Coppi Night Special Edition 26/12/2016 - Oceania

La specialità di questa Coppi Night sta nel fatto che intanto non era una night ma un mid-afternoon, e che invece del pizza + film a casa è diventato hamburger + cinema per fare qualcosa a Santo Stefano quando fuori c'è una nebbia da brughiera padana e quindi cosa potresti fare di meglio? Contiamola allora come Coppi Night così ho l'occasione per il probabile ultimo post del 2016.

Erano anni che non mi capitava di andare a vedere un "film di Natale", visto che in genere le proposte per questo periodo mi lasciano alquanto indifferente: cinepanettoni a parte (fenomeno che mi pare un po' in declino), di solito c'è la commedia per familige, il filmone sentimentale, il cartone e l'avventura. Per la verità non è che avessi tutta questa voglia di andare a vedere Oceania (o Moana come da titolo originale, da noi corretto per evitare equivoci sulla protagonista), ma tra le possibilità non mi dispiaceva poi tanto, considerando il generale livello qualitativo dei film Disney e l'ambientazione interessante.

Devo ammettere che sono rimasto un po' fregato dalla falsa equazione Disney = Pixar. Se è vero che il primo gruppo produce i lavori dello studio di animazione, in questo caso il lavoro è stato diretto direttamente dal nucleo centrale della Disney, ed è quindi un prodotto dedicato a un pubblico molto giovane, a differenza dei lungometraggi della Pixar che spesso sono forse anche più adatti al pubblico adulto. Insomma, Oceania non ha niente di nuovo a livello di struttura rispetto ai "classici", e ancora meno distanza rispetto a successi più recenti come Frozen. Gli ingredienti sono gli stessi: principessa ribelle (ok, figlia del capovillaggio, ma si equivalgono), popolo in pericolo, parente morto che fa da spirito guida, partner guascone ma di buon cuore, animaletti simpatici di accompagnamento, e tante tante canzoni.

Si può parlare di un lavoro ben realizzato tecnicamente, il che non è banale se si considera che un elemento difficile da animare come l'acqua è onnipresente per tutta la durata. Scenografie e atmosfere perfette per rendere l'ambientazione polinesiana, e qualche elemento di mitologia interessante (anche se non mi sono premurato di controllare le fonti). Da qui a parlare di una trama coinvolgente però ce ne vuole, anzi la prevedibilità è a livelli di allarme, così anche le sequenze più intense nella parte finale risultano piuttosto fiacche. Personalmente poi trovo piuttosto irritante che le canzoni siano tradotte in senso letterale (almeno così presumo) senza un minimo tentativo di rispettare metrica e musicalità (ci fosse una-rima-una!). Già mi sto sforzando a sopportare gente che canta in mezzo a un film, se poi canta a caso figuriamoci!

In definitiva un film piacevole soprattutto per gli occhi, certamente con qualche gag azzeccata, ma che ha senso andare a vedere soltanto in presenza di marmocchi da far tare calmi un paio d'ore.

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