Rapporto letture - Dicembre 2013

E si completa un'altra annata di rapporti letture. Visto che si parla dell'ultimo mese del 2013, forse ci starebbe bene mettere qui qualche statistica sulle letture dell'anno, anche perché non credo che farò un post con il best e il worst.

Nel 2013 ho letto 46 libri, il che conferma una tendenza in calo dai 77 del 2010 in poi. Non sto a cercare ragioni o giustificazioni, perché so che sono comunque di parecchio oltre la media nazionale, e non mi interessa arrivare a numeri da record. C'è comunque da considerare che alcuni e-book non indicizzati su aNobii non figurano nelle statistiche, quindi in realtà qualcosina in più ci sarebbe. Gli ultimi cinque libri letti quest'anno sono nell'ordine:

Più riguardo a Mondo9Mondo9 di Dario Tonani, e so che sono l'ultimo ad averlo letto. Non avevo però trovato occasione di procurarmelo fino al Lucca Comics di quest'anno, che mi ha consentito di averne una copia autografata da autore e illustratore! Il libro raccoglie quattro racconti ambientati nello stesso universo narrativo, e collegati tra loro principalmente per la presenza della stessa "nave" Robredo. I racconti sono un misto tra sf/dieselpunk e horror, in quanto le gigantesce macchine semisenzienti che attraversano i desrti del pianeta si presentano come entità malevole, dedite alla più spietata sopravvivenza, e in grado di influenzare in modo inquietante le creature con cui entrano in contatto, dai gabbiani agli umani. Per la verità, anche se mi è sicuramente piaciuto, pensavo che i racconti, che sono stati messi insieme e arricchisti da una sorta di "cornice" di collegamento, mostrassero una maggior interdipendenza, mentre invece si leggono storie quasi del tutto separate (e ho avuto qualche difficoltà a collocare cronologicamente la terza). Insomma, il libro è buono, ma forse sarebbe più indicato presentarlo come una semplice raccolta di racconti. Voto: 7/10


Più riguardo a Mara conta i passi
Un paio di giorni dopo di questo ho finito Mara conta i passi, uno dei libri pubblicati dalla Factory Editoriale insieme al mio Spore. Il romanzo di Valentina Morelli è una storia che riesce a dare una convincente dimensione matematica alla vita di tutti i giorni, attraverso una protagonsita con la quale si empatizza fin da subito, e che accompagna il lettore in una serie di nozioni semplici ma sorprendenti (soprattutto per chi la matematica non la tratta). Queste si incastrano nella sua storia personale, fatta di insicurezza e timidezze, che la portano a cercare conforto nella prevedibilità dei numeri. Il pregio del libro è proprio quello di trattare la matematica in modo "caldo", facendone uno strumento per ottenere un contatto più diretto col mondo. Dei temi presenti (frattali, quarta dimensione) mi sono occupato io stesso in qualche mio racconto, ma qui probabilmente sono stati inseriti con maggior eleganza all'interno della storia. Un libro sorprendente, che se anche lascia aperta qualche questione cattura fin da subito. Voto: 8/10


Più riguardo a PsyconegozioPsyconegozio è un libro scritto da due autori che adoro: Alfred Bester e Roger Zelazny. In realtà Zelazny ha ripreso il manoscritto incompiuto di Bester dopo la sua morte, lo ha terminato, e il libro è stato pubblicato esso stesso dopo la sua morte, quindi si tratta di una pubblicazione postuma di una collaborazione postuma. A parte questo trivia, il romanzo parte dall'inchiesta di un giornalista su un negozio di Roma, la bottega di uno "scambia-anime" in cui è possibile barattare tratti della propria personalità con altri. Il giornalista rimane però coinvolto nelle vicende del negozio, e in seguito si scopre che il suo arrivo al negozio è tutt'altro che casuale, e che anzi dalle attività della Bottega Oscura dipende in pratica il destino dell'universo. Il romanzo è denso di idee, di citazioni, di humor, e la lettura è dapprima divertente, poi avvincente. Di fatto all'inizio sembra di leggere quasi un divertissement, ma dopo metà la vicenda inizia a prendere forma, e il ritmo si fa più intenso. Un'ottima prova, una fantascienza inusuale ma piacevolissima. Voto: 8/10


Più riguardo a Protocollo StonhengeDanilo Arona ed Edoardo Rosati hanno collaborato per scrivere Protocollo Stonehenge. Ora, io non sono esattamente un esperto di horror italiano, quindi non ho familiartà con Melissa, una sorta di figura mitologica creata da Arona e che ricorre in varie forme in molte delle sue storie. Anche qui la protagonista è lei, anche se lo si scopre molto avanti nella storia. La trama segue principalmente una ragazza che come molte altre prima di lei è stata colpita dalla "maledizione" di Melissa, il suo fidanzato che cerca di salvarla, e due medici che hanno alcuni collegamenti con i casi precedenti e che pensano di aiutarli. Dopo alcuni capitoli iniziali che servono giusto a far intuire la minaccia presente, la storia si stabilizza intonro a questi personaggi principali, e mette in campo una buona dose di temi classici e pseudoscientific, dalla radiazione di Schuman ai rapimenti alieni, dalla morte nel sonno al potere delle pietre di Stonehenge. Queste parti sono a loro modo interessanti, anche se spesso viene da dubitare della credibiltà di quello che viene raccontato. L'azione è resa in modo efficace, meno le parti di infodump che si inseriscono ogni tanto. Inoltre, alcuni dei capitoli iniziali non sembrano aver nessun collegamento con il resto (come l'intera storia della suora che morirà poco dopo) e viene da chiedersi che cosa ci stiano a fare. L'epilogo da b-movie poi fa scadere un po' tutto, considerando anche che rende vani tutti gli sforzi e i sacrifici compiuti dai protagonisti. Per questi particolari, che possono sembrare marginali ma nell'economia del romanzo pesano abbastanza, devo dargli un voto 5.5/10.


Più riguardo a Il ciclo di vita degli oggetti softwareE per terminare l'anno ho deciso di leggere l'ultimo di Ted Chiang. Per farvi capire quanto fosse eccitato per questo libro vi rimando alla recensione di Storie della tua vita, con la differenza che qui non si tratta di singoli racconti ma di un'unica storia. Tuttavia Il ciclo di vita degli oggetti software non mi ha convinto altrettanto. O meglio: si tratta di un libro più che buono, con una storia davvero interessante inserita in un contesto perfettamente credibile. Le intelligenze artificiali (i "digienti") che crescono accudite dai loro "padroni" umani sembrano davvero uno sviluppo prossimo della tecnologia, e il modo in cui si comportano e vengono trattate tiene conto di tutte le tendenze attuali. Ma in questo romanzo Chiang non è riuscito, come invece fa di solito, a eguagliare la componente fantascientifica (o anche solo scientifica) con quella emotiva, quasi impedendo al lettore di interessarsi alle vicende dei protagonisti. Di fatto i digienti che parlano come caricature di pellerossa, e fanno capricci da preadolescenti, mi sono risultati soprattutto irritanti, e anche se ho capito che la loro natura volubile è proprio una manifestazione di intelligenza e senso critico, davvero non sono riuscito a fare il tifo per loro. Nelle parti finali, quando viene presentata la soluzione per la minaccia di estinzione delle creature, vengono richiamate alcune idee molto stimolanti, ma anche questo non basta a volere il bene delle IA. Con questo non voglio dire che si tratti di un brutto libro, ma rispetto agli standard di Chiang (e quindi, forse, alle mie aspettative) siamo piuttosto al di sotto, quindi devo "limitarmi" a un voto 7/10.

Coppi Night 29/12/2013 - Via da Las Vegas

Ultima Coppi Night del 2013! Non che questo implichi una particolare selezione nei film in lista, ma fa sempre un certo effetto notare come questa tradizione perduri negli anni, nonostante qualche alterazione marginale nella forma, Membri che si aggiungono e altri che latitano... ma insomma, il nostro pizzefilm della domenica continua a essere un punto di riferimento, ed è una soddisfazione.

Il film che ha vinto questa sera a quanto pare è un classico uscito nel 1995, di cui personalmente ignoravo l'esistenza. Conosciamo un Nicolas Cage che interpreta un alcolizzato (di quelli seri) che dopo aver perso famiglia e lavoro decide di andarsene a Las Vegas per spendere tutto quello che ha in alcool, e morire lì. Una volta arrivato però conosce una prostituta, alla quale si lega subito, e per il resto del film li vediamo agire come una vera e propria coppia, anche se sono ben lontani dall'ideale romantico dei piccioncini in vacanza.

Con questo film Nicolas Cage ha vinto numerosi premi come miglior attore (dall'Oscar al Golden Globe, con svariate altre nomination), e mi sorprendo io stesso a dirlo, ma credo proprio che se lo sia meritato. È strano se si considera la fama attuale di attore trash (anche esaltata da meme e immagini virali che girano sul web) che si porta addosso, e in effetti io stesso l'ho trovato sempre poco convincente o fuori parte (tranno in Adaptation/Il ladro di orchidee), ma qui Nic Cage è davvero bravo. Sarà che interpretare un alcolizzato cronico, che cerca la bottiglia sul comodino anche quando si sveglia in preda ai tremori, gli viene abbastanza facile, ma la sua interpretazione è impeccabile e impressionante. Meno tagliata al ruolo è la sua compagna, la prostituta di presunto alto livello che anche dopo essersi affrancata dal suo protettore sembra risentire di ogni situazione "spiacevole" incontrata durante il suo lavoro. Non sto dicendo che in quanto "professionista" dovrebbe sopportare qualunque tipo di abuso, ma visto che una delle prime cose che sentiamo da lei è proprio una vanteria su quanto sia capace, ci si aspetterebbe maggior "flessibilità".

Il film forse non è perfetto, e risente soprattutto di uno stile decisamente superato: lunghe carrellate di paesaggi con canzone in sottofondo, intermezzi musicali sparati a tutto volume, dialoghi leggermente didascalici e sequenze che non hanno una precisa collocazione all'interno della storia (e comunque c'è chi riesce a fare di peggio anche oggi...). Tuttavia assistere alla progressiva discesa di questi due disperati, che sembrano aggrapparsi uno all'altro nella consapevolezza di aver perso qualunque altra speranza, riesce davvero a toccare lo spettatore. Non so se si possa dire che è un "bel film", ma è sicuramente qualcosa che lascia un segno, e non è poco.

Autopromo Bundle: Magazzini, recensioni, interviste, aggiornamenti

http://www.delosstore.it/delosbooks/45294/il-magazzino-dei-mondi-2/Quale modo migliore di iniziare il nuovo anno con un bel post farcito di autopromozione? In questo caso però non mi limiterò a segnalare nuove uscite, ma anche una serie di altre amentià collegate a Spore e non, oltre a qualche anticipazione sui prossimi lavori.

Prima di tutto notifico l'uscita de Il magazzino dei mondi 2, la raccolta di racconti brevi della Delos di fantascienza che segue di alcuni anni Il magazzino dei mondi, che aveva avuto un discreto successo. Il libro ha avuto una storia un po' travagliata, infatti le selezioni erano iniziate all'inizio dell'anno scorso, poi il processo si era arenato ed è stato ripreso solo a novembre, tant'è che io stesso mi ero dimenticato di aver partecipato con il racconto Spam, un'ironica storiella sui paradossi dei viaggi nel tempo.

Il libro uscirà in effetti a fine gennaio, ma è già prenotabile sul Delos Store. 240 pagine e quasi altrettanti racconti, è un buon compromesso.


Parlando di Spore, che nelle ultime settimane ha iniziate a mettere radici (ife?) in vari habitat, posso intanto segnalare la prima recensione "ufficiale" pubblicata su "Il futuro è tornato" (il blog di sf col quale collaboro ogni tanto). Oltre al commento di Angelo Benuzzi trovate anche una breve intervista, in cui si parla della mia produzione, dei miei progetti e anche di Futurama! Questa è la prima, ma confido che altre ne spunteranno a breve, come funghi dopo un acquazzone. Intanto, mi sento di citare alcuni commenti random ricevuti in via privata, o reperiti su social network:

- Leggere Andrea mi ha riportata ai bei tempi di Amazing Stories di Campbell.
- Da cultrice di Darwin ho molto gradito i richiami alla teoria dell'evoluzione.
- Per me si tratta di alcuni fra i migliori racconti della "fantascienza", del "fantastico" italiano degli ultimi decenni.
- Spore non è il libro di un aspirante scrittore, è il libro di uno scrittore.
- Il tuo libro è bello e coinvolgente, poetico, struggente, incisivo, ogni racconto ha un suo filo narrativo (spesso uno stile diverso) che si esaurisce nel numero di pagine perfetto, esattamente quello necessario alla storia.
- Le storie di Andrea sono quanto di meglio la fantascienza italiana abbia da offrire al lettore curioso.
Non sto a citare le fonti, ma vi garantisco che non invento niente. E credetemi, non c'è così tanta gente in giro che mi vuole così bene da commentare a priori con tanto entusiasmo. Forse, tutto sommato, qualcosa di buono c'è davvero, in quelle nove storielle...


Sempre a proposito di interviste, è apparsa anche quella sul sito di RiLL, una semplice domandina riguardo il mio racconto La conquista/Pace e morte incluso nel volume Perché nulla vada perduto. Anche gli altri autori presenti dicono la loro, ognuno con domande calibrate, quindi se avete letto il libro può essere un'interessante bonus track.


Infine, come avevo anticipato qualche mese fa, sto lavorando a uno, se non due e-book che usciranno nei prossimi mesi. Il primo, Pixel, che avrei voluto rilasciare a fine anno, ha subìto qualche ritardo dovuto a questioni logistiche, ma conto di riuscire a metterlo online per la prossima settimana. Si tratta di un racconto lungo, e mi dispiace, ma stavolta non sarà gratuito. Se le cose vanno come previsto, dovrei essere in grado di partorire anche un'altra raccolta per San Valentino, e sì, sarà una raccolta a tema amoroso!

E Retcon? Sì, è finito. O almeno, è scritto. Se mai potrete leggerlo, non dipende solo da me.

Post di fine anno

Ero qui che pensavo di scrivere un post di fine anno, e mi chiedevo che titolo dargli, quando mi è venuta un'idea eccezionale. Ed è così che vi presento il "Post di fine anno"! Vorrei dire che è una tradizione fare il bilancio del blog e ogni anno tiro le somme e così via, ma non ne sono sicuro. Cioè, forse l'ho fatto altre volte, ma davvero non mi ricordo e non ho voglia di controllare. Quest post di fine anno deve essere una sorta di recap delle attività blogistiche degli ultimi dodici mesi e dare qualche anticipazione sulle possibili direzioni per l'anno in arrivo.

Potete benissimo saltare questo post, che come tutti quelli della rubrica "info" è una specie di "post di servizio", ma se seguite Unknown to Millions può essere un utile guida orientativa.




Nel 2013 ho pubblicato 157 post, quindi quasi uno ogni due giorni. Senza entrare troppo nello specifico con dati e numeri, posso dire che sono mediamente soddisfatto dell'andamento del blog. Negli ultimi due-tre mesi in particolare ho avuto un discreto aumento delle visite, e alcuni fattori ad aver contribuito notevolmente alla "popolarità" (molto relativa) del blog sono stati la trasmissione dei nuovi episodi di Futurama su Italia1, che io avevo già recensito mesi prima, e probabilmente anche la pubblicazione di Spore a metà novembre, che sembra aver attirato una certa curiosità da queste parti. Tra i post più popolari del 2013, troviamo i commenti agli episodi di Doctor Who (The Name of the Doctor e An Adventure in Space and Time), la mia "giustificazione" per essermi iscritto a Masterpiece (col senno di poi, considerato come si è rivelato, non l'avrei fatto, ma questo non cambia il senso delle mie considerazioni dell'epoca), e l'invito a non regalare libri, che in effetti per il momento non ha molte visite in termini assoluti essendo molto recente, ma sta facendo buoni numeri.

Nel corso dell'anno ho inaugurato alcune nuove rubriche, in particolare "dimenticatoio" e "Lost in Lost". Per la prima sono riuscito a scrivere solo un post, la seconda ne conta più di una decina ma non ha avuto un grande riscontro. Nonostante questi segnali "negativi" credo comunque che interromperò i miei resoconti della serie, perché è una cosa che innanzitutto mi diverte, e ho sempre pensato che fosse più importante differenziare i contenuti del blog rispetto all'offerta media, piuttosto che assecondare le richieste (anche implicite) del pubblico. Oltre alle rubriche ho inserito anche una nuova sezione dedicata ai miei dj set, in modo che il mio occasionale lavoro alla console vada meno perso nel nulla, e ho riorganizzato la pagina delle pubblicazioni in modo da renderla più user friendly.


In effetti in alcuni casi non sono riuscito a dare lo spazio che volevo a certe rubriche, e a risentirne sono soprattutto quelle più "impegnative", come il dimenticatoio di cui parlavo prima, o i "film che non vedrete mai", "dal libro al film", "idee". Questa mancanza è dovuta soprattutto al fatto che da metà anno in poi ho avuto alcune difficoltà logistiche nella gestione dei tempi, e non mi è stato facile trovare la situazione adatta per scrivere lunghi post articolati. Per quanto tenti di mantenere la mia vita personale fuori da queste pagine, è inevitabile che essa si rifletta indirettamente, e questo è stato il risultato, che spero non sia pesato troppo al pubblico. Nel 2014, considerate le prospettive in avvicinamento, conto di riuscire a riprendere un calendario più regolare e avere modo di dedicarmi anche alle rubriche più difficili da trattare.

Sempre parlando di prospettive per l'anno nuovo, sto valutando se iniziare ad aggiungere, quando sarà il momento, le recensioni della prossima stagione di Doctor Who, di cui credo di essere più competente di molti altri che ne scrivono, essendo arrivato più o meno a metà della serie classica, ignota alla maggior parte del pubblico attuale. Ma non so se sia il caso, proprio perché già altri lo fanno, e non sono sicuro che il mio contributo avrebbe un valore (fatemi sapere cosa ne pensate!). Per il resto credo che manterrò sostanzialmente la condotta attuale, continuando con il Coppi Club, con Futurama (anche quando terminerò le recensioni in corso, troverò modo di scriverne ancora), e con le varie recensioni di ambito letterario e musicale (mi piacerebbe incrementare queste ultime, ma non so se ci riuscirò). Le rubriche di citazioni (bustine di zucchero, immagini, [quote]) da sempre non hanno un grande successo, ma onestamente non credo che buttare tre righe di testo sfizioso ogni tanto possa fare male a nessuno, quindi rimarranno.


E ho già scritto troppo, per essere un semplice recap. Ma questo dovrebbe darvi un'idea che il blog, per me, non è affatto un'attività collaterale, e anche se cerco di mantenere un tono essenzialmente leggero non significa che non riversi molte delle mie energie qui dentro. Quindi mi auguro che vogliate approfittare di queste energie e assorbirne una porzione, che può farvi anche bene. E se non ci risentiamo prima, buon anno a tutti!

Lost in Lost #13 - Ep. 3x11-3x15

Siamo a metà stagione, e il percorso dovrebbe farsi chiaro. Lo è davvero? Intanto ci si libera di qualche fronzolo, togliendo di mezzo gli inutili Niki e Paulo che si stavano facendo notare dall'inizio della stagione, durante l'episodio Exposé che nonostante tutto risulta piacevole, e risulta comodo come recap di quanto successo fin dai primi giorni dopo lo schianto del volo 815. In Par Avion Claire ha la tanto brillante quanto assurda idea di catturare uccelli migratori per mandare un messaggio all'esterno, e si scopre che è figlia di Christian Shepard, ovvero sorellastra di Jack. L'episodio è piuttosto inutile, ma serve a portare avanti il tema della morte annunciata di Charlie. Delle new entry, la più interessante è sicuramente Mikahil, il soldato russo che si spaccia prima come l'ultimo uomo della Dharma e poi è rivelato come uno degli Altri, ma che in ogni caso rivela qualche utile informazione sulla storia dell'isola e lo scontro tra le due fazioni. Scopriamo anche che Jack se la spassa nel villaggio idilliaco tra le montagne, e non gli passa manco per la testa di "essere salvato" dai suoi compagni. Fortunatamente ci pensa Locke a mandare tutto all'aria, in senso letterale, facendo esplodere il sottomarino (l'unico mezzo da e per l'isola) in The Man from Tallahasse, dove vediamo anche il suo malvagio padre tenuto in ostaggio dagli Altri. Tuttavia sentendosi compromessi, gli indigeni dell'isola se ne vanno, portandosi Locke con loro, e lasciano il gruppetto di stranieri (Juliet inclusa) lì dove si trovano, pertanto non gli rimane altro che tornare indietro alla spiaggia.

In effetti in questi episodi di novità ne abbiamo diverse. Conosciamo Mikahil nella sua stazione di comunicazione (la Fiamma) e veniamo a sapere dello scontro tra Altri e Dharma, vediamo dall'interno la deliziosa Otherville protetta dai piloni anti-Mostro (che scatta qualche incantevole foto a Juliet e Kate durante l'inseguimento), scopriamo il sottomarino e la facoltà per alcuni degli Altri di andare e venire a piacimento dall'isola (era già stato accennato quando Michael alla fine della seconda stagione viene fatto partire, ma finora non sembrava davvero possibile). Ci sono anche alcuni interessanti ritorni: il padre di Locke, Richard Alpert (finora visto di sfuggita un paio di volte nei primi episodi), e appunto il Mostro, che non vedevamo da parecchio. Insomma, di materiale ce ne sarebbe, il problema è che la sproporzione tra quello che accade sull'isola e nei flashback inizia ad essere irritante. Vedere Sayid confrontarsi con una sua vecchia vittima di tortura, scoprire che Jack e Claire sono fratellastri, assistere all'incontro tra Kate e la vecchia fiamma di Sawyer... sinceramente, a chi interessa davvero? L'unico flashback interessante è quello in cui scopriamo come Locke ha perso l'uso delle gambe, ma ce l'hanno fatto sudare per ben due stagioni e mezzo, quindi più che una scoperta è una liberazione. Paradossalmente infatti, il flashback di Exposé è quasi più interessante degli altri, anche perché contiene gustosi cameo di vecchie conoscenze come, Boone/Shannon, Ethan Rom e il dottor Arzt. Il mio spettatore sta iniziando ad apparire insofferente a questa tendenza, e questo deve rispecchiare pressappoco l'opinione generale del pubblico dell'epoca, che chiedeva una svolta decisiva nelle storyline dei personaggi, che è arrivata con il finale di stagione... ma non affrettiamo troppo le cose.

Passiamo alle previsioni della mia cavia sui prossimi eventi. Dovrà esserci un qualche confronto diretto tra Locke e suo padre, perché altrimenti non avrebbe avuto senso portarlo sull'isola. Non sembra probabile che Anthony Cooper (o qualunque sia il suo vero nome) possa essere uno degli Altri, ma la sua influenza sul figlio potrebbe di nuovo manifestarsi in qualche modo, convincendo John a fare qualcosa di tremendamente stupido (come far esplodere un sottomarino). Alla spiaggia i naufraghi dovranno conoscere Juliet, e probabilmente non saranno così entusiasti di averla con loro. In qualche modo Jack verrà a sapere che Clair è sua sorellastra, come era avvenuto nella prima stagione quando Sawyer gli racconta del suo incontro a Sydney con Christian Shepard. Che cosa deriverebbe da questo però non è chiaro, e forse nemmeno così interessante. E poi dobbiamo ancora scoprire dove ci porta il plot di Charlie: morirà davvero, o Desmond può continuare a salvarlo a tempo indeterminato?