Coppi Night 05/11/2017 - Ratatouille

Ma come, non avevi visto Ratatouille? No, non l'avevo visto. Se è per quello non ho mai visto nemmeno Apocalypse Now o Citizen Kane. Un po' alla volta cercheremo di rimediare, e a questo giro è toccato a uno dei primi film Pixar di successo.

Ratatouille, manco a dirlo, segue una ricetta perfetta. È scritto seguendo il più classico dei manuali di sceneggiatura, rispetta una struttura tipica e riconoscibile, crea conflitti e li risolve, rende i personaggi relatable e ci fa empatizzare con loro. Le tematiche di fondo sono comuni a tutti, e valgono per entrambi i protagonisti, bipedi e quadrupedi: l'inadeguatezza, la ricerca di un proprio ruolo in un mondo che sembra già assegnarcene uno, il tradimento delle aspettative di chi abbiamo intorno. In più, tratta un argomento non molto seguito dal cinema (la cucina), e riesce lungo il percorso a essere abbastanza divertente.

Quindi c'è poco da dire su un film del genere, che nella sua semplicità (intesa come aderenza ai principi base della cinematografia) funziona al meglio su tutti i fronti. No, ok, una cosa da dire ce l'ho: la sceneggiatura è stata scritta da Brad Bird, autore di diversi altri film di grande successo, come Gli Iincredibili (anche questo mi manca), Tomorrowland alcune puntate dei Simpson, e soprattutto Il gigante di ferro, che è una delle opere d'animazione che è stata capace di farmi piangere. Ora, vedendo quest'ultimo film si possono notare diverse affinità con Ratatouille. Per esempio, quali sono i temi di fondo nel Gigante di ferro, che riguardano sia i protagonisti organici che quelli meccanici? Così a naso direi l'inadeguatezza, la ricerca di un proprio ruolo in un mondo che sembra... ehi, ma è la stessa cosa del topo cuoco!

Esatto, ci troviamo con due storie che hanno un tema di fondo praticamente identico, eppure sfido chiunque a dire che siano uguali tra loro, o a sostenere che una volta visto Il gigante di ferro, non c'è nessuna ragione per guardare Ratatouille e viceversa. Tutto questo come efficace esempio di come sia possibile raccontare la stessa storia, trasmettere lo stesso messaggio, in modi diversi e sempre validi, mantenendo potenzialmente all'infinito l'interesse e l'intrattenimento dello spettatore. È una bella lezione di tecnica narrativa mi è balzata davanti, forse per via del mio interessamento recente all'aspetto teorico di questa disciplina.

Lo so, è una digressione totalmente slegata dal contenuto del film, ma d'altra parte quando si parla di un lavoro universalmente conosciuto e apprezzato, non avrei comunque molto da aggiungere ai chilometri di post e giorni di conversazioni già esistenti.

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