Lost in Lost #1 - Ep. 1x01-1x13

Dopo l'annuncio dato nei giorni scorsi, ecco la prima puntata della nuova rubrica "Lost in Lost": come ho già spiegato, ma ripeto chi si fosse appena sintonizzato, con questi post ripercorrerò la visione della serie tv Lost da parte di un nuovo spettatore, che accompagnerò lungo il percorso, fornendo poi una cronaca delle sue impressioni e teorie. Ritengo che, affrontate col senno di poi, queste possano risultare interessanti per chi, come me, ha già visto la serie. La cronaca non sarà costante, episodio per episodio, ma verrà riportata quando la trama fornirà spunti significativi, il che vorrà dire in media ogni 2-3 episodi, ma se necessario più raramente o più spesso.
Proprio per questa ragione, come potete vedere lì in alto nel titolo, il primo post affronta un bel blocco di 13 episodi, ovvero metà prima stagione. Ho ritenuto necessario allungare la visione per la prima cronaca in modo che emergesse qualcosa su cui speculare: nella prima decina di episodi, infatti, non succede poi niente di sconvolgente: si tratta essenzialmente di una presentazione dei vari personaggi, ognuno dei quali ottiene un episodio a lui dedicato (nel caso di Jack e Kate due), che fornisce una prima inquadratura della storia pre-isola. Nell'episodio 13 si assiste alla storia dei fratellastri Boone/Shannon (ve li ricordate?), e gli unici del gruppo principale a non aver ancora ricevuto il loro flashback sono Michael e Hurley (e anche Jin, ma lo abbiamo visto in parte in quello di Sun).

Ebbene, uno spettatore arrivato a questo punto che cosa pensa dei misteri dell'isola? Il "mostro" finora non ha attirato troppa attenzione, perché le sue comparse sono state sporadiche (l'ultima proprio nell'episodio 13 era addirittura immaginaria) e non si sono avuti in pratica elementi per dedurre di cosa si tratti. La Rousseau, incontrata da Sayid nell'ep. 9, suscita una certa diffidenza, e la spiegazione per le sue farneticazioni "è pazza" non sembra sufficiente. Si sospetta quindi che possa appartenere allo stesso gruppo di Ethan, che nell'ep. 11 ha rapito Claire, ma anche qui sulla provenienza di questi sconosciuti non si riesce ancora a formulare teorie. Lo stesso per la botola: Locke e Boone l'hanno scoperta da poco e non hanno ancora iniziato la loro massiccia opera di escavazione, per cui non è ancora possibile farsi un'idea sul suo contenuto, anche se appare collegata al cavo trovato da Sayid sulla spiaggia.


Pertanto, come anticipato, arrivata a metà la prima stagione inizia appena ad ingranare, e ci si aspetta che con le novità dei prossimi episodi si smuova finalmente qualcosa. L'attenzione finora è quasi esclusivamente sui personaggi, e a questo proposito, sul lato gossip pare probabile un futuro coinvolgimento tra Kate e Sawyer, mentre la coppia Kate-Jack non combinerà nulla alla fine dei conti. Anche Shannon-Sayid sembrano affiatati, ma questo non aggiunge molto. Finora, la curiosità più pressante è stata su cosa ha fatto Kate per essere ricercata, ma ho dovuto smorzarla parecchio rivelando che si dovrà aspettare la seconda stagione, con l'episodio intitolato appunto What Kate Did (e, anche allora, il tutto appare piuttosto anticlimatico...). E poi, mi è stato chiesto, perché non si mangiano pure gli orsi polari, invece di sterminare solo i cinghiali? In effetti sembrano appetitosi, no?

Futurama 7x14 - 2-D Blacktop / Realtà in 2D

Dopo l'ultimo countdown è finalmente inziata la seconda parte della settima stagione di Futurama, che sarà anche, presumibilmente, l'ultima. Il primo episodio della nuova tornata trasmesso da Comedy Central è 2-D Blacktop, che tuttavia non è il quattordicesimo in ordine di produzione, ma per motivi che esulano la comprensione del pubblico è stato scelto come mid-season premiere.

La puntata segue dapprima un filone "automobilistico", con il Professore che taboga la sua astronave mettendo a rischio la sicurezza dell'equipaggio, e decide così di andarsene e finisce per unirsi a una gang di streetracers (non so se si chiamano precisamente così: insomma, quelli che fanno le gare clandestine per strada, ci siamo intesi), che rimangono impressionati dal suo "dimensional drift", un freno a mano che sbalza il suo mezzo nello spazio.  Intanto alla Planet Express viene acquistata una nuova astronave perfettamente sicura, ed è quando i due "piloti" avversari, Leela e il Prof, si sfidano che si entra nella seconda parte della puntata, con i passeggeri rinchiusi in un universo a due dimensioni, una Flatlandia (che in realtà si chiama Flatbush) dapprima noiosa e poi anche pericolosa. Il gruppetto cercherà quindi un modo per fuggire, e naturalmente sarà di nuovo il Professore a risolvere la situazione e far tornare tutto alla normalità.

Personalmente non sono un fan dell'automobilismo e ancor meno di quella sottocultura dello street racing che ultimamente deve tanto al franchise di Fast and Furios. Quindi la parte dedicata alle corse non mi entusiasma più di tanto, per quanto comunque non sia poi così esagerata. Anzi, più che alle gare in sé, l'attenzione è spostata (forse anche troppo!) sui personaggi che compongono la gang, la ragazza in particolare, e c'è qualche accenno di sottotrama che però non viene sviluppato. La parte che si svolge nell'universo in 2D ricorda in un certo senso il secondo miniepisodio di Reincarnation, ambientato in un mondo-videogioco. Per quanto breve, in questa parte c'è tuttavia spazio per qualche interessante speculazione sci-fi, come la ragione per cui è impossibile avere un tubo digerente in un mondo a due dimensioni. Avrebbe probabilmente meritato dare più spazio a questa parte rispetto alla prima, visto che la maggior novità si percepisce proprio qui, piuttosto che col New New York Drift.

La puntata risulta quindi godibile, ma non eccezionale, con il Professore come unico personaggio in evidenza, e una serie di situazioni non del tutto equilibrate. Dose standard di gag, e fortunatamente qualche riferimento geek nella parte in 2D, che fa guadagnare a questo episodio il suo voto 6/10.

Nuove rubriche: Dimenticatoio e Lost in Lost

Breve post di servizio per informare che nelle prossime settimane su questo blog vedranno la comparsa due nuove rubriche: "Dimenticatoio" e "Lost in Lost". Ecco di cosa si tratta.

Il Dimenticatoio sarà un archivio di recensioni varie di libri, film, serie, oggetti, videogame, e insomma qualsiasi altra cosa che appartiene ormai a un'epoca passata, anagraficamente recente ma concettualmente remota, visto che c'è un abisso immenso tra la realtà di vent'anni fa e quella attuale. Se pure posso ancora essere etichettato come "giovane", ho da tempo raggiunto l'età in cui gli elementi caratterizzanti della mia infanzia e adolescenza sono ormai lontani e quasi dimenticati. Eppure alcuni di questi, anche stornando la componente nostalgica, erano davvero validi all'epoca e lo sarebbero ancora adesso, se riscoperti. Col dimenticatoio cercherò appunto di dare nuova vita ad alcuni di questi reperti più importanti.

Lost in Lost invece sarà una cronaca della serie tv Lost, appunto, che nel primo decennio degli anni 2000 ha sicuramente contribuito a rivoluzionare il panorama degli show, come adesso probabilmente sta facendo Game of Thrones. Io non sono un grandissimo esperto di telefilm, ma credo che siano pochi quelli che si può dire abbiano segnato la storia. Penso a Twin Peaks, X-Files, e forse il successivo è proprio Lost. C'è chi lo ha amato e chi non lo sopportava, e io mi colloco in una posizione intermedia, apprezzando molte sue caratteristiche ma criticandone ampiamente altre (soprattutto nell'ultima stagione). Tuttavia, non sarò io a raccontare le puntate: nella mia cronaca riporterò invece le impressioni e teorie di un'altra persona, un nuovo spettatore che ha appena iniziato a seguire la serie e che accompagnerò nella visione, chiedendo di fornirmi le sue interpretazioni man mano che procede. Credo che possa essere un esperimento interessante, per tutti quelli che hanno già concluso la serie, per riscoprire tutte le possibilità che via via emergevano, e magari anche un'opportunità per tornare a immaginare come sarebbe potuto essere. La cronaca non sarà puntuale, nel senso che non procederà puntata per puntata, ma a scaglioni, quando verrà fuori qualcosa di abbastanza significativo da poter suscitare una reazione importante nel nuovo spettatore.


Non è detto che le nuove rubriche riscuotano successo, ma nell'ambito di ampliare i temi del blog credo che possano servire il loro scopo. Buona lettura!

Coppi Night 30/06/2013 - Crazy Stupid Love

Dopo un Cosmopolis alquanto ostico da digerire, il Coppi Club ha deciso di virare su qualcosa di più leggero, scegliendo infine questa recente commedia romantica interpretata da uno stock di attorucoli in lizza, in modo da accontentare tutti i palati: Steve Carrel, Juliane Moore, Ryan Gosling, Kevin Bacon, e altri nomi che ho già sentito ma non so ricollegare quindi non elenco.

Generalmente in questi film la trama non ha poi una grande rilevanza, visto che gira e rigira le situazioni "sentimentali" che si possono venire a creare sono sempre le solite: lui con lei, lei non vuole più lui, tradimento, riappacificazione, scambio, e blabla. Qui Carrel è un padre di famiglia scaricato dalla moglie che prende lezioni di rimorchio dal superfigo Gosling (wow, che novità, era dai tempi di Giletti a Beato tra le donne che non vedevo una cosa del genere!), mentre nel frattempo la babysitter è cotta di lui, e suo figlio a sua volta è innamorato della babysitter (e lo dimostra con la frequente masturbazione a lei dedicata), e poi il superfigo finisce per innamorarsi "davvero" anche lui, eccetera... insomma, niente di nuovo ma materiale sufficiente per mettere in scena le solite situazioni divertenti, equivoci, e un paio di azzeccate sorprese del "chi è chi".

Per quanto il climax con multirissa nella parte finale sia tutto sommato divertente (anche se un po' macchiettistico), dopo di questo il film si dilunga anche troppo, e invece di chiudersi con questa nota goliardica sente l'esigenza di una scena conclusiva in cui si ribadiscono i buoni sentimenti e la forza dell'amore che non sfigurerebbe in una puntata dei Puffi. La dose di melensaggine è quindi fin troppo elevata nel corso delle due ore, ma, beh, se avete scelto un film con questo titolo potevate aspettarvelo. Tipico film da guardarvi la sera con la fidanzata, anche se non capisco perché alle fidanzate piaccia vedere in che modo solitamente vengono rigirate come degli arrosticini durante la fase di corteggiamento.

Mytholofiction

Ci (ri)siamo! Circa una settimana fa ho annunciato che presto avrei rilasciato il mio secondo e-book autoprodotto, e oggi, primo giorno d'estate (perché dai, non si può dire che giugno si sia impegnato tanto) ecco che arriva! Il modesto successo di Quattro Apocalissi mi ha portato a inserire nei miei obiettivi di scrittura per il 2013 di realizzare almeno un altro ebook, per mantenere calda la mia fanbase (posto che esista qualcosa del genere), e ho pensato che fosse appropriato far uscire il nuovo lavoro prima che iniziassero le partenze per le ferie, di modo che gli e-letttori estivi possano caricarselo sui loro dispositivi e leggermi sotto l'ombrellone a Formentera, Malta, Ischia, o qualunque altra isola di villeggiatura a scelta.

Nella mia vasta produzione (e non sto scherzando, pare strano anche a me ma ho in archivio una settantina di racconti, esclusi quelli brevissimi che sono forse altri venti-trenta!) c'è tutto lo spazio per trovare temi che accomunino un certo numero di lavori, e anche in questo caso ho quindi individuato un filo conduttore per la raccolta. Posso quindi presentarvi ufficialmente Mytholofiction, che porta la faccia della copertina disegnata dal buon (e soprattutto economico) Simone Laurenzana:



Stavolta ho aumentato la dose, e invece dei quattro racconti dell'ebook precedente qui ne troverete ben sei! In effetti la lunghezza complessiva è più o meno la solita, trattandosi di racconti mediamente più brevi, tra i quali uno di appena una paginetta. Come il titolo e la copertina dovrebbero suggerire, il tema stavolta è quello mitologico, che in parte può accomunarsi anche a quello delle apocalissi, ma che in questo caso non si risolve necessariamente nella fine del mondo. Le sei storie di Mytholofiction sono appunto "fiction mitologica": partendo da leggende di varie culture e religioni, forniscono delle interpretazioni alternative o calano gli stessi miti in contesti diversi o moderni. Tra i temi toccati si trovano diversi pantheon antichi, come quelli induista ed egizio, ri-scrizioni di episodi bibilici e riferimenti fantarcheologici. Come in Quattro Apocalissi ho cercato di mantenere una certa variazione di stili e generi, anche se si possono più omeno inquadrare tutti i racconti tra la fantascienza e l'urban fantasy.

Disclaimer: so che quando si tocca la religione la gente si fa estremamente seria ed è pronta a dichiararsi "offesa" dalle insinuazioni altrui. Sono peraltro pronto a scommettere che nessuno obietterà riguardo le mie speculazioni sulle divinità egizie, ma potrebbe storcere il naso quando cerco di spiegare l'immacolata concezione. Dovesse tra i miei lettori trovarsi un soggetto del genere, non è mia intenzione piegarmi a chiedere scusa, perché l'offesa è tutta nella testa di chi legge, ma mi sento di dare un suggerimento: take it easy! Sono solo storie, scritte per intrattenere, e non sto cercando di insegnare nulla né convertire nessuno.

Dei sei racconti di Mytholofiction, tre sono interamente inediti, mentre i restanti sono stati precedentemente pubblicati su altre raccolte. Gli inediti sono Errata corrige (il racconto da me scritto per la prima edizione ever di Minuti Contati!), Voi demoni e Immacolata concezione. Al contrario Alleanza, Nimby e Pr-Medjed sono già usciti negli anni scorsi in diverse antologie (qualcuno anche un paio di volte, ma qui lo ritrovate corretto e aggiornato), e potete divertirvi a ricercarli nella mia lista di pubblicazioni. Inoltre, in appendice alle storie, ho inserito anche una breve descrizione delle leggende trattate da ogni racconto, in modo da facilitare la comprensione per i lettori che volessero cogliere tutti i riferimenti presenti senza necessariamente doverle cercare. Una sorta di Let me google that for you offline.

Mytholofiction è disponibile in download gratuito su questa pagina, nei formati .epub, .mobi, .pdf e in un pratico archivio .zip che li contiene tutti. Presto lo troverete anche su vari portali come Kindle Store ed Ebook Gratis. Copertina a parte, ho curato personalmente la preparazione dell'ebook, usando l'estensione writer2epub di OpenOffice e Calibre. L'unica differenza rispetto al precedente è che ho impaginato il documento originale su un foglio A5 invece che A4. Dovrebbe funzionare tutto correttamente, indici compresi, ma se riscontrate problemi o imprecisioni segnalate pure, e cercherò di correggerli e migliorare per il prossimo e-book. Perché ce ne sarà un prossimo, penso di poterlo garantire. Buona lettura!