanti, ma solide e pacate. Lo stile si adatta perfettamente a questo tono sommesso, risultando in un libro breve ma ben equilibrato. Voto: 7.5/10


Più riguardo a Creature della luce e delle tenebreRecuperato quasi per caso dopo anni che lo cercavo, sono riuscito finalmente a leggere anche uno dei romanzi di Roger Zelazny che mi incuriosiva maggiormente. Creature della luce e delle tenebre compone un'ideale trilogia insieme a Signore della Luce e Io l'immortale in cui l'autore si dedica a trasporre in forma fantascientifica le mitologie religiose. Se anche l'operazione meglio riuscita è sicuramente quella che troviamo in Signore della Luce con il pantheon indù, anche questo libro, che si concentra invece sulle divinità egizie, ha sicuramente un suo fascino. Scritto in modo particolare, con una struttura e uno stile che ricorda il poema epico (un paio di capitoli sono effettivamente in versi), nel romanzo si narra la storia che segue dal momento in cui Horus e Anubi si sono spartiti il dominio dei "mondi di mezzo", ovvero tutti i pianeti che stanno stra la Vita e la Morte. I personaggi della storia sono quasi tutti dèi o semidèi, e ognuno ha una sua storia segreta o un obiettivo nascosto che emerge solo in un secondo momento. Lo scontro tra le divinità, anche se oblitera incidentalmente qualche decina di pianeti, non raggiunge mai un climax vero e proprio, e si conclude forse troppo in fretta. Il libro rimane comunque avvincente, soprattutto perché lo stile contribuisce a rendere il tutto molto più "esotico". Voto: 8/10


Ho trovato poi il tempo anche di leggere Robot 68, che avevo in casa da diverso tempo. In questo numero forse la parte più interessante sono i venti miniracconti ambientati nell'univero di Mondo9, mentre per il resto gli altri racconti non mi sono sembrati di livello elevato. Buono Schiuma rossa, sempre di Tonani, vincitore del Premio Robot 2012, ma per il resto sia gli autori italiani che quelli internazionali non hanno tirato fuori granché (il racconto della LeGuin mi è parso piuttosto insipido, ma ammetto che forse sono io a non recepire al meglio le sue opere, mentre ho trovato Tontentanz di Altieri estremamente banale: di giochi televisivi estremi ne abbiamo visti fin dai tempi di Rollerball, e non guadagni punti se li chiami reality show e ci metti un dittatore e un paio di slogan). La parte di saggistica non offre spunti di rilievo, se non qualche aneddoto curioso.


Non mi sono fatto mancare nemmeno la mia dose di selfpublisher, questo mese con Andrea Santucci, autorucolo che scrive ogni tanto su un blog che seguo. Un paio di mesi fa se n'è uscito con il racconto Correre, disponibile su Amazon al prezzo minimo sindacale. Si tratta di una storia horror/thriller, credo si possa definire così, in cui il giovane protagonista (campione di maratona) dopo un incidente stradale si trova alle prese con un energumeno che ha tutte le intenzioni di ammazzarlo, anche se non è chiaro perché. All'atleta quindi non rimane altro da fare che correre, appunto, per mettersi in salvo, e la storia procede seguendo il suo tentativo di fuga, intervallato da qualche flashback. Il racconto scorre bene, appassiona, ma forse rimaneva ancora un po' di spazio per dare maggior peso ad alcne situazioni di contorno, come il rapporto con l'ex fidanzata o le reali motivazioni dell'assassino (ammesso che esistnao). In realtà la storia non sembra incompleta, si capisce che l'autore non ha trascurato questi elementi per superficialità, ma qualche cartella di approfondimento in più non avrebbe fatto male. Voto: 7/10


Più riguardo a Terminal shockInfine concludiamo con un altro ebook italiano, anche se stavolta di un autore "affermato", seppur nel modesto ambito della sf nostrana. Giovanni De Matteo racconta in Terminal Shock una storia che parte dal tipico "messaggio alieno" da decifrare, anche se stavolta l'origine della trasmissione è ben identificata in una stazione di fabbricazione extraterrestre presente ai margini del Sistema Solare. Il team inviato per investigare sulla scomparsa della precedente squadra dovrà così cercare di risolvere il mistero di Terminus e magari riportare a casa i sopravvissuti della spedizione precedente, se ce ne sono. La storia è abbastanza interessante nella prima parte, quando appunto si pensa soprattutto a interpretare il messaggio e spiegare la funzione della stazione aliena, ma una volta raggiunta la struttura e iniziata l'esplorazione la narrazione si sposta fin troppo su un versante onirico che annacqua la componente di fantascienza hard che sorreggeva la prima parte. Le abbondanti e pressoché inconcludenti elucubrazioni dei personaggi non aggiungono nulla, e rallentano di parecchio il ritmo di una storia che avrebbe potuto dire molto di più. Voto: 7/10